05/06/2026
Oggi, la Rete Scuole Senza Divise ha vissuto un laboratorio con studenti e studentesse delle scuole medie sul tema delle armi e della pace.
In piazza dei Diritti, nel piazzale dell'associazione Music for Peace, abbiamo riflettuto insieme su ciò che costruisce la pace e su ciò che invece la distrugge. Ne sono emersi pensieri profondi, sinceri e pieni di speranza.
Alla domanda "Che cos'è la pace?" i ragazzi e le ragazze hanno risposto:
«Un posto senza ingiustizie»
«Libertà di parola»
«Nessun femminicidio»
«Un luogo senza violenza»
«Armonia con tutto e tutti».
Parole che ci ricordano quanto le nuove generazioni sappiano guardare oltre l'assenza della guerra e immaginare una pace fatta di diritti, rispetto, uguaglianza e relazioni autentiche.
Ascoltarli è stato un privilegio. Perché educare alla pace significa prima di tutto creare spazi in cui queste voci possano essere ascoltate, accolte e valorizzate.
10/06/2025
Retoriche da ordine e disciplina spacciate per educazione civica?
Noi diciamo no.
Non perché siamo contro qualcuno ma perché sappiamo cos’è la scuola e cosa non dovrebbe mai diventare.
La "Rete Scuole Senza Divise" è nata per difendere un’idea chiara: la scuola forma cittadini, non soldati. Coltiva il pensiero critico, non l’obbedienza cieca. Educa alla convivenza, non al nemico.
Se anche tu pensi che la scuola debba restare uno spazio libero, plurale, democratico, metti un like alla pagina.
Unisciti a chi crede che l’educazione non ha bisogno di divise, ma di visione.
02/06/2025
Perché vogliamo una scuola che educhi alla pace, libera dalle logiche militari?
Perché "l’Italia ripudia la guerra", perché "l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento" e perché "la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo".
La scuola deve essere libera, inclusiva, di pace e critica. Come è scritto nella nostra Costituzione.
02/06/2025
I militari a scuola non educano: reclutano.
Portare l’esercito tra i banchi di scuola, con l’alibi dell’orientamento o dell’educazione civica, è un modo subdolo per normalizzare la guerra e il pensiero autoritario. La scuola dovrebbe essere il luogo del pensiero critico, della pace, del confronto — non della propaganda in divisa. Educare non significa addestrare. E lo Stato ha il dovere di offrire ai giovani strumenti per scegliere, non per obbedire.
Ci siamo costituiti con un obiettivo chiaro: vigilare sul nostro territorio per impedire che la guerra, le armi e la presenza militare vengano normalizzate nel linguaggio scolastico e nelle attività educative.
La scuola deve formare cittadini liberi, non soldati obbedienti. Nei prossimi mesi allargheremo il nostro raggio d’azione, aumenteremo la visibilità della pagina e diffonderemo il nostro messaggio di pace.
Unisciti a noi. La scuola è un luogo di pensiero critico, non di propaganda.
02/06/2025
Controllo delle frontiere!
Piemonte polizia insegna scuole dell'infanzia controllo frontiere
Sulle montagne del Piemonte la polizia insegna alle scuole dell'infanzia il controllo delle frontiere
27/05/2025
Che scuola vogliamo costruire?
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, autore de “La scuola va alla guerra”, che ci ha guidati in un’analisi chiara e coraggiosa sulla crescente presenza delle logiche militari nell’educazione pubblica.
Continuiamo a farci domande. A tenere alta la voce.
27/05/2025
Eccoci qui, alla settimana dell'Officina della Pace, a Savona, per portare avanti una riflessione urgente e necessaria: la scuola non può essere terreno di propaganda militare.
Abbiamo parlato di come la crescente presenza dell’Esercito nelle scuole rappresenti una deriva preoccupante, che normalizza il riarmo e sottrae risorse fondamentali a scuola, sanità, ricerca e sviluppo.
La nostra proposta è chiara: una scuola che educa alla pace, non alla guerra.
Grazie a chi ci ha ascoltato, sostenuto, rilanciato.
Qui l’articolo che racconta l’incontro👇
https://officinadellapacesavona.wordpress.com/2025/05/12/sette-giorni-mille-voci-per-la-pace-il-racconto-dellofficina-della-pace-di-savona/?fbclid=IwY2xjawKizZRleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETE1VGdRSlhxTGtNWUxlcEI5AR4ve_bahKIvPfiSQda4_yLdaVNCxmXxlnH2_sFel5KP4K8G9kZ0iJVoCFbAfQ_aem_omaTp8XVpt6onqbfLVNVgg
Sette giorni, mille voci per la Pace: il racconto dell’Officina della Pace di Savona
Dalla scuola alle guerre dimenticate, passando per Gaza, l’Africa e l’ambiente: una settimana di incontri, testimonianze e cultura per costruire un’alternativa alla violenza e alla cultura della gu…
27/05/2025
Quest'anno, all’assemblea nazionale di NON UNA DI MENO, c'era anche la Rete che ha portato il suo contributo al tavolo “Educazione e Formazione”.
Il nostro impegno è per una scuola che insegni la pace e non faccia propaganda militarista.
Una scuola laica, transfemminista, plurale, aperta al mondo e alle differenze.
Una scuola che non ha bisogno di “principi di autorità” ma di pratiche di liberazione.
Una scuola dove si impari a pensare, non a obbedire.
Una scuola che protegge chi è fragile, che accoglie chi è fuori norma.
Continuiamo a costruire, insieme, spazi educativi liberi, accoglienti e resistenti.