ANGELI NO Violenza

ANGELI NO Violenza Il Centro A.N.G.E.LI.

Antiviolenza-Antistalking-Antistupro si prodiga per contrastare ogni sorta di violenza e si prodiga ad aiutare la donna ad uscire dalla violenza attraverso una relazione significativa di aiuto con l’operatrice.

TI RICORDEREMO SEMPRE ...
24/07/2026

TI RICORDEREMO SEMPRE ...

Per sei anni ha "corretto" i titoli di giornali e riviste in cui venivano omessi o sminuiti i nomi delle donne: il progetto era nato per aiutare Mich…

ASSIOMA!!!
24/07/2026

ASSIOMA!!!

Vero!

QUANTE DONNE COME  LEI,QUANTE ANIME BRUCIATE SOLO PERCHE' SONO DONNE ..
24/07/2026

QUANTE DONNE COME LEI,QUANTE ANIME BRUCIATE SOLO PERCHE' SONO DONNE ..

«Questa bambina deve stare rinchiusa» dissero al padre. E lui li prese in parola. Nel XIX secolo una bambina come Elizabeth è un problema. È brillante, ma il suo corpo è una prigione. Come la sua vita. A 15 anni si ammala. Una malattia polmonare che le causò una fragilità che la accompagnò per tutta la vita. Fu allora che suo padre decise che non si sarebbe mai sposata. Molti sarebbero crollati, Elizabeth scrisse. Divenne poetessa. Ma il suo destino sembrava segnato: un padre tirannico, una fragilità fisica.

E poi arrivò lui, Robert Browning. «Amo i vostri versi con tutto il cuore,», le scrisse. Lei ha trentanove anni, lui trentuno, lei vive come una reclusa; lui entra in quella stanza e spalanca la finestra. Nei mesi successivi si scambiano 574 lettere. Ma il padre di Elizabeth è un MURO: sua figlia non deve e non può sposarsi. L’amore è una colpa. La felicità un tradimento. Alla fine si sposano in segreto. E poi fuggono in Italia.

A Firenze, non più chiusa, non più zittita Elisabeth rinasce. Da corpo fragile a anima ardente. Da figlia controllata a donna che sceglie. Da poetessa silenziosa a voce che attraversa i secoli. Scrive poesie che parlano di amore e di violenza, di coraggio e libertà. Argomenti considerati scandalosi per l’epoca vittoriana. Nel 1849, a ben 43 anni, dà alla luce un bambino, un maschietto.

E fu allora che scrisse il suo verso più bello:
«Come ti amo? Lascia ch’io ne conti i modi.» In onore di un quell’amore che l’aveva salvata. Versi che ancora oggi, a distanza di due secoli continuano ad essere letti, amati, citati. Alla fine si spegne a 55 anni, tra le braccia di Robert, l’uomo che l’aveva tanto amata. La storia d’amore tra Robert ed Elisabeth è la testimonianza che il vero amore non imprigiona: LIBERA. Non spegne: ACCENDE. Non cancella una donna: la rivela. Ma la penna di Elizabeth non fu solo romanticismo. Fu lotta. Voce pubblica. Coscienza. Ci ricorda che le donne non nascono per restare chiuse in una stanza. Nascono per aprire la finestra.

Guendalina Middei, (➡️ Tratto da «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

DONNE E VIOLENZE...
24/07/2026

DONNE E VIOLENZE...

La torturarono nel peggiore dei modi: nonostante fosse incinta. Ma lei fino al suo ultimo respiro continuò a difendere chi amava.

Si chiamava Gabriella Degli Esposti. Era nata in una famiglia semplice, in un piccolo paesino dell’Emilia. Era una RAGAZZA come tante: allegra, vivace, innamorata. Si sposò. Diventò madre. Ebbe una figlia. Ma poi arrivò la guerra. I rastrellamenti. Le case incendiate. La paura. Gabriella vedeva. Ascoltava. Sentiva il dolore della sua terra. E allora decise: di non voltare la testa.

Guardò negli occhi sua figlia e capì. Nessun bambino può crescere libero se gli adulti hanno imparato ad abbassare lo sguardo. Così entrò nella Resistenza. Nome di battaglia «Balella». Nessuno sospettava di una donna. Ogni messaggio consegnato una speranza; ogni viaggio un piccolo atto di resistenza.

Il 13 dicembre del 1944 i nazisti vennero a prenderla. Era incinta di sette mesi. La picchiarono. Davanti alla figlia di dodici anni. Poi la caricarono su una camionetta. «Non ti preoccupare. Penso a tutto io. E con un SORRISO dolce mi mandò un bacio mentre i suoi aguzzini me la portavano via per sempre». Per cinque giorni continuarono a picchiarla. Pensavano bastasse il dolore. Pensavano bastasse la paura. PARLA! Confessa! Gabriella non disse nulla. E proprio lì, nel punto più crudele, più disumano, scelse ancora. Di non cedere. Di non tradire.

La portarono sul greto del Panaro. Nessun processo. Nessuna pietà. Solo un plotone. Morì a soli trentadue anni, insieme al figlio che portava in grembo. Pensavano di cancellarla per sempre dalla storia. Si sbagliavano. Gabriella Degli Esposti fu insignita della Medaglia d’oro al valore. Per aver mostrato al mondo che il coraggio più grande non è non avere paura. È guardare negli occhi i propri figli e decidere di lasciare loro qualcosa di migliore. Perché il mondo che erediteranno vale più della propria vita. E anche quando tutto il resto crolla, restare fedeli a se stessi fa la differenza.

Guendalina Middei, Professor X (➡️ Trovate altre storie come questa nel mio «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

24/07/2026

OGNI UOMO E'UNA STORIA...

12/06/2026
12/06/2026

Fino al suo ultimo respiro continuò a difendere chi amava. Si chiamava Lepa. Era nata in una terra semplice ma povera: una ragazza minuta che imparò presto il valore della solidarietà e l’AMORE per la lettura. Ma poi arrivarono i tedeschi. E le strapparono via l’infanzia.

Le persone sparivano. Le case bruciavano. La persone avevano PAURA. Ma non dicevano nulla. Lena vedeva. Ascoltava. E a un certo punto capì: anche il silenzio è una SCELTA. E lei fece la sua. Perché il momento in cui smetti di preoccuparti di ciò che è vero, hai già perso ciò che conta. E il coraggio non consiste nel non avere paura, ma nel sapere che esiste qualcosa che vale più della paura stessa.

Aveva solo sedici anni quando entrò nella Resistenza. Distribuiva volantini, curava i feriti, organizzava aiuti. Ogni passo era una sfida. Ogni vita salvata una CREPA. Nel 1943 venne catturata dai tedeschi. Pensavano bastasse la paura. La interrogarono, la picchiarono, cercarono di spezzarla. Dacci un nome! CONFESSA. E avrai salva la vita. E proprio lì, nel punto più basso, più disumano, scelse ancora. Di non parlare. Di non tradire.

La portarono al patibolo. Una corda. Una folla. Un ultimo tentativo di piegarla. E una ragazza: con il viso gonfio, gli occhi pieni di lividi, le mani legate dietro la schiena. La gente piangeva, qualcuno gridava: «abbiate pietà, risparmiatela» E allora lei fece una cosa che sarebbe rimasta per sempre scolpita nella memoria e nella storia: SORRISE. Un sorriso lieve, dolce che fece vergognare i suoi carnefici. Pochi istanti dopo, la corda si tese. Ma quel sorriso rimase sospeso nell’aria, come una luce che non si spegne.

Volevano farne un esempio. Ne fecero un simbolo. Perché si può distruggere un corpo, ma non una scelta. Il suo nome divenne memoria di lealtà e dedizione estrema. Lepa Radic fu onorata come Eroina Nazionale, la più giovane donna a ricevere quest’onorificenza. E ancora oggi ci ricorda che a volte, la cosa più grande che possa fare una persona è non tradire chi ama. E restare fedele a se stessa.

Guendalina Middei, Professor X (➡️ Trovate altre storie come questa nel mio «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

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