Maestra Vania

Maestra Vania Maestra di scuola primaria e mamma di due bambini, amo il mio lavoro e credo che ciò che conta non sia quello che si insegna, ma come lo si insegna.

Tifo Fiorentina da sempre perché le cose semplici non mi sono mai piaciute

Avrai anche 100 anni, ma sei sempre la più bella.100 anni di te.Una vita intera di noi.Tu, di Firenze vanto e gloria,ric...
29/08/2026

Avrai anche 100 anni, ma sei sempre la più bella.

100 anni di te.
Una vita intera di noi.

Tu, di Firenze vanto e gloria,
ricorda: del calcio è tua la storia.

Buon compleanno, Fiorentina nostra.
Buon compleanno, amore Viola.

Un mese fa sembrava essere il nostro punto di ripartenza.Kean incedibil, si leggeva.Oggi, invece, pare ormai chiusa la t...
27/08/2026

Un mese fa sembrava essere il nostro punto di ripartenza.
Kean incedibil, si leggeva.
Oggi, invece, pare ormai chiusa la trattativa con il Como.

Due anni fa ci hai fatto sognare. Ieri, con il tuo comportamento, un po’ meno. Ma non siamo qui per giudicare scelte o motivazioni che non conosciamo fino in fondo.

La verità è che dispiace. E anche tanto.

Perché Kean può piacere o non piacere, ma fino a oggi era probabilmente l’uomo più forte di questa Fiorentina. Quello da cui pensavamo di poter ripartire.

Però, caro Moise, sono tifosa della Fiorentina da abbastanza tempo da aver visto partire giocatori che pensavo sarebbe stato impossibile salutare. Ho visto andar via Batistuta e Rui Costa.

Dopo di loro, per tutti gli altri, in un modo o nell’altro, sono sempre riuscita a farmene una ragione.

I giocatori passano.
La Fiorentina resta.

27/08/2026
Ho iniziato a leggere insieme a Tommaso Carlotta PelDiCarota. Il Divora-Plastica, scritto da Jordi Fenosa. Questo libro ...
26/08/2026

Ho iniziato a leggere insieme a Tommaso Carlotta PelDiCarota. Il Divora-Plastica, scritto da Jordi Fenosa. Questo libro mi è stato gentilmente regalato da Chiara, advisor di Gabebook, e devo dire che ci sta piacendo davvero molto.

Carlotta è una ragazzina dai capelli arancioni, soprannominata “Pel di carota” da suo cugino. Basta sfogliare poche pagine per essere trascinati nella sua storia: le vignette occupano gran parte del libro, i personaggi hanno espressioni buffissime e i dialoghi rendono la lettura veloce e divertente. Tommaso è stato subito catturato dalle illustrazioni e continua a voler sapere che cosa accadrà nella pagina successiva. E quando un libro riesce a tenere viva la sua curiosità, per me ha già superato una prova importante.

Dietro la leggerezza del fumetto c’è un argomento che leggero non è: l’inquinamento provocato dalla plastica nei mari e nei fiumi. Il tema viene affrontato senza lezioni pesanti, attraverso una storia capace di far sorridere i bambini e, nello stesso tempo, di farli riflettere sulle conseguenze dei nostri comportamenti.

Lo trovo adatto anche per un percorso di educazione civica a scuola. La tutela dell’ambiente non dovrebbe comparire soltanto in occasione della Giornata della Terra, per poi essere riposta in un cassetto fino all’anno successivo. È un tema sul quale possiamo lavorare durante tutto l’anno, partendo proprio da letture vicine al linguaggio dei bambini.

Appena Tommaso avrà terminato Il Divora-Plastica, Carlotta PelDiCarota entrerà nella mia biblioteca di classe. Sono quasi certa che, tra quei banchi, troverà tanti altri piccoli lettori pronti a seguirla nella sua avventura.

25/08/2026

In questi giorni, oltre al nostro piccolo allenamento quotidiano con il corsivo, ho cercato attività che potessero aiutare Tommy a lavorare sulla motricità fine e sulla precisione dei movimenti senza proporgli altre pagine da scrivere.

Così è nata la Scatola delle Sfide.

Dentro ho messo materiali semplicissimi, ma ogni materiale ha la sua missione.

Con filo e perline deve risolvere piccoli indovinelli matematici e infilare il numero corretto di perline: mentre gioca lavora sulla coordinazione oculo manuale, sulla precisione e sui piccoli movimenti delle dita.

Con la plastilina la sfida è creare tante palline utilizzando soltanto pollice e indice. Un esercizio semplicissimo per allenare proprio le dita che utilizziamo per impugnare e controllare la matita.

Ci sono poi sfide di pregrafismo, piccoli percorsi da seguire cercando di non uscire dai bordi, attività di ritaglio e manipolazione e qualche prova a tempo.

E non potevano mancare i giochi di logica. Nella scatola ho inserito SET, che Tommy conosce già e adora, e i pentamini, con cui deve osservare, provare, ruotare i pezzi e trovare la soluzione.

Per rendere tutto più divertente ho creato delle carte sfida. Tommy ne pesca una e scopre quale missione lo aspetta.

Perché se gli metto davanti un esercizio parte con: «Uffa…».

Se gli metto davanti una challenge, invece, vuole sapere immediatamente se riuscirà a superarla.

E io, nel frattempo, raggiungo il mio obiettivo senza quasi farglielo pesare. ❤️

Purtroppo  non  potremo essere lì con voi, ma anche da qui teniamo alta la bandiera per festeggiare la nostra Fiorentina...
24/08/2026

Purtroppo non potremo essere lì con voi, ma anche da qui teniamo alta la bandiera per festeggiare la nostra Fiorentina.

Saremo a Firenze con il cuore💜

Leggere questo libro è stato come fare un doppio tuffo carpiato nel mare del mio passato.Estate 1993, Deiva Marina.Avevo...
24/08/2026

Leggere questo libro è stato come fare un doppio tuffo carpiato nel mare del mio passato.

Estate 1993, Deiva Marina.

Avevo sedici anni, i jeans strappati a vita alta e il cuore che aveva appena cominciato a ba***re più forte per qualcuno.

Erano le estati dei falò in spiaggia, della pizza fredda mangiata direttamente dal cartone e della Coca-Cola ormai sgasata, con le lattine poggiate sulla sabbia. Non c’erano cellulari da controllare ogni cinque minuti. C’erano stereo enormi portati sulle spalle, con la musica a tutto volume.

Le fotografie non si postavano. Si scattavano con le piccole Kodak usa e getta e si scoprivano soltanto al ritorno, sperando di non aver tenuto un dito davanti all’obiettivo. Poi finivano tra le pagine gonfie di una Smemoranda, insieme ai biglietti, alle dediche e a quei ricordi che allora sembravano destinati a durare per sempre.

Io ero in vacanza con i miei zii. Lui era un ragazzo del posto.

Ci presentammo grazie a un pallone lanciato “per caso”. Un caso studiato piuttosto bene.

Da quel momento passammo insieme giorni e sere sulla spiaggia: la comitiva, le partite, i tuffi, le risate. Quella felicità leggera e inconsapevole che si può avere soltanto a sedici anni.

Dalle casse dello stereo Max Pezzali cantava:
“Le notti non finiscono all’alba nella via…”

Poi arrivò quella sera d’agosto. Noi due soli, il rumore del mare e una luna che sembrava messa lì apposta.

«La luna stasera è bellissima, ma tu di più. Posso darti un bacio?»

Quel bacio sapeva di sale, d’estate e di paura che qualcuno potesse scoprirci. Sono passati più di trent’anni, ma io me lo ricordo ancora.

E venne infine il giorno della partenza. Le corse per riuscire a salutarci, le promesse di rivederci e quella sensazione, tenuta nascosta fino all’ultimo, che probabilmente non sarebbe accaduto.

L’autunno cancellò l’abbronzatura dalla pelle. Per togliere dal cuore l’ebbrezza di quegli abbracci, invece, ci mise molto di più.

Da quell'estate del 1993 e per molto tempo dopo, il mio stereo continuò a suonare: "Come mai, ma chi sarai per fare questo a me, notti intere ad aspettarti ad aspettare te".

22/08/2026

Ho pensato molto a come accogliere quest’anno i miei bambini di terza, proponendo loro delle attività di ripasso di matematica che riuscissero a coinvolgerli davvero.

Quest’anno inizieranno le discipline di studio e, in storia, entreranno nel mondo delle ere primitive e dei dinosauri. E allora ho pensato: perché non partire proprio da lì?

Così è nata La Valle Incantata delle Terze, una storia che farà da situazione stimolo a tutto il nostro percorso di ripasso.

I bambini diventeranno esploratori e, insieme a Nico, Zoe e ai loro nuovi amici Triky, Bronty e Mambo, dovranno attraversare cinque valli: la Valle del Numero, la Valle delle Operazioni, la Valle delle Tabelline, la Valle dei Problemi e la Valle della Geometria.

Io proporrò il percorso come lavoro a isole, o a stazioni: ogni isola sarà una valle diversa e i bambini, divisi in piccoli gruppi, si sposteranno affrontando di volta in volta le prove previste. In questo modo il ripasso diventerà anche qualcosa da fare insieme, muovendosi, confrontandosi e aiutandosi.

E poi ci saranno i timbri.

Ogni bambino avrà il proprio Libretto dell’Esploratore, da colorare, assemblare e personalizzare. Ogni volta che avrà superato una missione potrà conquistare il Timbro della Valle e conservarlo nel suo libretto.

E quei timbri non saranno soltanto un premio.

Perché per partire ne serviranno cinque.

Solo dopo aver attraversato tutte le valli e conquistato tutti i timbri, gli esploratori potranno presentare il loro libretto e ricevere il Visto per la Partenza.

A quel punto l’elicottero sarà pronto.

Destinazione: Isola Fantastica della Terza.

Nel pacchetto trovate la storia da leggere in classe o proiettare alla LIM, il Libretto dell’Esploratore, le attività di ripasso su numeri, operazioni, tabelline, problemi e geometria, il percorso delle cinque missioni e il visto finale.

Io già me li vedo passare da un’isola all’altra con il libretto in mano, controllare quanti timbri mancano e chiedermi:

«Maestra, possiamo partire?»

E quando arriverà il quinto timbro... sì. Si decolla davvero.

Trovate il materiale su Editeca. Il link nella mia bio🔗

Avrei voluto esserci cent’anni fa,quando ancora non sapevi quanto saresti stata amata.Vederti nascere a Firenze,muovere ...
21/08/2026

Avrei voluto esserci cent’anni fa,
quando ancora non sapevi quanto saresti stata amata.
Vederti nascere a Firenze,
muovere i primi passi in maglia viola
e scoprire, partita dopo partita,
che il tuo destino non sarebbe mai stato quello di essere una squadra come le altre.

Avrei voluto esserci nei giorni degli scudetti,
quando Firenze si svegliò campione
e le strade non bastavano a contenere la felicità.

Ma c’ero quando Batistuta sparava la sua mitraglia
e faceva tacere persino Barcellona.
C’ero nelle vittorie che sembravano favole
e nelle sconfitte che facevano troppo male.

C’ero anche quando il nostro capitano Davide se n’è andato
e Firenze, improvvisamente, è rimasta senza parole.
Lui, giovane per sempre.
Capitano per sempre.
Il numero tredici cucito nella memoria
e quella fascia che il tempo non potrà mai portargli via.

C’ero quando ci hai fatto arrabbiare, piangere, sperare
e giurare che fosse l’ultima volta.
Sapendo già che saremmo tornati lì,
al nostro posto, accanto a te.

Cent’anni sono volati,
ma tu, bella mia Fiorentina,
non li dimostri affatto.

Io sono cresciuta insieme a te.
Sei stata la mia radice anche quando vivevo lontano,
quel filo viola capace di riportarmi a casa.

Mi hai insegnato che la fede non ha padroni, non si compra e non si cambia quando il vento gira.
Perché a tifare per i più forti sono bravi tutti.
Noi abbiamo scelto qualcosa di molto più difficile: abbiamo scelto di tifare per un grande sogno.

Oggi quel sogno ha cent’anni.
E io sono felice di esserci, con la stessa passione di quando ero bambina
e con mio figlio accanto, innamorato degli stessi colori.

Forse è proprio questo il regalo più bello che ci hai fatto:
insegnarci a cadere senza smettere di crederci,
a restare anche quando fa male,
a sognare persino quando sembra impossibile.

Perché, come Tommy ci ha ricordato,
credere nei sogni cambia le storie.

Buon compleanno, Fiorentina mia.
Cent’anni di te.
Una vita intera di noi.

ACF Fiorentina

21/08/2026

Indirizzo

Lucca

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