Leggiamoci

Leggiamoci Un luogo virtuale dove poter leggere, scrivere, sognare e soprattutto raccontare. Diventerà un audio o sarà letto, per te, dal nostro staff.

Qualunque sia la tua storia, la tua avventura, il tuo sogno, raccontarlo, anche in forma anonima.

11/01/2023

Falzea Editore. Touch Screen!

04/01/2023

Ci sono libri che non danno scampo: Touch Screen (Falzea Editore) è uno di questi. Attuale al di sopra di ogni immaginazione, dove ognuno, nessuno escluso, può ritrovarsi.
Nove storie che ti cambiano da dentro, per sempre, che rivelano segreti e paure di uomini e donne che fingono di essere felici.

Il 2023 letterario lo voglio iniziare proprio così, con un Reading del mio libro.
Buon Ascolto e Buona Lettura

06/04/2022

Ritorna la stagione dei Reading su Leggiamoci.
Questa sera un estratto dal romanzo di Sante Roperto dal titolo "La Banda della Regina".
Un racconto autentico che trae le sue radici sulle coste della nostra amatissima Calabria, una terra selvaggia e cruda, contraddittoria e profonda che non smette di stupire.

Francesco Russo, autore spesso ospite di Leggiamoci, condivide con noi la sua bella recensione relativa al Libro: Il Pia...
22/02/2022

Francesco Russo, autore spesso ospite di Leggiamoci, condivide con noi la sua bella recensione relativa al Libro: Il Pianeta delle Occasioni Perdute della scrittrice salentina Patrizia Caffiero.

“Cosa avevi chiesto al pianeta ? Cosa dovevi trovare qui?”
“Ho chiesto di incontrare l’uomo che sarebbe stato il grande amore della mia vita”.
Russo sceglie questo breve passaggio, per introdurre l'opera della CAFFIERO, una serie di racconti ambientati temporalmente in un futuro lontano. L'autrice con coraggio e un pizzico di incoscienza, sperimenta un nuovo linguaggio, denso di termini che si accompagnano al contesto temporale che il libro offre, rivelando grande capacità di critica alla tecnologia esasperata( che arriva a raggiungere livelli estremi e parossistici.)
Dunque per Russo è possibile ravvisare anche l’impronta del precursore Pasolini nel bagaglio culturale dell’autrice.

Il pianeta delle occasioni perdute è una via di fuga che occorre scegliere con convinzione, non vi si finisce per caso.
Rappresenta quella seconda possibilità che tutti invocano, ma che in pochi riescono realmente ad ottenere.
In tal modo si susseguono con trepidazione i racconti che compongono il testo, imparando una lingua nuova, conoscendo personaggi in piena evoluzione, tra la poesia surrealista del futuro e la felicità di aver trovato gli ultimi esseri viventi capaci ancora di dialogo e comprensione .

Noi di Leggiamoci non possiamo non condividere un pezzo che tocca corde profondissime in nome di una unica domanda.Possi...
14/02/2022

Noi di Leggiamoci non possiamo non condividere un pezzo che tocca corde profondissime in nome di una unica domanda.
Possiamo vivere senza poesia?
Possiamo sopportare il dolore della vita senza poesia?
Lo racconta Mario Alberti, scrittore di livello, amico di ogni forma di libertà e rispetto umano.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10226318570541858&id=1569513259

giornale di approfondimenti e opinioni

Leggiamoci torna con una riflessione della nostra Antonella Pellicone associata ad uno scatto di Patrizia Bazzoni dal ti...
10/02/2022

Leggiamoci torna con una riflessione della nostra Antonella Pellicone associata ad uno scatto di Patrizia Bazzoni dal titolo Quotidianità perché in fondo l'unica cosa reale è proprio quella che vediamo tutti i giorni.

La quotidianità affascina con piccoli gesti che celano sentimenti e vita, intrisi di spontaneità. La bellezza di dita che si sfiorano con la delicatezza della brezza marina, la confidenza di volti che si carezzano l’un l’altro e risate che frantumano il muro del silenzio. Non puoi solo amare la quotidianità, devi viverla. Ho imparato ad amare ogni sfaccettatura ordinaria di questa vita, perché essa non è fatta solo di impetuose emozioni e grandi imprese: ogni più piccola goccia di questa vita è degna di nota e non serve essere in balia delle onde per viverla. La vita si trova nel sorriso di chi ami, nel colore del cielo al mattino, nel profumo del caffè, nel libro che tieni tra le mani. Viviamo la rinascita del nuovo anno e godiamoci la quotidianità, amiamo intensamente e senza paura. Ed è proprio Antoine de Saint - Exupéry ad insegnarci “l’arte dei piccoli passi”, con questa piccola riflessione che dovremmo tutti prendere come spunto per crescere e per poter vivere.

🌄 Il nesso tra Hotel California e Shining.La canzone doveva chiamarsi Mexican Reggae. Basta ascoltarla per apprezzarne g...
30/01/2022

🌄 Il nesso tra Hotel California e Shining.

La canzone doveva chiamarsi Mexican Reggae. Basta ascoltarla per apprezzarne gli arpeggi malinconici tipici della musica dell’America centrale e il ritmo reggae.
Gli Eagles ci portano con la fantasia, le melodie e le atmosfere in un luogo dove si possono assaporare i piaceri della vita mondana: l’Hotel California.

Shining si ambienta tra le montagne rocciose del Colorado, all’Overlook, una reggia più che un hotel, il quale ha attirato negli anni molti pezzi grossi.
Il posto è un vero paradiso, d’estate. D’inverno, però, giace sepolto nella neve.
Qualcuno deve garantirne il corretto funzionamento anche durante le stagioni più fredde. Seguono le due celebri storie: quella di Kubrick e quella di King.

La canzone degli Eagles critica, a detta degli stessi componenti, l’alta società americana e il suo modo di festeggiare non certamente sobrio; Shining dipinge un affresco delle feste che si fecero, e che si fanno, all’Overlook.

Jack Torrance, il manutentore per quell'inverno maledetto di cui parla Shining, scopre per caso una grande sala da ballo, ed è lì che passerà la maggior parte del suo tempo.
Conoscerà Lloyd, un barista. Ma non un barista qualunque: Lloyd è un fantasma.
Chiacchierando con lui rivivrà gli anni d’oro dell’Overlook. Le feste prendono vita, si reincarnano proprio sotto i suoi occhi. I fantasmi gli parlano e lo seducono. Ciò che Jack vede e sente è reale.

«And I was thinking to myself/ “This could be heaven or this could be hell”», cantano gli Eagles ad un certo punto della canzone. Non c’è più differenza tra illusione e realtà: le feste dell’Overlook impazzano.

«“There were voices down the corridor/ I thought I heard them say.../ Welcome to the Hotel California/ Such a lovely place /Such a lovely face”».
La mondanità dell’hotel possiede gli uomini. Si gioisce con chi ha gioito, perdendo il controllo con chi lo ha perso per sempre. Non importa più di danzare con dei fantasmi: si è al settimo cielo.

Arriva la verità, più dolorosa di un pugno nello stomaco.
«Last thing I remember, I was/ Running for the door/ I had to find the passage back/ To the place I was before/ “Relax,” said the night man/ “We are programmed to receive./ You can check-out any time you like/ But you can never leave!”».

Con l’assolo di chitarra finale gli Eagles infuocano il loro reggae messicano, incendiando il cielo chiaro della California all’alba, in un giorno qualunque d’estate. La pazzia di Jack dilaga, fino a riversarsi nella violenza: vuole uccidere la moglie Wendy e il figlio Danny, perché loro sono gli unici sani. Non sono stati sedotti dall’Overlook.

L’assolo sfuma fino a dissolversi del tutto alla fine della canzone. La vita abbandona Jack Torrance, rimasto per sempre all’Overlook a festeggiare con i fantasmi, tra i fantasmi, felice per l’eternità, eppure prigioniero.

L’illusione del piacere rende schiavo ogni uomo, dal più virtuoso ai dannati persi. Se è vero che, come diceva Oscar Wilde, l’unico modo per resistere ad una tentazione sia quello di cedervi, allora non può che essere questo il destino di chi assaggia tali piaceri: rimanervi intrappolato dentro.

Recensione a cura di Rossella Amato dal romanzo "Gli Estivi" di Luca Ricci, edito Nave di Teseo Leggiamoci ritorna con l...
26/01/2022

Recensione a cura di Rossella Amato dal romanzo "Gli Estivi" di Luca Ricci, edito Nave di Teseo

Leggiamoci ritorna con lo spazio Recensioni. Stasera abbiamo come protagonista il romanzo di Luca Ricci, autore originale, ironico, a tratti sprezzante.
“Gli Estivi” fa parte di una quadrilogia edita dalla Nave di Teseo e non è un romanzo che lascia dubbi sulla professionalità di questo autore che scrive senza farsi condizionare dal pubblico. A Ricci è concessa la libertà di infischiarsene del lettore e di non dover compiacere nessuno mentre scrive, colpendo a destra e sinistra alcune categorie, come editori, lettori, e perché no? Anche gli scrittori. Questo raro anticonformismo ci piace.
Gli Estivi ha un incipit potente, diretto là dove ogni anima va a precipitare: l’amore ideale visto da chi come il protagonista, superati i cinquant’anni, vive imprigionato in un matrimonio che ha perso il senso e la ragione, nonostante la moglie Ester sia colta e simpatica. Come se il vero problema fosse il matrimonio e non chi ci abita.
Tutto il romanzo, al netto di alcuni eventi collaterali come la morte dell’amico Lello editore indipendente, la malattia di Sabrina e le allucinazioni ad occhi aperti del protagonista provocate dagli antidepressivi, è fondato su questo: sull’analisi che parte dal punto di vista di un io narcisista e decadente; su come il tempo riesca a logorare ogni rapporto umano, sia esso di amicizia, amore o lavoro e di come tutti vivano portando una maschera.
Nessuno scampo, nessuna eccezione nemmeno per lei, Teresa, la ragazza che incarna la giovinezza, la perfezione, l’austerità che tale non è. Incontrata per caso al Circeo in una notte di San Lorenzo, Teresa viene dipinta e immaginata come il desiderio inespresso di un uomo che non manca di nulla, a parte l’amore e la gioventù: “In quel momento ti materializzasti come il desiderio di infedeltà perfetto, come l’amore ideale. La libertà”. “Superba, incantevole, non eri per nulla estiva”.
Così, in una prima estate, "benedetta o maledetta" che sia stata, e nelle quattordici che seguiranno in una ruota di ossessione e smarrimento, Teresa si rivelerà per quello che è: non diversa dalle altre, non migliore. “È una gatta morta”, dirà di lei il protagonista che nel suo profondo vive tra il volerle dire “Ti amo” e il volerla possedere “a quattro zampe come una bestia da soma, tirandole i capelli”.
Lui. il protagonista senza nome, scrittore di professione, mentre aspetta di trovare l’ispirazione per il suo prossimo romanzo di successo (perché l’idea giusta si trova e non si cerca), vive tormentato dal disinteresse di Teresa. “Io ti guardavo e tu non mi guardavi mai” è l’espressione sintetica di un rapporto che è finito senza mai iniziare. Un non-rapporto, basato solo sulla malinconica speranza di rivederla anno dopo anno, in estate. In fondo l’amore per Teresa non è un pensiero continuo ma una parentesi dalla realtà, dalla noia, dalla stabilità del matrimonio. È una fuga, come l’estate appunto, in cui tutto rimane sospeso e perde spazio e tempo, nella calura offuscata dal caldo.
Ricci ci presenta col protagonista un uomo, un tempo “sfacciato e sicuro”, che ha perso slancio e audacia, che ama la comodità e la lentezza. Un uomo depresso che si rasserena, o almeno così pare, solo nel momento in cui smaschera Teresa. Lei, la donna scultorea apparentemente estranea alle perversioni, si svela ritratta in una specchiera, telefono alla mano. Credendo di non esser vista, si denuda un seno in posa per un selfie ":p***o", per attirare l’attenzione di qualcuno, che non è suo marito. È un qualcuno che rimane segreto, ma potrebbe essere chiunque, perché alla fine più di tutto le donne vogliono essere desiderate da tutti gli uomini possibili, (gli uomini, a detta di Ricci, “vogliono più di tutto un po***no infinito”).
Nel momento della scoperta, il deluso protagonista è ridotto al ruolo di gu****ne ancora una volta, come tanti anni prima con la “troia rock,” come nei sogni allucinati in cui sua moglie Ester si denuda e si svende agli automobilisti in coda nel traffico, solo per protesta contro l’infelicità coniugale (sogno e metafora del vero). È gu****ne nel momento in cui cerca di distogliere l’attenzione dal matrimonio di Teresa con un uomo anziano almeno quanto lui, con la voce vezzosa e i modi effeminati, assai lontano dall’idea del maschio dominante che il protagonistasostiene. Gu****ne nel momento in cui si delizia a masturbarsi di fronte alla dirimpettaia, figlia del vicino di casa, con la quale crede di aver instaurato una routine erotica di cui solo lui in realtà è cosciente. Gu****ne rispetto ai suoi veri desideri quando sceglie di appartarsi al porto con Sabrina e la usa come doppione di Teresa. Si guarda mentre agisce al di fuori di sé, come se un altro “che mi somigliava aveva preso il mio posto e aveva invitato Sabrina al porto… Ecco davanti due ragazze. La prima è ciò che vuole, la seconda un modesto doppione, con codardia consapevole sceglie la seconda”.
Qui viene fuori il talento di Ricci, mentre descrive con uno stile chirurgico il fallimento dell’uomo. Fallimento che non risiede nel tentare e non riuscire, ma nella scelta “di non partecipare per poter dire di non aver perso, di non essere stato rifiutato”.
Stare a guardare, restare comodo, non sciupare quel logoramento coniugale che sembra essere la fine della felicità è la vera sconfitta, la vera scelta che rende un amore impossibile. Perché l’amore non conosce comodità e non ammette stanchezza, vuole pazienza e dedizione. Un amore finisce quando la coppia smette di avere voglia di ciò che ha già avuto. In questo, Teresa è il nuovo, l’imprevisto, “il terremoto”, laddove invece Ester è il vecchio, la consolazione, la stabilità, “l’atto di fondazione”, rivendica del possesso.
Di terremoti non si vive. L’amore, in fondo, ammetterà l’autore per mezzo del protagonista, non è roba per i codardi, non è per la ritrosia. L’amore come quello "di Romeo e Giulietta" è dall’inizio alla fine. Questo senso pavido della vita fa sì che nulla cambi, che tutto si ripeta come le stagioni, tra realtà e sospensione.
L'estate diventa parentesi alla realtà, “una specie di sospensione che metteva in pausa le attività ordinate, concrete della vita di ciascuno, l’estate era l’allucinazione annuale che il consorzio umano aveva concordato per dare un senso al resto dell’anno”. Bisogna sopravvivere all’estate così come alla mancanza d’amore, come all’avanzare della vecchiaia.
Cosa ho detestato: l’uso di certi verbi, come sc***re ad esempio. Triviale, rozzo, ripetuto allo stremo come a volerne sottolineare la pesantezza. Cosa ho amato di più: l’onestà del pianto del protagonista rifiutato dalle labbra serrate di Teresa nell’unico tentativo di dare sostanza a quel rapporto evanescente che sopravviveva da troppe estati.
“Ecco cosa non invecchiava in un uomo: il pianto.”

Capire il senso di questo Racconto di Luca Ricci è un esperimento complesso. Storia veloce nello stile e nei tempi, tram...
12/01/2022

Capire il senso di questo Racconto di Luca Ricci è un esperimento complesso. Storia veloce nello stile e nei tempi, trama al limite del reale per quanto assurda. Assurda come la realtà di cui l'autore si fa burla, cominciando con l'offesa (per molti sacrilega) rivolta al "Natale", come evento mondano più che religioso.
Il Natale è una falsa, per questo piace così tanto, bambini esclusi e giustificati. La copertina del racconto è grigia, non a caso. Grigia la Milano di sopra che corre svelta a comprare regali inutili, grigia la camera day-use dove il protagonista fa sesso con l'amante storica. Grigia la mente di chi non conosce l'amore o ne ha perso il ricordo. Tutti personaggi, come spesso capita con Ricci, sono depersonalizzati, non hanno nome e coincidono con i loro ruoli sociali (marito, moglie, figlia, amante). Ciò fa si che possano essere chiunque o nessuno. Maschere su volti a loro volta mascherati. Così il protagonista finge con la moglie, l'amante e la figlia. Finge perché in fondo vorrebbe altro, vorrebbe essere altrove.
Vorrebbe essere sotto. In metropolitana, al buio, dove nessuno vede la sua pena e la sua sporcizia. Sotto, dove nessuno vuole stare. Là sui vagoni squallidi della metropolitana è possibile anche amare, in qualche modo.
Dove amare è toccare, palpeggiare, oltraggiare una studentessa che sembra non aspettare altro.Disgusto per il mondo di fuori si unisce ad un Disgusto identico.
Se il protagonista detesta il vivere dentro il matrimonio (di cui però ammette di non poter fare a meno perchè significherebbe cambiare la direzione della sua vita per una vita uguale con qualcuno altro), la studentessa che viene sedotta detesta il suo fidanzamento con un bravo ragazzo, i suoi studi, e forse se stessa. La se stessa di sopra, di fuori.
Il messaggio che rimane sulle labbra è questa incapacità di accontentarsi di una vita di seconda mano, all'aria aperta, senza brivido, pulita e inutile come i regali di Natale e le piste di pattinaggio.Il messaggio è un triste bisogno di essere se stessi, anche nel torbido, nello squallido e p***ografico desiderio di fare sesso con uno sconosciuto.

🎢 Sono fiducioso dell’anno che verrà. La gente ha avuto la forza di dare il benvenuto al 2022, nonostante la catastrofe ...
09/01/2022

🎢 Sono fiducioso dell’anno che verrà. La gente ha avuto la forza di dare il benvenuto al 2022, nonostante la catastrofe che stiamo vivendo. L’umanità è tanto ostinata, pure nell’ora più buia, a resistere.
Non voglio affrontare un discorso sociale. Non me ne intendo abbastanza nemmeno di letteratura, ma ne voglio parlare comunque su Leggiamoci.

Il 2021 è stato un anno sorprendente. Tra i tanti che amano la letteratura e che ci lavorano c'è tanta intraprendenza, tanta curiosità, tanta voglia di fare. Tanta meritocrazia.
Emergono autori italiani con punti di vista e stili tutti nuovi; si fanno studi approfonditi su autori del passato che o non hanno avuto il giusto riconoscimento dal mondo letterario ai loro tempi, o non sono stati approfonditi bene nel corso degli anni, come invece meritano.

📚 Alcuni esempi? Sono interessanti le nuove uscite Minimum Fax, che ha riproposto romanzi andati perduti nel tempo in una collana denominata Introvabili. Di un romanzo Minimum Fax abbiamo già parlato: Sangue di Giuda (2021), di Graziano Gala; la letteratura di Carlo Coccioli, rivisitata da Edizioni Lindau, e quella di Don Robertson, scrittore tra i preferiti di Stephen King, edita Nutrimenti Edizioni; gli autori italiani di NN Editore, tra i quali spicca Andrea Donaera con i suoi due romanzi Io sono la bestia (2019) e Lei che non tocca mai terra (2021).

Leggiamoci ha un occhio di riguardo per chi lavora per il gusto di fare letteratura, libero dai legami politici e dall’importanza dei nomi proposti. Cito Shakespeare: «Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo». Se una rosa avvizzita di rosa ha solo il nome, tolto quello, che cosa conserverebbe?

⚡️ Viva i ribelli. Viva chi va contro le tendenze per un ideale più alto.
Cantava Bowie in Rebel Rebel (1974, dall’album Diamond Dogs): «Rebel rebel, you've torn your dress/Rebel rebel, your face is a mess/Rebel rebel, how could they know?/Hot tramp, I love you so!», e noi amiamo l’editoria italiana.

Un nuovo anno. Già.  Siamo fortunati ad averlo. Uno ancora. Altri, molti esseri umani non possono dire la stessa cosa. C...
01/01/2022

Un nuovo anno. Già. Siamo fortunati ad averlo. Uno ancora.
Altri, molti esseri umani non possono dire la stessa cosa. Chi in fondo al mare, chi in mezzo alla polvere ai confini del mondo civile che civile non è, chi suicida per solitudine o sconforto. Questo scatto, frutto dell'obiettivo attento della nostra nuova collaboratrice Patty Bazzoni, fotografa per destino, ci ricorda quello che siamo e quello che non siamo più. Impotenti di fronte alla natura e alla sorte. Umili di fronte al dolore. Soli spesso in mezzo agli altri. Per questo Noi di Leggiamoci vogliamo augurarvi un anno di Comunicazione. Vera. Reale. UMANA.
In ricordo di Francesco Floccari, che un anno fa ci ha lasciati per sempre.

In un momento storico difficile, con i livelli ancora alti di tensione legati alla ripresa della Pandemia, il nostro con...
24/12/2021

In un momento storico difficile, con i livelli ancora alti di tensione legati alla ripresa della Pandemia, il nostro consiglio non può che essere legato a delle Buone letture per trascorrere il periodo natalizio.
Per questo motivo Noi di Leggiamoci ci siamo regalati due testi di notevole livello che ci sentiamo di Consigliare a tutti, disillusi compresi.
*"Gli Estivi" di Luca Ricci Edito dalla Nave di Teseo.
*"La notte in cui gli animali parlano" di Sante Roperto, edito GoWare.
Auguri dallo Staff
Rossella Amato
Antonella Pellicone
Patty Bazzoni

Indirizzo

Reggio Di Calabria

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Leggiamoci pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta La Scuola/università

Invia un messaggio a Leggiamoci:

Scelte rapide

Condividi

Digitare