Giuseppe Sanalitro

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Giuseppe Sanalitro Pianista, compositore, didatta. Giuseppe Sanalitro è nato nel 1974 a Piazza Armerina (En). Si è ampiamente interessato anche allo studio della Musicoterapia.

Diplomato in pianoforte all'Istituto Superiore di Studi Musicali di Caltanissetta (laurea magistrale, sotto la guida attenta del M° MariaFranca Turchio Roccella, scuola Alice Ziffer Baragli, Conservatorio di Palermo), è impegnato nell’attività musicale in veste di pianista, docente e di esperto per scuole pubbliche e private, manifestazioni artistiche, enti ed associazioni (tra le altre: dal 2011 è pianista per il prestigioso Festival Letterario LuccAutori - Lucca; dal 2001 collabora con l'UPTL, "Università Popolare del Tempo Libero Ignazio Nigrelli" di Piazza Armerina; già direttore della Corale "Padre Enzo Cipriano" di Piazza Armerina). Già tra le firme del magazine musicale Musica Intorno tra gli altri pezzi ha prodotto interviste a illustri personaggi del panorama musicale: i pianisti e compositori Giovanni Allevi, Alessandra Celletti, Stefano Bollani e Arturo Stàlteri; il chitarrista e produttore Corrado Rustici; il sassofonista James Senese; il compositore e direttore d'orchestra Bruno Santori; la cantante e attrice di teatro Tosca; il compositore e musicista Remo Anzovino; il cantautore Edoardo De Angelis. Vanta allievi vincitori di primi premi in concorsi pianistici nazionali e conta collaborazioni con più artisti. Nella sua formazione, corsi integrativi e di perfezionamento, di interpretazione pianistica (Gaetano Buttigé) e sulla letteratura pianistica per l'infanzia (Fabrizio Puglisi), sulle Tecniche di composizione musicale per il cinema (Franco Piersanti) e sulla composizione (Simone Campanini). Indirizzata su forme brevi e tendenze moderne e contemporanee è la sua composizione, particolarmente condizionata dal gusto del primo novecento. Sue musiche sono state inserite in sevizi Rai (rubriche di Rai Parlamento, su Rai 2 e Rai 3). Ha scritto per il teatro popolare (musiche di scena per le commedie teatrali "A betlemme" e "Omi e lupi" di Aldo Libertino) e per videoalbum (Presenze Toscane del pittore Stefano Carlo Vecoli). Per la storia per ragazzi "Il più grande bambino del west", Splen edizioni, di Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata, ha composto brani originali (con CD allegato, 12/2018). Tra le colonne sonore a cortometraggi: "La scatola di Cartone" (2010), "Il coraggio uno non se lo può dare" (2013), "Acetone" (2015), Tale padre tale figlia (2016), La partita (2017, 3° posto al Cellole Corto Film Festival 2018), Peccato Capitale (2018), Non lo faccia (2019), tutti prodotti da LuccAutori e Scuola di Cinema Immagina di Firenze, diretti dal regista Giuseppe Ferlito. Con il brano "A little gift for Nicole" ha vinto il concorso "Share your emotion" indetto dalla prestigiosa Yamaha Italia (2018). Ha inoltre composto la sigla per il prestigioso Buduàr, almanacco dell'arte leggera. Profile, per piano solo, è il suo primo lavoro discografico (2016). Di prossima pubblicazione (2021) “au-delà”, album concettuale sulla figura pionieristica dell’aviatore Louis Blériot. Nel campo letterario ha esordito con la silloge “L’equilibrista”, Il filo, cui ha fatto seguito la più matura raccolta Essenziali essenze, Centro Studi Tindari Patti, del 2010. Sempre nel 2010 il suo soggetto de "La scatola di cartone", dal quale è stato tratto il corto omonimo realizzato dalla Scuola di Cinema Immagina di Firenze, ha vinto il Premio Racconti per Corti. Dal 2013 è membro della giuria selezionatrice per lo stesso Premio Racconti per Corti. Dal 2021 cura la rubrica Pettinature (aforismi) su Buduàr, almanacco dell'arte leggera di respiro internazionale.

Dove va la canzone: il caso Élise Noiret.​Prendiamo Élise Noiret.Il suo nome sembra saltato fuori da un romanzo di Patri...
30/08/2026

Dove va la canzone: il caso Élise Noiret.

​Prendiamo Élise Noiret.
Il suo nome sembra saltato fuori da un romanzo di Patrick Modiano o da una pellicola della Nouvelle Vague. Avete presente quei film francesi dove una voce narrante costruisce una figura, magari seguendola mentre si muove nella sua quotidianità, immortalando l'immediatezza del divenire?

Élise è bellissima: l'incarnazione perfetta di un'eleganza d'altri tempi e di una voce suadente, calda e avvolgente, capace di indurre una vera e propria dipendenza al primo ascolto.
Élise è di seta, è nata per far innamorare.

La sua musica è una importante finestra spalancata sulla grande chanson française, ricca di arrangiamenti raffinati, nostalgici arpeggi di chitarra e pianoforti malinconici che si muovono come tende sotto aliti di vento avvolgenti. Le sue parole raccontano d'amore, di pioggia sui tetti di Parigi e di caffè ormai freddi, e ci restituiscono un'atmosfera sospesa nel tempo, poetica e irresistibile.

Élise è comparsa solo da qualche mese. Troppo poco per conoscerla, ma abbastanza per subirla.
È infatti evidente: la sua delicatezza si contrappone alla prepotenza con cui si impone.

Ma chi è la bella e misteriosa Élise Noiret?

A questo punto so che potrei deludere l'interesse che fin qui ho stimolato in voi.

​Ebbene, la ninfa Élise, quella che un Cupido della musica deve aver spedito tra gli umani, che giustificherebbe un rapimento di un Ade, non esiste.
Proprio così: troppo perfetta per essere vera, Élise non c'è.

​L'artista è in realtà un progetto musicale interamente generato tramite software di intelligenza artificiale generativa (come Suno o Udio).

In pratica si tratta di un'operazione ideata a tavolino per replicare lo stile, le sonorità e il fascino rétro del pop francese degli anni '60 e '70, richiamando alla memoria le icone della musica transalpina come Françoise Hardy, Jane Birkin o Édith Piaf.

​Diffusosi con forza nel giugno di quest'anno, attraverso piattaforme come Spotify, YouTube e i reel sui social, il fenomeno Élise Noiret è l'emblema di una nuova frontiera discografica dove occorre solo - per lo meno con delle capacità tecnologiche - creare delle caratteristiche fondamentali per tracciare quei contorni precisi che portano al successo.

Quindi, riassumendo: Élise non esiste fisicamente, non c'è una cantante, un'autrice o una musicista in carne e ossa;
sia la voce setosa che i testi in francese sono frutto di elaborazioni algoritmiche guidate dai prompt di un producer anonimo;
la produzione è massiccia, ovvero i profili a suo nome sfornano decine di album e singoli a un ritmo vertiginoso - con brani iconici del progetto come Le Temps des Fleurs Fanées o Les Fleurs Sous les Pavés -, ovvero un volume di pubblicazioni in un tempo minuscolo, impossibile per qualunque artista umano, ma perfetto per l'era dell'AI.

Inoltre, ​riguardo all'estetica, interamente basata su un immaginario sintetico, troviamo copertine, canali ufficiali e video musicali che utilizzano foto d'epoca animate artificialmente, filtri analogici e una scelta di colori precisi, come il b&n, che creano un'estetica vintage parigina patinata e coerente con l'ascolto.

​Progetti come questo rientrano nel filone dei cosiddetti ghost artist o artisti AI, creati per occupare le playlist d'atmosfera come lo-fi, chill o vintage vibe, e per intercettare l'algoritmo di raccomandazione.

Se da un lato una Élise affascina per la capacità di evocare emozioni reali partendo da codici binari, dall'altro apre giusti e profondi interrogativi sul futuro della discografia, sul diritto d'autore e sull'essenza stessa dell'espressione artistica.
​Chiediamoci, dunque: dove va la canzone? Cos'è l'arte nel 2026?

Volete una risposta?
Secondo me la canzone va dove c'è qualcuno disposto ad ascoltarla. Questo può significare che le persone possono non curarsi più se a cantare sia un'anima con un cuore che batte o un algoritmo che simula il battito.
Ovvero, l'arte continuerà a rappresentare il sentimento umano laddove l'artista in carne ed ossa non mollerà terreno alla tecnologia.

Il futuro è uno stimolo alla convivenza.

Io e le Pettinature 😎:Ce l’abbiamo fatta quasi sempre. Ma solo perché non sappiamo ancora in che misura sia riposante il...
15/07/2026

Io e le Pettinature 😎:

Ce l’abbiamo fatta quasi sempre. Ma solo perché non sappiamo ancora in che misura sia riposante il fallimento.

Qualche giorno fa è uscito il n. 100 di Buduàr, almanacco dell’arte leggera.
Un traguardo fantastico!

Così ne racconta il Comitato Centrale (Dino Aloi, Alessandro Prevosto, Marco De Angelis):
Con le vacanze e il sole dell’estate è arrivato finalmente anche il numero 100 di Buduàr, preceduto da un paio di grandi mostre che ne hanno celebrato le cento copertine e un altro bel premio assegnato alla rivista, il Premio Semeria del Casinò di Sanremo, nell’arco di alcuni mesi per noi molto gratificanti. Il traguardo è importante e molti autori hanno inviato degli “omaggi centenari” originali e divertenti. Ora guardiamo avanti, forti di tutti gli amici che ci hanno affiancato finora e, soprattutto, senza dimenticare due di quelli che ci hanno accompagnato sin dai primi numeri, Franco Donarelli ed Erdogan Basol, purtroppo scomparsi recentemente e che ricordiamo in due articoli di Marchini e De Angelis.

Nel numero 100 potrete trovare (oltre a ben tre editoriali) impareggiabili versi e racconti di Floridia, Buoso e Acquario, le quartine di Ciarallo, le rubriche di Fusi, Sanalitro, Sacchi, Malagoli, con articoli di Caprettini, Prevosto e Mellana, oltre al Premio Buduàr a Eugenio Saint Pierre consegnato a Lucca Collezionando.

Come sempre è una grande festa, in ordine sparso, di vignette e strisce: Bozzetto, Trojano, Contemori, Chiostri, Solinas, Aloi, Squillante, Botter, Cavallo, Olivieri, Carnevali, Giuliano, Prevosto, Scapigliati, Mellana, Dalla Battista, Cam, Ballouhey, De Angelis, Selçuk, Righi, Natali, Cavezzali, Maneglia, Gio, Passepartout, Athos, Sacchi, Nardi, Saint Pierre, Ingrami, Maneglia, Bruna, Bertolotti, Ceccon, Leotta, Giordano, Thiago, Zevallos, Yulchiboev, Sironi, Tessarolo, Pohle, Becs, Tomassini, Bortolotti, Campaner, Corvi, Mariani, Baffi, Granatiero, Kutal, Dobritz, Million, Arrigo, Audisio, Puglia, Chiacchiera, Lo Monaco, Franzaroli, Fabbri, Arzuffi, Elme, Livrieri, Putzolu, Vannini, Sajini.

Buona lettura

Buduàr - Almanacco dell'Arte leggera

14/07/2026

"Nel 1174, così narra la leggenda, mentre il re Guglielmo II riposava dopo una battuta di caccia, nel parco reale dei daini a poca distanza di Palermo, gli era apparsa la Vergine Maria che gli aveva rivelato il luogo dove suo padre, Guglielmo I, aveva nascosto un ingente tesoro. La Vergine aveva ordinato a Guglielmo di disseppelirlo e di servirsene a qualche pio fine".

Da Il regno del Sole di John Julius Norwich

Così sarebbe sorta la stupefacente cattedrale di Monreale dedicata alla Vergine Maria.

Nel mistero di quel luogo è nata questa mia musica per la Vergine, come la preghiera di un re.

XVI – Vìrga Marìa, stìdda du règnu (a Sànta Marìa la Nòva di Murrìali)

Àve, o stìdda lucènti,
lu Signùri è cu tìa,
Sànta Màtri prisènti
prìa pi nùi, sèmpri sìa.*

Virga Maria, stidda du regnu è disponibile come spartito, spero che vi piacerà sia ascoltarlo che suonarlo da soli.

È il sedicesimo quadro della mia nuova suite Nurmanniana - Alessandro Prevosto Editore -, un lavoro composto da venti quadri musicali ispirati a un immaginario ancestrale e alle radici della cultura mediterranea, siciliana.

Nata da temi e frammenti scritti per una rievocazione storica, l’opera si sviluppa come un autentico cuntu musicale: a ogni brano pianistico si affianca una quartina in siciliano illustre, creando un dialogo tra musica e poesia, memoria e mito.
Le composizioni intrecciano suggestioni storiche e sensibilità contemporanea, lasciando all’interprete ampia libertà espressiva.

Pensata anche per finalità didattiche, Nurmanniana invita il pianista a trasformare ogni pagina in un viaggio personale tra suoni, immagini e narrazione.

*Italiano
Vergine Maria, stella del regno (a Santa Maria Nuova di Monreale)

Ave, o stella lucente,
il Signore è con te;
Santa Madre sempre presente,
prega per noi con fé.

06/07/2026

Sapevate che Nurmanniana presenta i testi in siciliano illustre? Titoli e quartine in settenari, perbacco!
Ma perché proprio quartine? E se vi dicessi che gli arabi hanno avuto in qualche modo a che fare con la Scuola Siciliana e, perciò, con l'italiano?

È una storia fantastica, tra le altre, che racconterò nell'Officina didattica d'autore Lu cuntu di Nurmanniana - da settembre in scuole e comuni.

Per ora vi presento le note della Suite pi chianuforti Nurmanniana (versione ridotta). Spero che vi piacerà scoprirle e, perché no, suonarle da soli.

Potete trovare Nurmanniana sul sito di
🛡 .editore

Nurmanniana è un lavoro composto da venti quadri musicali ispirati a un immaginario ancestrale e alle radici della cultura mediterranea, siciliana.

Nata da temi e frammenti scritti per una rievocazione storica, l’opera si sviluppa come un autentico cuntu musicale: a ogni brano pianistico si affianca una quartina in siciliano illustre, creando un dialogo tra musica e poesia, memoria e mito.
Le composizioni intrecciano suggestioni storiche e sensibilità contemporanea, lasciando all’interprete ampia libertà espressiva.

Pensata anche per finalità didattiche, Nurmanniana invita il pianista a trasformare ogni pagina in un viaggio personale tra suoni, immagini e narrazione.

02/07/2026

Il contenuto di Nurmanniana.

Ho programmato un percorso inverso per Nurmanniana, la suite che racconta dei normanni del sud.

In controtendenza agli sviluppi AI, sono partito dalla proposta della musica scritta nel tentativo di ribadire la necessità della creazione umana, della validità della musica pensata al di là di qualsiasi risultato.

Ho quindi previsto di portare tra scuole ed enti un'officina didattica per raccontare anche questo aspetto, non meno secondario del cuntu musicale in sé - ovvero quella parte bellissima della storia della mia terra che deve identificare i suoi abitanti assai più di quanto qualcuno tenti di fare con le cronache più recenti.

Poi Nurmanniana diventerà le registrazioni in studio per l'album omonimo.

*Ascoltate un frammento di Animi di l'urizzonti

29/06/2026

A spàta nùrmanna

Di làmi e battàgghî,
di cavalèri ardìti,
mistèri ’ntra li màgghi,
di mìriti sancìti*.

A spata nurmanna è ora disponibile come spartito, spero che vi piacerà sia ascoltarlo che suonarlo da soli.

È il terzo quadro della mia nuova suite Nurmanniana (Alessandro Prevosto Editore), un lavoro composto da venti quadri musicali ispirati a un immaginario ancestrale e alle radici della cultura mediterranea, siciliana.

Nata da temi e frammenti scritti per una rievocazione storica, l’opera si sviluppa come un autentico cuntu musicale: a ogni brano pianistico si affianca una quartina in siciliano illustre, creando un dialogo tra musica e poesia, memoria e mito.
Le composizioni intrecciano suggestioni storiche e sensibilità contemporanea, lasciando all’interprete ampia libertà espressiva.

Pensata anche per finalità didattiche, Nurmanniana invita il pianista a trasformare ogni pagina in un viaggio personale tra suoni, immagini e narrazione.

*Italiano
La spada normanna

Di lame e di battaglie,
di cavalier arditi,
prodigi tra le maglie,
di merti poi sanciti.



Alessandro Prevosto Editore

https://alessandroprevostoeditore.it/prodotto/giuseppe-sanalitro-nurmanniana/

21/06/2026

Un altro saggio di studio ha visto gli allievi succedersi tra note, emozioni e applausi.
Nel privato di un giardino abbiamo sfruttato ancora la tecnologia di per un suono eccellente (Steinway D N.Y.)


20/06/2026

I saggi di fine corso si susseguono e noi continuiamo a rifinire il repertorio classico e moderno, pop e rock.

Matteo affronta le dinamiche in una sonatina.

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