11/11/2024
La prima salita della parete ovest del Cerro Torre per tanti aspetti è il paradigma dell'alpinismo lecchese in Patagonia. Non ultimo per il fatto che... non è andata a segno al primo colpo!
Questo è un po' il leitmotiv delle più grandi imprese che gli scalatori provenienti dalla Grigna hanno realizzato sulle montagne all'estremo sud del mondo: ci sono quasi sempre voluti diversi anni e diverse spedizioni per giungere all'obiettivo, anni e spedizioni che sono stati indispensabili per maturare l'esperienza e la determinazione necessarie per arrivare fino alla vetta.
Così è stato anche per la ovest del Torre.
Nel 1958 il “Bigio” Carlo Mauri aveva tentato l'ascensione assieme a Walter Bonatti. La loro esplorazione si era fermata poco sopra il colle che separa il Torre dal Cerro Adela, ma il Bigio non aveva mai dimenticato quella montagna così bella e impossibile.
Nel 1970 Mauri torna al cospetto dell’Urlo di Pietra guidando la spedizione organizzata dalla sottosezione di Belledo del Cai Lecco, attorno alla quale orbitano i più attivi alpinisti lecchesi, molti dei quali appartenenti ai Ragni della Grignetta.
Il Bigio chiama al suo fianco cinque compagni di provato talento: Casimiro Ferrari, Pierlorenzo “Canèla” Acquistapace, Piero Ravà, Gianluigi “Pomèla” Lanfranchi, Roberto “Robi” Ch***pa e Gianni “Yoghi” Stefanon. Al team alpinistico si aggiungono poi come “aiutanti” Gianfelice Rocca, Giuseppe Cima e Folco Doro Altan.
Una volta al cospetto del Torre è Casimiro ad assumere il ruolo di leader delle cordate e guida i compagni molto in altro fra le incredibili pareti di ghiaccio verticali e strapiombanti. Arrivano fino a circa 300 metri dalla cima, ma, ancora una volta, il Torre impone la spietata legge delle sue tempeste e dei suoi venti implacabili. Ancora una volta i lecchesi sono costretti a rinunciare al loro sogno.
L’appuntamento con la vetta però è solo rimandato e questa “sconfitta” è solo il preludio di un successo: saranno proprio le esperienze e la voglia di rivincita maturate nel corso di questo tentativo a porre le basi dell’avventura che, quattro anni dopo, porterà finalmente i lecchesi sulla sommità del Torre.
La serata organizzata per il prossimo venerdì 15 novembre alla Sala Ticozzi di Via Ongania, a Lecco, vuole essere un omaggio ai protagonisti della spedizione del 1970 e un doveroso ringraziamento per il loro contributo alla realizzazione di uno dei più grandi successi nella storia dell’alpinismo lecchese.
La prima salita della parete ovest del Cerro Torre per tanti aspetti è il paradigma dell'alpinismo lecchese in Patagonia. Non ultimo per il fatto che... non è andata a segno al primo colpo!
Questo è un po' il leitmotiv delle più grandi imprese che gli scalatori provenienti dalla Grigna hanno realizzato sulle montagne all'estremo sud del mondo: ci sono quasi sempre voluti diversi anni e diverse spedizioni per giungere all'obiettivo, anni e spedizioni che sono stati indispensabili per maturare l'esperienza e la determinazione necessarie per arrivare fino alla vetta.
Così è stato anche per la ovest del Torre.
Nel 1958 il “Bigio” Carlo Mauri aveva tentato l'ascensione assieme a Walter Bonatti. La loro esplorazione si era fermata poco sopra il colle che separa il Torre dal Cerro Adela, ma il Bigio non aveva mai dimenticato quella montagna così bella e impossibile.
Nel 1970 Mauri torna al cospetto dell’Urlo di Pietra guidando la spedizione organizzata dalla sottosezione di Belledo del Cai Lecco, attorno alla quale orbitano i più attivi alpinisti lecchesi, molti dei quali appartenenti ai Ragni della Grignetta.
Il Bigio chiama al suo fianco cinque compagni di provato talento: Casimiro Ferrari, Pierlorenzo “Canèla” Acquistapace, Piero Ravà, Gianluigi “Pomèla” Lanfranchi, Roberto “Robi” Ch***pa e Gianni “Yoghi” Stefanon. Al team alpinistico si aggiungono poi come “aiutanti” Gianfelice Rocca, Giuseppe Cima e Folco Doro Altan.
Una volta al cospetto del Torre è Casimiro ad assumere il ruolo di leader delle cordate e guida i compagni molto in altro fra le incredibili pareti di ghiaccio verticali e strapiombanti. Arrivano fino a circa 300 metri dalla cima, ma, ancora una volta, il Torre impone la spietata legge delle sue tempeste e dei suoi venti implacabili. Ancora una volta i lecchesi sono costretti a rinunciare al loro sogno.
L’appuntamento con la vetta però è solo rimandato e questa “sconfitta” è solo il preludio di un successo: saranno proprio le esperienze e la voglia di rivincita maturate nel corso di questo tentativo a porre le basi dell’avventura che, quattro anni dopo, porterà finalmente i lecchesi sulla sommità del Torre.
La serata organizzata per il prossimo venerdì 15 novembre alla Sala Ticozzi di Via Ongania, a Lecco, vuole essere un omaggio ai protagonisti della spedizione del 1970 e un doveroso ringraziamento per il loro contributo alla realizzazione di uno dei più grandi successi nella storia dell’alpinismo lecchese.
Cai Sezione di Lecco "Riccardo Cassin" Gruppo Alpinistico GAMMA Lecco UOEI LECCO Fondazione Riccardo Cassin I Ragni di Lecco - Arrampicata Alpinism Climbing Patagonia Vertical