Emmanuela Susca

Emmanuela Susca Pedagogista, formatrice e flautista. Founder Credo che apprendere non sia solo accumulare contenuti, ma comprendere, vivere e trasformare.

Condivido strumenti, formazione e risorse su didattica musicale inclusiva, funzioni esecutive, didattica del flauto, innovazione digitale per musicisti, insegnanti e formatori. Nel flauto ho trovato la mia voce, e nella musica il mio mondo interiore in continuo dialogo con l’apprendimento, la creatività e l’esperienza. La mia professione nasce dall’integrazione di musica, pedagogia, didattica incl

usiva e sviluppo personale, con un approccio che unisce cuore, mente e comportamento. Ogni percorso di apprendimento è unico, come ogni suono: quando lo riconosciamo e lo rispettiamo, diventa realmente efficace.

28/07/2026

Studiando lo strumento alleni 4 tipi di attenzione senza saperlo.

Scegli una nota o una melodia e suonata sostenuta (sostenuta)
Aggiungi una distrazione e rimani attenta a quello che stai facendo (selettiva)
Continui a suonare e leggere quello che hai scelto senza andare altrove (divisa)
Cambi Mood o altro senza fermarti, se cambia correggi ma continui (alternata)

Non è teoria. È quello che succede ogni volta che suoni.
Alleni due cose insieme: reggere la concentrazione nel tempo e filtrare le distrazioni. Lo stesso che ti serve quando suoni in ensemble e devi rimanere intonata mentre intorno a te succede di tutto.

Ne parlerò in due manuali Music Motori Training e nella pratica Flautistica, in arrivo a settembre.
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23/06/2026

Il ritmo non entra nelle orecchie. Entra nel corpo.

Per anni si è pensato che imparare il ritmo significasse
Contare. Ba***re le mani. Seguire il metronomo

O c'è o non c'e

Mentre la pulsazione ritmica nasce molto prima, da neonati poi smettiamo di sentire.

Il metronomo è solo lo strumento che ci aiuta ad essere precisi. Il corpo impara la pulsazione, il coordinamento e ha bisogno di sentire.

Il ritmo è un'esperienza corporea da attraversare

Per anni abbiamo pensato che apprendere significasse adattarsi a un modello prefissato.Ma cosa succede quando iniziamo a...
22/06/2026

Per anni abbiamo pensato che apprendere significasse adattarsi a un modello prefissato.

Ma cosa succede quando iniziamo a progettare rispettando la natura della variabilità umana?

Succede che più persone riescono ad entrare, partecipare e imparare.
Non perché il livello si abbassa.

Perché aumentano le possibilità di accesso alle informazioni e si rispetta il flusso reale dell'apprendimento.

Qual è una cosa che ti ha aiutato davvero ad apprendere, ma che non era prevista dal metodo tradizionale?

inizio io: studiare la respirazione con la palla dell'equilibrio

09/06/2026

Ogni volta che parlo di strumenti digitali inclusivi, qualcuno pensa subito alla disabilità.

Ma l'accessibilità non riguarda una categoria di persone.

Riguarda il modo in cui progettiamo esperienze di apprendimento.

Una mappa concettuale può aiutare:

uno studente con DSA
uno studente stanco
uno studente straniero
uno studente che sta imparando un argomento nuovo

I sottotitoli possono aiutare:

una persona sorda
una persona che studia in un luogo rumoroso
una persona che non ha l'italiano come prima lingua

La vera domanda non è:

👉 "Chi ne ha bisogno?"

La domanda è:

👉 "Perché continuiamo a progettare come se esistesse un solo modo giusto di apprendere?"

 # # 📝 Caption**"Il digitale è lo specchio della società."**Se nel digitale vediamo fretta,polarizzazione,sovraccarico,r...
08/06/2026

# # 📝 Caption

**"Il digitale è lo specchio della società."**

Se nel digitale vediamo fretta,
polarizzazione,
sovraccarico,
ricerca continua di approvazione,

forse non stiamo guardando un problema separato da noi.

Stiamo guardando una parte di noi.

Il digitale amplifica ciò che esiste già:
le nostre abitudini,
le nostre fragilità,
i nostri bisogni,
il nostro modo di stare in relazione.

Per questo educare al digitale non significa solo parlare di schermi.

Significa parlare di persone.

Di attenzione.
Di relazioni.
Di pensiero critico.
Di tempo.
Di limiti.
Di presenza.

Perché il problema non è la tecnologia.

La domanda è:

👉 **Che tipo di società stiamo costruendo attraverso di essa?**



---

Oppure, se vuoi una versione più incisiva e adatta a generare commenti:

**"Il digitale non ha inventato nulla. Ha solo reso più visibile ciò che siamo."**

Fretta.
Distrazione.
Bisogno di essere visti.
Difficoltà ad aspettare.
Paura di restare fuori.

Il digitale è lo specchio della società.

E forse per educare i ragazzi a usarlo meglio,
dovremmo prima chiederci:

Cosa riflette di noi il mondo digitale?👇

06/06/2026

Suoniamo con il corpo - piccola pratica Flautistica

Il senso ritmico può essere allenato e non è un talento innato

Potete usare questa pratica anche:

In classe: imparare il ritmo di un brano (cantando le note), inventare un accompagnamento per un brano

Musicoterapia/Potenziamento: usa Sequenze ritmiche con la bodypercussion per disprassie, dislessia, problemi coordinativi - se aggiungete spelling di alcune parole o tabelline aggiungi anche il cognitivo

27/05/2026

Suoniamo con un corpo - piccola pratica Flautistica

Ma che potete fare anche:
In classe: canto, flauto dolce esercizio di movimento

Potenziamento delle disfluenze, problemi del linguaggio

In tutto ciò che richiede respirare correttamente

Prova e dimmi cosa ne pensi

19/05/2026

Molte persone passano più tempo
a decifrare il contesto
che ad apprendere davvero.

Succede:
nelle lezioni,
nella musica,
nei percorsi online,
nei servizi.

Quando tutto è implicito,
dispersivo,
troppo veloce,
troppo pieno…

il carico cognitivo aumenta.

Ed è da qui che nasce
Design for all minds di
un workshop per iniziare a progettare esperienze
più accessibili,
leggibili
e sostenibili.

Insieme a e
Perché il punto non è adattare tutto a tutti.

È progettare meglio.

*La mente standard non esiste*Molti servizi, lezioni e percorsisono ancora progettati per una mente implicita.Una mente ...
18/05/2026

*La mente standard non esiste*

Molti servizi, lezioni e percorsi
sono ancora progettati per una mente implicita.

Una mente che:
capisce subito,
si orienta da sola,
regge lunghi carichi informativi,
riesce a stare dentro tutto.

Ma nella realtà le persone funzionano in modi diversi.

Cambiano:
i tempi,
l’attenzione,
l’energia,
il bisogno di struttura,
il modo di apprendere.

E allora forse la domanda non è:
“Perché questa persona fatica?”

Ma:

👉 “Quanto il contesto che ho costruito è attraversabile davvero?”

Perché accessibilità non significa semplificare. Significa progettare meglio.
Tutto questo lo possiamo vedere insieme nel workshop Design for all minds, scrivimi per saperne di più!

Indirizzo

Ferrara

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 18:00
Mercoledì 14:00 - 18:00
Giovedì 17:00 - 19:00
Venerdì 17:00 - 19:00

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