Centro Socio Educativo Diurno per minori “Il Rifugio del Fanciullo”

Centro Socio Educativo Diurno per minori “Il Rifugio del Fanciullo” Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Socio Educativo Diurno per minori “Il Rifugio del Fanciullo”, p. zza Cavour, 19, Gravina In.

Arriva per il RIFUGIO DEL FANCIULLO un nuovo corso. L'Ambito sociale di zona Comune di Altamura (Capofila) ha affidato l...
14/02/2024

Arriva per il RIFUGIO DEL FANCIULLO un nuovo corso. L'Ambito sociale di zona Comune di Altamura (Capofila) ha affidato la gestione del Servizio alla Laetitia scs, impegnata sin dai primi giorni di lavoro nel garantire al territorio, risposte certe e immediate alle istanze delle famiglie di questo tempo. A breve partirà il calendario degli eventi aperti al pubblico riservato ai genitori e ragazzi. Vi aspettiamo...!

“Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà racco...
05/06/2023

“Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.”

Per partecipare al laboratorio è necessario prenotarsi all'indirizzo mail [email protected] o contattare il numero 0803524026

18/05/2023

SHARENTING

Il termine “sharenting” è un neologismo coniato negli Stati Uniti che deriva dalla crasi delle parole inglesi “share” (condividere) e “parenting” (genitorialità) ed è stato definito come “l’abitudine da parte dei genitori che usano regolarmente i social media di comunicare molte informazioni dettagliate riguardo i propri figli”.

Questo tema è di estrema attualità in quanto questo fenomeno è, ovviamente, strettamente legato al sempre maggiore uso dei social media ed è aumentato di pari passo con l’aumento di quest’ultimo. Tutto ciò, inoltre, lo porterà ad assumere in questi anni una rilevanza sempre maggiore dato che, in questo momento storico, i primi figli dell’era dei social media si apprestano ad entrare nell’età adulta ed a divenire genitori.

I social media appaiono alle persone come un mezzo facile per mantenersi in contatto con amici e familiari, ottenere informazioni di vario genere, condividere emozioni, pensieri ed opinioni, ricevere supporto nei momenti di difficoltà. Allo stesso modo questi appaiono ai genitori come un mezzo per ricercare informazioni utili per la crescita del proprio figlio e per condividere non solo le gioie della genitorialità ma anche le preoccupazioni, le sfide ed i momenti di tristezza che possono sopravvenire. Un ulteriore esempio dei benefici che possono derivare da tale condivisione è l’esperienza dei genitori di bambini affetti da anomalie congenite che possono trovare sui social media supporto emotivo e non solo. Oltre a questi motivi, tuttavia, ritroviamo anche delle tematiche tipiche della società contemporanea come il costante il bisogno di approvazione della propria genitorialità che i genitori percepiscono di ottenere tramite il “Mi piace” e l’utilizzo dei bambini come possibile fonte di guadagno.

Spesso, infatti, i genitori non pensano che il materiale riguardante i loro figli potrebbe essere visto da chiunque e condividono informazioni eccessivamente personali o imbarazzanti dei propri bambini; questo espone i bambini ad una serie di rischi come furto di identità, condivisione di informazioni psicosociali che dovrebbero rimanere private, condivisione di informazioni imbarazzanti che possono essere oggetto di uso improprio da parte di altri utenti e che possono portare alla derisione dei bambini e/o che potrebbero imbarazzare il bambino una volta divenuto adulto.
Un altro degli aspetti da attenzionare in questa tematica è il tema del consenso e del diritto alla privacy dei bambini perché spesso i genitori che pubblicano foto dei figli non li hanno consultati prima di condividere online contenuti che li ritraggono.

Come anche suggerito in un articolo pubblicato su JAMA Pediatrics, la Società Italiana di Pediatria (SIP) sottolinea come i pediatri possano avere un ruolo importante nel rendere i genitori consapevoli di questa tematica e come possano inoltre aiutarli e guidarli al fine di effettuare una condivisione di contenuti più sicura e rispettosa della privacy del bambino. Per raggiungere tale scopo la SIP suggerisce dunque alcune indicazioni da usare nella pratica clinica, e non solo, invitando genitori e parenti a:

– Familiarizzare con le policy e le regole relative alla privacy dei siti sui quali condividono contenuti
– Attivare notifiche che li avvisino quando il nome dei loro figli appare nei motori di ricerca
– I genitori che scelgono di condividere informazioni riguardanti i comportamenti dei figli dovrebbero considerare di farlo anonimamente
– Essere molto cauti nel condividere la localizzazione attuale o il nome completo dei loro figli
– Non condividere immagini che mostrano i loro figli in qualsiasi stato di nudità
– Considerare gli effetti che la condivisione online può avere sul senso di sé e sul benessere attuale e futuro dei bambini.


A cura di Pietro Ferrara, Società Italiana di Pediatria (SIP)

🧒👧 In base alle esperienze di vita, alcuni figli a prescindere dal genere e dall’ordine di nascita, possono assumere dei...
04/05/2023

🧒👧 In base alle esperienze di vita, alcuni figli a prescindere dal genere e dall’ordine di nascita, possono assumere dei comportamenti iper-responsabilizzati a causa delle figure genitoriali che non definiscono in modo netto i limiti e i confini.
👉🏻 Questa modalità viene definita inversione di ruolo, ossia un disturbo della relazione nella quale i genitori hanno necessità di supporto, protezione, intimità, divertimento che il bambino tende a soddisfare.
I comportamenti di accudimento, come vengono definiti secondo la Teoria dell’attaccamento di Bolwby, sono tipici del comportamento nei confronti dei figli. Nell’inversione di ruolo l’assetto accudente si capovolge e diventa il bambino ad attuare modalità protettive nei confronti degli adulti di riferimento.
👉🏻 Perché succede questo? L’approccio evoluzionistico spiega i comportamenti di accudimento da parte del bambino come dei comportamenti finalizzati alla conservazione della specie.
🤱 Cosa porta i bambini ad adottare comportamenti accudenti?
Tra i fattori di rischio che sono stati associati alla parentificazione di uno o più bambini all’interno dello stesso nucleo familiare, si riscontrano: esperienze traumatiche vissute dai genitori, malattie, avere un genitore con dipendenze da alcol o sostanze, divorzio, il lutto di uno dei due genitori o avere un fratello con gravi problemi di salute.
Quando ci si sente particolarmente responsabili nei confronti degli altri in famiglia diventa difficilissimo anche da adulti autorizzarsi a proteggere i propri spazi.
Se da bambini abbiamo imparato “per essere amat* devo prendermi cura dell’altr* solo così meriterò amore”.
Oppure “per garantirmi la vicinanza devo provvedere ai bisogni dell’altr* perché è l’unico modo che ho per non restare sol*” tenderemo a ripetere lo stesso schema anche nelle relazioni che formeremo da adulti.
❤️ Se impariamo a dare significato ai nostri comportamenti e capire l’influenza che hanno avuto alcune esperienze di vita possiamo muoverci in modo diverso. Cominciare ad amare il bambino che non siamo stati ci porterà a tracciare un percorso nuovo nelle nostre relazioni.

🧒👧 In base alle esperienze di vita, alcuni figli a prescindere dal genere e dall’ordine di nascita, possono assumere dei comportamenti iper-responsabilizzati a causa delle figure genitoriali che non definiscono in modo netto i limiti e i confini.

👉🏻 Questa modalità viene definita inversione di ruolo, ossia un disturbo della relazione nella quale i genitori hanno necessità di supporto, protezione, intimità, divertimento che il bambino tende a soddisfare.

I comportamenti di accudimento, come vengono definiti secondo la Teoria dell’attaccamento di Bolwby, sono tipici del comportamento nei confronti dei figli. Nell’inversione di ruolo l’assetto accudente si capovolge e diventa il bambino ad attuare modalità protettive nei confronti degli adulti di riferimento.

👉🏻 Perché succede questo? L’approccio evoluzionistico spiega i comportamenti di accudimento da parte del bambino come dei comportamenti finalizzati alla conservazione della specie.

🤱 Cosa porta i bambini ad adottare comportamenti accudenti?
Tra i fattori di rischio che sono stati associati alla parentificazione di uno o più bambini all’interno dello stesso nucleo familiare, si riscontrano: esperienze traumatiche vissute dai genitori, malattie, avere un genitore con dipendenze da alcol o sostanze, divorzio, il lutto di uno dei due genitori o avere un fratello con gravi problemi di salute.

Quando ci si sente particolarmente responsabili nei confronti degli altri in famiglia diventa difficilissimo anche da adulti autorizzarsi a proteggere i propri spazi.

Se da bambini abbiamo imparato “per essere amat* devo prendermi cura dell’altr* solo così meriterò amore”.
Oppure “per garantirmi la vicinanza devo provvedere ai bisogni dell’altr* perché è l’unico modo che ho per non restare sol*” tenderemo a ripetere lo stesso schema anche nelle relazioni che formeremo da adulti.

❤️ Se impariamo a dare significato ai nostri comportamenti e capire l’influenza che hanno avuto alcune esperienze di vita possiamo muoverci in modo diverso. Cominciare ad amare il bambino che non siamo stati ci porterà a tracciare un percorso nuovo nelle nostre relazioni.

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