CONFINI

CONFINI

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... c'è una soglia, un confine invisibile che divide la verità dalla fantasia, la verità dalle bugie, il BENE dal MALE! I confini danno sicurezza.

Il confine protegge dall'inatteso e dall'imprevedibile: dalle situazioni che ci spaventerebbero, ci paralizzerebbero e ci renderebbero incapaci di agire. Più i confini sono visibili e i segni di demarcazione sono chiari, più sono «ordinati» lo spazio e il tempo all'interno dei quali ci muoviamo. Ci permettono di sapere come, dove e quando muoverci. Ci consentono di agire con fiducia. Per avere que

13/01/2026

Senza entrare nei particolari ma ho sempre pensato che farsi mettere inchiostro nel corpo con un ago non sia proprio una buona idea ... Comunque rispetto chi lo fà ☯️

I medici hanno collegato i sintomi al pigmento e scelto una soluzione estrema, con effetti solo parzialmente reversibili. ⬇

21/11/2025

Non devi sempre stare bene,
ogni tanto ti è permesso essere un disastro”.

Alice, Stregatto e il cappellaio matto

14/11/2025

Secondo qualcuno triplicare le prescrizioni di psicofarmaci ai minori in un decennio sarebbe un progresso diagnostico. Invece è esattamente il contrario, è il sintomo di una società gravemente malata, scientista, che ha smesso di interrogarsi.

Il bambino irrequieto, quello malinconico, quello che non si adatta, per costoro sono solo soggetti da sedare.

Questi ormai sono fuori controllo, somministrano serotonina a chi vive in una società che ha desertificato le relazioni. Prescrivono stimolanti a chi cresce in ambienti diseducativi, iperstimolanti e frantumati. Tranquillizzano l'angoscia senza mai nominare ciò che la genera: la solitudine strutturale, la competizione feroce fin dall'infanzia, l'assenza di futuro pensabile.

Il farmaco è oggi il linguaggio con cui si fugge, si evita di ascoltare. D'altronde è più semplice "normalizzare" un bambino che mettere in discussione la scuola, la famiglia e l'organizzazione sociale.
La pillola non disturba nessuno: né i genitori esausti, né gli insegnanti oberati, né un sistema economico che ha bisogno di individui funzionali, non di persone intere.

Ma sappiate che l'infanzia è resistenza ontologica. Il disagio del bambino è spesso l'unica protesta sana in un contesto malato. Sedarlo significa eliminare il testimone.

È più comodo credere a uno squilibrio di neurotrasmettitori che ammettere il fallimento antropologico.
La psichiatria è diventata l'alibi perfetto: medicalizza il sintomo, assolve la causa.
Il risultato? Una generazione cresciuta nell'idea che il proprio disagio sia un difetto di fabbrica, non una risposta intelligente a un mondo deviato.

WI

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