Katori Shinto Ryu Hatakeyama-Ha Palermo

Katori Shinto Ryu Hatakeyama-Ha Palermo

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Riconoscere la vita in ogni respiro, in ogni tazza di tè, in ogni vita che togliamo. Questa è la via del guerriero. Questo è il Bushido.

La Scuola diretta da Loredana Testa insegna agli allievi il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu nello stile di Hatakeyama Goro Sensei. Il Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu è la più antica scuola, tuttora esistente, di Bujiutsu (arti marziali tradizionali) ed è considerata in Giappone Tesoro Nazionale della cultura e dell'arte Giapponese. L'addestramento comprende, oltre allo studio delle armi, anche i

Itsutsu no tachi 21/01/2016

DOPO AVER IMPARATO LE GUARDIE E GLI ATTACCHI PIU IMPORTANTI, GLI ALLIEVI DEL KATORI SHINTO RYU PASSANO ALLO STUDIO DEL PRIMO DEI KATA DI KENJUTSU:
ITSUTSU NO TACHI.

'Il Katori Shinto Ryu è un sistema di insegnamento non antagonista. L'obiettivo della pratica non è quello di stabilire quale dei due allievi è il migliore, ma di dare ad ognuno gli strumenti per il loro miglioramento.'

I kata sono questi strumenti.
Sono sequenze codificate di attacchi e parate, in cui l'allievo, che assume il ruolo di kirikomi (colui che taglia, che attacca), si confronta con i praticanti più esperti, che assumono il ruolo di ukedachi (coloro che raccolgono gli attacchi) e che hanno il compito di guidarlo nell'apprendimento.

ll kenjutsu consiste nell'addestramento all'uso della spada, e anche nelle sue tecniche di base contiene elementi quali distanza, tempi, centralizzazione, che sono poi richiamati in tutte le altri armi.

Nel video potrete vedere il Kata di cui stiamo parlando.
Come in tutte le arti marziali i kata, o le figure, hanno un aspetto palese e uno nascosto, una sequenza da imparare (visibile a tutti) che nasconde delle applicazioni che vengono svelate all'allievo man mano che avrà le capacità per poterle mettere in pratica senza mettere in pericolo se stesso e chi si allena con lui.
Nella pratica del Katori vengono eseguiti due volte, la prima in maniera lenta per studiare al meglio le distanze e le possibilità presenti, la seconda volta con intenzione e tempo adeguato.
Nel ruolo di Ukedachi (a sinistra) il Maestro Andrea Re coadiuvato dal Maestro Salvo Consoli nel ruolo di Kirikomi (a destra).

https://www.youtube.com/watch?v=JsaixyGahuU

Itsutsu no tachi Kata di base dello stile Katori Shinto Ryu

05/01/2016

Dall' 11 Gennaio iniziano le lezioni dei nostri corsi, ogni lunedì e mercoledì.
Dalle 18 alle 19 si praticherà Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu sotto la direzione di Loredana Testa, dalle 19 alle 20 Tai Chi Chuan con gli insegnamenti di Alessio Varia.
Sono previsti pacchetti per la partecipazione a una o a entrambe le discipline (consigliato), mensili/trimestrali/semestrali.

Per chiedere informazioni potrete utilizzare questa pagina facebook (messaggio o commenti), o contattarci direttamente.

M° Loredana Testa: [email protected] - 366.3773591/338.7695576
M° Alessio Varia: [email protected] - 342.3643100
Facebook: Giacomo Genovese - 348.1226868
Sede: Shinbukan Dojo, Via Cardinale Rampolla, 4 - Palermo (inizio/fine lezione)

Photos 04/01/2016

LA VIA DEL GUERRIERO (Budo) E QUELLA DELL'AGRICOLTURA (Nogyo)

Durante una delle mie prime lezioni, Sensei, parlando di giardinaggio, disse che la tradizione nelle arti marziali consigliava che un allievo si dedicasse anche all'agricoltura.
Poichè all'epoca avevo un giardino che curavo, trovai la cosa incoraggiante, anche se come al solito, preso dalla foga di imparare, non diedi peso più di tanto a quanto ci eravamo detti.
A distanza di tempo credo di avere qualche indizio in più su cosa intendesse.
Un giardino può rappresentare bene cosa voglia dire praticare un arte marziale. Una volta che avrete deciso come sarà - cosa piantarvi, cosa lasciargli, se semplicemente lo vorrete a prato - avrete intrapreso il vostro cammino (budo), e allo stesso modo farete quando deciderete quale arte marziale praticare.
Imparerete, da subito, che la natura ha i suoi tempi. Lenti e inesorabili.
Più grande è e più complicato è l'impianto di un giardino, più correrete il rischio che senza una cura giornaliera vi troverete un giorno un appezzamento pieno di rovi e impossibile da attraversare. Sebbene tutte le piante seguano il ritmo delle stagioni, non smettono mai di crescere, e quasi sempre non in maniera ordinata: se vi sono spazi aperti si allargheranno a dismisura, se gli spazi sono compressi vivranno in condominio con altre essenze.
Trasposto nelle arti marziali dovrebbe significare che una volta che viene instillato il seme dell'apprendimento, persino in un periodo di stasi, esso continuerà a crescervi dentro. Tuttavia questo sviluppo potrà risultare distorto o troppo autoreferenziale, e senza ascoltare gli insegnamenti di un maestro ci si ritroverà ben presto confusi e incapaci di riconoscere ciò che è giusto da ciò che è inesatto.
Allo stesso tempo scordatevi di avere tutto e subito.
Se pianterete delle rose piuttosto che un albero, sappiate che prima di mettere i primi fiori in salotto o riempirvi lo stomaco di succulente pietanze dovrete aspettare alcuni anni. All'inizio sarete impazienti, poi, non potendo in alcun modo velocizzare il processo, imparerete a osservare ogni piccolo mutamento, ad apprezzare i primi germogli e a perdonare i primi frutti se non saranno all'altezza di quello che vi aspettavate: è sicuro che prima o poi sarete stupiti dalla bontà di quello che sarà cresciuto anche grazie alla vostra applicazione.
Funziona più o meno così anche nelle arti marziali. Non c'è modo di imparare immediatamente. Si può apprendere velocemente, ma non sarete mai pienamente padroni della tecnica perchè nonostante ogni vostro sforzo continuerete sempre a mutare, a crescere, e ci sarà sempre bisogno di ritornare sui propri passi, rifinire, migliorare, abbellire: talvolta si faranno errori grossolani come imparare tecniche in maniera errata e ci vorranno mesi se non anni per poter riavere la piena consapevolezza di una azione, allo stesso modo di una potatura troppo invasiva o fatta in un periodo sbagliato.
Esistono anche delle priorità.
Giornalmente dovrà decidersi su quale albero intervenire, quale siepe tagliare, quale muro riparare, per rendere il giardino più appagante per Voi stessi o solo più piacevole agli occhi dei vostri ospiti. Questo in genere è il compito di Sensei, che deciderà quale parte della vostra tecnica va rivista, quale implementata, quale parte della tradizione trasferirvi: ad un certo punto sarete Voi stessi a chiedere che vi vengano dati consigli su un arma piuttosto che su un kata che non vi soddisfa, o che Vi farete domande sull'etichetta nel dojo o su come affrontare la vita.
Infine, ricordate che più lavorerete nel vostro giardino più sarà la ramaglia da buttare. Paradossalmente è anche quello il frutto del vostro lavoro. Più vi applicherete a una arte marziale, più saranno le impostazioni mentali che dovrete abbandonare.
Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido, sosteneva che vi fossero diverse affinità fra arti marziali e agricoltura, tanto da abbandonare la scuola cittadina che aveva diretto per anni e trasferirsi in una area rurale dove si indirizzò allo studio degli aspetti spirituali e filosofici della vita oltre che alla vera e propria coltivazione dei terreni di sua proprietà. Insegnava che fossero parte di un percorso unico e incoraggiava i propri allievi a coltivare il cibo per il proprio sostentamento. E se lo diceva lui...
Un'ultima annotazione: una volta che il vostro giardino sarà quello che avrete sempre sognato dovrete, comunque, sempre averne cura. Come dire, non si finisce mai di praticare e insieme di imparare.

23/11/2015

CORSO KATORI/TAIJI: ANCORA DICEMBRE PER ISCRIVERSI

Si terranno nei Mercoledì 2, 9, 16 Dicembre 2015 tre prove aperte e gratuite per provare il Katori Shinto Ryu e il Taiji Quan, e decidere se partecipare al corso che partirà a Gennaio (ulteriori informazioni nel post precendente).

Lo ricordiamo, le lezioni di prova si articoleranno su due ore, dalle 18 alle 20, una per ciascuna disciplina, e si potranno provare entrambe, o solo una.
Il consiglio rimane poi di praticarle insieme per avere una padronanza di due Arti marziali, sebbene assai diverse tra loro, complementari.
Contattateci, Vi daremo le informazioni di cui aveste bisogno.

Scrivici: M°Loredana Testa: [email protected]
Chiamaci: M° Loredana Testa: 3663773591/3387695576
Giacomo Genovese: 3481226868
Vienici a trovare: Via Cardinale Rampolla, 4 - 90142 Palermo
http://www.katorishintosicilia.it

Photos 17/11/2015

KATORI E TAIJI JUAN: UN CORSO INTEGRATO PER I NUOVI ALLIEVI

Da quest'anno la nostra scuola propone per i nuovi allievi un corso che al Katori Shinto Ryu affaincherà il Taiji Quan.
Un'arte marziale 'esterna' giapponse, il Katori Shinto Ryu, scuola di Hatekayama Goro Sensei, che insegna - nel corso base - l'uso della katana (Ken Jutsu), del bastone (Bo Jutsu) e della lancia (Naginata Jutsu), e una arte marziale 'interna' cinese, il Taiji Quan stile Chen, che si ispira ai principi dello Yin e dello Yang, e insegna il controllo e l'uso della energia.
Gli allievi avranno modo di valutare l'efficacia di entrambi i metodi di combattimento e verranno portati a integrare le due discipline con l'obiettivo di possedere un bagaglio di tecniche che accrescerà le loro la capacità di reazione, di movimento e di autocontrollo.
In queste due settimane (lun/mer - 16/18 - lun 23 Novembre 2015 - dalle 18 alle 20) il dojo apre le porte a chi fosse interessato ad avere notizie o partecipare a delle lezioni di prova gratuite.
Il corso partirà una volta raggiunto il numero di partecipanti minimo richiesto. Contattateci, Vi daremo le informazioni di cui aveste bisogno.

Scrivici: M°Loredana Testa: [email protected]
Chiamaci: M° Loredana Testa: 3663773591/3387695576
Giacomo Genovese: 3481226868
Vienici a trovare: Via Cardinale Rampolla, 4 - 90142 Palermo
http://www.katorishintosicilia.it

17/11/2015

KATORI E TAIJI JUAN: UN CORSO INTEGRATO PER I NUOVI ALLIEVI

Da quest'anno la nostra scuola propone per i nuovi allievi un corso che al Katori Shinto Ryu affaincherà il Taiji Quan.
Un'arte marziale 'esterna' giapponse, il Katori Shinto Ryu, scuola di Hatekayama Goro Sensei, che insegna - nel corso base - l'uso della katana (Ken Jutsu), del bastone (Bo Jutsu) e della lancia (Naginata Jutsu), e una arte marziale 'interna' cinese, il Taiji Quan stile Chen, che si ispira ai principi dello Yin e dello Yang, e insegna il controllo e l'uso della energia.
Gli allievi avranno modo di valutare l'efficacia di entrambi i metodi di combattimento e verranno portati a integrare le due discipline con l'obiettivo di possedere un bagaglio di tecniche che accrescerà le loro la capacità di reazione, di movimento e di autocontrollo.
In queste due settimane (lun/mer - 16/18 - 23/25 Novembre 2015 - dalle 18 alle 20) il dojo apre le porte a chi fosse interessato ad avere notizie o partecipare a delle lezioni di prova gratuite.
Il corso partirà una volta raggiunto il numero di partecipanti minimo richiesto. Contattateci, Vi daremo le informazioni di cui aveste bisogno.

Scrivici: M°Loredana Testa: [email protected]
Chiamaci: M° Loredana Testa: 3663773591/3387695576
Giacomo Genovese: 3481226868
Vienici a trovare: Via Cardinale Rampolla, 4 - 90142 Palermo
http://www.katorishintosicilia.it

Photos 03/05/2015

L'idea era di scrivere qualcosa sul 'ma-ai' e il concetto di 'giusta distanza'.In effetti l'argomento si presta a uno studio approfondito che necessiterà di qualche tempo.
Questo post, ripreso dal blog di un dojo di KSR canadese, è solo una prima importante lezione, come lo è la tecnica che descrive.

'The First Lesson is Walking'
LA PRIMA LEZIONE E' CAMMINARE

Mi colpì un paio di anni fa, mentre eseguivo il primo dei kata di Omote-no-tachi - la base del Katori Shinto Ryu - che la prima delle tecniche che uno studente apprende è quella di camminare. Semplicemente, fare due passi.

Il Katori non è una pratica in cui si impara una tecnica e si passa a quella successiva. Si tratta di un cerchio senza fine di allenamento, intuizioni, e poi di nuovo di allenamento.
Sono ormai molti anni che a ogni sessione faccio questi due passi, ma ho sempre la sensazione che il processo sia più ricco di possibilità di quanto si possa comprendere.

Il kata si apre con i due praticanti uno di fronte all'altro, spade alla mano. Il collega più anziano (uketachi) avanza in avanti, spingendo indietro quello più giovane (kirikomi). Un passo. Due passi.

Questo è tutto.
Due passi.
Se sei kirikomi, basta indietreggiare di due passi e il gioco è fatto. Difficilmente la si potrebbe descrivere come una manovra particolarmente sofisticata.
E tuttavia, come tutto il resto in Katori, c'è molto, molto di più in ballo, di quello che può essere facilmente visto.

In primo luogo c'è il ma-ai - o "giusta distanza".
In apertura del kata, prima di iniziare a camminare, uketachi e kirikomi sono separati da una distanza precisa - quella in cui puoi raggiungere l'avversario solo facendo un passo - o non lo puoi raggiungere se non lo fai. Le punte delle loro spade ( o dei loro bokken ) si incontrano nella parte chiamata uchi (la parte terminale della lama).
Mentre camminano, uke avanza e quello che deve fare kirikomi è di mantenere sempre la stessa distanza.
A volte uke avanza rapidamente e talvolta lo fa lentamente - e sempre kirikomi deve mantenere la distanza corretta. Dopo due passi indietro, le spade devono essere ancora esattamente nello stesso rapporto di prima.

C'è anche il 'momento' in cui cominciare a camminare da considerare.
E' il passo in avanti di Uke che determina quello indietro di kirikomi.
Tong Sensei diceva spesso che la scherma nel Katori Shinto Ryu è una conversazione, uno scambio di idee - come giovane studente ho trovato che concentrarsi su questi brevi e semplici passi mi dava la possibilità di stabilire quella comunicazione con il mio ukedachi. Un'occasione per ascoltare, prestare attenzione a ciò lui mi stava dicendo. Un passo. Due passi.

Una delle continue lezioni del corso di Katori è quello dell'ascolto. È necessario mantenere, non solo la giusta distanza, ma il contatto reale con i tuoi avversari. Solo sperimentando appieno la loro presenza, con tutti i sensi, si può sperare di superarli in padronanza delle tecniche. È necessario essere consapevoli della loro spada, dei loro piedi, dei loro occhi, di tutti i loro intenti e del loro spirito. Da qualsiasi posizione un avversario può lanciare un gran numero di attacchi - e l'unico modo per rispondere correttamente è di osservarli senza preconcetti e permettere alla giusta reazione di farsi avanti da sola.

Senza attenzione totale, non si può assolutamente avere successo.

E così mi ha sempre colpito come, quando ho iniziato a studiare Katori Shinto Ryu, la mia prima lezione fosse stata quella di non fare niente di più che camminare di due passi.
E quando guardo i nuovi studenti fare la stessa cosa, con tutta la loro attenzione solo incentrata sul tema "Ora cosa viene? Adesso cosa devo fare? " mi viene in mente che due passi possono contenere lezioni che dovrò sempre ri-studiare.

Fonte:http://www.torontokenjutsu.com/?m=200804
Foto: Jason Conlon

How to do 10 Tai sabaki directions, basic - Ninjutsu technique 07/04/2015

Uno dei miei compagni di dojo raccontava come fosse talmente preso dall'aver imparato il tai sabaki, da provarlo a mare per evitare le onde, e persino sotto la doccia.
Tuttora non nutro dubbi sulla sua sanità mentale, confido nel fatto che fosse l'effetto di tutte quelle cose che sono una illuminazione nella loro semplicità.
Il Tai Sabaki principalmente ha come obiettivo quello di evitare l'attacco dell'avversario, spostandosi dalla sua linea di intervento attraverso il rapido movimento del proprio corpo. Lo trovate in tutte le arti marziali, eseguito in maniera differente, ma con lo stesso principio di base.
Come tutte le difese, esso è in realtà l'anteprima di un attacco. Se eseguito in maniera corretta vi consentirà di disorientare chi vi sta di fronte e nello stesso tempo di prepararvi alla successiva mossa, contando spesso sulla impossibilità del vostro opponente di reagire. Nei commenti troverete un paio video che vi daranno una idea.
A questo punto è fatta, potremmo dire.
Anche no.
La corretta esecuzione di un Tai Sabaki è un perfetto calcolo impostato sulla velocità e sulle intenzioni di chi vi sta di fronte, sulla assoluta chiarezza di quale sarà la tecnica successiva da applicare, sulla mancanza di incertezze e nella lucidità del proprio stato secondo per secondo. Necessita di fluidità dei movimenti, di corpo e muscoli rilassati e allo stesso tempo pronti a scattare al momento opportuno. Tecnica che non si impara di certo in una sessione di spiegazione teorica, ma al contrario necessita di anni di allenamento.
E che, soprattutto, diventa sempre più efficace quanto più si riesce a ridurre la distanza con il proprio avversario senza mettere a rischio la propria incolumità.
In altri termini, superando le proprie paure, confidando nella conoscenza dei propri limiti e delle tecniche insegnateci, si potrà apprezzare l'allenamento con l'Ukèdaci o con il Maestro, con il compagno di corso, con l'improbabile maleintenzionato, ma anche affrontare meglio i continui scontri a cui ci sottopone la vita di tutti i giorni in maniera rilassata e consapevole.

https://www.youtube.com/watch?v=4QdLtlQUXCg&feature=youtu.be

How to do 10 Tai sabaki directions, basic - Ninjutsu technique Yossi Sheriff, Akban headmaster, shows 10 out of the 12 directions of tai sabaki in Bujinkan Ninjutsu as it is practiced in Akban academy. Go to http://www.a...

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