28/04/2025
Qualche mese fa ci contatta la famiglia di Ginevra, una bambina nello spettro autistico che frequenta la scuola elementare con orario ridotto.
La mamma e il papà di Ginevra vorrebbero che la bambina restasse a scuola alcune ore in più, come suo diritto, ma la dirigenza non è d’accordo, perché nelle ore in cui non sono presenti l’insegnante sostegno o l’educatore, Ginevra risulta ingestibile, secondo quanto comunicato dagli insegnanti.
Però ripetiamo: Ginevra per legge ha diritto a frequentare tutte le ore, in nessun modo la scuola può allontanare un bambino solo a causa della sua disabilità.
Cosa fare allora?
I passaggi che abbiamo affrontato come scuola inclusiva non sono stati sempre semplici, un po’ per la complessità intrinseca del caso, un po’ perché la burocrazia e i tempi degli enti statali non aiutano.
Una volta assodato che la comunicazione con la scuola era particolarmente difficile, ci siamo rivolti direttamente al Ministero, per trovare insieme una soluzione che potesse soddisfare i bisogni di tutti: di Ginevra, che voleva passare più ore in classe, della sua famiglia, che non fosse costretta a prelevare la bimba da scuola in orari a volte molto scomodi e della classe stessa, perché potesse vivere Ginevra come una risorsa in più e non come una difficoltà.
È stato nominato un team di professionisti che assistesse alle lezioni così da poter determinare le reali capacità della bambina di autogestirsi in determinati contesti e contestualmente è stato richiesto un aumento delle ore di educativa. Ci sono volute parecchie settimane, complici anche le vacanze di Natale che per abbondanti quindici giorni hanno bloccato tutto, ma alla fine i risultati sono arrivati. Abbiamo ottenuto due ore in più di educativa e, a seguito della valutazione degli educatori, anche che Ginevra potesse assistere ad alcune lezioni da sola.
Detta così sembra quasi lineare, ma vi posso assicurare che non lo è. Decine di telefonate, mail, tempi biblici di attesa. Dover rispiegare tutta la situazione, più e più volte ai vari professionisti, trovare persone a volte estremamente disponibili, altre incredibilmente oppositive…
A volte capita che gli accordi si raggiungano in maniera più rapida semplicemente dialogando con la dirigenza, ma spesso quando una famiglia ci contatta è perchè i tentativi di dialogo sono già andati a vuoto e c’è bisogno di agire diversamente, pur restando il più delle volte in un ambito di confronto costruttivo, grazie al quale trovare un punto di incontro favorevole a tutti.
Quindi quando vi capita di chiedervi: “ma cosa fanno all’atto pratico gli operatori di Scuola Inclusiva quando intervengono in una situazione?” Ecco, avete qui la risposta!😊