11/05/2023
Lo spirito del gioco
Come sarebbe vivere in un mondo senza leggi dove la libertà di ogni individuo è illimitata? E come sarebbe abitare con individui che cercano egoisticamente di soddisfare i propri bisogni? A queste domande ha provato a rispondere il filosofo Thomas Hobbes, il protagonista di questo gioco. Egli ha provato a descrivere le relazioni umane in un mondo ipotetico senza alcuna istituzione politica e dove ogni uomo pensa al proprio tornaconto, condizione che il filosofo chiama Stato di natura. La conclusione è stata “Homo homini lupus” ovvero ogni uomo è una belva feroce per il proprio vicino.
Homo homini lupus nasce come un esperimento ludico-didattico con lo scopo di far provare ai nostri studenti liceali le principali caratteristiche dello stato di natura descritto da Thomas Hobbes. HHL si è evoluto nel tempo senza perdere la sua valenza didattica ma, allo stesso tempo, permettendo anche a chi non conosce il pensiero filosofico dei vari autori inseriti nel gioco di cimentarsi senza alcuna limitazione.
La struttura e le regole di HHL si fondano su alcuni presupposti della teoria hobbesiana come la naturale uguaglianza fra gli uomini, il bisogno come spinta all’azione e la precarietà delle relazioni intrattenute tra gli uomini. Nell’esecuzione del gioco il giocatore avrà modo di scoprire l’instabilità e l’insicurezza che caratterizzano questo ipotetico mondo dove l’interesse personale si scontra con quello degli avversari creando una situazione di conflittualità potenzialmente permanente.
Il gioco ha due anime diverse ma in perfetta armonia. Da una parte la sfera gestionale in cui il giocatore è impegnato a cercare risorse e costruire strumenti per realizzare i propri obiettivi di gioco, dall’altra la parte relazionale dove il giocatore dovrà confrontarsi e scontrarsi con i suoi avversari affinché possa raggiungere la vittoria o impedire che sia l’altro a raggiungerla.