Un gioco serio

Un gioco serio "Un gioco serio. Educare tra impossibile e gioia" è il titolo di un libro che ho pubblicato.

Voglio qui promuovere il lavoro che vi è alle spalle e tuttora continua, come educatore scolastico orientato dalla psicoanalisi di Freud e Lacan.

Condiviso da Giacomo Vaccari ...
16/07/2026

Condiviso da Giacomo Vaccari ...

27/06/2026

Tra facebook e Instagram ogni tre o quattro post compare una sponsorizzazione di questa società o di altre simili.
Fa parte del rischio di sponsorizzare così tanto un prodotto quello di incappare in qualcuno che è infastidito.
Sono infastidito.
Dal contenuto di questo metodo: abolisce ogni parola o discorso e insegna a fare tacere senza infastidire. In 10 minuti tuo figlio torna calmo e sereno. Credo che possa anche funzionare. Ed è questo il problema maggiore. Basta funzioni, così il ritmo del consumo non viene disturbato: lavorare, produrre, consumare... Per il resto non c'è tempo.
Sono infastidito.
Dal modo di diffusione:
ogni quattro cinque post compare questa sponsorizzata, che offre lo sconto del 60% sull'acquisto. Educazione in saldo, senza neanche dover rispettare i tempi che almeno nel commercio vengono definiti.
Sono infastidito.
Dalla presunzione e abbindolamento che usano: il neuro gioco e la neuro arte? Ma siamo tutti neuro scemi!!!
Sono infastidito.
Dal video: dove far fare questi esercizi sembra la cosa più normale del mondo: torni a casa e tuo figlio è in crisi? Sei tavola e inizia a dire cose che non puoi sentire? Mentre fai i compiti con lui comincia ad urlare? Nessun problema, prendi questi esercizi ed in 10 minuti tutto passa.
Sono infastidito.
Da me che sono costretto a scrivere queste righe e non riesco a fregarmene di questi spacciatori di soluzioni a buon mercato, che fanno presa sulla disperazione. L'agenzia di marketing che pubblicizza questi metodi nel 2024 ha fatturato 530.000€ ( https://www.ufficiocamerale.it/4253/happy-minds-srl )
Sono infastidito.
Da me che faccio pubblicità al metodo nel cercare di far cogliere le ragioni del mio fastidio.
Sono infastidito.
Da questa logica del mercato che non conosce limiti e che arriva a fare di questo metodo un marchio, un agenzia di marketing, una tecnica educativa senza che sia chiaro dove finisce uno e dove inizia l'altro.
Spero solo che chi segue questa pagina possa cogliere le radici di questo fastidio che non avevo intenzione di diffondere ma che non potevo celare data l'insistenza di queste pubblicità per un educazione contraria alla esperienza di chi scrive.

Un cappello firmato...Ragazzi e ragazzi con cui per quattro anni ho condiviso le mattine a scuola.Ci sono i proclami e l...
06/06/2026

Un cappello firmato...
Ragazzi e ragazzi con cui per quattro anni ho condiviso le mattine a scuola.
Ci sono i proclami e la propaganda di chi deve governare la scuola, ad ogni livello.
C'è poi chi abita la scuola nel quotidiano, le persone che la rendono una comunità...
Vorrei tanto che questi due mondi potessero parlarsi, anche scontrarsi duramente se serve, per smettere ciascuno di trincerarsi e vedere solo come nemico chi invece vive la scuola da un altra prospettiva.

29/05/2026




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La scuola non è un servizio agli utenti ma un pilastro della democrazia.La scuola pubblica è imprescindibile per la demo...
14/05/2026

La scuola non è un servizio agli utenti ma un pilastro della democrazia.
La scuola pubblica è imprescindibile per la democrazia.
Ne parleremo questo sabato

Sabato 16 maggio la Rete per la Scuola Pubblica - Romagna, formata da realtà associative e sindacali del territorio romagnolo, si riunisce per il suo

Se queste parole di Adamo Romano fossero lette, ascoltate e messe in pratica non dal ministro ma da ogni persona che ha ...
18/04/2026

Se queste parole di Adamo Romano fossero lette, ascoltate e messe in pratica non dal ministro ma da ogni persona che ha un figlio, un nipote, un marito, una moglie, un caro che lavora a scuola, semplicemente sarebbe inevitabile un totale cambiamento della scuola. Ma evidentemente va bene a molti dare la colpa ad un prof inadatta e lasciar passare oltre...

Sei in terza media, è primavera e fuori c'è già il sole caldo. In classe c'è la supplente, l'ennesima dall'inizio dell'anno.

Ti dice di studiare, ti chiede di fare cose. Ogni volta che arriva uno nuovo prof dice cose diverse da quello precedente. Ormai è così ovunque.

Alzi la mano, confusa, e fai la domanda più innocua del mondo: "Prof, quanto deve essere lungo il tema?".

E per tutta risposta, l'adulta che dovrebbe guidarti tira fuori le forbici e ti taglia una ciocca di capelli davanti a tutta la classe.
Zac. 10 centimerei dei tuoi bellissimi capelli sparati via in un secondo. Davanti a tutti. Davanti al ragazzo che ti piace. Alle tue amiche. Vuoi morire.

No amici, non è la trama di un romanzetto adolescenziale di basso livello. È successo ieri, a Venezia! In Italia. Nel 2026!

E sai qual è stata la giustificazione di questa prof? "Ho esagerato, ma volevo farmi capire meglio".

Oggi i giornali la chiameranno pazza. I genitori chiederanno la testa. Il preside farà la sua bella e inutile indagine interna. Tutti a puntare il dito contro il mostro di turno per pulirsi la coscienza.

Ma io mi rifiuto di fermarmi al teatrino del caso isolato. La situazione è molto più grave, perché il problema è in tutto il paese.

Questo non è un raptus. Questa è la fine clinica di un sistema scolastico.
Abbiamo trasformato la scuola in un discount.

IN UN SISTEMA SANO PERSONE DEL GENERE, AD UNA SCUOLA, NON POTREBBERO NEMMENO AVVICINARSI!

Abbiamo appaltato l'istruzione a supplenti di supplenti di supplenti.
Abbiamo permesso che i crediti formativi si comprassero a pacchetti, a peso d'oro, in università private compiacenti, mettendo in cattedra persone che non hanno mai studiato per starci.
Abbiamo preso la figura del professore, l'abbiamo spogliata di ogni autorevolezza, l'abbiamo sottopagata da far schifo e l'abbiamo buttata a fare da balia a classi pollaio.

Questi imbecilli con le forbici in mano non sono un bug del sistema. Sono la conseguenza di uno Stato che specula e fa cassa sulla cosa più sacra che una nazione possiede: la cultura e la conoscenza.

Sono lavoratori frustrati, esautorati di ogni potere, messi a fare un mestiere per cui non hanno né la vocazione né le vere qualifiche. E quando metti una persona inadeguata e disperata in una stanza con dei preadolescenti, il cortocircuito non è una possibilità. È una fottuta certezza.
Vuoi che non succeda più? Smetti di vendere l'abilitazione all'insegnamento come i punti del supermercato.
Inizia a pagare i docenti come i professionisti che forgiano il Paese.

Selezionali con la stessa spietata rigidità con cui si sceglie un cardiochirurgo. Restituisci alla cattedra la dignità, il rispetto e i fondi che le servono per non essere l'ultimo disperato ripiego.

Altrimenti non ti lamentare se chi dovrebbe formare delle menti, finisce per tagliare dei capelli.

Questo libro uscito da poco è il fondamento di quello che un altro piccolo libro, che da il nome a questa pagina, ha cer...
02/04/2026

Questo libro uscito da poco è il fondamento di quello che un altro piccolo libro, che da il nome a questa pagina, ha cercato di testimoniare: nessuna tecnica potrà mai padroneggiare quelli che sono chiamati comportamenti problema.

Donata Roma ci ha fatto il dono di pubblicare quei fogli dove Virginio Baio ha tracciato ciò che Joe, Victor, Kim, Pippo, Tano, Jim, Marcel, Vico, Isa, Caroline, Daniela, Mohamed gli hanno insegnato.

Ecco una proposta:
Oggi, giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo, sarebbe un occasione per dare tutto il suo rilievo e la sua importanza alla diffusione di quel insegnamento, nel periodo attuale in cui tecniche pronte all'uso per eliminare ogni forma di disturbo alimentano un mercato dove la cura è ridotta ad addestramento

Indirizzo

Via Nazario Sauro 12
Longiano
47020

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