25/09/2026
« L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.»
Dal discorso di insediamento a Presidente della Repubblica Italiana del 9 luglio 1978.
Il partigiano Sandro Pertini nasceva esattamente 130 anni fa.
Nel cuore degli italiani resta il "presidente più amato di sempre", protagonista sul campo di quasi settant'anni di storia nazionale, dalla Prima guerra mondiale alla fine degli "anni di piombo", e personalità tra le più autorevoli e integerrime sul piano politico.
Ligure di Sangiovanni di Stella (nel savonese), Alessandro Pertini si trovò a combattere, fin dai vent'anni, per la patria e le proprie idee. Dopo l'esperienza della guerra '15-'18, aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere per aver redatto un opuscolo antifascista. Fu nuovamente condannato nel 1927 per aver favorito l'espatrio di Filippo Turati in Francia, dove lo seguì in esilio per evitare l'assegnazione per cinque anni al confino. Continuò la sua attività antifascista anche all'estero e per questo, dopo essere rientrato sotto falso nome in Italia nel 1929, fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato prima alla reclusione e successivamente al confino.
Solo nel 1944, riuscí ad evadere dal carcere di Regina Coeli. Contribuì a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni e Lelio Basso il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP). Il 10 settembre 1943 partecipò alla battaglia di Porta San Paolo nel tentativo di difendere Roma dall'occupazione tedesca. Divenne in seguito una delle personalità di primo piano della Resistenza e fu membro della giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del PSIUP. A Roma fu catturato dalle SS e condannato a morte; riuscì a salvarsi evadendo dal carcere di Regina Coeli assieme a Giuseppe Saragat e ad altri cinque esponenti socialisti grazie a un intervento dei partigiani delle Brigate Matteotti. Nella lotta di Resistenza fu attivo a Roma, in Toscana, Valle d'Aosta e Lombardia, distinguendosi in diverse azioni che gli valsero una medaglia d'oro al valor militare. Nell'aprile 1945 partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, organizzando l'insurrezione di Milano e votando il decreto che condannò a morte Mussolini e gli altri gerarchi fascisti.
"IL FASCISMO NON È UN'OPINIONE, IL FASCISMO È UN CRIMINE E NON DEVE TORNARE MAI PIÙ".
Sandro Pertini
Nell'Italia repubblicana fu eletto deputato all'Assemblea Costituente per i socialisti, quindi senatore nella prima legislatura e deputato in quelle successive, sempre rieletto dal 1953 al 1976. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di presidente della Camera dei deputati, infine fu eletto presidente della Repubblica Italiana l'8 luglio 1978, un mese dopo l'assassinio di Aldo Moro, mettendo d'accordo comunisti e democristiani e assolvendo nei sette anni al difficile compito di tenere unito il Paese, in un momento storico segnato da fortissime tensioni sociali, dal terrorismo e dagli anni di piombo.
"Bisogna che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati".
Buon compleanno, Sandro Pertini!