22/06/2023
VALDITARA E I PROFESSIONALI:
STUDENTI COME PEZZI DI RICAMBIO DA ADDESTRARE
👉La logica che guida l’ipotesi di riforma dei professionali presentata da Valditara, al di là dei proclami propagandistici, è sempre la stessa: tagli e impoverimento dell’offerta formativa!
il progetto è un inaccettabile allineamento alle esigenze “ora e adesso” di Confindustria, malgrado le "professionalità" oggi richieste dalle imprese possano essere obsolete già domani, e mentre avremmo bisogno di giovani generazioni con capacità complessive e prospettive ampie in un mondo del lavoro globalizzato e mobile e, soprattutto, come cittadini/e capaci di analizzare il contesto economico- sociale con spirito critico e autonomia. Una riforma che conferma la volontà di indirizzare gli ordinamenti verso percorsi quadriennali e destrutturarne l’organicità, mettendo in atto un ulteriore depauperamento dell’istruzione pubblica. Inoltre, l'attuale modello dei Pcto (la famigerata alternanza scuola-lavoro che ha già prodotto i suoi morti), anziché essere ricondotto ai tirocini mirati che le scuole hanno sempre organizzato per i propri studenti, nei modi e nei tempi più opportuni, viene ulteriormente esteso.
👉Un progetto nel quale il Ministro sembra dimenticare di avere a che fare con l'istruzione e non con l'addestramento legato ai bisogni contingenti delle imprese, che non può garantire agli studenti gli strumenti fondamentali per affrontare le complesse sfide del mondo del lavoro e soprattutto l'evoluzione dello stesso. Un Ministro che sembra dimenticare che la scuola non è al servizio della produzione, ma del diritto dei giovani alla formazione umana e culturale.
👉Non è rasserenante che il taglio del 5° anno sia “volontario”, conoscendo le pressioni alle quali vengono continuamente sottoposti Dirigenti e Collegi dalle sirene ministeriali. Il ministero, infatti, vorrebbe introdurre la possibilità per gli alunni di passare - alla fine del quarto anno degli IeFp - direttamente agli Its Academy se questi avranno raggiunto gli obiettivi specifici di apprendimento del quinto anno. Ciliegina sulla torta: a certificare ciò sarà niente meno che Invalsi, con le conseguenze che ognuno può immaginare.
👉Infatti, le conseguenze di questo progetto, che mira a ridurre a quattro anni gli istituti tecnici e professionali, sono talmente preoccupanti che lo sbandierato mantenimento degli attuali organici, aggiungendosi ai tagli che fece la Gelmini, suona come una presa per i fondelli.
👉Una presa per i fondelli confermata dall'introduzione nel sistema di istruzione secondaria di secondo grado di nuove figure di docenti, già presenti negli Its, non contrattualizzate e senza che ne siano indicati né il monte ore né la percentuale di presenza rispetto ai docenti curricolari. Si tratterebbe di docenti provenienti dal mondo del lavoro, ai quali è richiesta solo una specifica “esperienza professionale” di tre anni, maturata nei settori produttivi di riferimento. Se per rapportarsi ad uno studente bastasse solo l’esperienza professionale non si capisce allora perché ai precari viene chiesta una formazione che somiglia sempre più ad un percorso ad ostacoli.
👉Un progetto che se andrà in porto produrrà conseguenze pesantemente negative sull’ingresso degli studenti nel percorso universitario, in un momento in cui di dati ministeriali raccontano di una Italia con sempre meno laureati e con tanti abbandoni al primo anno di immatricolazione, mentre gli ultimi dati della Commissione Europea dicono che il nostro Paese è al penultimo posto in Europa con il 31,2% di laureti tra 25/29 anni , 10 punti in meno della media europea del 41,1 e 20 punti in meno di paesi come Spagna e Francia che sono oltre il 50%.
👉Molti altri sono gli elementi di criticità del progetto: dalle penalizzazioni dei territori più poveri, fatta nell’ottica della mai abbastanza vituperata autonomia differenziata, alla mancanza di una regia nazionale della sperimentazione, priva di un minimo modello teorico di individuazione dei destinatari, senza contare che il Ministero, mentre vuole introdurre altri percorsi quadriennali, non ha ancora condiviso una valutazione dei risultati di quelli già avviati.
Con questo roboante progetto, Valditara afferma di voler combattere la dispersione: un bel proposito contornato da fatti che lo contraddicono decisamente. La logica, invece, è quella della scuola-azienda interinale, che è destinata solo a fornire manodopera precaria e a basso costo per le “esigenze dell’impresa”, niente altro che pezzi di ricambio da addestrare, fin dalla scuola primaria (“al centro la cultura del lavoro già alle scuole elementari [sic]”, ha detto Valditara, dimenticando che la scuola elementare non esiste più con quella denominazione)
Cobas Scuola autoconvocati, 19 giugno 2023