04/04/2020
OMELIA senza Messa
Domenica delle Palme e della Passione del Signore - anno A
Vangelo di S. Matteo (23, 14 – 27,66) Sabato 4 aprile 2020
La comunità delle Suore Apostoline e dei Padri Gesuiti di San Frediano ha pregato insieme su questo Vangelo, ecco la nostra comune riflessione per voi, insieme alla nostra costante preghiera. Buona Settimana Santa
Dove vuoi che prepariamo la Pasqua?
Forse mai come quest’anno queste parole emergono dal racconto con una forza di attualità impressionante!
Quest’anno in cui non sappiamo quanto durerà questa pandemia, quanti ammalati, quanti morti? e la quarantena e l’attesa di una ... rinascita!
Dove vuoi che prepariamo la Pasqua? Non possiamo prepararla nelle nostre chiese, non possiamo addobbare gli altari, preparare i canti e il cero pasquale!
Dove vuoi che prepariamo la Pasqua? In casa? Negli ospedali? Nei cimiteri? Nei tuguri degli immigrati che non possono neanche lavarsi le mani?
Siamo smarriti più che mai e la risposta di Gesù ai suoi discepoli non ci è di grande aiuto per capire ... o forse sì: il luogo della Pasqua non è fuori di noi, ma – ancora una volta e oggi più che mai – dentro di noi!
Si può essere nella stanza più bella o nel Getsemani più umiliante, si può essere nel letto della terapia intensiva o sulla croce, si può essere dovunque, ma la risposta alla nostra domanda viene da dentro, da come tu ci stai! Da come trovi ragioni per starci o per fuggire!
Pietro, Pilato, i sommi sacerdoti, Giuda ... ognuno di loro sta in un modo autodifensivo in questa Pasqua, ognuno di loro ha un buon motivo per cercare di salvarsi.
Pietro si smarca e dice io non sono come gli altri! Se tutti ti abbandonano, io no! Pilato fa il superiore e dice me ne lavo le mani perché è un innocente che viene condannato!
I sommi sacerdoti difendono il loro piccolo privilegio e pretendono di aver capito tutto!
Giuda ritiene di amare così tanto Gesù e invece lo consegna, quasi per voler provocare una sua reazione!
Tentativi goffi e autocentrati di vivere questa Pasqua ... tutti, in un modo o nell’altro, si pentiranno di aver scelto questo modo!
Gesù, invece, sceglie la via della condivisione della debolezza, della paura, della sofferenza, ai discepoli dice: «la mia anima è triste fino alla morte» (Mt 26, 38); ma senza accoglierne le conseguenze, cioè senza fare le sue scelte a partire da questo sentire ... scende fino a toccare il peggio di noi, vicino a Pietro, a Pilato e agli altri e, nello stesso tempo, mostra la sua differenza: la sua fiducia immensa nel Padre, il sua
cura senza limiti per noi. Libero di essere se stesso, capace di dare sempre in tutte le situazioni... Gesù è davvero vittima, ma non fa mai la vittima!
Di fronte a Pietro dice ho pregato per te; di fronte a Giuda chiede: «amico, per questo sei qui!» (Mt 26, 56); di fronte a Pilato chiarisce: «tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto» (Gv 19, 11); di fronte ai sommi sacerdoti che lo scherniscono, chiede dal Padre il perdono (cfr. Lc 23,33)!
È vicinissimo a noi e lontanissimo dal nostro modo di stare nella Pasqua!
Ecco allora la domanda per noi, non più dove preparare la Pasqua, ma come vivremo questa Pasqua?
In casa (per chi ce l’ha), ma senza autodifese; in silenzio (forse) senza poter partecipare dal vivo alle celebrazioni, ma anche senza vittimismi o falsi moralismi; in pace e serenità perché in ogni situazione ciò che conta non è dove sei, ma come ci stai!
E se «si fece buoi su tutta la terra» (Mc 15,33) è solo per un tempo, un periodo. Il nuovo giorno si preannuncia nei vagiti di chi sa ascoltare!
Buona Settimana Santa!!