Accademia della Crusca

Accademia della Crusca Pagina ufficiale dell'Accademia della Crusca Attraverso i social network favorisce la partecipazione, il confronto e il dialogo con i propri lettori.

In Italia e nel mondo l'Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. La sua attività presente punta ai seguenti obiettivi:

sostenere, attraverso i suoi Centri specializzati e in rapporto di collaborazione e integrazione con le Università, l'attività scientifica e la formazione di nuovi ricercatori nel campo della linguistica e della filol

ogia italiana;

acquisire e diffondere, nella società italiana e in particolare nella scuola, la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua evoluzione attuale, nel quadro degli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo;

collaborare con le principali istituzioni affini di Paesi esteri e con le istituzioni governative italiane e dell'Unione Europea per la politica a favore del plurilinguismo del nostro continente. Informazioni utili:
https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/informazioni-utili/6959

��� REGOLE DI COMPORTAMENTO (da tenere nella pagina Facebook dell’Accademia della Crusca)

L'Accademia della Crusca usa Internet e i social network per informare, comunicare, ascoltare. Contenuti

Attraverso social network, l’Accademia della Crusca informa i lettori sulle attività, progetti e iniziative. I contenuti pubblicati rimandano a quelli del sito ufficiale: l’attività di CONSULENZA LINGUISTICA (ogni giorno una scheda su un dubbio linguistico), gli EVENTI (convegni, seminari, mostre, rassegna stampa); i PROGETTI (banche dati, dizionari, portali); le PUBBLICAZIONI (nuove uscite, volumi in offerta). Inoltre poiché l’Accademia ha sede nella bellissima Villa medicea di Castello e conserva tra l’altro una ricca collezione di oggetti d’arte, tra cui le famose PALE (153 dipinti su tavola a forma di pala da fornaio, nei quali sono raffigurati gli emblemi degli accademici), nella pagina vengono pubblicati contenuti sulla VILLA e il GIARDINO, e le schede di tutte le PALE (immagine e descrizione). I contenuti sono organizzati in ALBUM DI IMMAGINI che rispecchiano le sezioni del sito: La consulenza linguistica, L’Archivio, La Biblioteca, Attività e progetti, Eventi e notizie (agli eventi più importanti sono dedicati album specifici), La villa e il giardino, Le pale della Crusca, Rassegna stampa ecc. Sfruttando le opportunità tipiche dei social network, l’Accademia della Crusca può condividere e rilanciare anche contenuti e messaggi di pubblico interesse e utilità pubblicati da altri enti o soggetti, verificandone per quanto possibile la precisione e l'attendibilità. Regole d’uso

L'Accademia della Crusca si impegna a gestire spazi di comunicazione e dialogo all'interno dei propri profili nei diversi social network chiedendo ai propri interlocutori - che hanno la possibilità di partecipare attivamente attraverso i commenti e la pubblicazione di contenuti - il rispetto di alcune regole. A tutti si chiede di esporre la propria opinione con correttezza e misura, basandosi per quanto possibile su dati di fatto verificabili, e di rispettare le opinioni altrui. Nei social network ognuno è responsabile dei contenuti che pubblica e delle opinioni che esprime. Non saranno comunque tollerati insulti, volgarità, offese, minacce e, in generale, atteggiamenti violenti. I contenuti pubblicati devono rispettare sempre la privacy delle persone. Vanno evitati riferimenti a fatti o a dettagli privi di rilevanza pubblica e che ledano la sfera personale di terzi. Ogni discussione è legata a un tema specifico e di interesse generale: chiediamo a tutti i partecipanti di rispettarlo, evitando di allargare il confronto in modo generico e indiscriminato. Moderazione

La moderazione da parte dell’Accademia della Crusca all'interno dei propri spazi è finalizzata unicamente al contenimento, nei tempi e nei modi ragionevolmente esigibili, di eventuali comportamenti contrari alle regole d'uso. Nei casi più gravi - e in modo particolare in caso di mancato rispetto delle regole condivise in questo documento - la redazione si riserva la possibilità di cancellare i contenuti, allontanare gli utenti dai propri spazi e segnalarli ai filtri di moderazione del social network.

  «Dicesi anche. Ogni cencio vuole entrare in bucáto , che è appunto, dire a uno, prosuntuoso, quando e' vuole intromett...
24/08/2026

«Dicesi anche. Ogni cencio vuole entrare in bucáto , che è appunto, dire a uno, prosuntuoso, quando e' vuole intromettersi in quello, che la sua condizion non ricerca» (dalla voce “cencio” del Vocabolario del 1612)

Nel Vocabolario del 1612, un cencio è uno “straccio di panno lino consumato, e stracciato”: lo straccio per pulire, per esempio, cui non riserveremmo un posto nel bucato dei vestiti e che qui è la metafora di chi, mosso dalla presunzione, vorrebbe intromettersi in cose più grandi di lui.

Sotto la voce “cencio” troviamo diversi modi dire, come “dar fuoco al cencio” «dall'usanza, che hanno le donne, che quando restano senza fuoco in casa, se ne fanno dare alle vicine, con appiccarlo a un cencio».
E voi, usate la parola “cencio”? conoscete altri proverbi e modi di dire che la contengono?

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è la rubrica estiva dell’Accademia della Crusca che mostra proverbi e modi di dire dal Vocabolario del 1612: scopriamo insieme quali proverbi circolavano nell'italiano di quattro secoli fa e vediamo se li usiamo ancora oggi.

🌐 L’Accademia della Crusca ha da tempo digitalizzato le cinque edizioni del suo storico Vocabolario. Puoi sfogliarle qui: www.lessicografia.it. E se ti interessano solo i proverbi vai su “Ricerche guidate” > ”Ricerca dei contesti” e seleziona la casella “proverbi”.

  pala di Domenico Risaliti, il Diloppato (accademico dal 1592), ha motto “A poco a poco” (Dante, Paradiso, ###.13) e ra...
23/08/2026

pala di Domenico Risaliti, il Diloppato (accademico dal 1592), ha motto “A poco a poco” (Dante, Paradiso, ###.13) e raffigura un vaglio che separa il grano dalla loppa.

Impresa simile a quella proposta dal manoscritto C per il Pulito, la cui pala presenta tuttavia una diversa iconografia e costituisce un falso ottocentesco.

🌐Le pale nel sito dell'Accademia
https://accademiadellacrusca.it/it/pale

  «La botte non può dar se non del vino, ch'ell'ha: cioè: ciascuno fa azion conformi a se stesso, e pigliasi sempre in c...
22/08/2026

«La botte non può dar se non del vino, ch'ell'ha: cioè: ciascuno fa azion conformi a se stesso, e pigliasi sempre in cattivo significato» (dalla voce “botte” del Vocabolario del 1612)

Questo proverbio va interpretato, come spiegano gli Accademici, in senso negativo: lo si rivolge perciò a qualcuno dal quale ci si aspetta ben poco, poiché ben poca è probabilmente la stima che riponiamo nella persona stessa.
Come si può facilmente immaginare, alla voce “botte” del Vocabolario non mancano proverbi e modi di dire ancora oggi piuttosto vitali, come «dare un colpo alla botte, e uno al cerchio, cioè parte negare, e parte concedere, per veníre allo 'ntento suo» e «non si può aver la moglie briaca, e la botte piena, cioè cattivo ministro, con mantenimento di facultà».
Ve ne vengono in mente altri?

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è la rubrica estiva dell’Accademia della Crusca che mostra proverbi e modi di dire dal Vocabolario del 1612: scopriamo insieme quali proverbi circolavano nell'italiano di quattro secoli fa e vediamo se li usiamo ancora oggi.

🌐 L’Accademia della Crusca ha da tempo digitalizzato le cinque edizioni del suo storico Vocabolario. Puoi sfogliarle qui: www.lessicografia.it. E se ti interessano solo i proverbi vai su “Ricerche guidate”>”Ricerca dei contesti” e seleziona la casella “proverbi”.

21/08/2026

Dal latino puppis alla lingua dei navigatori di tutto il Mediterraneo: “poppa” indica la parte posteriore dell’imbarcazione, opposta alla prua.

Scopri in questa puntata l’origine del termine e come espressioni nautiche quali “da poppa a prua” e “vento in poppa” siano entrate stabilmente nel linguaggio comune.

🌊 “Le parole del mare” è una serie video del progetto “La lingua del mare”, promosso dall’Accademia della Crusca in collaborazione con la Lega Navale Italiana, dedicato alla valorizzazione e alla diffusione in rete del lessico della marineria e della pesca. Scopri il progetto su: www.linguadelmare.it

Coordinatrice scientifica: Annalisa Nesi
Testi di Martina Fanini
In video: Giulia Fava
Riprese e montaggio: Alessandro Pelliccia
Con la collaborazione di Michele Valente

  «Diciamo in proverbio. Chi fa l'altrui mestiere fa la zuppa nel paniere, E vale che chi entra nell'altrui professione,...
21/08/2026

«Diciamo in proverbio. Chi fa l'altrui mestiere fa la zuppa nel paniere, E vale che chi entra nell'altrui professione, s'affatica senza frutto» (dalla voce “mestiere” del Vocabolario del 1612)

“Fare una zuppa nel paniere” è ancora oggi un modo di dire usato per indicare una cosa fatta in maniera insensata o sciocca: il risultato non può che essere un disastro. Secondo il proverbio, lo stesso vale per chi fa un lavoro che non gli compete.
Siete d’accordo?

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è la rubrica estiva dell’Accademia della Crusca che mostra proverbi e modi di dire dal Vocabolario del 1612: scopriamo insieme quali proverbi circolavano nell'italiano di quattro secoli fa e vediamo se li usiamo ancora oggi.

🌐 L’Accademia della Crusca ha da tempo digitalizzato le cinque edizioni del suo storico Vocabolario. Puoi sfogliarle qui: www.lessicografia.it. E se ti interessano solo i proverbi vai su “Ricerche guidate” > ”Ricerca dei contesti” e seleziona la casella “proverbi”.

  «Cessi di riprender la sozzura nell'occhio altrui, chi nel proprio porta la trave. Questo è proverbio, ma noi oggi il ...
20/08/2026

«Cessi di riprender la sozzura nell'occhio altrui, chi nel proprio porta la trave. Questo è proverbio, ma noi oggi il porgiam così. Vedere il bruscol nell'occhio altrui, e nel suo non veder la trave. […] E dicesi di chi biasima in altrui i difetti minimissimi, essendo macchiato di grandissimi» (dalla voce “sozzura” del Vocabolario del 1612)

In questa versione, il proverbio è ripreso dagli “Ammaestramenti degli antichi”, un'importante opera di morale e pedagogia compilata agli inizi del XIV secolo dal frate domenicano Bartolomeo da San Concordio (1262-1347). Gli stessi accademici, tuttavia, segnalano una variante più comune: “Vedere il bruscol nell'occhio altrui, e nel suo non veder la trave”.
Voi quale preferite?

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è la rubrica estiva dell’Accademia della Crusca che mostra proverbi e modi di dire dal Vocabolario del 1612: scopriamo insieme quali proverbi circolavano nell’italiano di quattro secoli fa e vediamo se li usiamo ancora oggi.

🌐 L’Accademia della Crusca ha da tempo digitalizzato le cinque edizioni del suo storico Vocabolario. Puoi sfogliarle qui: www.lessicografia.it. E se ti interessano solo i proverbi vai su “Ricerche guidate” > ”Ricerca dei contesti” e seleziona la casella “proverbi”.

  L’aggettivo PROATTIVO […] è entrato in italiano pochi decenni fa proveniente dall’America. Nel GDLI è registrato nel S...
19/08/2026

L’aggettivo PROATTIVO […] è entrato in italiano pochi decenni fa proveniente dall’America. Nel GDLI è registrato nel Supplemento 2009, con un primo esempio tratto da “L’impresa Ambiente” del maggio 1993: “L’approccio proattivo fa vincere l’impresa”. In realtà, se ne può retrodatare l’uso almeno all’inizio degli anni Ottanta[…].

Il Nuovo De Mauro definisce bene l’aggettivo in questo senso come “che agisce in anticipo per prevenire futuri problemi, bisogni e cambiamenti”. L’aggettivo si è convertito prontamente in una parola di moda che non può mancare in un curriculum […]. Se qualcuno […] ha un’avversione istintiva per parole di moda del genere, non sarò io a cercare di dissuaderlo. Basta aspettare un po’ e le parole di moda finiscono per essere vittime del proprio successo, banalizzandosi e logorandosi per l’uso inflazionato.

Nel senso indicato, PROATTIVO è dunque un anglicismo (un americanismo, per essere precisi), diffuso in Italia attraverso la letteratura aziendalistica di divulgazione. Non l’origine, ma il successo della parola è attribuibile al best seller The seven habits of highly effective people (1989) dell’americano Stephen R. Covey, libro che ha venduto oltre 40 milioni di copie ed è stato tradotto in 40 lingue, fra le quali si trova anche l’italiano (7 regole per avere successo, trad. di Barbara Calvi, Milano, FrancoAngeli, 2003). La prima regola di Covey è appunto: “Sii proattivo!” (“Be proactive”, nell’originale americano). Come spiega l’autore stesso nella sezione 1.3 del libro, intitolata «Definiamo la “proattività”», il concetto è desunto dall’opera dello psichiatra viennese Viktor Frankl, mentre il termine − proactivity in inglese – proviene dall’uso aziendalistico dell’epoca… (per continuare a leggere la risposta di Franz Rainer: https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/proattivo-unamericanata/47990)

  «Diciamo in proverbio. Al buon vin non bisogna frasca, cioè il buono non ha bisogno d'allettamento, e di contrassegno,...
18/08/2026

«Diciamo in proverbio. Al buon vin non bisogna frasca, cioè il buono non ha bisogno d'allettamento, e di contrassegno, tolto la metaf. da quella frasca, che tengono i tavernai sopra l'uscio, per segno d'arte» (dalla voce “frasca” del Vocabolario del 1612)

Il proverbio di oggi rimanda a un’usanza antica: quella di appendere una frasca come insegna delle osterie nelle campagne e nei villaggi. Dunque, ciò che è davvero buono non ha bisogno di pubblicità. Da questa tradizione deriva il significato esteso, e ormai obsoleto, di “frasca” per indicare una vineria rustica o mescita di vini. Rimanendo nell’ambito delle osterie, gli accademici del 1612 ci segnalano un altro proverbio: «Dimanda l’oste s’egli ha buon vino, che è il domandar di cosa, che tu sappi certo che 'l domandato risponderà a favor suo, quantunque e' non sia per dir vero» (v. oste).
In generale, il vino è una metafora ricorrente nei proverbi, sia in quelli ormai dimenticati, sia in altri che ancora oggi usiamo.
Ne ricordate qualcuno?

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  «Dicesi anche. E' disegna, e non colorísce di chi non conduce a perfezione le cose cominciate, tolta la metaf. da' pit...
17/08/2026

«Dicesi anche. E' disegna, e non colorísce di chi non conduce a perfezione le cose cominciate, tolta la metaf. da' pittori» (dalla voce “colorare” del Vocabolario del 1612)

Come avverte il Vocabolario, la metafora è tolta dai pittori, e così il proverbio si riferisce a chi è solito iniziare qualcosa e non portarla a termine, o farlo con poca cura. Se vi stupisce quel “colorisce”, sappiate che è la terza persona regolare dell’indicativo del verbo “colorire” (io colorisco, tu colorisci, ecc.), variante antica che gli stessi accademici del 1612 ritengono più comune, sebbene optino per mettere a lemma la forma, a quel tempo meno usata, “colorare”. Oggi, al contrario, “colorire” è certamente di basso uso e perlopiù letterario, ma ben resiste il suo participio passato “colorito”.

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è la rubrica estiva dell’Accademia della Crusca che mostra proverbi e modi di dire dal Vocabolario del 1612: scopriamo insieme quali proverbi circolavano nell'italiano di quattro secoli fa e vediamo se li usiamo ancora oggi.

🌐 L’Accademia della Crusca ha da tempo digitalizzato le cinque edizioni del suo storico Vocabolario. Puoi sfogliarle qui: www.lessicografia.it. E se ti interessano solo i proverbi vai su “Ricerche guidate” > ”Ricerca dei contesti” e seleziona la casella “proverbi”.

  I cromonimi nei trattati del CinquecentoElisa Altissimi«Il volume presenta un glossario di termini di colore in uso ne...
22/07/2026

I cromonimi nei trattati del Cinquecento
Elisa Altissimi

«Il volume presenta un glossario di termini di colore in uso nel Cinquecento nella lingua scritta, in particolare in trattati che potremmo definire “cortesi”, dedicati al significato simbolico dei colori e indirizzati agli amanti che avessero voluto palesare attraverso questi ultimi i propri sentimenti. Il lavoro si articola in due parti. La prima è dedicata alla descrizione del metodo della ricerca, alla definizione delle aree cromatiche presenti nel Cinquecento e all’inquadramento storico dei sei trattati da cui sono estratti i termini di colore che compongono il lemmario. La seconda parte è costituita dal vero e proprio glossario, comprendente circa 130 voci, che includono il lemma e la definizione, un resoconto della presenza del cromonimo nel corpus esaminato, eventuali composti o derivati, l’indicazione della datazione, dell’etimologia e della presenza nelle fonti lessicografiche selezionate e, infine, una nota di approfondimento.»

🌐Trovate tutte le informazioni sul volume e sull'acquisto qui: https://www.edizionidicrusca.it/catalogo/i-cromonimi-nei-trattati-del-cinquecento/8948

Indirizzo

Florence

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 16:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 16:00
Venerdì 08:00 - 16:00

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