25/05/2016
PERCHE’ IL GIOCO NON E’ SOLO UN VIZIO...
Chi gioca d’azzardo, così come chi beve un po’ troppo, è ritenuto un “vizioso”: gioco e bere diventano vizi e questo ce li fa catalogare come “degenerazione” della persona e qui scatta inevitabile il giudizio negativo.
Questa è una chiave di lettura, ed è la più diffusa.
Tralasciando le polemiche e le discussioni sui massimi sistemi rispetto al fatto che “dal gioco c’è chi guadagna, Stato compreso” che non ci porta da nessuna parte, diamo qui uno sguardo a cosa c’è dietro al meccanismo che fa diventare il gioco da “passatempo” a “malattia”.
Malattia non è un termine “esagerato” come molti pensano.
Il Manuale Diagnostico Statistico dell'Associazione Psichiatrica Americana (APA) cosiddetto “DSM” che è il punto di riferimento per tutte le figure sanitarie per definizione dei disturbi di tipo psichiatrico, ha catalogato dall’anno scorso il gioco d’azzardo all’interno del capitolo delle dipendenze.
In termini più scientifici:
“Il GAP è la conseguenza secondaria di un comportamento volontario di gioco d’azzardo persistente in un individuo vulnerabile alla dipendenza, che presenta cioè alterazioni preesistenti di tipo neurofunzionale dei normali sistemi neurobiologici della gratificazione (sistema di reward dopaminergico con iper-risposta anomala al gioco d’azzardo), del controllo degli impulsi (corteccia prefrontale con deficit dell’autocontrollo) e delle funzioni cognitive correlate (credenze e distorsioni cognitive in relazione alle reali possibilità di vincita).”
Quindi il GAP una malattia neuropsicobiologica del cervello, spesso cronica e recidivante, che si esplicita con comportamenti patologici compulsivi e specifica sintomatologia neurovegetativa, associata a gravi conseguenze fisiche, psichiche e sociali per l’individuo.
Cosa vuol dire questo?
Che quando si manifestano ad esempio, episodi come:
BISOGNO, per giocare d’azzardo, di quantità crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata.
ESSERE irrequieto/a o irritabile se tenta di ridurre o di smettere di giocare d’azzardo.
RIPETERE sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o smettere di giocare d’azzardo.
PREOCCUPAZIONE dal gioco d’azzardo (per es., ha pensieri persistenti che gli/le fanno rivivere passate esperienze di gioco d’azzardo, analizzate gli ostacoli e pianificare la prossima avventura, pensare ai modi di ottenere denaro con cui giocare d’azzardo)
Spesso gioca d’azzardo quando si SENTE A DISAGIO (per es., indifeso/a, colpevole, ansioso/a, depresso/a)
Dopo aver perduto denaro al gioco d’azzardo, spesso torna un’altra volta per RITENTARE («rincorrere» le proprie perdite)
MENTIRE per occultare l’entità del comportamento nel gioco d’azzardo.
METTERE in pericolo o PERDERE una relazione significativa, il lavoro, opportunità di studio e di carriera a causa del gioco d’azzardo….
Il problema in questi casi è che si è entrati nella patologia neurofunzionale e quindi scatta l’incapacità di autocontrollarsi.
In questo senso a niente vale “dire” al giocatore, o che il giocatore “si dica” di smettere.
In quel momento “comanda” la disfuzione associata al piacere di giocare, pertanto occorre riportare la persona al controllo.
Questa operazione richiede tempo e allenamento (cura).
Come si arriva a questo punto?
Come per tutte le dipendenze il processo è:
- Gioco occasionale (una volta ogni tanto)
- Gioco abituale (in modo sistematico ma periodico: è il caso della “schedina settimanale”)
- Gioco frequente (si gioco più volte rispetto a prima ma ancora si decide quando e come)
- Gioco compulsivo (si inizia a giocare come “bisogno”)
- Dipendenza (non se ne può fare a meno)
Ripetiamo che si tratta di “malattia” e non vizio se la riusciamo a vedere in modo neurofunzionale, cioè associata ad uno stimolo generato “meccanicamente” dal nostro processo di gratificazione sfuggito al nostro controllo in modo costante.
Ecco perché il gioco, da vizio può diventare una malattia vera e propria.
07/04/2016
Questa sera su questa radio all'interno della trasmissione "salutiamo" si parlerà di gioco d'azzardo patologico e del progetto "Combinazione Vincente"
Deejayfox Radio Station
Deejay Fox Radio Station
🦊La Radio che ti rincorre!!
🎶La miglior selezione musicale!!
30/03/2016
Il progetto “COMBINAZIONE VINCENTE – SPAZIO INFORMATIVO GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO” è promosso dalla ATS Brianza ed attuato da ATIPICA Cooperativa Sociale onlus.
Il progetto nasce dalla analisi dei dati di Regione Lombardia sul fenomeno “gioco d’azzardo” dai quali risultano essere molti i giocatori d’azzardo patologici o problematici (cioè quelli che giocano molto più di quanto si possano permettere e che mettono in crisi la propria condizione economica) e pochi quelli che si rivolgono ai servizi, in quanto il gioco è popolarmente ritenuto un “vizio” non invece una problematica psicopatologica necessaria di cura quando oltrepassa certi limiti, come tutte le forme di dipendenza.
SCOPO DEL PROGETTO
Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la cura di questa nuova forma di dipendenza, sempre più diffusa, incrementando il numero di persone che si rivolgono ai servizi (Ser.T. NOA, SMI) presenti su tutto il territorio della ATS Brianza.
A CHI SI RIVOLGE
Il progetto è rivolto in primis ai giocatori, ma anche ai loro familiari e agli operatori di servizi e associazioni che richiedano un supporto/sostegno/orientamento, rispetto a valutazione e intervento psico-socio-educativo, legale ed economico per i casi a loro in carico e non ancora rivoltisi ai servizi territoriali competenti.
TEMPI
Il progetto è già attivo e terminerà il 31/10/2016.
COSA FACCIAMO:
SPORTELLO TELEFONICO E TELEMATICO
Lo scopo del centralino è poter rispondere in modo opportuno alla richiesta di aiuto di giocatori o familiari, orientare verso i servizi territoriali specialistici e/o procedere a fissare un incontro presso lo sportello d’ascolto.
RIFERIMENTI:
Tel. 0362 900 144
Cell. 347 114 60 16
[email protected]
SPORTELLO DI CONSULENZA ED ASCOLTO
SU APPUNTAMENTO NELLE SEDI DI:
VERANO BRIANZA, MONZA, LIMBIATE
Lo sportello prevede:
Interventi di sostegno psico-socio-educativo rivolti ai familiari ed ai giocatori, finalizzati a far emergere la consapevolezza in merito alla problematica del gioco patologico attraverso l’orientamento e l’invio ai servizi territoriali o al Sert di zona;
Interventi informativi e di orientamento di supporto ai familiari e agli operatori di servizi e associazioni;
Interventi di supporto alle problematiche di tipo legale ed economico-finanziario che ricadono sul giocatore patologico e sul suo nucleo familiare.
CONSULENZA TELEFONICA O DOMICILIARE
Il progetto prevede, inoltre, la possibilità di consulenze telefoniche e/o domiciliari in relazione alle particolari esigenze dell’utenza. Qualora infatti non ci fosse la possibilità di attuare uno spostamento da parte del giocatore o di un suo familiare, sulla base dell’analisi della domanda, verrà identificato il professionista più adeguato che potrà recarsi a domicilio, facilitando in questo modo coloro che si trovano in condizioni di difficoltà, permettendo così di aumentare le possibilità della presa in carico delle persone che con più fatica chiedono aiuto.
GRUPPO DI SOSTEGNO E SUPPORTO PER FAMILIARI
Gruppo con scopo formativo, informativo e di confronto per fornire ai suoi partecipanti strumenti di ordine legale ed economico-finanziari, sia come luogo nel quale si possano condividere i vissuti affettivi legati alla patologia di un familiare.
Il gruppo sarà dapprima condotto da uno psicologo, mentre in un secondo momento si ipotizza che tale gruppo si avvarrà delle proprie forze, attraverso un’organizzazione autonoma.
CONSULENZA PER OPERATORI DEI SERVIZI TERRITORIALI
Il progetto offre consulenza anche agli operatori dei servizi territoriali che ne facessero richiesta, specialmente in materia di questioni legali ed economico-finanziarie. La consulenza potrà avvenire sia con modalità telefonica, che attraverso uno o più incontri diretti a singoli operatori o rivolti alla totalità dell’équipe.
EQUIPE DI OPERATORI
Gli operatori del progetto hanno un pluriennale esperienza nel trattamento delle dipendenze; le figure presenti sono:
- Educatore Professionale Coordinatore del Progetto
- 2 Psicologi
- 1 Assistente Sociale
- 1 Avvocato
- 1 Commercialista