07/08/2018
Il Centro Estivo Sportivo riaprirà le porte il 27 Agosto, per far divertire i vostri bambini e non solo per altre due settimane, fino all'inizio della scuola.
Nel frattempo vi proponiamo una lettura interessante.
Si dice che la colazione sia il pasto più importante della giornata, voi che cosa avete mangiato per avere le energie giuste per affrontare questo caldo?
A presto!
[L'obesità infantile è ereditaria]
L'obesità e in particolare l'obesità infantile continuano ad aumentare. In realtà i due fenomeni sono strettamente legati, per una serie di motivi:
Chi è obeso da piccolo, in particolare per tutta l'infanzia fino alla pubertà, dopo difficilmente riesce a mantenere un peso corporeo adeguato in età adulta (parlo di quasi il 90% dei casi).
I figli di obesi adulti hanno una probabilità molto alta di diventare obesi già durante l'infanzia o l'adolescenza. Si tratterebbe di un"ereditarietà di questa patologia (perché l'obesità è una patologia):
Sappiamo che lo stato nutrizionale di entrambi i genitori influisce già nel momento del concepimento.
Sappiamo che l'alimentazione della madre durante la gestazione influisce enormemente, tramite meccanismi epigenetici, sul futuro comportamento alimentare del bambino.
Sappiamo che il sovrappeso/obesità della madre durante la gestazione è associato a sovrappeso del neonato, e sappiamo che un neonato sovrappeso è particolarmente predisposto all'obesità negli anni successivi,
Ma non è tutto, quello che veramente influisce poi sull'obesità o meno dei bambini e dei futuri adulti è l'ambiente familiare e l'influenza dei genitori nei primi anni di vita.
Fare il genitore è la cosa indubbiamente più difficile al mondo.
I genitori sono responsabili di strutturare un'alimentazione quanto più varia possibile nei loro bimbi piccoli, non solo perché più è varia la dieta è meno c'è il rischio di una carenza nutrizionale, ma soprattutto perché la varietà della dieta è associata alla resistenza all'aumento del peso corporeo.
Le preferenze di gusto sono in parte geneticamente determinate ma molto molto flessibili.
1)Iniziano già nella vita intrauterina, per cui è responsabilità della madre avere una dieta varia che includa quanti più sapori possibili di alimenti considerati salutari (in particolare dei vegetali, che spesso sono rifiutati dai bambini).
2)Continuano durante i primi 4-6 mesi, con l'allattamento: il sapore del latte materno è influenzato dalla dieta della madre e quindi, ancora una volta, la madre ha un ruolo attivo nello sviluppare un gusto che predisponga al normopeso e non al sovrappeso per il proprio bambino. Tutti i bambini nascono con una preferenza per il dolce e il salato, quindi non dovete agire su questo, dovete semplicemente insegnare "altri gusti", che così fanno in modo che il dolce e il salato non siano gli unici sapori richiesti.
Pensate che la maggior parte dei bambini richiede un'esposizione di circa 15 volte per il nuovo cibo, prima di fidarsi a provarlo (la diffidenza e il rifiuto per il nuovo, soprattutto per il nuovo cibo, è una tappa dello sviluppo del bambino, FISIOLOGICO - normale, per cui non cedete e non arrendetevi, anzi).
Inoltre, una volta assaggiato il nuovo cibo, ci vogliono circa altre 15 esposizioni per far sì che il bambino lo gradisca, mediamente. Questo significa che bisogna passare mesi interi a tentare di far imparare, al bambino, a mangiare qualche vegetale o qualche alimento nuovo. Non è che se per 3-4 giorni rifiuta o sputa il cibo vi arrendete e per farlo mangiare gli mettete davanti latte e pavesini sciolti dentro.
Come potete vedere l'obesità infantile è ereditaria, ed è un'eredità principalmente CULTURALE piuttosto che biologica (anche se abbiamo visto che ci sono anche influenze sullo sviluppo biologico del feto).
Riflettete sul fatto che la probabilità che venga offerto un determinato cibo è strettamente dipendente dalla varietà della dieta. Se i genitori hanno una dieta ristretta, molti alimenti non compariranno mai (o compariranno troppe poche volte) sul tavolo per consentire un'esposizione sufficiente per far sì che il bambino impari a mangiarli.
Ancora, qual è il comportamento (diseducativo) più diffuso?
Dare cibi ricchi di grassi o zuccheri, come ricompensa. Non solo l'esposizione ripetuta a questi cibi, come per tutti gli altri (pure per il fi*****io) aumenta la preferenza del bambino per questi cibi, ma in più se li si presentano come ricompensa, soprattutto in questo periodo della vita, agiranno come potenti rinforzi di un comportamento alimentare malsano - e questo potrebbero spiegarvelo meglio di me gli psicologi e i neuroscienziati.
Pratica più sbagliata ancora è quella di dare un cibo dolce ricco di zuccheri e grassi come ricompensa di aver mangiato un altro alimento (salutare/amaro/rifiutato dal bambino). Perché in questo caso il bambino avrà una maggior preferenza ancora per il cibo della ricompensa e un'aumentata, ulteriore, diminuzione della preferenza per il cibo che inizialmente si intendeva promuovere.
Poi mi raccomando venitemi a dire che "lo zucchero è veleno e crea dipendenza!!!" - no, è che senza educazione non si va da nessuna parte.
Ancora un errore: un controllo "oppressivo" per il consumo ci tutto il cibo ("mangia tutto tutto a mamma che ti devi fare grande") è associata ad un aumento del consumo di cibo dis-regolato dalla sensazione di fame e sazietà e a un conseguente aumento del peso-corporeo.
Un'altra pratica dannosa è l'eliminazione totale dei cibi appetibili. Infatti, moderarne il consumo può essere più efficace dell'eliminazione o restrizione, per il comportamento alimentare del bambino. La restrizione eccessiva degli alimenti è associata ad un aumento del consumo di tali alimenti quando resi disponibili liberamente. Questo vale anche per gli adulti, figuriamoci per dei bambini.
Un modo che spesso consiglio per risolvere la questione senza eliminare i cibi e creare quel circolo vizioso più negativo che altro?
Ad esempio basterebbe limitare la frequenza con cui certi cibi - palatabili - sono introdotti in casa. E agire sulle porzioni, senza vietare totalmente l'accesso a questi alimenti.
In questo modo il bambino ha l'opportunità di sviluppare auto-regolamentazione e autonomia nel comportamento alimentare. Ricordate che, soprattutto per i bambini (ma vale pure per gli adulti), non è un problema mangiare la nutella, lo è sostituire la nutella alla mela.
Varietà varietà e varietà, per i bambini e anche per gli adulti.
E l'obesità infantile è ereditaria. L'obesità infantile è un'eredità culturale dei nostri genitori, come il diabete. Non ci trasmettono il gene del diabete o dell'obesità (che in questo senso non esistono), ci trasmettono i comportamenti che ci porteranno a sviluppare obesità e diabete.
Ma per una volta voglio smetterla di vedere questo macro-argomento come fosse un fenomeno a cui siamo stati esposti passivamente, da piccoli, da figli. Chi mi legge in media ha 20-30 anni. Vedetela al contrario, siete voi (o sarete voi) i genitori. Non trasmetterete l'obesità ai vostri figli, ma se non state attenti erediteranno la cultura dell'obesità.