25/03/2021
L'ɪᴅᴇᴀ ᴄʜᴇ sᴏsᴛᴇɴɪᴀᴍᴏ ᴇ̀ ᴄʜᴇ ɪʟ ɢɪᴏᴄᴏ ᴀʙʙɪᴀ ᴛᴜᴛᴛᴇ ʟᴇ ᴄᴀʀᴀᴛᴛᴇʀɪsᴛɪᴄʜᴇ ɴᴇᴄᴇssᴀʀɪᴇ ᴀғғɪɴᴄʜᴇ́ ᴀᴛᴛʀᴀᴠᴇʀsᴏ ᴅɪ ᴇssᴏ sɪ ʀᴇᴀʟɪᴢᴢɪ ᴜɴ “ᴀᴘᴘʀᴇɴᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ sɪɢɴɪғɪᴄᴀᴛɪᴠᴏ”, ɪʟ ᴛɪᴘᴏ ᴅɪ ᴀᴘᴘʀᴇɴᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴘɪᴜ̀ ᴇғғɪᴄᴀᴄᴇ ᴇ ᴅᴜʀᴀᴛᴜʀᴏ ᴄʜᴇ ʟᴇ ᴘᴇʀsᴏɴᴇ ᴘᴏssᴀɴᴏ sᴘᴇʀɪᴍᴇɴᴛᴀʀᴇ.
Il suo effetto sul bambino è “globale”, ossia e integra al proprio interno, con diverse prevalenze a seconda della tipologia, molteplici componenti:
* affettive (il divertimento, il piacere)
* sociali (la squadra, il gruppo, il rispetto delle regole)
* motorie e psicomotorie (il movimento, la coordinazione, l’equilibrio),
* cognitive (l’elaborazione di strategie di gioco, l’apprendimento di regole)
* emotive (la tensione, la sfida, il senso di liberazione, la paura)
* culturali (le modalità di relazione, il significato del gioco stesso)
* transculturali (la necessità delle regole condivise, il linguaggio comune del gioco)
Il gioco è quindi un'esperienza complessa e coinvolgente che permette ai bambini di partecipare, di essere protagonisti, di apprendere attraverso il fare, in modo costante e naturale, accrescendo le loro conoscenze e competenze.
Le attività di didattica ludica nascono da un modo di imparare giocando dove gioco e conoscenza sono un binomio vincente, non un ossimoro, e fanno parte di un’idea che propone ai bambini di “giocare seriamente”, o – se preferite – di “imparare in modo giocoso”: vivere cioè l'avventura di imparare giocando, divertendosi, scardinando la tradizionale e ancora persistente idea che si impara solo con fatica e disciplina, ma che lo si può fare anche giocando, sfogandosi, ridendo e facendo chiasso...