Sara Taroni - Coaching e Funzionamento Umano

Sara Taroni - Coaching e Funzionamento Umano Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Sara Taroni - Coaching e Funzionamento Umano, Forlì.

Guido persone, professionisti e atleti a migliorare come pensano, reagiscono e agiscono, lavorando sul funzionamento umano nei momenti che contano davvero, attraverso neuroscienze, coaching e psicologia cognitiva applicata.

Qualche giorno in montagna.Noi tre, la natura, gli allenamenti, il riposo e molto tempo insieme.Giorni semplici, silenzi...
23/08/2026

Qualche giorno in montagna.
Noi tre, la natura, gli allenamenti, il riposo e molto tempo insieme.

Giorni semplici, silenziosi, leggeri e proprio per questo così preziosi.

Grazie di cuore a tutti per gli auguri. Mi avete fatto sentire davvero tanto affetto. 💛Ieri era il mio compleanno e ho f...
19/08/2026

Grazie di cuore a tutti per gli auguri.
Mi avete fatto sentire davvero tanto affetto. 💛

Ieri era il mio compleanno e ho festeggiato anche così: con circa tre ore e mezza in bicicletta.

Non perché la fatica sia un valore in sé.

La fatica, da sola, non rende migliore nessuno.

Ma perché il 19 settembre affronterò il mio sesto IRONMAN e, quando scegli un obiettivo importante, arriva il momento in cui devi fare ciò che c’è da fare quando va fatto.

Il corpo ha bisogno di tempi precisi per allenarsi, adattarsi e recuperare. La gara non si sposterà perché è agosto, perché fa caldo, perché è un giorno di festa o perché è il mio compleanno.

E questo non vale soltanto nello sport.

Spesso non abbandoniamo davvero i nostri obiettivi. Iniziamo a rinegoziarli ogni volta che le condizioni diventano scomode:

“Oggi sono stanco.”
“Questa settimana è particolare.”
“Riprenderò quando avrò più tempo.”

Una singola eccezione raramente cambia il risultato. Ma quando le eccezioni diventano il criterio con cui decidiamo, perdiamo progressivamente la direzione.

Coerenza non significa rigidità.

Non significa fare sempre di più, ignorare i segnali del corpo o sacrificare tutto il resto.

A volte ciò che serve è allenarsi.
Altre volte è recuperare.
Proteggere il sonno.
Dire di no.
Portare a termine un lavoro.
Rispettare una pausa.

Il punto è non lasciare che siano l’umore del momento o la comodità delle circostanze a decidere al posto nostro.

Il vero regalo che mi sono fatta ieri non sono state tre ore e mezza in bicicletta.

È stata la consapevolezza di essere rimasta coerente con l’obiettivo che ho scelto.

E tu, qual è la cosa che sai di dover fare, ma che stai ancora lasciando decidere alle circostanze?

Definiscila. Pianificala. E falla.

Ferragosto.45 minuti di corsa.Poi 6 ore di bici.Strade quasi deserte, pochissime persone in giro e tanto tempo da sola c...
16/08/2026

Ferragosto.
45 minuti di corsa.
Poi 6 ore di bici.

Strade quasi deserte, pochissime persone in giro e tanto tempo da sola con la fatica, i pensieri e l’obiettivo che sto inseguendo.

Paradossalmente, proprio quelle strade vuote sono state una delle cose più belle dell’allenamento di ieri.

Non perché ci sia qualcosa di speciale nel faticare mentre gli altri festeggiano.
E nemmeno perché rinunciare sia necessariamente un valore.

Il punto è un altro.

Quando scegli un obiettivo importante, inevitabilmente arriveranno momenti in cui fare ciò che serve sarà meno comodo, meno divertente e molto meno condiviso.

Momenti in cui nessuno ti vede.
Nessuno applaude.
Non c’è la gara, non c’è il risultato, non c’è ancora niente da mostrare.

Ci sei tu e quello che hai deciso di costruire.

Ed è in quei momenti che accadono le cose importanti!

Allenamenti come quello di ieri non costruiscono soltanto chilometri nelle gambe.
Costruiscono evidenze.
Ogni volta che mantieni un impegno preso con te stessa, aggiungi una prova concreta del fatto che puoi contare su di te.

E prova dopo prova costruisci fiducia.
Autoefficacia.
Capacità di rimanere orientata all’obiettivo anche quando il contesto spinge nella direzione opposta.

I risultati importanti non nascono da un singolo gesto straordinario.
Nascono da tante decisioni molto meno spettacolari, prese quando nessuno guarda.

La gara, alla fine, rende visibile quello che hai costruito molto prima.

E questo non vale soltanto nello sport.
Vale per quasi tutte le cose importanti della vita.

12/08/2026

Quando si decide di perseguire un obiettivo importante, non è soltanto fondamentale saper gestire il tempo, le priorità e le energie.
Bisogna anche imparare a dire dei no spesso molto scomodi per fare ciò che c’è da fare quando va fatto.
Gli obbiettivi hanno delle scadenze che spesso non sono posticipabili, quindi bisogna farsi trovare pronti nel momento giusto.

04/08/2026

Vivere fino a 120 anni?
Non è questa la domanda che mi interessa davvero.
A me interessa “come” vivrò gli anni che avrò a disposizione.

Mi interessa vivere in salute, in forza, con lucidità, autonomia e una buona qualità della vita. E fare, per quanto possibile, la mia parte per non diventare un peso per le persone che amo.

Prendersi cura del proprio funzionamento psicofisico non è soltanto una scelta individuale.
È anche una forma di responsabilità.
E, per me, uno dei più importanti atti di rispetto e di altruismo verso chi ci sta accanto.

Questo non significa inseguire ossessivamente la salute perfetta o tentare di controllare ciò che non dipende da noi.
Significa costruire oggi le condizioni che possono aiutarci a funzionare meglio nel tempo:
allenare il corpo,
proteggere l’energia,
gestire lo stress,
nutrire relazioni di qualità,
mantenere la mente attiva,
fare scelte coerenti e sostenibili.

Perché non siamo una mente separata da un corpo.
Siamo un Sistema Unico®.

Ed è anche da questa visione che nasce NeuroXforma® : un sistema di lavoro che non si limita a ottimizzare la performance nello sport o nel business, ma allena la persona nella sua globalità, affinché possa costruire un funzionamento efficace e sostenibile nel tempo.

Perché la vera domanda non è soltanto “Quanto vuoi vivere?”
Ma:
“Come vuoi vivere il tempo che avrai a disposizione?”

Tu cosa risponderesti?

NeuroXforma® ha una casa.È online neuroxforma.com.Non volevo semplicemente creare un nuovo sito.Volevo costruire uno spa...
03/08/2026

NeuroXforma® ha una casa.

È online neuroxforma.com.

Non volevo semplicemente creare un nuovo sito.

Volevo costruire uno spazio in cui rendere più chiaro un principio che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nel mio lavoro: non funzioniamo per compartimenti separati. Siamo un Sistema Unico®.

La qualità delle nostre decisioni dipende anche dall’energia che abbiamo a disposizione.

Il modo in cui reagiamo sotto pressione è influenzato dal nostro stato fisico, mentale ed emotivo.

E ciò che chiamiamo “mancanza di disciplina”, “scarsa motivazione” o “fragilità” può avere origini molto diverse da quelle che immaginiamo.

Per questo, prima di cercare l’ennesima tecnica per migliorare, credo sia utile farsi una domanda diversa: che cosa sta realmente limitando il mio funzionamento in questo momento?

NeuroXforma® nasce da qui.

Dall’idea di osservare la persona come un Sistema Unico®, attraverso tre dimensioni che interagiscono continuamente:

→ mentalità strategica e flessibilità cognitiva
→ energia fisica ed efficienza operativa
→ stabilità emotiva e coerenza comportamentale

Perché migliorare non significa necessariamente aggiungere altro.

A volte significa capire meglio dove intervenire.

Il nuovo sito nasce per raccontare questo approccio, il metodo e il lavoro che sto costruendo intorno al funzionamento umano e alla performance.

Se vuoi esplorarlo vai su neuroxforma.com

Poi torna qui e dimmi una cosa:

in quale delle tre aree senti di avere oggi il maggiore margine di miglioramento?

01/08/2026

Mente, nutrizione, forza e gestione dell’energia per costruire una performance endurance più solida.

Quando ho iniziato con le maratone e poi con gli Ironman, molte cose le ho dovute scoprire da sola, pezzo dopo pezzo.

Sì ok, bello fare esperienza ma certe cose sarebbe molto più utile saperle, comprenderle e farle in tempi decisamente più brevi, con ordine e metodo.

E’ proprio per questo che è nata l’idea di un nuovo progetto dedicato agli sport di endurance.
Non basta allenarsi.
Serve costruire un sistema che regga e che ti consenta di funzionare al meglio delle tue potenzialità.

Non vedo l’ora di poter svelare i dettagli!

Se anche tu vuoi affrontare la preparazione con metodo, consapevolezza e continuità, sarò felice di vederti tra i partecipanti!

Intanto ti svelo tre cose:
- io mi occuperò di tutta la parte mentale
- l’evento si terrà in Off-Season
- sarà un evento in presenza

Non posso ancora raccontare i dettagli ma se ti fa piacere ricevere maggiori informazioni scrivimi nei commenti o in DM.

30/07/2026

C’è un motivo per cui non riesci ad esprimere il tuo potenziale nei momenti che contano.

Quel motivo è dato dalle interferenze che vanno a depauperare inutilmente il tuo serbatoio e minano la qualità del tuo funzionamento.
Più precisamente quel motivo è dovuto alla mancanza di strategie per riuscire a gestire meglio quelle interferenze che ci sono e ci saranno sempre.

In questo abstract tratto da una sessione di Coaching di qualche giorno fa, spiego di cosa si tratta.

Ti è mai successo di non riuscire ad esprimere a pieno ciò per cui avevi lavorato tanto?

24/07/2026

Quante volte hai pensato di stare peggiorando… quando in realtà stavi imparando?

Negli ultimi giorni mi sembra di aver “sbloccato un livello” nel nuoto e nella corsa. Ma quel livello non è comparso all’improvviso.
È il risultato di settimane (anzi, anni) fatte di progressi, dubbi, adattamenti, apparenti regressioni e nuovi tentativi.

È proprio questo uno degli aspetti che più mi affascina del funzionamento umano.

Come Mental Coach che “gioca a fare l’atleta”, vivo sulla mia pelle ciò che studio ogni giorno: l’apprendimento non è lineare. È sinusoidale.
Ci saranno momenti in cui ti sembrerà di non migliorare.
Altri in cui penserai addirittura di essere peggiorato.

Spesso, però, è proprio lì che il cervello e il corpo stanno riorganizzando ciò che hanno imparato.
Quella che sembra una discesa è, molto spesso, la fase che prepara la salita successiva.

Per questo il momento più importante non è quando tutto va bene.
È quando scegli di continuare anche se i risultati non sono ancora visibili.

Perché non stai tornando indietro.
Stai costruendo il livello successivo.

Nel mondo social tutto si riduce a qualche immagine, quasi mai capace di raccontare la complessità reale dietro un risul...
20/07/2026

Nel mondo social tutto si riduce a qualche immagine, quasi mai capace di raccontare la complessità reale dietro un risultato.

Quando ho aperto il mio intervento per lo Sky Off Site a Milano, sono partita proprio dalle gare IRONMAN e da una lezione importante che mi hanno insegnato: la variabilità non è l’eccezione. È la regola da interpretare e gestire.
Vale in gara, nel lavoro e nella vita.

Non puoi controllare tutto. Puoi però allenare il modo in cui vivi ciò che accade, prendi decisioni, gestisci le risorse e continui ad avanzare.

Il 18 febbraio 1978, a O‘ahu, 15 atleti presero il via alla prima edizione dell’Hawaiian Iron Man. Solo 12 arrivarono al traguardo.
La prova univa 3,8 km di nuoto, 180 km in bicicletta e 42,2 km di corsa: 226 km nello stesso giorno. E ancora oggi queste sono le regole del gioco.
L’idea di John e Judy Collins nacque da una domanda: quali atleti sono i più resistenti? La risposta fu unire le tre prove: «Chiunque arriverà al traguardo, lo chiameremo Iron Man.»

L’IRONMAN nasce dal confronto con qualcosa di enorme e dalla scelta di portarlo a termine. Da qui una frase che ne racchiude la filosofia: “L’IRONMAN ha a che vedere con il finire ciò che inizi.”

Oggi sui social vediamo soprattutto l’ultimo metro, la celebrazione, la foto e la medaglia. Quasi mai vediamo ciò che viene prima.
Allenare tre discipline significa costruire un sistema fatto di tecnica, forza, resistenza, recupero, alimentazione, materiali, logistica, imprevisti e gestione mentale. Per un amatore, tutto deve convivere con lavoro, famiglia e vita quotidiana.

Dai dati disponibili si stima che, dal 1978 a oggi, circa 553.000 persone abbiano concluso un IRONMAN® 140.6: lo 0,00666% della popolazione mondiale. Si stima inoltre che circa 100.000 ne abbiano conclusi più di 2 e circa 22.000 più di 5.

La ripetizione richiede qualcosa di diverso dal realizzare un singolo progetto straordinario. Non perché il primo traguardo valga meno ma perché la continuità richiede di ricostruire ogni volta preparazione, organizzazione, risorse e capacità di adattamento.

Continua nel primo commento.

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