Maestra Vania

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Maestra Vania Maestra di scuola primaria e mamma di due bambini, amo il mio lavoro e credo che ciò che conta non sia quello che si insegna, ma come lo si insegna.

Tifo Fiorentina da sempre perché le cose semplici non mi sono mai piaciute

La Fiorentina di oggi è una squadra divisa a metà.Da una parte un attacco che, in alcuni momenti della partita, non ha f...
18/10/2026

La Fiorentina di oggi è una squadra divisa a metà.

Da una parte un attacco che, in alcuni momenti della partita, non ha fatto assolutamente vedere la differenza con il Como. Dall’altra una difesa che, numeri alla mano, per gol subiti è la peggiore del campionato.

Salvo De Gea, perché nonostante l’errore sul gol ha fatto due grandissime parate, evitando che il risultato diventasse ancora più pesante.

E poi c’è tutto il resto. Perché a una Fiorentina così fragile, che fatica tremendamente a trovare un equilibrio, l’ultima cosa che serve è anche la sfortuna. I pali, le occasioni che non si concretizzano e, soprattutto, le decisioni arbitrali.

Per la seconda partita consecutiva il risultato è stato falsato da decisioni arbitrali oggettivamente sbagliate. E questo va detto, senza tanti giri di parole.

Ma attenzione, perché gli errori arbitrali non devono diventare un alibi. Sarebbe troppo facile nascondere dietro quelli degli altri gli errori, enormi, che continuiamo a commettere noi.

E la cosa peggiore è che, guardando la classifica, non possiamo nemmeno parlare di déjà-vu. Perché non è soltanto la sensazione di aver già vissuto tutto questo. Lo stiamo vivendo di nuovo, esattamente come lo scorso anno.

E pensare che quest’estate, prima dell’inizio del campionato, una situazione del genere sembrava talmente assurda da non essere nemmeno presa in considerazione.

E invece eccoci qua. Di nuovo. Con una stagione che doveva raccontare tutta un’altra storia e che, per il momento, sembra aver semplicemente cambiato la data sul calendario.

E poi c'è Tommy. Che continua a tifare, a crederci e a non prendere nemmeno lontanamente in considerazione l'idea che la sua Fiorentina possa retrocedere. Lui, che ha sempre trovato le parole giuste da scrivere sui suoi cartelloni, credo che oggi non saprebbe nemmeno più cosa scrivere.

Allora, cara Fiorentina, vedi di darti una mossa. Per Tommy e per tutti quei bambini che continuano a guardarti con gli occhi pieni di speranza, anche quando noi grandi cominciamo a non sapere più dove trovarla.

18/10/2026

Halloween si avvicina e il nostro amico Cifrotto, il piccolo matemago, ha già preparato una serie di sorprese tutte dedicate alla matematica!

Cominceremo con i numeri fantasmini, una serie di esercizi per allenare il calcolo mentale, e proseguiremo con alcuni problemi, naturalmente tutti a tema Halloween!

Ci aspetta poi un'attività di coding: i bambini dovranno individuare il percorso corretto per raggiungere la meta, ma la sfida non finirà qui! Dovranno infatti trovare anche una strada alternativa.

E siccome ormai conosciamo molto bene il nostro armadio del cento, lo utilizzeremo per un'altra attività: colorando i numeri secondo le indicazioni, i bambini vedranno comparire un'immagine misteriosa.

Con Il mistero di Villa Spettri, invece, torneremo a lavorare su decine e unità. Ogni villa varrà una decina, ogni zucca un'unità. I bambini dovranno osservare, comporre e riconoscere i numeri rappresentati.

E poi arriverà una delle attività che ai miei bambini piace sempre moltissimo: il puzzle matematico!

Prima dovranno risolvere mentalmente addizioni e sottrazioni, poi ritagliare le tessere e incollarle sopra i risultati corrispondenti.

Pezzo dopo pezzo, apparirà un'immagine di Halloween con protagonista, naturalmente, il nostro Cifrotto!

E una volta completato il puzzle, potranno divertirsi a colorarlo.

Insomma, Cifrotto ha preparato un bel po' di lavoro per i suoi piccoli matemaghi. E conoscendoli, credo proprio che si divertiranno un mondo!

Buon Halloween matematico a tutti! 🎃👻

Trovate l'attività completa sui miei pannelli Edudoro ed Eduteca.

In tanti mi avete chiesto i PDF delle attività svolte questa settimana nella mia seconda.Partiamo da una precisazione: i...
16/10/2026

In tanti mi avete chiesto i PDF delle attività svolte questa settimana nella mia seconda.

Partiamo da una precisazione: il lavoro che facciamo in classe va ben oltre quello che vedete sui quaderni. Dietro quelle pagine ci sono tantissime attività pratiche, manipolazione e lavoro con i materiali. E, soprattutto, **sono pagine di quaderno, di cui non preparo PDF.**

Le uniche attività che posso condividere sotto forma di schede sono quelle che vedete qui.

Vi chiedo però, per favore, di non continuare a scrivermi semplicemente “PDF” sotto ogni post. Come ho spiegato tante, tantissime volte, sulla mia pagina non è possibile allegare file PDF e per me sarebbe impensabile inviarli via mail a tutte le persone che me li chiedono.

Potete tranquillamente salvare le immagini, stamparle oppure convertirle in PDF con applicazioni gratuite come iLovePDF.

E permettetemi anche una piccola considerazione: questa pagina non è un negozio. È uno spazio in cui condivido volentieri il mio lavoro, le mie idee e, quando possibile, anche i materiali che preparo. Lo faccio con piacere, ma leggere continuamente richieste di PDF, spesso senza nemmeno una parola sul lavoro raccontato, alla lunga diventa davvero estenuante.

Vi chiedo soltanto una cortesia: leggete anche quello che scrivo nei post. Spesso le risposte alle vostre domande sono già tutte lì.

Grazie a chi lo fa, a chi rispetta il tempo che dedico a queste condivisioni e a chi sa che dietro ogni attività c'è tanto lavoro. ❤️

LA NOSTRA SETTIMANA IN SECONDA: DALLE PECORELLE DI BUBAL AI BAM! Questa settimana, nello scrigno di Cifrotto, insieme al...
16/10/2026

LA NOSTRA SETTIMANA IN SECONDA: DALLE PECORELLE DI BUBAL AI BAM!

Questa settimana, nello scrigno di Cifrotto, insieme al suo immancabile messaggio, abbiamo trovato una sorpresa: la storia di Bubal raccontata attraverso alcune vignette e tante, tantissime pecorelle da ritagliare!

I miei bambini conoscevano già Bubal perché lo scorso anno avevamo letto insieme il bellissimo libro di Anna Cerasoli, La grande invenzione di Bubal. Così Cifrotto ha pensato bene di rinfrescarci la memoria e di affidarci una nuova missione: scoprire come si compongono e si scompongono i numeri, raggruppando per dieci.

E naturalmente siamo partiti dal fare, dal toccare, dal provare.

I bambini hanno ritagliato le loro pecorelle e iniziato a formare gruppi da dieci, proprio come Bubal. Ogni recinto conteneva dieci pecorelle e rappresentava una decina, mentre quelle rimaste fuori erano le unità.

E siccome Cifrotto non sarebbe Cifrotto senza una delle sue sfide, non potevano mancare i numeri misteriosi! Piccoli quesiti, alcuni ispirati alla tipologia delle prove INVALSI, nei quali i bambini dovevano ragionare sugli indizi per scoprire numeri formati da decine e unità.

Poi è arrivato il momento di conoscere un nuovo materiale: i BAM, i blocchi aritmetici multibase.

Li ho distribuiti sulle nostre isole di lavoro e abbiamo iniziato a manipolarli, osservandoli e confrontandoli con ciò che avevamo fatto nei giorni precedenti.

Il collegamento è arrivato quasi spontaneamente: la barra dei BAM era proprio come il recinto di Bubal, una decina! E i cubetti sciolti? Erano le nostre pecorelle rimaste fuori, le unità!

Da lì abbiamo iniziato a costruire, rappresentare, comporre e scomporre numeri, prima con il materiale e successivamente sul quaderno.

Naturalmente il nostro lavoro con il materiale multibase non finisce qui! Continueremo a utilizzarlo anche nelle prossime settimane, con nuove attività ed esercizi.

Ma intanto pare che Cifrotto abbia già in mente un'altra sorpresa per la prossima settimana… e questa volta ci sarà di mezzo HALLOWEEN! 🎃👻

Dalle esperienze concrete alle divisioni sul quaderno. Ecco come abbiamo lavorato in classe terza! Come spesso accade ne...
16/10/2026

Dalle esperienze concrete alle divisioni sul quaderno. Ecco come abbiamo lavorato in classe terza!

Come spesso accade nelle mie lezioni di matematica, siamo partiti da un approccio laboratoriale, perché credo che i bambini debbano prima di tutto vivere e sperimentare ciò che poi saranno chiamati a rappresentare attraverso i numeri.

Abbiamo iniziato nella nostra aula mindfulness, utilizzando dei cerchi. I bambini dovevano distribuirsi in gruppi con lo stesso numero di componenti, seguendo le mie indicazioni. Poi abbiamo fatto il contrario: partendo da un certo numero di bambini, dovevano scoprire quanti gruppi uguali fosse possibile formare.

Ci siamo poi spostati in classe, dove ad aspettarci c'erano dei portauova e i nostri DOTS. Il compito era distribuire un certo numero di gettoni in parti uguali negli spazi indicati. All'inizio tutto funzionava perfettamente, poi, però, qualche gettone ha cominciato a rimanere fuori!

Ed ecco che, senza bisogno di tante spiegazioni, i bambini hanno scoperto il concetto di resto.

Abbiamo continuato con le tortiere, ispirate al metodo Singapore. I bambini dividevano la tortiera in tante parti quante richieste dalla divisione e distribuivano i DOTS, verificando concretamente il risultato.

Solo a quel punto siamo passati al quaderno, rappresentando graficamente le tortiere e lavorando anche con le numerazioni del metodo Bortolato.

I bambini hanno compreso il meccanismo della divisione, hanno scoperto che per verificare il risultato potevano utilizzare la moltiplicazione e, poco dopo, hanno capito che le tabelline erano già lì, pronte ad aiutarli a trovare il quoto o il quoziente.

In fondo, i bambini stavano semplicemente dando un nome matematico a qualcosa che avevano già imparato a fare.

«Mamma mia, questo lavoro è emozionante!»In tanti anni di insegnamento, questa frase non me l'aveva mai detta nessuno. S...
14/10/2026

«Mamma mia, questo lavoro è emozionante!»

In tanti anni di insegnamento, questa frase non me l'aveva mai detta nessuno. Soprattutto parlando di... divisioni!

In questi giorni, nella mia classe terza, stiamo lavorando proprio sulle divisioni. Abbiamo iniziato in maniera laboratoriale, distribuendo i dots nei portauova, utilizzando le tortiere e lavorando con un approccio ispirato al metodo Singapore. Poi siamo passati alle numerazioni, alle strategie del metodo Bortolato e, finalmente, al quaderno.

Dietro a tutto questo ci sono state ore di lavoro, materiali da preparare, attività da organizzare, cercando il modo migliore per accompagnare i bambini alla scoperta di un argomento considerato tra i più difficili della matematica.

E ieri è successa una cosa bellissima.

I bambini erano seduti nelle loro isole, impegnati a risolvere divisioni, anche con il resto. Io giravo tra i banchi, osservavo, ascoltavo.

A un certo punto, un bambino si è rivolto a una compagna e ha esclamato:

«Mamma mia, questo lavoro è emozionante!»

Emozionante. Ha detto proprio così!

In tutti questi anni, i bambini mi hanno detto tante volte che un'attività era bella, divertente, che avrebbero voluto rifarla.

Ma che qualcuno trovasse emozionante fare delle divisioni, ecco, questo ancora mi mancava!

Credo che quell'emozione nascesse dalla scoperta di saper fare qualcosa che sembrava difficile. Dalla soddisfazione di trovare una soluzione, di accorgersi che anche una divisione con il resto può essere affrontata senza paura.

Perché quando un bambino scopre di essere capace, succede qualcosa di davvero grande.

Sono tornata a casa felice. Di quella felicità che ti fa dimenticare la stanchezza, le ore di lavoro e tutto quello che spesso resta invisibile dietro una lezione.

E soprattutto grata. Alla vita, che mi ha permesso di realizzare il sogno che avevo fin da bambina. Ma anche un pochino a me stessa, perché per arrivare fin qui ci ho messo tanta perseveranza e non ho mai smesso di credere nel mio modo di fare scuola.

Ieri un bambino ha trovato emozionante fare le divisioni.

E io, dopo tanti anni, continuo a trovare emozionante fare la maestra.❤️

E se ti diranno che l’amore è guardare sempre nella stessa direzione, qualsiasi cosa accada, tu non ci credere.Perché a ...
14/10/2026

E se ti diranno che l’amore è guardare sempre nella stessa direzione, qualsiasi cosa accada, tu non ci credere.

Perché a volte l’amore è guardare in direzioni opposte, perdersi di vista, non capirsi. E poi, alla fine della giornata, ritrovarsi nello stesso posto. A casa.

L’amore, forse, è fatto soprattutto di cose piccole. Del profumo del caffè appena fatto, delle merende mangiate insieme sul divano, delle abitudini che diventano ricordi senza che nessuno se ne accorga. Delle parole dette e di quelle che, dopo tanti anni, non serve nemmeno più pronunciare.

È fatto di giorni bellissimi e di giorni in cui amarsi richiede un po’ più di pazienza. Di discussioni, di silenzi, di risate improvvise. Di una vita intera trascorsa a imparare a stare insieme, anche quando si cambia, anche quando non si è più quelli di una volta

Quando guardo voi due, quando penso a questi 53 anni, a tutto quello che avete attraversato, costruito, perdonato e condiviso, mi viene da pensare che, l’amore, quello vero, debba somigliare moltissimo a questo.

A due persone che, dopo 53 anni, hanno ancora una casa in cui tornare. E qualcuno da ritrovare.

Buon anniversario, mamma e papà.❤️

E niente, siamo sempre alle solite. A parlare di scuola e di insegnanti sono spesso persone che della scuola conoscono b...
13/10/2026

E niente, siamo sempre alle solite. A parlare di scuola e di insegnanti sono spesso persone che della scuola conoscono ben poco.

Maurizio Belpietro si è rivolto a un insegnante precario di 34 anni invitandolo ad andare a lavorare, a trovarsi un lavoro serio.

E io vorrei chiedergli se secondo lui questo ragazzo, ogni mattina, quando entra in classe va a giocare?

Perché quel ragazzo lavora. Insegna, prepara lezioni, corregge compiti, si prende cura dei suoi alunni. Svolge uno dei lavori più belli e dignitosi del mondo. Certamente sottopagato, spesso poco riconosciuto, ma dignitoso. Eccome!

E mi domando se chi pronuncia certe frasi abbia la minima idea di cosa significhi diventare insegnante oggi.

Anni di studio, lauree, concorsi, abilitazioni, master, corsi pagati a caro prezzo per guadagnare qualche punto in graduatoria. E poi supplenze, contratti che scadono, scuole che cambiano e la continua incertezza del futuro.

E dopo tutto questo, sentirsi dire di andare a lavorare?

Ma davvero?

Il problema è che certe affermazioni alimentano il solito pregiudizio sugli insegnanti che lavorano poco, fanno tre mesi di vacanza e si lamentano sempre.

Il rispetto per la scuola pubblica non può essere soltanto uno slogan da ripetere nelle occasioni ufficiali.

Essere precari non significa essere meno insegnanti. E non avere un contratto a tempo indeterminato non rende il proprio lavoro meno dignitoso.

A quel collega va tutta la mia solidarietà.

E a chi continua a giudicarci senza conoscere il nostro lavoro dico: venite nelle nostre scuole, entrate nelle nostre classi, trascorrete qualche giornata con noi.

Magari, prima di invitare un insegnante ad andare a lavorare, vi accorgerete che sta già lavorando e spesso lo fa molto di più di chi lo critica.

13/10/2026

I bambini ormai lo sanno! Quando nelle nostre classu arriva il Gufo Pasquale, re del calcolo mentale, con i suoi occhiali e la sua bacchetta magica, significa che sta per insegnarci qualche nuovo trucco di matemagia!

Nei miei eserciziari I Matemaghi il calcolo mentale ha uno spazio importante già dalla classe prima, ma è dalla seconda che entra in scena lui, il Gufo Pasquale!

E sapete qual è il suo primo consiglio? Usare sempre la testa prima della colonna! Perché il calcolo scritto deve essere una risorsa da utilizzare quando le nostre strategie mentali non sono sufficienti.

Così Pasquale ci insegna come scoprire quanto manca per arrivare a un numero, come aggiungere o togliere 9 in un lampo, come rendere più semplici anche i calcoli che sembrano difficili.

E poi arrivano i suoi famosi disfa numeri, le proprietà dissociativa e distributiva, che ci aiutano anche con le moltiplicazioni!

Perché il calcolo mentale si costruisce giorno dopo giorno, scoprendo strategie, ragionando sui numeri e imparando a scegliere ogni volta la strada più conveniente.

E Pasquale, con la sua bacchetta magica, ci ricorda che la vera magia non è nella bacchetta... ma nella nostra testa!

Marina Suma ha condiviso questa fotografia, quella che vedete sulla destra.Ha incontrato Gerry Calà.E credo che a chi, c...
13/10/2026

Marina Suma ha condiviso questa fotografia, quella che vedete sulla destra.

Ha incontrato Gerry Calà.

E credo che a chi, come me ha visto e rivisto Sapore di mare, il pensiero sia andato a quella scena finale. A Marina e Luca che si ritrovano dopo tanti anni. A quel biglietto, a quegli sguardi «Sei sempre la più bella».

Chissà se ieri Gerry le avrà lasciato ancora un biglietto, proprio come Luca.

Oppure se, questa volta, glielo avrà detto guardandola negli occhi.

«Sei sempre la più bella»

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Lucca

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