Scuola Inclusiva

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Forniamo consulenze professionali per garantire il Diritto allo studio agli Alunni con disabilità

25/08/2025

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28/04/2025

Qualche mese fa ci contatta la famiglia di Ginevra, una bambina nello spettro autistico che frequenta la scuola elementare con orario ridotto.
La mamma e il papà di Ginevra vorrebbero che la bambina restasse a scuola alcune ore in più, come suo diritto, ma la dirigenza non è d’accordo, perché nelle ore in cui non sono presenti l’insegnante sostegno o l’educatore, Ginevra risulta ingestibile, secondo quanto comunicato dagli insegnanti.
Però ripetiamo: Ginevra per legge ha diritto a frequentare tutte le ore, in nessun modo la scuola può allontanare un bambino solo a causa della sua disabilità.
Cosa fare allora?
I passaggi che abbiamo affrontato come scuola inclusiva non sono stati sempre semplici, un po’ per la complessità intrinseca del caso, un po’ perché la burocrazia e i tempi degli enti statali non aiutano.
Una volta assodato che la comunicazione con la scuola era particolarmente difficile, ci siamo rivolti direttamente al Ministero, per trovare insieme una soluzione che potesse soddisfare i bisogni di tutti: di Ginevra, che voleva passare più ore in classe, della sua famiglia, che non fosse costretta a prelevare la bimba da scuola in orari a volte molto scomodi e della classe stessa, perché potesse vivere Ginevra come una risorsa in più e non come una difficoltà.
È stato nominato un team di professionisti che assistesse alle lezioni così da poter determinare le reali capacità della bambina di autogestirsi in determinati contesti e contestualmente è stato richiesto un aumento delle ore di educativa. Ci sono volute parecchie settimane, complici anche le vacanze di Natale che per abbondanti quindici giorni hanno bloccato tutto, ma alla fine i risultati sono arrivati. Abbiamo ottenuto due ore in più di educativa e, a seguito della valutazione degli educatori, anche che Ginevra potesse assistere ad alcune lezioni da sola.
Detta così sembra quasi lineare, ma vi posso assicurare che non lo è. Decine di telefonate, mail, tempi biblici di attesa. Dover rispiegare tutta la situazione, più e più volte ai vari professionisti, trovare persone a volte estremamente disponibili, altre incredibilmente oppositive…
A volte capita che gli accordi si raggiungano in maniera più rapida semplicemente dialogando con la dirigenza, ma spesso quando una famiglia ci contatta è perchè i tentativi di dialogo sono già andati a vuoto e c’è bisogno di agire diversamente, pur restando il più delle volte in un ambito di confronto costruttivo, grazie al quale trovare un punto di incontro favorevole a tutti.
Quindi quando vi capita di chiedervi: “ma cosa fanno all’atto pratico gli operatori di Scuola Inclusiva quando intervengono in una situazione?” Ecco, avete qui la risposta!😊

08/03/2025

Cosa si intende con il termine "Didattica Inclusiva":
significa che è la scuola stessa ad adattarsi agli studenti anziché il contrario, garantendo a TUTTI i bambini l'opportunità di apprendimento e di sviluppo equamente distribuite, indipendentemente dalle loro caratteristiche.

Se avete bisogno di supporto o consulenza, in materia di inclusione scolastica, scriveteci a:
[email protected]

29/01/2025

Amici de “La scuola inclusiva”, non vi abbiamo dimenticati!!
Pubblichiamo poco sui social perchè cerchiamo di dedicarci il più possibile a voi e alla vostre famiglie e il tempo che ci avanza è poco.
Stiamo lavorando per voi insomma, ma lo facciamo nell’ombra!😂😂
Non esitate a contattarci qui su Facebook o privatamente per qualunque curiosità o necessità!
- il team Scuola Inclusiva

Convenzioni 03/01/2025

Grazie all'ASSOCIAZIONE "I LARI" APS😊

Convenzioni Convenzioni per chi è socio:   AVVOCATO Cristina Lavizzari, (Foro di appartenenza: MILANO- N.iscr. 24876) avvocato specializzato nei diritti all'Inclusione Scolastica e Sociale degli Alunni con disabilità, prima consulenza telefonica gratuita, per attività extragiudiziale lo sconto è del 20% p...

04/12/2024


Da tre settimane sto ascoltando a ripetizione la versione techno dell’Inverno di Vivaldi. Una singola canzone in loop continuo. C’è stato il periodo di Castle of glass dei Linkin Park, quello di “End of beginning” di Djo. Sempre in loop, centinaia di volte prima di stancarmi e cambiare canzone. Non ho idea di quante volte abbia rivisto tutta la saga di Harry Potter, so a memoria le battute di Friends, di tutte le stagioni. Stessa modalità con il cibo: scopro un nuovo biscotto che mi piace e mangio solo quello per settimane, poi all’improvviso mi stanco e passo oltre. Sono sempre stata cosí, anche a detta di mia mamma. Sono routine, confort sensoriali, che è facile confondere con compulsioni, ma non lo sono, è proprio diversa la modalità con cui si presentano: una compulsione è qualcosa che si avverte la necessità di mettere in atto perchè si teme che non facendolo possa accadere qualcosa di brutto, la routine autistica è un qualcosa che si fa per allentare la tensione, per questo spesso questi comportamenti si accentuano quando si sta attraversando un periodo particolarmente stressante o ricco di cambiamenti.
Avete mai notato le routine dei vostri figli? Se volete condividetele con noi!🤗
- Lidia

20/11/2024


Quanti di voi conoscono le coperte ponderate? Si tratta di coperte pesanti che vengono utilizzate con lo scopo di creare un senso di contenimento in chi le utilizza. Non sono prerogativa delle persone autistiche, infatti vengono utilizzate da chi ha disturbi d’ansia o anche in alcuni casi di insonnia. Nella mia esperienza ho notato però che tra gli autistici c’è una netta divisione tra chi le ama e non può farne a meno e chi, come me, le detesta!😂
Io quando dormo ho bisogno di sentirmi libera, le coperte devono essere sì calde, ma molto leggere, altrimenti mi infastidisco fino anche a non riuscire a riposare. Conosco invece persone che senza il senso di contenimento dato da coperte molto pesanti non riescono neppure a prendere sonno.
Ci sono delle indicazioni precise su quale peso utilizzare in base alla propria corporatura, in linea di massima è sempre meglio attenersi a quelle, ma nessuno vieta di scegliere un peso diverso in base ai propri gusti.
Le avete mai provate? Raccontateci la vostra esperienza se vi va!🤗
- Lidia

16/11/2024



Una delle prime domande che ho rivolto alla neuropsichiatra in fase di diagnosi è stata se fosse possibile evitare un meltdown e quali fossero le strategie possibili. Detesto perdere il controllo e mi sento sempre molto in colpa con le persone che mi circondano quando questo accade, per quanto io sappia, razionalmente, che non è colpa mia.
La dottoressa mi ha spiegato le strategie in maniera molto semplice e voglio condividerle con voi.
Innanzitutto entriamo nell’ottica del vaso che si riempie: il vaso ha dieci tacche, quando si arriva alla decima arrivano meltdown e/o shutdown. Fino circa al livello sei/sette la situazione è ancora reversibile, poi basta, superata quella soglia non c’è modo di tornare indietro e la crisi dovrà aver luogo. La difficoltà spesso sta nel rendersi conto in tempo, sia se si tratta di monitorare se stessi che se si tratta di un figlio o un famigliare.
Se la situazione è ancora gestibile la cosa fondamentale è allontanarsi dal motivo di sovraccarico, ad esempio interrompere la discussione in corso, eliminare i rumori fastidiosi, coprirsi o spogliarsi in caso di temperatura non idonea e via così, in base alla situazione. Non si tratta di una fuga, non vale la regola del “ma ti devi abituare”, perchè anzi, ogni volta che una situazione sfocia in un meltdown ci allontaniamo sempre di più dalla possibilità di imparare a gestirla.
Se il “livello critico” è già stato superato allora bisogna semplicemente prepararsi all’esplosione e non cercare più di bloccarla. L’ideale è trovare un posto tranquillo, lontano da stimoli e da persone, il più possibile sicuro e adatto a contenere eventuali sfoghi fisici.
Non esiste una regola che valga per tutti, a volte la persona che sta andando in sovraccarico dà chiari segnali di insofferenza, aumenta lo stimming o mette in atto comportamenti riconoscibili, ma spesso tutto avviene nella nostra testa e rapidamente, non sempre c’è il tempo di accorgersi e serve un buon livello di autoconsapevolezza per farlo, quindi non ha davvero senso colpevolizzarsi se non si è riusciti a prevenire e a evitare lo “scoppio”.
Se avete domande o dubbi su questo o su altre dinamiche legate all’autismo io sono qui, chiedete pure! 🤗
- Lidia

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