06/09/2026
Quando la violenza criminale colpisce un territorio, lo fa sempre con una strategia precisa: vuole imporre il silenzio, vuole far passare il messaggio che la rassegnazione sia l’unica scelta possibile.
Gli episodi che hanno ferito Ostuni in questi mesi - le auto in fiamme, le minacce, i proiettili sparati contro chi rappresenta o ha rappresentato le Istituzioni - non sono semplici fatti di cronaca, non riguardano solo le vittime dirette di quegli atti. Sono espliciti e arroganti tentativi di soffocare la
democrazia e condizionare la vita di una comunità intera.
Di fronte a tutto questo, l’indifferenza è già una resa.
La scuola non può e non vuole essere un luogo neutro. Chi pensa che l’istruzione sia staccata dalla realtà sbaglia: la scuola è il primo fronte di resistenza civile. Educare significa insegnare a guardare le
cose per quello che sono, chiamare la violenza con modalità e atteggiamenti mafiosi con il suo nome e smontare l’illusione che la sopraffazione sia forza. La vera forza è la consapevolezza.
In queste ore ritornano potenti le parole di Pio La Torre, politico e sindacalista ucciso dalla mafia nel 1982 per aver voluto colpire i patrimoni criminali ed evidenziare i legami tra potere e criminalità:
«Bisogna rompere il muro dell’omertà e della rassegnazione. La
lotta alla mafia richiede una grande mobilitazione delle coscienze, prima di tutto tra i giovani».
Rompere la rassegnazione è esattamente il nostro compito quotidiano. Attraverso lo studio, la memoria e la cittadinanza attiva, costruiamo ogni giorno l’anticorpo più temuto da ogni sistema criminale: una comunità di giovani intelligenti, liberi e capaci di rifiutare ogni forma di ricatto o condizionamento economico e sociale.
Alle studentesse e agli studenti del nostro Liceo diciamo: la conoscenza è il vostro atto di libertà più radicale. Non abbiate paura di scegliere da che parte stare. Alla città e alle Istituzioni il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto confermano che la nostra scuola c’è, vigile e rigorosa, perché la legalità non è uno slogan: è l’unica condizione possibile per essere liberi.