Dott.ssa Mariasole Bergamasco - Psicologa e Tutor

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Supporto psicologico e tutoraggio per bambini, ragazzi e famiglie. DSA, ADHD, metodo di studio, difficoltà scolastiche e benessere emotivo.

Ricevo a Roma e online.

Dott.ssa Mariasole Bergamasco - Psicologa e Tutor 09/07/2026

Ho sbagliato. Sono sbagliato?

Dietro ogni diagnosi c'è un bambino e dietro ogni bambino c'è un soggetto.

Il DSA non riguarda solo lettura, scrittura e calcolo.
Riguarda anche il modo in cui un bambino o un ragazzo può arrivare a pensarsi.
Quando la difficoltà scolastica si ripete ogni giorno, il rischio non è solo un brutto voto.
Il rischio è che l’errore diventi identità.

Leggi l'articolo completo
"Quando apprendere ferisce. Dove soffre un bambino o un ragazzo con DSA?":

https://www.mariasolebergamasco.it/quando-apprendere-ferisce-dove-soffre-un-bambino-o-un-ragazzo-con-dsa/

Dott.ssa Mariasole Bergamasco - Psicologa e Tutor

02/07/2026

“Ai tempi miei ADHD e DSA non esistevano.”
Vero.
O forse non avevamo ancora le parole per nominarli.

Esisteva il bambino che non stava fermo, dimenticava tutto, interrompeva, si perdeva nei compiti.
Esisteva il bambino che leggeva lentamente, scriveva con fatica, sbagliava calcoli “facili” e veniva chiamato svogliato.

Solo che spesso veniva tutto ridotto a:
pigro
maleducato
disattento
non si applica

Oggi non stiamo inventando bambini nuovi.
Stiamo provando a capire meglio fatiche che prima venivano solo rimproverate.

ADHD e DSA non sono mode.
Sono lenti per leggere meglio il funzionamento di un bambino.
E capire meglio non significa togliere regole.
Significa trovare strumenti più giusti.

Dott.ssa Mariasole Bergamasco - Psicologa e Tutor 25/06/2026

COMPITI E ADHD: quando muoversi aiuta a concentrarsi

In questi anni mi è capitato spesso di osservare bambini e ragazzi che, mentre studiano, hanno bisogno di muoversi.

C’è chi ripete tirando piccoli pugni nell’aria, quasi come in un allenamento di boxe.
Chi chiede spesso di andare in bagno.
Chi si dondola sulla sedia.
Chi muove continuamente la penna.
Chi sta seduto con le gambe incrociate e proprio non riesce a tenerle giù.
Da fuori tutto questo può sembrare distrazione, a scuola tutto questo "deve essere corretto".

In realtà, nel caso dell’ADHD, il movimento può avere una funzione regolativa: aiuta a mantenere attivo il livello di attenzione, a scaricare tensione e a restare nel compito.

Il punto non è lasciare fare tutto.
Il punto è capire quale movimento aiuta e quale invece interferisce.

A volte servono strategie semplici:
pause brevi,
consegne spezzate,
tempi chiari,
oggetti da manipolare,
possibilità di cambiare posizione,
piccoli movimenti concordati.

Chiedere sempre “stai fermo” può diventare controproducente.
Per alcuni ragazzi, il corpo è proprio uno strumento per pensare, regolare l’energia e sostenere l’attenzione.

L’obiettivo non è farli stare immobili.
È aiutarli a studiare meglio.

Dott.ssa Mariasole Bergamasco - Psicologa e Tutor

10/05/2026

Il PDP non va accettato “così com’è”. Va letto. Va capito. Va discusso.

Molti genitori, davanti al PDP, si trovano spiazzati.
Arriva il documento dalla scuola, ci sono tante voci, tante caselle, tante formule già pronte; e spesso la domanda è:
“Ma devo firmarlo così?”
“Posso chiedere modifiche?”
“E se non capisco se è davvero adatto a mio figlio?”

La risposta è semplice: il PDP non dovrebbe essere un modulo standard.
Non dovrebbe contenere frasi generiche come:
“strumenti compensativi quando necessario”
“tempi aggiuntivi se opportuno”
“suddivisione dei compiti se necessario”
Perché il punto è proprio questo: necessario per chi? deciso da chi?

Un PDP utile deve essere tarato sullo studente reale.
Non sul “ragazzo con DSA o BES” in generale.
Non su una diagnosi letta in modo astratto.
Non su una formula copiata da un modello.
Su quello studente lì.
Con le sue difficoltà, le sue risorse, il suo modo di studiare, i suoi tempi, la sua storia scolastica, la sua fatica, ma anche le strategie che funzionano.
E sarebbe importante coinvolgere anche lui, quando possibile. Parliamo tanto di responsabilizzazione e poi non li coinvolgiamo su ciò che li riguarda, ponendoli solo come destinatari delle misure, anziché soggetti attivi del processo di apprendimento.

Perché il PDP non riguarda solo la scuola e gli adulti.
Riguarda il modo in cui quel ragazzo può imparare senza sentirsi sempre sbagliato.
Anche il parere dei professionisti che lo seguono può essere prezioso: psicologi, tutor, logopedisti, neuropsicologi, educatori.
Non per “mettersi contro” la scuola.
Ma per costruire un documento più concreto, più chiaro, più applicabile.

Un buon PDP dovrebbe dire:
cosa serve davvero a questo studente per lavorare meglio?
quali strumenti usa davvero?
quali tempi gli servono?
quali modalità di verifica lo mettono nelle condizioni di mostrare quello che sa?
Perché un PDP scritto male rischia di restare solo carta.
Un PDP scritto bene, invece, può diventare una bussola.

Se sei un genitore e ti stai chiedendo:
“Devo accettarlo così com’è?”
Ci siamo anche per questo.

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Baustelle - Charlie fa surf (Official Video) 03/05/2026

C’è un’immagine, dietro la canzone "Charlie fa surf" dei Baustelle, potentissima: il bambino inchiodato al banco nell’opera di Maurizio Cattelan, Charlie don’t surf.
Charlie non fa surf.
Mani ferme, corpo bloccato, banco di scuola; mani inchiodate al banco.

Ma nella canzone dei Baustelle Charlie diventa, appunto, Charlie fa surf.

Non è solo la storia di un ragazzo che esagera, provoca, consuma, non studia, non rientra nelle aspettative.
È una scena precisa: un adolescente guardato dagli adulti a partire da ciò che disturba.
La scuola, il corpo, la voglia di andare oltre; tutto sembra dire che Charlie è “troppo”, e forse è esattamente così che spesso arriva l’adolescenza: troppo rumorosa, troppo chiusa, troppo esposta, troppo difficile, troppo caotica.

Eppure in quel “fare surf” c’è qualcosa.
Non è stare fermi.
Ma non è nemmeno cadere.
È provare a restare sopra un’onda che non si governa del tutto.

Forse certi ragazzi fanno proprio questo: cercano equilibrio dentro qualcosa che li supera, mentre gli adulti, spesso, vedono il problema, la condotta da correggere.
Ma un adolescente non coincide mai solo con quello che preoccupa l'adulto.
A volte, dietro quello che disturba, c’è un modo ancora confuso di domandare un posto. Non inchiodato. Non interpretato dal sapere adulto che sembra sapere tutto su di lui e vuole farlo rientrare in una definizione, in una categoria precisa, nell'illusione di poterlo controllare, gestire, rendere meno "disturbante". Meno "troppo".

Lasciamo a Charlie il suo surf: forse è lì, in quel movimento che disturba, che sta cercando un modo per non restare inchiodato.



Opera citata: Maurizio Cattelan, Charlie don’t surf, 1997.
Canzone: Baustelle, Charlie fa surf.

Baustelle - Charlie fa surf (Official Video) © 2008 WMGBaustelle - Charlie fa surf Spotify: https://open.spotify.com/artist/02G0wSA5mAINnHX3nTCaHiiTunes: https://itun.es/it/ltB4e

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