Spazio Crescita

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Spazio Crescita Centro per lo sviluppo psicomotorio e per il sostegno nel processo di crescita Cecilia Bonacini, psicomotricista relazionale

15/10/2026

MI PREOCCUPA IL MODO IN CUI STIAMO EDUCANDO I BAMBINI.

Mi preoccupa ciò che sta accadendo all’educazione, nelle scuole, nei servizi per l’infanzia e, naturalmente, anche nelle famiglie. Mi preoccupa una cultura educativa nella quale sembra diventato sempre più necessario stupire, intrattenere, proporre esperienze straordinarie, costruire ambienti suggestivi e ricercare materiali capaci di attirare l’attenzione. Come se la qualità dell’educazione si misurasse dalla bellezza degli allestimenti, dalla novità delle proposte o dalla quantità di stimoli che siamo in grado di offrire.

Ma dove sono finiti il tempo, la semplicità, l’ascolto? Dove si colloca, in tutto questo, la relazione tra un bambino e l’adulto che dovrebbe accompagnarlo nella crescita?

Ho la sensazione che, nel tentativo di fare sempre di più, stiamo rischiando di perdere di vista l’essenziale. Il bambino non ha bisogno di un adulto che lo sorprenda continuamente, ma di un adulto che sappia incontrarlo. Non ha bisogno che ogni momento sia riempito da un’attività progettata, ma di poter esplorare, inventare, ripetere, fermarsi, cercare, sbagliare e ricominciare. Non ha bisogno di essere costantemente intrattenuto, ma di trovare accanto a sé qualcuno capace di esserci davvero, con la propria presenza, la propria disponibilità emotiva e la capacità di ascoltare anche ciò che non viene espresso attraverso le parole.

È qui che la Psicomotricità esprime il suo valore educativo più profondo.

La Psicomotricità Relazionale ci insegna a riconoscere il bambino nella sua globalità, senza separare il corpo dalle emozioni, il movimento dal pensiero, il gioco dalla relazione. Ci insegna che il bambino comunica attraverso il corpo, che cerca l’altro attraverso il movimento, che costruisce la propria identità nell’incontro e che ha bisogno di sperimentare una relazione nella quale possa esprimersi, sentirsi riconosciuto e trovare progressivamente il proprio posto nel mondo.

Il dialogo tonico, lo sguardo, la postura, la distanza, il ritmo, la possibilità di avvicinarsi e allontanarsi, di cercare e di sottrarsi, sono elementi fondamentali di una comunicazione che precede le parole e continua ad accompagnarci per tutta la vita. Non sono dettagli secondari, né aspetti che possiamo recuperare aggiungendo un’attività al nostro programma educativo. Sono la trama stessa della relazione.

Eppure, troppo spesso, sembra che il corpo del bambino debba essere gestito, il movimento contenuto, il gioco orientato verso un risultato e ogni esperienza giustificata dalla possibilità di raggiungere un obiettivo. Anche quando proponiamo attività apparentemente libere, rischiamo di dimenticare che la libertà del bambino ha bisogno di adulti capaci di rispettarla, senza invaderla continuamente con le proprie intenzioni.

La mia preoccupazione è che stiamo confondendo il fare educazione con il costruire proposte educative. Che ci stiamo concentrando sempre più su ciò che prepariamo per i bambini e sempre meno su ciò che siamo capaci di vivere con loro.

La Psicomotricità ci ricorda che non è necessario fare qualcosa di eccezionale perché accada qualcosa di importante. Bastano uno spazio adeguato, materiali semplici, tempo e un adulto che sappia osservare, ascoltare e partecipare senza sostituirsi al bambino. In queste condizioni, un gesto, un movimento, una costruzione, una rincorsa o un gioco ripetuto possono diventare occasioni preziose di conoscenza di sé e dell’altro.

Non sto dicendo che gli ambienti, i materiali e la progettazione non siano importanti. Lo sono, ma acquistano valore quando sono al servizio della relazione, non quando cercano di sostituirla o diventano il centro della scena.

Come psicomotricista relazionale e insegnante, sento il bisogno di ribadire con forza che la relazione non è una delle tante competenze da sviluppare, né un elemento accessorio del progetto educativo. È la condizione fondamentale attraverso cui il bambino cresce, si riconosce e impara a stare con gli altri.

Per questo credo che oggi sia necessario restituire alla Psicomotricità il posto che merita nella cultura dell’infanzia: non soltanto come pratica da proporre in uno spazio dedicato, ma come sguardo sul bambino, come competenza relazionale dell’adulto, come cultura educativa capace di ricordarci che ogni bambino è prima di tutto una persona da incontrare, non un insieme di abilità da sviluppare o di comportamenti da correggere.

Dovremmo preoccuparci meno di quanto riusciamo a stupire i bambini e molto di più di come li stiamo accompagnando a diventare grandi. Dovremmo domandarci quale spazio lasciamo alla loro iniziativa, quanto sappiamo tollerare i loro tempi, come accogliamo le loro emozioni e quale qualità di presenza offriamo loro, ogni giorno, a casa e a scuola.

I bambini non hanno bisogno di adulti capaci di organizzare spettacoli sempre più sorprendenti. Hanno bisogno di adulti capaci di relazione.

E la Psicomotricità, oggi più che mai, ha molto da ricordarci su questo.

Sara Pauletto
Psicomotricista Relazionale

03/10/2026

DARE VOCE ALLA PSICOMOTRICITÀ
Che cosa vede un* psicomotricista che gli altri non vedono?

Vede un bambino che corre e,
prima di chiedersi come fermarlo, osserva che cosa sta facendo con il suo corpo, dove si dirige, che cosa cerca, da che cosa si allontana e come cambia il suo movimento quando entra in relazione con qualcuno.

Vede un bambino che non vuole partecipare e
non si affretta a definirlo timido, oppositivo o poco interessato, perché osserva il modo in cui guarda gli altri, il tempo che gli serve per avvicinarsi, la distanza che mantiene, come reagisce quando qualcuno entra nel suo spazio e quali condizioni gli permettono di sentirsi abbastanza sicuro per entrare nel gioco.

Vede un bambino che ripete continuamente lo stesso gioco,
che costruisce e distrugge, che si nasconde, che cerca il corpo dell'adulto o che, al contrario, sembra voler fare tutto da solo.
In queste situazioni il gioco e il movimento diventano importanti strumenti di conoscenza, perché attraverso di essi il bambino esprime, esplora e costruisce la propria esperienza anche quando non riesce ancora a raccontarla con le parole.

È attraverso il corpo, il movimento e il gioco che l* psicomotricista incontra il bambino nella sua interezza, perché quando un bambino entra in una stanza porta con sé il proprio modo di stare nel mondo, di avvicinarsi e prendere spazio, di affidarsi o proteggersi, di cercare l'altro e di rispondere a ciò che l'altro gli propone.

E nella relazione non c'è mai soltanto il bambino, ma anche l'adulto, con il proprio modo di esserci, di aspettare, di intervenire, di proporre e di porre dei limiti. Anche il corpo dell'adulto partecipa a quella relazione e contribuisce a creare le condizioni nelle quali il bambino può esplorare, sperimentare, avvicinarsi oppure prendersi il tempo di cui ha bisogno.

Per questo, davanti a un bambino descritto come “aggressivo”, “agitato”, “timido”, “oppositivo” o “incapace di stare con gli altri”, lo psicomotricista non si ferma alla definizione, ma osserva quando quel comportamento compare, con chi, che cosa lo precede, come si manifesta attraverso il corpo, come reagisce l'ambiente e che cosa sta accadendo nella relazione.

Non si tratta di ignorare la difficoltà o di giustificare qualsiasi comportamento, ma di andare oltre la prima descrizione per comprendere ciò che sta accadendo e trovare, nella relazione, una modalità più adeguata per accompagnare quel bambino.

È proprio questa possibilità di fermarsi prima di intervenire, di osservare prima di giudicare e di considerare il bambino nella sua globalità che la psicomotricità può offrire a genitori, educatori e insegnanti.
Comprendere ciò che accade nel corpo, nel gioco e nella relazione significa infatti poter modificare anche il modo in cui l'adulto si mette accanto al bambino e costruire condizioni più favorevoli alla sua crescita.

Questo è il cuore del lavoro psicomotorio: non cercare soltanto ciò che il bambino deve imparare a fare, ma incontrare ciò che sta vivendo e accompagnarlo attraverso il corpo, il movimento, il gioco e la relazione.

Dare voce alla psicomotricità significa allora anche raccontare tutto questo: ciò che accade nelle stanze, nelle relazioni e negli incontri quotidiani con i bambini, dando parole a un lavoro che spesso rimane invisibile proprio perché si costruisce nella concretezza della relazione. Significa permettere a chi è psicomotricista di riconoscersi in una professione che ha molto da dire e a chi accompagna i bambini, come genitore o educatore, di conoscerla più da vicino.

S.P
Psicomotricista Relazionale

10 ottimi motivi per fare un percorso di psicomotricità (relazionale) tra i 4 e i 6 anni:  1. Migliorare la coordinazion...
30/09/2026

10 ottimi motivi per fare un percorso di psicomotricità (relazionale) tra i 4 e i 6 anni:

1. Migliorare la coordinazione motoria per performance sportive migliori
2. Migliorare la relazione tra pari
3. Essere supportati nella regolazione emotiva
4. Strutturare le funzioni esecutive e processi sottostanti (memoria, attenzione, concentrazione, …)
5. Migliorare la capacità ideativa e/o realizzativa
6. Elaborare vissuti ed esperienze sfidanti e difficili, sia quelle quotidiane che quelle derivanti da situazioni particolari (fratellini, separazioni, trasferimenti, passaggi a cicli scolastici diversi, …)
7. Essere meglio compresi dai genitori (che vengono coinvolti nel percorso)
8. Acquisire i precursori delle competenze matematiche e linguistiche attraverso esperienze mirate
9. Essere realmente sostenuti nella costruzione di un’identità forte e nel percorso di auto-realizzazione con tecniche mirate
10. Last but not least… divertirsi!

In realtà i motivi sono tanti altri, ma lasciamo che veniate a scoprirli da questo venerdì 2 Ottobre presso la Polisportiva Gino Pini a Modena!
Affrettatevi per iscrizioni, sono rimasti un paio di posti disponibili!

Vi aspettiamo sabato 03 con i laboratori di psicomotricità per la fascia 0-3 anni!
28/09/2026

Vi aspettiamo sabato 03 con i laboratori di psicomotricità per la fascia 0-3 anni!

Gioco, movimento e scoperta: tornano i percorsi psicomotori alla Polivalente 87 Gino Pini
Una nuova mattinata dedicata alla crescita dei più piccoli, da vivere insieme a mamma, papà o a un adulto di riferimento. Abbiamo pensato a due percorsi specifici per tappe d'età: uno rivolto a bambini dai 9 ai 18 mesi ed uno rivolto a bambini tra i 18 e i 36 mesi.
Attraverso il gioco spontaneo, l'esplorazione e l'uso di percorsi morbidi e attrezzi specifici, accompagneremo lo sviluppo psicomotorio dei bimbi.

LINK IN BIO ›› AGENDA

laboratoribambini

Leggi tutto sul sito 👇
https://www.modenabimbi.it/evento-singolo/laboratori-holly-polly-di-psicomotricita-relazionale/2026-10-03/

24/09/2026
Spazio Crescita è lieta di presentare Sarah🤩“Sono una Psicomotricista relazionale e da alcuni anni gestisco percorsi di ...
24/09/2026

Spazio Crescita è lieta di presentare Sarah🤩
“Sono una Psicomotricista relazionale e da alcuni anni gestisco percorsi di psicomotricità rivolti a tutte le fasce dell’età evolutiva.
Sono un’educatrice professionale con diversi anni di esperienza nell’infanzia.
Mi occupo poi di interventi di supporto alla genitorialità.
In Spazio Crescita mi occuperò dei percorsi e laboratori rivolti ai piccolissimi (0-3 anni). Non vedo l’ora di partire!”

Ci siamo! Ultimi posti disponibili!
24/09/2026

Ci siamo! Ultimi posti disponibili!

🌱 Iscrizioni Aperte: Percorsi di Psicomotricità Relazionale! 🌱
Un’opportunità preziosa per accompagnare la crescita del tuo bambino, sostenendo il suo sviluppo motorio, emotivo, cognitivo e sociale!
Abbiamo attivato due percorsi dedicati a diverse fasce d’età:
👶 PERCORSO 2-4 ANNI (con genitori in sala)
Un’occasione speciale per supportare lo sviluppo del piccolo e comprendere meglio il suo comportamento attraverso la presenza condivisa.
🗓️ Dal 29 Settembre (10 incontri al martedì pomeriggio)
🧒 PERCORSO 4-6 ANNI
Incontri pensati per sostenere la massima espressività, la regolazione dell’emotività e la strutturazione dell’identità del bambino.
🗓️ Dal 3 Ottobre (10 incontri al venerdì pomeriggio)
📍 Dove: Polivalente 87 e Gino Pini
📩 Info e iscrizioni:
📧 [email protected]
💬 WhatsApp: 389 6666091
🌐 www.pol87pini.it
⚠️ Posti limitati! Prenota prima dell'inizio dei corsi!

Spazio Crescita è lieta di presentare Giulia❣️“Sono Giulia, ho una laurea in ambito scientifico e da diversi anni sono a...
21/09/2026

Spazio Crescita è lieta di presentare Giulia❣️

“Sono Giulia, ho una laurea in ambito scientifico e da diversi anni sono allenatrice di rugby.
Sto conseguendo il titolo di Psicomotricista all’interno di un percorso triennale, che mi ha fatto scoprire il valore del corpo nel gioco e nella relazione.
Insieme potremo crescere, esplorare ed emozionarci”

UNA OCCASIONE PREZIOSA PER:🤓 Imparare a leggere comportamenti e giochi del bambino/a e quindi comprendere il suo linguag...
17/09/2026

UNA OCCASIONE PREZIOSA PER:

🤓 Imparare a leggere comportamenti e giochi del bambino/a e quindi comprendere il suo linguaggio.
E questo migliorerà nettamente la relazione tra voi!

🤩 Fare esperienza diretta di un altro modo di rapportarsi e parlare con i bambini rispetto a quello cui siamo abituati, perché un modo che tiene conto di cosa e come pensa il bambino e delle sue reali capacità cognitive ed emotive

💪🏻 Accrescere le diverse competenze del tuo bambino, perché i bambini apprendono attraverso il
movimento e il gioco. In sala di psicomotricità vengono promosse esperienze di esplorazione e gioco mirate e fondamentali (e no, non replicabili ovunque!) per garantire uno sviluppo efficace delle competenze emotive, cognitive e sociali, oltreché ovviamente motorie

🥹 Avere un momento di totale dedizione al vostro bambino/a. Meglio un’ora pienamente dedicata a voi senza interferenze che tanti momenti costellati da distrazioni e interruzioni. Il vostro bambino/a lo sente!!

😉 Ricevere formazione sullo sviluppo e l’apprendimento, così come consulenza relazionale!

❤️ Condividere esperienze con altre famiglie in un clima di disponibilità e confronto non performativo

🔝Prepararsi all’ingresso nei primi contesti sociali come il nido o permettendo di integrare l’esperienza scolastica con un’esperienza ed una visione diversa da quella educativa.

Per informazioni scrivici un messaggio o una e-mail a [email protected]

I posti sono limitati, il percorso è in piccolo gruppo (massimo 7 famiglie!)

Indirizzo

Modena
41121

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