Cristian Barel e il suo lavoro

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Cristian Barel e il suo lavoro Mente da filosofo, cuore da animatore sociale, spirito da agitatore politico

30/06/2023

La cooperativa FAI si è data una nuova strutturazione per il proprio SETTORE MINORI.

Responsabile Settore Minori: Cristian Barel
Referente consulenza psicologica Settore Minori: Jessica Furlan

Area Politiche Giovanili
Coordinatore di area: Cristian Barel

Area 16
Coordinatore di area: Jessica Furlan
Coordinatore dei servizi: Veronica Miotto

Area Infanzia
Coordinatore di area: Jessica Furlan
Coordinatore dei progetti: Anna Moras

Un servizio educativo per l'estate della cooperativa sociale FAI. Info: hub381@coopsocialfai.it3316433669
23/06/2023

Un servizio educativo per l'estate della cooperativa sociale FAI.
Info:
[email protected]
3316433669

08/06/2023

L’adolescenza? Età incerta e ingrata.
Il fatto è che l'inquietante adolescenza, attraversata da ambivalenze e contorsioni, non esiste più come periodo di transizione, ma si annuncia piuttosto come l’esordio di una lunga durata.
Oggi, sembra che la fine dell'adolescenza venga continuamente rimandata. Si tollera, se non addirittura si promuove, il fatto che questa età della vita straripi e invada il tempo che dovrebbe consegnare all’ingresso nell’epoca adulta. L'adolescenza esercita la propria tirannia ben oltre gli anni delle turbolenze e delle battaglie del teatro psichico della pubertà.
Il rovesciamento del costume - che può portare una madre a volersi vestire come la figlia o un padre a fumarsi una canna insieme al figlio - mostra un processo di imitazione dove è il mondo adolescente a contagiare quello adulto. I confini si annullano. Il senso del limite viene messo in questione. Si diffonde la figura del genitore emotivo, il primo a temere il no, il primo a non trovare ragioni per provare a "resistere".
Nell’adolescenza di oggi età mentale ed età cronologica non coincidono. L’ambiente sollecita alla precocità, all’ostentazione, e produce in parallelo stati di sospensione, rimandi infiniti, accelerazioni brusche. Il desiderio si teme e si astiene. L’assenza di codici produce ansia, tutto può diventare un modello: la pubblicità, la moda, una serie televisiva.
Liberato dall’etica, il corpo è diventato dominio dell’estetica, da ritoccare e da rifare. Così il sesso, una volta invisibile, ardentemente fantasticato, è diventato ora una “cosa", dove la troppa realtà inibisce l’immaginazione.
Il passaggio in pochi decenni dalla famiglia etico-normativa a quella affettivo-soddisfattiva richiede una profonda riflessione. Ciò che appare evidente è che il mondo emotivo e affettivo, con la crescita dei figli, rischia di deludere le aspettative di tutte le figure in gioco, costrette improvvisamente ad affrontare l’estraneo, a rischiare la mancanza di riconoscimento, a scoprire i lati in ombra e le comuni fragilità.
Fragilità, ecco la parola che nessuno vuole sentire in un mondo dove siamo tutti eterni ragazzi e ragazze.

23/05/2023

Adesso, perché è già tardi, dai nidi all'università, bisognerebbe occuparsi di scuola seriamente, in modo da poterne permettere il risveglio.
Di cultura, di didattica, di cambiamento, di formazione, di accoglienza, di supporto, di coinvolgimento, di finanziamenti alla scuola pubblica, di lavoro dei docenti, di condizioni per poterlo fare bene, di organici che rispondano alle esigenze educative, che vuol dire più insegnanti e classi meno numerose.
Lontano dall’ossessione economicista che ha fregato tutti e dal falso mito dell’oggettività, della meritocrazia truccata in partenza e dai saperi pensati per riprodurre disuguaglianze e immobilità sociale.
Sono anni che la scuola annega nella tecnicizzazione burocratica e nell’inconcludenza ministeriale.
Adesso, perché l'attesa è diventata agonia.
A meno che non ci sia ancora qualcuno, fuori e dentro la scuola, che crede che non ne valga la pena o che crede alla panzana della mancanza di risorse.

17/05/2023

C'era questo rischio - e, infine, si è arrivati proprio a questo.
I “bisogni educativi speciali” (BES) si sono tradotti in un ampliamento dello sguardo diagnostico e in un rimbalzare delle responsabilità: c’è una certificazione, un particolare eccezionale che richiede competenze che esulano dal ruolo di insegnante. La categoria di “bisogni educativi speciali” è la cartina tornasole di un sistema che non funziona. Tutti i bisogni educativi sono speciali: moltiplicare le diagnosi serve a poco.
Educare gli adulti a guardare diversamente sarebbe forse meglio. Magari, muovendo dall'idea che "debolezza" non è un termine negativo, e che dobbiamo pensare a un tipo di essere umano diverso da quello che vuol essere sempre forte, che vuole avere ragione e che vuole sempre imporsi. Introdurre altri criteri, che non siano la mera traduzione di concetti quali prestazione, carriera, vittoria. E certamente smetterla di guardare gli studenti lato deficit, lato etichetta diagnostica. Forse la presa in carico della differenza passa per la fatica di smettere di guardare il mondo dal lato binario del più e del meno. Non si vince né si perde, soprattutto con la scuola.

Allende diceva che essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione perfino biologica. Venerdì mattina ho...
07/05/2023

Allende diceva che essere giovane e non essere rivoluzionario è una contraddizione perfino biologica. Venerdì mattina ho avuto il piacere di imparare moltissime cose facendo il facilitatore in due attività esperienziali per un gruppo di ragazze e ragazzi pordenonesi che partecipano al programma Erasmus Plus.

05/05/2023
Una visione, un progetto, una sfida. Un centro giovani innovativo realizzato grazie al contributo di tutta la cooperativ...
05/05/2023

Una visione, un progetto, una sfida. Un centro giovani innovativo realizzato grazie al contributo di tutta la cooperativa FAI. Ieri abbiamo inaugurato formalmente e pubblicamente l'HUB 381 di Viale Dante a Pordenone.

Comune di Pordenone, servizio su inaugurazione Hub381, con interviste a Fabio Fedrigo Direttore generale FAI, Cristian Barel responsabile area minori Cooper...

Quasi 4 milioni di italiani si sono fermati nel loro percorso di istruzione senza conseguire un diploma di scuola second...
04/05/2023

Quasi 4 milioni di italiani si sono fermati nel loro percorso di istruzione senza conseguire un diploma di scuola secondaria di secondo grado.
Dal PNRR arrivano risorse ad hoc contro la dispersione scolastica.
Le attività previste per il contrasto della dispersione scolastica sono: percorsi di mentoring e orientamento; percorsi per il potenziamento delle competenze di base; percorsi per il coinvolgimento delle famiglie; percorsi formativi e laboratoriali co-curricolari.
A Pordenone, le scuole destinatarie dei fondi, sulla base della propria autonomia, hanno sottoscritto con il Comune un patto educativo di comunità per la programmazione complessiva delle attività.

Primo tavolo di lavoro con la firma dell’accordo tra l’assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili Alberto Parigi e i presidi dell’I.I.S. "Federico F...

19/04/2023



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