09/11/2020
Trent’anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il muro di Berlino.
Oggi sono ancora numerosi i muri che si ergono per dividere ed imprigionare migliaia di persone in vari paesi. In tutto il mondo possiamo ancora contare ben 70 muri, tutti costruiti per lo stesso motivo: proteggersi da chi è fuori e impedire a chi è dentro di uscire liberamente.
Pensiamo al muro che separa Israele dalla Cisgiordania, lungo 600km. Pensiamo al muro sul confine messicano eretto da Geoge W. Bush nel 1990 e sostenuto dalla politica trumpiana. In Africa
Africa, dal 2003 una rete metallica elettrificata separa il Botswana e lo Zimbabwe per 500 km. La barriera è stata costruita dalle autorità del Botswana per difendere il proprio bestiame da un'epidemia di afta epizootica che dilagava nei pascoli dello Zimbabwe. La verità è che questa rete serve a scoraggiare e contenere l'ondata migratoria dei popoli poveri e stremati dalla politica dello Zimbabwe.
In Mozambico un filo spinato su ci corre una carica elettrica a 3.500 volt, chiamato il Serpente di Fuoco, ha persuaso centinaia di mozambicani in fuga dalla guerra civile.
Nel continente europeo le cose non cambiano poi troppo.
Nel 2015 Budapest ha iniziato a costruire una barriera fra Ungheria, Serbia e Croazia: due anni dopo il governo ungherese ha anche fatto richiesta di 400 milioni di fondi all'Ue per finanziare il piano. La motivazione avanzata era che questa barriera avrebbe difeso tutta l’Unione dalle ondate di migranti", per cui è giusto che la comunità europea "paghi la sua parte".
Infine, esistono anche muri che non si vedono, come quello del Mediterraneo, che separa l'Unione Europea dalla Libia e ogni giorno si porta vie molte delle vite che tentano di attraversalo.
Ma cos'è davvero un muro?
Un muro segna un confine. In muro permette di edificare e proteggere. Un muro separa e al contempo ripara. Le mura della nostra casa ci proteggono, delimitano le nostre stanze e caratterizzano l'ambiente. Ci sono poi muri senza ne porte, ne finestre, che separano, negano il dialogo e favoriscono le disparità. La negazione, fra i vari meccanismi di difesa di cui normalmente disponiamo, sopprime i problemi, li annulla chiudendo ogni possibilità di mediazione per paura che qualcuno distrugga l'ordine che abbiamo faticosamente costruito. Nella psiche dell'individuo questo avviene quando c'è una fragilità ed insicurezza di fondo. Una società in crisi, precaria e incerta edifica muri nei quali racchiudere le proprie insicurezze, cadendo nella banalità dell'etichettare gli individui in buoni e cattivi. Oltre questi muro vivono barbari, traditori, tribù povere e popoli disgraziati.
Ma se c'è una cosa che l'esperienza clinica ci insegna con forza è che erigere un muro non fa altro che accrescere la nostra paura e alimentare i nostri pregiudizi, cercando in capro espiatorio in chi si trova dall'altro lato del mio confine.