Ecco-Me nido in famiglia di Elena Gastaldello

Ecco-Me nido in famiglia di Elena Gastaldello

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Non è più attivo il nido in famiglia Ecco-Me. per il servizio babysitteraggio condiviso e puericultura ad approccio integrato contattare Elena Gastaldello

10/06/2022

"IO SONO L'ADULTO"

09/04/2022

Anche in alcune scuole purtroppo si è cercato di limitare il movimento e il gioco infantile. Drammatico che alcune abbiano addirittura imposto l’intervallo fra i ban­chi proibendo l’attività motoria.

Anche la Natura è ormai lontana, preclusa a un contatto diretto. Non sto parlando del grande bosco o del grande parco naturale, sto parlando della piog­gia, della terra, dei sassi, del potersi ar­rampicare, del poter costruire qualcosa con le proprie mani. Sto parlando di aria, acqua, fuoco, terra, degli elementi sensoriali primari che permettono al bambino di riconnettersi profondamen­te alle proprie sensazioni.

Messe assieme le difficoltà dei genitori di interpretarsi in senso educativo e l’alienazione infantile nei confronti del gioco, della motricità e della natura, si capisce come le difficoltà emotive dei nuovi "cuccioli" non appartengono certo a problemi neurologici ma prevalente­mente a situazioni ambientali dove l’in­naturalità della vita impedisce anche il recupero di eventuali ritardi fisiologici.
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Testo estratto dall'articolo di Daniele Novara "Curare con l’educazione" estratto dalla rivista Conflitti, numero 2 - 2017

08/04/2022

Ruoli: quando ci si ritrova nel ruolo dell'adulto genitore è importante osservare e riconoscere quale tipo di ruolo stiamo vestendo per dare l'opportunità al bambino d'essere figlio nel momento in cui egli ha bisogno vitale di vivere il ruolo del figlio. Ogni ruolo ha il suo tempo.
Non è semplice, purtroppo se non si è sensibilizzati a vedere oltre i propri comportamenti (sintomi di modelli operativi interni creati nella primissima infanzia), si rischia di portare e far portare pesi inutili e dannosi per generazioni.
Fermiamoci e chiediamoci che ruolo stiamo vivendo :)

Quando un bambino rinuncia a essere piccolo per diventare grande, in soccorso di un adulto o di un genitore, chiude letteralmente il rubinetto del chiedere. Si convince profondamente che, poiché ha chiesto senza aver ottenuto, chiedere sia sbagliato e per lui, proprio lui, non sia giusto ricevere. Questo provoca uno scompenso che diviene sempre più evidente con il procedere dell’età. Una persona che non chiede è abituata ad accettare ciò che la vita le porta, in tutti i settori. Avrà amicizie e primi amori molto dolorosi, all’insegna del rifiuto, del tradimento, dell’abbandono.
Finirà con il fare un lavoro che non ha scelto, che non le piace, in cui fatalmente si troverà a riprodurre lo stesso schema; ad esempio, svolgendo lavori che non le spettano, che sono al di fuori e al di sopra della sua responsabilità, sobbarcandosi il peso di compiti, funzioni e procedure di altri, anche superiori in grado. Ottenendo non lodi, ma giudizi feroci.
Come da piccolo faceva la madre della propria madre o il padre del proprio padre, sul lavoro farà il capo del suo capo e, come nello schema familiare, senza vedersi riconosciuto, umanamente né economicamente, tale ruolo.
Questa persona si riconosce facilmente in un ufficio o in un’azienda, perché è quella che risolve tutti i problemi, cui tutti si rivolgono come tanti bambini che accorrono dalla mamma o dalla maestra, sempre scontenti, sempre incapaci di risolvere i problemi da sé, sempre giudicanti e nervosi, perché lei “non fa abbastanza”.

Tratto da Tarocchi Karma Destino - Ruoli, simboli, archetipi e meditazioni per illuminare i processi interiori e lavorare su di Sé

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02/04/2022

Fiducia...ogni cosa a suo tempo e ha il suo tempo per maturare

"Le hanno tolto il latte materno
prima del tempo, l'hanno costretto
a mangiare solidi prima di essere pronti,
gli hanno negato amore, braccia,
affetto e attaccamento perché
"Era molto viziato".

Gli hanno fatto lasciare il pannolino
prima del tempo, lo hanno premuto
a camminare prima dell'età
in cui deve farlo,
Mettendolo su un deambulatore.

Lo hanno rimproverato, punito
e gli dissero che doveva dormire
solo perché già "era grande",
ancora e contro la sua volontà.

L'hanno rimproverato per aver pianto ed espresso
le sue emozioni.
Hanno annullato la loro creatività e intelligenza, esponendosi agli schermi e
zuccheri dai primi
anni.
L'hanno costretto a fare piani
e usare le sue manine
in modi che ancora
Non ne ero capace.

E ora gira per il mondo
insicuro e senza autostima,
senza abbandonare il nido che lo ha visto crescere, pieno di paure, con pessime abitudini alimentari
e con mancanza d'amore,
pace e tranquillità...

Nessun obiettivo, nessun scopo,
Aspettando qualcuno
costringerlo a dirglielo
cosa fare e non fare...

Dimentica la difficoltà della società.

Lascia andare tuo figlio
al suo tempo.
Non paragonarlo ad altri bambini.

Poi quando si trasforma
in adulto, ti ringrazierà”.

Autore:
Dott. Luis Dávila

14/03/2022

Non è affatto semplice, ma impegniamoci a dialogare guardando negli occhi le persone e ascoltandole davvero. Senza giudizio...già una madre ha lo zaino strapieno di giudizi e sensi di colpa, e ne so qualcosa!!!

Contiamo fino a 10 prima di parlare e proviamo a trasformare una "frase giudizio" in domande che esplorino "il sentire" di ciascuno, senza "giusto-sbagliato", "buono-cattivo".
Non siamo perfette, ma proviamo ad essere delicate su un'anima che, oltretutto, può essere già ferita.

Grazie Alessandra Bortolotti per questo post.

Ho appena fatto una consulenza ad una mamma
👉sull'ambientamento al nido👈 del suo bimbo di 2 anni.
Il bambino ha difficoltà nel distacco ma soprattutto nel pomeriggio e la notte quando è a casa. Se non va è tranquillo. Quindi la mamma si pone delle domande e non sa se assecondare il bimbo o no... il dialogo con le educatrici è a senso unico: una volta in cui lo ha lasciato disperato le hanno detto: 💥BRAVA mamma e BRAVO bambino💥, perchè tu mamma hai capito cosa è giusto per tuo figlio (cioè lasciarlo mentre piange disperato e il tuo

09/03/2022

Diventare Madre è trasformarsi ❤

Quando nasce un bambino,cambia tutto.
E con lui,nasci tu per la seconda volta.
Nasce una neomamma,spesso tesa,spaventata.
Spesso lasciata sola.

Tutti che ammirano quanto meraviglioso sia il tuo bambino.
Nessuno che si preoccupi della nuova te,che ha bisogno di aiuto.

Di te che hai bisogno di una parola di conforto quando non riuscirai ad allattare,quando non riuscirai a calmarlo,a farlo dormire.

Di te che hai bisogno di qualcuno che ti prepari la cena,magari mentre approfitti che lui dorma per riposare.

Di te che hai bisogno di sentirti dire:è solo l’inizio,tutto migliorerà…

Di te che hai bisogno di una carezza,di una porzione di pop corn condivisa tra una risata ed un ricordo.

Di te che hai bisogno di una prospettiva felice,che ti aiuti a pensare che vali e che hai tanto da offrirti e da offrire al tuo bambino.

Di te che hai bisogno di non sentirti giudicata quando vorresti pingere o ridere da un momento all’altro..ma che ti nascondi per paura di non essere capita.

Di te che hai bisogno di qualcuno che non dia per scontato che tu sia la madre e che debba saper fare,da sola,subito TUTTO.

Diventare madre è un viaggio straordinario ma anche tanto impetuoso.
C’è bisogno di supporto,di rispetto,di appoggio.
C’è bisogno di sentirsi dire:
Il tuo bambino
Pensieri e Parole di “Marynik”. è stupendo,proprio come sua madre!
Testo Marynik©️
Immagine illustradora

Photos from Ecco-Me nido in famiglia di Elena Gastaldello's post 03/03/2022

AMBIENTAMENTO AL NIDO: prima i genitori!!

L'ambiente normale per un bimbo piccolo è la sua casa. Lì ha creato i suoi punti di riferimento, lì ci sono le sue principali fonti di amore.
Quando un bambino arriva al nido ha bisogno di tempo, rispetto, delicatezza, gradualità per ambientarsi.

Ma quando un bambino arriva al nido, si accolgono prima i genitori. Anche loro hanno bisogno di ambientarsi: sentirsi accolti, conoscere, creare legame... per affidarsi e affidare la persona a loro più cara.

E allora..
Partiamo dal cerchio e dal racconto intorno al fuoco
Dai simboli che ci riportano alla grande casa dell'umanità: la Terra e i suoi elementi
Condividiamo i "fari" educativi: la visione cosmica, lo strumento dell'osservazione e "il sentire", la fisiologia, i bisogni del bambino. Educazione come aiuto alla vita.
Attraverso la traccia pittorica e la musica, i genitori pongono al centro il bambino e dipingono il suo terreno.

Buone scoperte piccolino!! ❤
I tuoi genitori ed Elena sono con te

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