22/09/2026
Il mio sesto Ironman: 12 ore e 24 minuti.
Non il personal best che avevo preparato, ma una gara che merita di essere raccontata.
Sabato 19 settembre ho ottenuto il mio secondo miglior tempo e la mia migliore maratona in un Ironman.
In mezzo, una continua richiesta di adattamento.
NUOTO
Mare agitato, correnti, pioggia e meduse.
3,8 km in 1h25’, consumando più energie del previsto.
T1
Quasi all’uscita della zona cambio, il mio check mentale mi ha fatto accorgere dei gel dimenticati nella sacca.
Sono tornata indietro: altro tempo perso, ma strategia nutrizionale preservata.
BICI
Ho applicato il mio protocollo 3F per riportare l’attenzione su ciò che dovevo fare.
Poi, dal 30° km, bombe d’acqua e vento, a tratti per circa 70 km.
180 km conclusi in poco meno di 6 ore.
CORSA
Un altro reset mentale. Primi chilometri difficili, poi il ritmo e sensazioni progressivamente migliori.
E le persone care lungo il percorso: il tifo è energia gratis, ma bisogna imparare a utilizzarla.
È arrivata così la mia migliore maratona in un Ironman.
Il personal best non è arrivato. È un dato.
Il secondo miglior risultato, in una gara così complessa, è un altro dato.
Valutare una performance con lucidità significa tenere insieme entrambi. Senza sminuirsi e senza alibi.
Quattro principi da tenere sempre a mente:
• Quando le condizioni si complicano, accorcia il focus.
• Quando cambia il contesto, adatta gli automatismi.
• Dopo un errore, correggi ciò che puoi per evitare che influenzi la fase successiva.
• Usa il sostegno come una risorsa concreta.
Nello sport e nel business, un piano solido conta. Conta anche come riesci a funzionare quando la realtà si allontana dal piano.
Su questo lavoreremo al NeuroXforma® Endurance Performance Lab: una giornata pratica per atleti endurance amatoriali, tra mente, nutrizione, forza e gestione dell’energia.