11/11/2023
Se ve lo foste perso.....
Questa pagina è il racconto di come cresce un progetto di autobiografia.
Nuove storie di scuola, di persone che credono nel cambiamento e nella narrazione come tensione al miglioramento di se stessi e di chi ci è intorno, di fianco e per mano.
11/11/2023
Se ve lo foste perso.....
19/11/2021
Domani alle 17 ci vediamo on line.
Solo maestre o maestre sole? - Programma #BCM2021 Un'indagine sul mondo della scuola, attraverso i racconti autobiografici delle insegnanti che lo abitano e lo vivono quotidianamente, da cui emerge un quadro di sfaccettate solitudini, in un mestiere dove la solitudine fisica non trova mai spazio. Un libro per condividere emozioni ed esperienze che....
08/11/2021
Ci siamo. Parliamo di noi. Parliamo di scuola. Parliamo con voi se vorrete esserci. Vi aspettiamo.
31/08/2021
Buon domani.
26/03/2021
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=111545231019783&id=107503164757323
Nelle sere della mia infanzia, accoccolate sul divano con la tazza ricolma di cioccolata, nonna Tina raccontava della sua mamma, la bisnonna mai conosciuta e della loro vita nel paesino vicino alla città dove ora stavamo, delle giornate brutte e delle giornate belle. E di quello che la bisnonna, Laura, faceva prima di conoscere il bisnonno e diventarne la moglie. Laura era nata agli inizi del 900 in una cittadina dell’Italia del nord, quarta di un numero ormai dimenticato di fratelli e sorelle. La nonna non ricordava che mestiere facessero i genitori di Laura, né come fu che la fecero studiare, cosa non così comune a quei tempi, ma Laura si diplomò maestra e poco dopo fece il concorso. Aveva 18 anni o poco più. Non fu esattamente una sua scelta, non era il tempo in cui alle figlie si lasciasse tutta questa libertà di scelta, ma così andò e questo lei fece, fino al bisnonno. Iniziò ad insegnare in una scuola piccola, una scuola rurale mista, in un paese non lontanissimo dalla casa paterna, dove però i trasporti erano pochi e rari i collegamenti con la sua cittadina. Partì accompagnata da uno dei fratelli, mi pare il maggiore, che però non si fermò con lei. Si dovette trasferire lì, sola, senza la sua famiglia, senza le sue amiche o le sorelle e i fratelli, senza conoscere nessuno. Sbalzata in un ambiente nuovo, in condizioni nuove. L’inserimento fu difficile. Trovò un alloggio presso una famiglia e questo la rasserenò un poco e le permise di sentirsi meno abbandonata, meno sola.
Nonna Tina ricordava sempre che la sua mamma era stata una donna dalla pazienza infinita e questo, diceva, l’aveva imparato lì, nella scuoletta, coi tanti bambini dalle diverse età che popolavano quello stanzone che era la loro aula, coi banchi vecchi e scomodi, un tavolino per cattedra, la lavagna di legno e l’immancabile stufa. Si ricordava di quei bimbetti, spesso coi piedi nudi, a volte denutriti. Spesso arrivavano direttamente dai campi o subito dopo scuola ci andavano correndo per stradini più o meno dissestati. Avevano un rapporto ambiguo con l’istruzione, per molti di loro era cosa decisamente nuova il leggere e lo scrivere: i primi istruiti della loro famiglia. C’erano quelli ansiosi di imparare, quelli che non ne avrebbero voluto sapere, quelli per i quali era davvero dura. La bisnonna ne parlava anni dopo alla sua figliola con nostalgia e con affetto ma senza nascondere la fatica sua e dei suoi scolari. I dettagli si perdono nei racconti e nei ricordi, rimane però lo spirito di questa ragazza giovane, sola, di questo stanzone spoglio, freddo d’inverno, di questi bambini campagnoli e stanchi, di una fatica che lei non faticò a capire. La bisnonna restò in questa scuoletta quasi tre anni, poi chiese e ottenne un trasferimento nella città dove oggi abito io. Lavorò in una delle scuole della città ancora qualche tempo, pochi anni tra le due guerre, prima di conoscere e sposare il bisnonno. Ma questa è un’altra storia.
( https://edizioniepoke.it/prodotto/nuove-storie-di-scuola/)
21/03/2021
Per meditare un poco...
https://www.internazionale.it/opinione/vanessa-roghi/2021/03/20/buone-maestre?fbclid=IwAR1n3MkQMAtH76tAqJuZtZ-ZURbeye6qFWiW0G6gJb3SkhfA6mqbnY_v92E
Le buone maestre Da Nora Giacobini a Carla Melazzini, ci sono nomi che ai più non dicono niente e che invece hanno accompagnato per generazioni la vita di bambini e bambine, ragazze e ragazzi. E hanno fatto la storia della pedagogia. Leggi
09/03/2021
Temperare le matite.
Che gesto senza senso, vero?
Apparentemente si.
Eppure...
Non si tempera la matita in DaD. E i trucioli restano attaccati alla punta, non consumati, in una relazione che non ha azione, è solo rel (e basta).
Eppure.
I nostri alunni accendono le telecamere, spengono i microfoni, ascoltano, persino obbediscono.
Accettano il nostro modo inadatto e inadeguato di fare scuola.
Senza matite.
06/03/2021
Siamo di nuovo pronti: abbiamo sistemato gli orari, generato i link, preparato il materiale, riordinato le idee, informato le famiglie sui modi e i luoghi nuovi e vecchi del fare scuola. Abbiamo risolto i primi intoppi, chiuso le prime discussioni, condiviso le prime fatiche.
E siamo pronti a tornare indietro di un anno. Con tutto il sapere che nel frattempo abbiamo appreso, con la consapevolezza che andrà tutto al meglio forse bene, ma sarà ancora la scuola strana dentro agli schermi.
Ma siamo pronti ad esserci comunque, a restare insieme, a resistere e insistere con le nostre classi, a emozionarci, a ridere con loro, ad essere scuola comunque insieme.