Diario delle scoperte dell’estate: una strategia per stare insieme 🌈
Vania Rigoni - Pedagogista
Per risolvere i conflitti con i tuoi figli. Visita www.vaniarigoni.it Mi presento
Mi chiamo Vania Rigoni. Nasco a Firenze nel 1972.
Ho una laurea magistrale in Scienze dell’Educazione (Esperto nei processi formativi), poi ho seguito il Corso biennale per acquisire la qualifica di Pedagogista Clinica e successivamente quello per Mediatrice Familiare in separazione e divorzi. Sono regolarmente iscritta alle Associazioni di riferimento, lavoro disciplinata dalla Legge 4/2013. Dal 1996 mi occupo di educazione e di famiglie, prima
04/06/2026
Siamo abituati a pensare che le nostre azioni riguardino soltanto noi. Non è così.
Spesso ci piace pensare che il male, la violenza, la sopraffazione o l'indifferenza siano problemi di qualcun altro. Eppure ogni fatto di cronaca che ci sconvolge nasce dentro una rete di relazioni, di esempi, di silenzi, di parole dette e non dette.
Viviamo dentro relazioni che ci collegano gli uni agli altri. Per questo la responsabilità educativa è sempre collettiva.
Ogni volta che scegliamo il rispetto o l'indifferenza, l'ascolto o la prevaricazione, la cura o il disinteresse, contribuiamo a definire il mondo che abitiamo.
Educhiamo con ciò che facciamo, con ciò che tolleriamo, con il modo in cui trattiamo gli altri, con le parole che scegliamo e con quelle che decidiamo di non usare. La scuola e le istituzioni hanno un ruolo fondamentale, ma senza l'impegno quotidiano di ciascuno di noi non potranno mai essere davvero efficaci.
Le cronache di questi giorni ci ricordano che nessuna violenza nasce nel vuoto e che nessun degrado sociale compare all'improvviso.
Essere una comunità significa riconoscere che siamo connessi. Che ogni gesto, anche il più piccolo, contribuisce a costruire il mondo in cui vivranno i nostri figli e le nostre figlie.
Perché le conseguenze delle nostre azioni non finiscono mai davvero con noi. (Immagine presa su Pinterest)
--riflessione ad alta voce di una pedagogista
27/05/2026
Crescere non è mai soltanto un passaggio pratico.
Per i bambini e le bambine significa attraversare emozioni nuove: entusiasmo, curiosità, nostalgia, timore, desiderio di diventare grandi e bisogno di sentirsi ancora al sicuro.
Nel nuovo articolo del blog ho scelto di parlare proprio dei passaggi educativi — dal Nido all’Infanzia, dall’Infanzia alla Primaria — e di come possiamo accompagnarli con presenza, ascolto e consapevolezza.
Perché dietro un nuovo zaino o una nuova scuola, spesso c’è un bambino che sta cercando di capire chi sta diventando. 🌱
Nel blog trovate anche due albi illustrati preziosi per attraversare insieme questi momenti di cambiamento:
📚 Kiki – Consegne a domicilio
📚 Il buco
✨ Leggi l’articolo completo
I passaggi: quando crescere emoziona e spaventa - Vania Rigoni Ci avviciniamo a uno di quei momenti dell’anno che nelle famiglie con bambini piccoli si sente nell’aria. Per qualcuno sarà il passaggio dal Nido alla Scuola dell’Infanzia, per altri dall’Infanzia alla Primaria. Cambia la scuola, cambiano i compagni, cambiano gli spazi. E cambia qualcosa an...
26/05/2026
La tua direzione è più importante della tua velocità.”
Essere genitori non significa avere sempre tutte le risposte o andare perfettamente veloci.
Significa esserci. Orientare. Accompagnare.
Perché i bambini e le bambine non hanno bisogno di navigatori perfetti, ma di adulti capaci di indicare una rotta con presenza, cura e fiducia. ⚓💚
Questo è anche il mio modo di accompagnare i genitori nelle consulenze, di coordinare i gruppi educativi e di stare nel mondo dell’infanzia: non imporre direzioni, ma condividere sguardi, possibilità e intuizioni.
19/05/2026
Le routine non servono a “controllare” i bambini.
Servono a farli sentire al sicuro. 🤍
Nei primi tre anni di vita, sapere cosa succede durante la giornata aiuta i bambini a costruire sicurezza, autonomia e serenità emotiva.
Ed è proprio nella semplicità dei piccoli gesti ripetuti ogni giorno — la pappa, il bagnetto, la storia della sera — che si creano punti fermi fondamentali per la crescita.
Nel nuovo articolo del blog parlo di:
✨ perché le routine sono così importanti nello 0-3 anni
✨ come aiutano anche i genitori
✨ perché routine non significa rigidità
👇 Leggi l’articolo completo sul blog
www.vaniarigoni.it/blog
12/05/2026
“E se con l’arrivo del secondo figlio non riuscissi più a dare abbastanza amore a tutti?”
È una delle paure più frequenti nelle mamme che stanno per accogliere un fratellino.
Eppure se ne parla ancora troppo poco.
Nel nuovo articolo del blog ho scritto proprio di questo:
dell’ansia, del senso di colpa, della paura di perdere equilibrio… ma anche della possibilità di vivere questo cambiamento con più dolcezza e meno pressione.
Perché no, non serve essere perfette per essere una buona mamma. 🤍
👇 Leggi l’articolo completo sul blog
www.vaniarigoni.it/blog
12/05/2026
Ogni tanto sento il bisogno di ripresentarmi.
Non tanto con un elenco di titoli, ma raccontando il senso del mio lavoro.
Sono Vania Rigoni e da quasi trent’anni lavoro nel mondo dell’educazione.
Ho iniziato giovanissima come educatrice, lavorando con bambini, adolescenti e famiglie in situazioni anche molto complesse: disabilità, fragilità relazionali, salute mentale, comunità mamma-bambino, difficoltà scolastiche, conflitti familiari.
Negli anni sono diventata pedagogista, pedagogista clinica, formatrice e coordinatrice educativa.
Oggi accompagno soprattutto genitori, educatori e insegnanti.
Ma la verità è che il centro del mio lavoro non sono mai stati i “problemi”.
Sono le relazioni.
Nel mio studio arrivano spesso genitori stanchi, confusi, arrabbiati o spaventati.
Persone che amano profondamente i propri figli, ma che a un certo punto sentono di aver perso la bussola.
Ecco: il mio lavoro non è giudicare.
Non è creare dipendenza da uno specialista.
Non è dare formule magiche.
Il mio lavoro è aiutare le famiglie a ritrovare comprensione, strumenti e fiducia nelle proprie risorse educative.
Credo che dietro molti comportamenti dei bambini ci sia un linguaggio da imparare a leggere.
E credo anche che nessun genitore abbia bisogno di sentirsi “perfetto”: ha bisogno di sentirsi sostenuto, orientato e capace.
Per questo lavoro in modo molto pratico e concreto.
Con strategie sostenibili nella vita vera.
Con attenzione alla quotidianità.
Con uno sguardo che cerca possibilità, non colpe.
Continuo a formarmi ogni anno, perché l’educazione è un mondo vivo e in trasformazione.
E continuo ad amare profondamente questo lavoro, anche dopo tutti questi anni.
Forse perché, in fondo, credo ancora che accompagnare la crescita di un bambino — e sostenere gli adulti che se ne prendono cura — sia una delle cose più importanti che possiamo fare come società.
Benvenuti a chi è arrivato da poco qui.
E grazie a chi continua a camminare con me da anni. 🌿
04/05/2026
C’è stato un pomeriggio, qualche giorno fa, in cui avevo la testa piena.
Piena di pensieri, di cose da fare, di parole dette e non dette.
Ho preso i colori.
Nessun piano. Nessun soggetto da disegnare. Nessuna tecnica da rispettare.
Solo pennellate larghe, turchese su turchese, blu che scivola nel verde, qualche schizzo scuro che diventava parte del tutto.
Dopo venti minuti, la testa era un posto più silenzioso.
Ve lo dico come pedagogista, ma ve lo dico anche come persona:
colorare senza uno scopo — senza dover fare una cosa bella, senza dover riuscire — è uno dei gesti più gentili che possiamo fare verso noi stessi.
Loris Malaguzzi ci ricordava che “il bambino ha cento linguaggi” — e il colore è uno dei più onesti. I bambini piccoli lo sanno già: non si chiedono se viene bene. Si chiedono solo come ci si sente mentre lo fanno.
Prendete un foglio grande. Prendete i colori che avete in casa — acquerelli, tempere, matite, non importa. Mettete della musica. E colorate insieme, senza decidere cosa deve ve**re fuori.
Non è perdere tempo.
È ritrovare un ritmo.
E se vi sembra difficile lasciarvi andare, ricordate quello che diceva Matisse:
“La creatività richiede coraggio.”
Il coraggio di non sapere cosa verrà fuori. E di farlo lo stesso.
🎨 Queste sono le mie pennellate di quel pomeriggio.
23/04/2026
📚 Buona Giornata Mondiale del Libro!
Oggi, 23 aprile, voglio condividere qualcosa del mio modo di lavorare.
Questi libri li porto con me nelle consulenze con i genitori. Perché a volte un albo illustrato dice in una pagina quello che fatica a trovare parole — su come crescono i figli, su come si cresce insieme a loro.
Un seme di carota che aspetta, ostinato e silenzioso, che qualcosa accada.
Il catalogo dei genitori che rovescia il punto di vista con ironia e tenerezza.
Nino, Impossible, Ergo — storie che aprono domande più che dare risposte.
Usare la narrativa in consulenza non è un vezzo creativo: è un modo per creare distanza giusta, per vedere la propria storia da fuori, per parlare di cose difficili attraverso qualcosa di bello.
I libri sono strumenti. Potenti, gentili, precisi.
Buona giornata del libro, a chi legge e a chi si lascia leggere. 🌱
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Ubicazione
Digitare
Sito Web
Indirizzo
Orario di apertura
| Lunedì | 15:00 - 19:00 |
| Martedì | 15:00 - 19:00 |
| Mercoledì | 09:00 - 12:00 |
| 14:00 - 19:00 | |
| Giovedì | 15:00 - 19:00 |
| Venerdì | 14:00 - 19:00 |