08/05/2026
CI HANNO ANESTETIZZATI E SCAMBIAMO IL SOGNO VIRTUALE, LA MATRIX IN CUI CI FANNO VIVERE PER LA REALTÀ E CI RIBELLIAMO CONTRO COLORO CHE CI AVVISANO E LI CHIAMIAMO COMPLOTTISTI
Viviamo in un’epoca in cui la libertà non te la tolgono: te la anestetizzano. Non servono manganelli, basta l’abitudine. Basta scaldarti un grado alla volta, come la rana nella pentola. E quando ti svegli, scopri che non decidi più niente.
Ti dicono che la sanità è “gratuita”, ma per una RM aspetti un anno. Un anno. Il tempo perfetto perché un tumore diventi inoperabile. Non è sfortuna: è un sistema che ti vuole paziente, non paziente.
Ti dicono che l’educazione serve a crescere cittadini liberi, ma ogni serie, ogni film, ogni pubblicità ripete lo stesso identico messaggio culturale, come un mantra. Non esiste un serial. Uno solo. Non esiste un film in cui non vi siano due o più coppie gay o lesbiche e lo accettiamo come normale. 30 anni fa ERA UGUALE O DIVERSO?
IN DON MATTEO O IN UN PASSO DAL CIELO C'ERANO COPPIE GAY? NO. NON C'ERANO.
Non è rappresentazione: è saturazione. Non è inclusione: è programmazione emotiva.
Ti dicono che la scuola deve aprire la mente, ma se una famiglia sceglie di vivere fuori dal modello standard, magari in campagna o in un bosco, allora diventa “sospetta”. Libertà sì, ma solo quella approvata dal manuale.
Ti dicono che sei libero di scegliere cosa mangiare, ma ti propongono la stessa identica cosa venti volte in una sera. Ti dicono che sei libero di pensare, ma ti bombardano con un’unica narrazione. Ti dicono che sei libero di educare i tuoi figli, ma decidono loro cosa è giusto che sappiano e quando.
E il capolavoro è che tutto questo te lo vendono come progresso. Come modernità. Come civiltà. E guai a dire che qualcosa non ti torna: ti etichettano, ti zittiscono, ti isolano.
La verità è che non siamo più cittadini: siamo target. Siamo pubblico. Siamo numeri da indirizzare, emozioni da modellare, consumatori da addestrare.
E mentre ci distraggono con mille battaglie simboliche, ci portano via le cose concrete: la salute, il tempo, la famiglia, la libertà di crescere i nostri figli come vogliamo, la possibilità di vivere senza sentirci sotto esame.
È ora di dirlo: non è libertà quella che ti permette tutto… tranne pensare con la tua testa. Non è progresso quello che ti chiede di accettare tutto… tranne il dissenso. Non è democrazia quella che ti ascolta solo se ripeti la lezione.
Svegliamoci. Perché una società che decide cosa devi guardare, cosa devi mangiare, cosa devi credere e perfino come devi vivere… non ti sta proteggendo. Ti sta addomesticando.