Rete Stabilizzandi INAF

Rete Stabilizzandi INAF Rete dei dell'istituto nazionale di INAF stabilizzabili secondo la legge 75/2017 a firma Marianna Madia

29/09/2026

IL NERVOSISMO DEI VERTICI INAF: SCATTA LA CENSURA SUI DIRITTI! 🚨
Durante la Notte dei Ricercatori, l'INAF ha rimosso dai propri canali ufficiali un post che denunciava il dramma di 719 precari a rischio licenziamento. La scusa? "Ammessi solo contenuti scientifici". La realtà? Imbavagliare chi la ricerca la porta avanti ogni giorno per nascondere il profondo disagio occupazionale. 🤐
L'INAF ama celebrare i propri successi e il proprio prestigio, ma nasconde la polvere sotto il tappeto. Le conseguenze di questa gestione stanno uccidendo l'Ente:
Stipendi da fame: tra i più bassi dell'intero settore ricerca.
Blocco delle assunzioni: zero attrattiva per le nuove generazioni.
Sfruttamento sistematico: contratti atipici usati per mascherare vero e proprio lavoro subordinato.
Cosa pretendiamo? Che la dirigenza faccia il suo mestiere: andare a "ba***re cassa" al Governo per ottenere fondi, stabilizzazioni e progressioni di carriera. Se non sono in grado, vadano a casa! Non servono solo passerelle per esibire eccellenza scientifica eludendo i problemi di chi ci lavora.
Non ci resta che un’arma: organizzarci. Personale e dirigenza non sono amici, ma controparti. Solo la solida piattaforma sindacale di USB può farti da scudo contro censure, ritorsioni o procedimenti disciplinari.
Rompiamo il muro del silenzio!


Leggi il comunicato https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/il-nervosismo-dei-vertici-inaf-post-censurati-e-caccia-alle-alleanze-per-negare-i-diritti-15010-1.html

Ieri sera abbiamo ricondiviso un post di INAF Osservatorio Astronomico di Trieste in cui ringraziavamo di cuore i colleg...
27/09/2026

Ieri sera abbiamo ricondiviso un post di INAF Osservatorio Astronomico di Trieste in cui ringraziavamo di cuore i colleghi triestini. Abbiamo saputo che il post è stato fatto rimuovere perchè violava una policy di INAF. Riproponiamo qui le parole dei colleghi. "Oggi a Trieste Next il nostro stand è rimasto chiuso. Non è stato un disservizio, ma una protesta. Il personale precario dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste ed alcuni colleghi si è mobilitato per denunciare una crisi che coinvolge 719 lavoratrici e lavoratori dell' INAF in tutta Italia. Con l'avvicinarsi della scadenza della Legge Madia (31 dicembre 2026), un'intera generazione di astrofisici, tecnologi e tecnici - con un'età media di 40 anni e un decennio di esperienza- rischia il licenziamento definitivo. Un' esperienza a termine è utile per la mobilità dei giovani ricercatori, ma l'uso strutturale del precariato per far funzionare progetti e infrastrutture internazionali è inaccettabile. Chiudere lo stand oggi è servito a mostrare la realtà: senza di noi la ricerca si ferma. Chiediamo una proroga, fondi dedicati e un serio piano di assunzioni subito! "

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, la comunità scientifica del CNR, insieme anche agli altri Enti di Rice...
26/09/2026

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, la comunità scientifica del CNR, insieme anche agli altri Enti di Ricerca , sceglie di rompere il silenzio. Precari In Campo Precari Uniti CNR 2.0

Denuncia dei lavoratori dell’Ente: "Fondi insufficienti e applicazione parziale della Legge Madia. Il Governo finanzi subito le stabilizzazioni per fermare l'agonia della scienza italiana"

26/09/2026

La notte di venerdì 25 settembre, in diverse città italiane ed europee, si svolgerà la notte dei ricercatori e delle ricercatrici. Passeggiando per le vie delle città, troverete vari stand in cui ricercatori e ricercatrici vi spiegheranno i loro progetti di ricerca, a volte anche attraverso attività ricreative che faranno felici soprattutto i più piccoli, con il sorriso stampato in faccia e infinita passione.

A proposito di notte dei ricercatori e delle ricercatrici, possiamo anche parlare delle notti passate insonni, sia per via degli esperimenti, sia a causa dell’incertezza causata dall’instabilità dei contratti dovuta alla mancanza di fondi… Incertezza sul futuro e sulla vita, insomma. Il futuro appunto, guardando i dati, è di chi investe in ricerca.

L’Italia investe l’1.4% del PIL, contro una media europea del 2.2% e i paesi come USA e Germania che invece oltrepassano il 3%.

La retribuzione mediana netta mensile dei ricercatori e delle ricercatrici è pari a 1.630 euro, nonostante il 28,4% di loro dichiari di lavorare oltre 46 ore a settimana. I contratti non prevedono tutele per straordinari, malattia o disoccupazione.
Le donne vincono più assegni e borse di ricerca, ma risultano minoritarie nei contratti da ricercatore a tempo determinato rispetto agli uomini (26,3% contro 32,8%), a conferma di un divario di genere nell’accesso alle posizioni più stabili.
I dati confermano anche la scarsa mobilità geografica nella fase del post-dottorato: l’85% di chi lavora al Sud ha conseguito il titolo nel Mezzogiorno. Nei centri di ricerca nazionali, poi, solo il 7% dei ricercatori proviene da università meridionali.

I finanziamenti per queste posizioni sono instabili: il 28% dei posti è legato al PNRR, il 26% da PRIN, mentre solo il 24% è sostenuto da fondi istituzionali (FFO). La progettualità a termine è dunque predominante.
Le persone precarie della ricerca hanno superato le 35.000 unità durante l’espansione legata al PNRR. Più del 30% delle posizioni ha avuto una durata inferiore a un anno, percentuale che diventa del 43% per quelle finanziate da PRIN e PON. Sono particolarmente brevi le borse di ricerca (50,5%) e gli assegni di ricerca (42,8%). Degli assunti con il PNRR, si stima che l’86.5% sia rimasto senza lavoro al termine del finanziamento.
Il numero di ricercatori e ricercatrici precarie è attualmente il 42% in più rispetto al 2008.
Il piano di assunzione del governo non copre neanche il 10% del fabbisogno effettivo.

Il precariato universitario in Italia dura almeno 10 anni, la stabilizzazione arriva in media intorno ai 40 anni.
Il 74% degli intervistati dall’ADI (XII indagine ADI sui Post-doc, con sondaggi effettuati su 2888 ricercatori e ricercatrici tra aprile e agosto 2024) in materia si dichiara molto preoccupato per la possibilità di trovare un impiego nei prossimi due anni.

Il 10.4% delle persone che hanno conseguito un dottorato in Italia e che risultano occupate ha dovuto trovare lavoro all’estero, dove ci sono più opportunità professionali coerenti con il livello di formazione e stipendi adeguati al costo della vita e all’esperienza professionale.

Quindi, sia che andiate o non andiate alla notte dei ricercatori e delle ricercatrici, è importante che sappiate che queste persone senza futuro stanno contribuendo a crearne uno anche per voi e il paese in cui vivete. Se i ricercatori e le ricercatrici continueranno ad essere senza futuro saremo tutti senza futuro.

- Luca Volpini, Alice Cavalieri, Andrea Casaboni
Università Possibile.

https://www.meteoweb.eu/2026/09/inaf-allarme-precariato-nella-ricerca-719-lavoratori-a-rischio-la-scadenza-della-legge-m...
25/09/2026

https://www.meteoweb.eu/2026/09/inaf-allarme-precariato-nella-ricerca-719-lavoratori-a-rischio-la-scadenza-della-legge-madia-mette-in-pericolo-una-generazione-di-astrofisici/1001984708/?amp=1

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) si trova davanti a una delle più delicate crisi occupazionali della sua storia. A luglio 2026, secondo il dossier elaborato dalla Rete Stabilizzandi INAF, l’ente conta 719 lavoratrici e lavoratori non a tempo indeterminato a fronte di 1197 dipendenti s...

Aspettando la Notte Europea Dei Ricercatori  Come ormai succede quasi ogni anno dal 2005, quando fu istituita dalla Comm...
22/09/2026

Aspettando la Notte Europea Dei Ricercatori

Come ormai succede quasi ogni anno dal 2005, quando fu istituita dalla Commissione Europea, anche quest’anno, il 25 settembre 2026, si svolge in molte città italiane la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici. Questa volta, però, voglio dedicare un po’ di tempo a parlare delle notti dei ricercatori: notti trascorse a pensare alle proprie ricerche, alle scadenze, all’articolo da mandare a una rivista internazionale, al referee, ai progetti, ai concorsi, alla burocrazia, al congresso…
Ma, ancor più che ai ricercatori e alle ricercatrici con una posizione stabile all’interno delle università o degli enti di ricerca, come l’INAF, il mio pensiero va a tutti quei giovani ricercatori e a tutte quelle giovani ricercatrici che hanno contratti precari (molti non sono più così giovani) e passano le loro notti insonni pensando al loro futuro incerto: sarò ancora ricercatore tra qualche mese? Confermeranno la mia borsa? Prolungheranno il mio contratto? Arriveranno altri fondi? Ci sarà mai un concorso che mi permetterà di dire addio al precariato?
I ricercatori e le ricercatrici precari, in realtà, costituiscono la spina dorsale di una parte importante dell’attività di ricerca nei laboratori e nelle istituzioni. Il loro contributo è insostituibile e il loro numero rappresenta una percentuale consistente del personale che lavora nella ricerca. La situazione di precarietà spesso si protrae per anni, a volte per decenni, rendendo difficile, quando non impossibile, fare progetti di vita a lunga scadenza.
continua su

In occasione della Notte Europea della Ricerca 2026 rivolgiamo un pensiero ai ricercatori precari che rendono possibile la ricerca in Italia e in Europa

17/06/2026

Ringraziamo tutti i colleghi tempo indeterminato che ci stanno sostenendo attivamente con la sottoscrizione della lettera aperta al CdA e al presidente INAF affinchè si applichino le disposizioni Madia.

Indirizzo

Naples

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