Studio Areté dottoressa Stefania Palomba Pedagogista Counselor

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Studio Areté dottoressa Stefania Palomba Pedagogista Counselor Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Studio Areté dottoressa Stefania Palomba Pedagogista Counselor, Deruta.

Le attività dello studio si suddividono in tre aree: 1) della consulenza pedagogica e genitoriale e dei percorsi di studio; 2) del counseling e della mediazione familiare; 3) del brain training con percorsi di stimolazione e riabilitazione cognitiva.

AUTISMO: FIGLI IN OMBRA 👥(Stefania Palomba, pedagogista specializzata in Disturbi dello Spettro Autistico) No, non sono ...
24/07/2026

AUTISMO: FIGLI IN OMBRA 👥
(Stefania Palomba, pedagogista specializzata in Disturbi dello Spettro Autistico)

No, non sono loro. 💙
Sono i fratelli "sani". 🤍🤍🤍
Il rapporto fraterno spesso è reso problematico dai peculiari sintomi dell'autismo che compromettono la più importante via attraverso cui si instaurano le relazioni interpersonali: la comunicazione.
Mentre nella prima infanzia il rapporto tra fratelli è piuttosto buono e collaborativo, alcuni problemi possono emergere nelle fasi più avanzate della crescita e in età adolescenziale, quando i tratti autistici sono più evidenti e i fratelli rielaborano il loro ruolo rispetto al fratello o alla sorella con tale disturbo.
Il SENSO DI COLPA è spesso presente nei fratelli "sani", soprattutto se i genitori non hanno dedicato tempo alla spiegazione di che cosa è l'autismo, chiarendo che tale situazione NON è colpa di nessuno.
Ed il figlio "sano" non deve essere il futuro genitore del fratello autistico ma deve semplicemente fare il figlio, cercando di crescere il più armoniosamente possibile con il resto della famiglia.
Perché un fratello/sorella adulto mentalmente sereno, che nel corso della crescita è riuscito a ritagliarsi i propri spazi, sarà il miglior alleato, in futuro, per i genitori anziani e per il fratello autistico.
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"Son felice se d'intorno sento Amore"
da Un autistico in famiglia, L. Mazzone

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18/09/2025

Nel mio lavoro saper ascoltare è fondamentale. L'ascolto attivo è la colonna portante di ogni professionista della relazione d'aiuto. Soprattutto, è importante che l'Altro si senta ascoltato, accolto, compreso. 👥
Perché se aiutare è bene, saperlo fare è meglio! 🌷

Se vuoi migliorare la tua vita, inizia dalla parola.Rivedi completamente il modo in cui comunichi.Come parli di te stess...
19/07/2024

Se vuoi migliorare la tua vita, inizia dalla parola.
Rivedi completamente il modo in cui comunichi.
Come parli di te stesso, degli altri, dei tuoi progetti, della tua vita.

Se ti chiedono come va, non dire che sta andando tutto male.
Rispondi: "Mi sto impegnando per migliorare le cose".
Se ti offrono una sigaretta non dire che stai cercando di smettere.
Rispondi: "No grazie, io non fumo".
Non concentrare la tua parola sul passato, non dire che hai fallito.
Concentrala sul presente: "Sto imparando dai miei errori".
Se una situazione è difficile, non dire che non ce la puoi fare.
La motivazione nasce dalla parola.
Esprimiti così: "Non so come andrà, ma io ce la metterò tutta".
Se sbagli, non chiedere scusa a ripetizione.
Usa la parola per proiettarti in avanti: "Grazie per la tua comprensione, non capiterà più".

Esprimiti con calma e con chiarezza: se parli con superficialità di te stesso, sarai considerato una persona superficiale.
Non credere che urlare il tuo messaggio lo renda più comprensibile: è quasi sempre il contrario.
Se nel mondo immetti parole di odio, violenza, maleducazione e rabbia, il mondo ti restituirà tutto questo.
Se parli con timore dei tuoi sogni, nessuno ci crederà.
Nemmeno tu.

Le neuroscienze dimostrano che le parole sono così potenti da poter cambiare la nostra percezione della realtà, il nostro umore, il nostro sistema di valori, le nostre credenze più radicate.
Quindi presta attenzione a ciò di cui parli ogni giorno.
Se si tratta solo degli aspetti più pesanti e tremendi della vita (guerre, malattie, morte, tragedie), non ti aspettare una vita spensierata e leggera.

Dall'alba dei tempi l'essere umano usa la parola per affrontare al meglio la vita.
Mantra, preghiere, canti, meditazioni, poesie.
Una parola può uccidere, un'altra può donare felicità.
Se vuoi migliorare la tua vita, parti da questa consapevolezza.
Concediti qualche parola di incoraggiamento e amor proprio.
Usa parole gentili verso gli altri, le stesse che rivolgi a te stesso.
Ringrazia e complimentati.
Quando sei felice, dillo ad alta voce.
La mente crea la realtà anche attraverso la parola, che è l'espressione esteriore del pensiero.
Prenditene cura.

E infine ricorda: se non sai come esprimerti o non sai cosa dire, va benissimo non dire niente.
Non aggiungere rumore al rumore.
Il silenzio è una risposta, ed è spesso la più saggia.

Gianluca Gotto

“Vi siete mai chiesti perché oggi non s’insegna più i ragazzi a scrivere in corsivo ? E no, non è un caso che si tenda a...
11/06/2024

“Vi siete mai chiesti perché oggi non s’insegna più i ragazzi a scrivere in corsivo ?
E no, non è un caso che si tenda ad usarlo sempre meno.
Scrivere in corsivo vuol dire tradurre il pensiero in parole; ti obbliga a non staccare la mano dal foglio.
Uno sforzo che stimola il pensiero, che ti permette di associare le idee, di legarle e metterle in relazione.
Non a caso la parola corsivo deriva dal latino «currere», che corre, che scorre, perché il pensiero è alato, corre, s’invola.

Naturale che il corsivo non abbia più posto nel mondo di oggi, un mondo che fa di tutto per rallentare lo sviluppo del pensiero, per azzopparlo.
Pensate che il corsivo nacque proprio in Italia e poi si diffuse in tutto il mondo.
Perché ?
Perché era una scrittura compatta, elegante, chiara.

Ma la nostra è una società che non ha più tempo per l’eleganza, per la bellezza, per la complessità; abbiamo sinteticità ma non chiarezza, rapidità ma non efficienza, informazioni ma non conoscenza !
Sappiamo troppo e troppo poco perché non siamo più in grado di mettere in relazione le cose.

La gente non sa più pensare.

Per questo bisognerebbe tornare a scrivere in corsivo, soprattutto a scuola. Perché qua non si tratta soltanto di recuperare uno stile di scrittura, ma di tornare a dare respiro ai nostri pensieri.

Tutto ciò che ci fa vivere, che nutre l’anima, che sostiene lo spirito, è legato al respiro.

Senza respiro, dicevano gli antichi greci, non c’è pensiero. E senza pensieri non c’è vita. Se sia importante o no, lo lascio decidere a voi...”
Gennaro Barretta
Dalla pagina Libero Pensatore

Vi siete mai chiesti perché tutte le fiabe iniziano con «c’era una volta»?Vi ricordate di Cappuccetto Rosso, Biancaneve,...
15/05/2024

Vi siete mai chiesti perché tutte le fiabe iniziano con «c’era una volta»?

Vi ricordate di Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La Bella addormentata nel bosco, Pollicino, Pinocchio? Fateci caso le fiabe iniziano sempre con «c’era una volta». In inglese si dice Once upon a time, in spagnolo «Érase una vez,» in francese «Il était une fois», perfino in latino usavano l’espressione «erant in quadam civitate» Ecco, nelle fiabe non vi viene mai detto dove di preciso accada una cosa, né quando.

Vedete dietro l’espressione «c’era una volta» è racchiusa una grande verità. Questa verità non l’hanno mai capita i luminari che hanno vietato l’Odissea o riscritto Biancaneve perché secondo loro il bacio con cui il principe la risveglia è il retaggio di una cultura patriarcale. Perché? Perché grazie al «c’era una volta… tanto tempo fa» le fiabe vi spingono a proiettavi in un’epoca lontana dalla nostra.

Se ne fregano di dirti se Pollicino è vissuto nel medioevo o nel XIX secolo o se la matrigna di Biancaneve era o non era in base ai canoni moderni una donna emancipata. Le fiabe parlano di crescita, sfide, mostri da abbattere o ostacoli da superare. Parlano dell’anima ed è questo che i fautori della cancel culture non riescono a capire! L’idea alla base della cancel culture è di una stupidità abissale: tutto ciò che «sembra» (sembra non è) lontano alla nostra cultura lo rifiutano. Pretendono che i ragazzi si confrontino soltanto con ciò che è «familiare».

A me fanno ridere coloro che dicono: «non è moderno, è lontano dal nostro tempo!» E meno male, vorrei rispondere a questi signori. Vedete, gli antichi greci avevano una parolina curiosa per chiamare queste persone: «idiotes». L’idiotes era l’uomo che pensava soltanto al suo orticello. Non gli importa nulla di guardare oltre il palmo del proprio naso, teme ciò che non gli è famigliare. E la vera domanda è questa: vogliamo che i giovani sappiano dialogare e confrontarsi anche con chi non la pensa come loro o che siano limitati, degli «idiotes» appunto?

Guendalina Middei, alias Professor X

Festa della Mamma ♥️Non mi dire mainon posso farlo.A me, che ho ballatocon due cuori.E ho respiratocon quattro polmoni.A...
12/05/2024

Festa della Mamma ♥️

Non mi dire mai
non posso farlo.
A me, che ho ballato
con due cuori.
E ho respirato
con quattro polmoni.
A me, che sono stata ghiaccio
fuoco e vento.
Che ho portato
nella mia pancia
il peso di due mondi,
e ho partorito
la vita.
Che ho abbracciato
la tristezza senza paura.
E ho pianto sorrisi.
A me non dirlo
che non sono capace
di qualcosa.
O di tutto.

Eva Lopez Martínez

"La cosa migliore da fare quando si è tristi”, replicò Merlino, cominciando a soffiare e sbuffare, “è imparare qualcosa....
19/04/2024

"La cosa migliore da fare quando si è tristi”, replicò Merlino, cominciando a soffiare e sbuffare, “è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai. Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili. C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare. Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove. Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te. Guarda quante cose ci sono da imparare".

[T. H. White]

18/02/2024



👶👱🧒👶

Sempre valido 💚
07/01/2024

Sempre valido 💚

Grazie a chi si è fidato di me.
Grazie a chi ha creduto in me.
Grazie a chi ha percorso un pezzetto di strada affidandosi al mio saper essere.
È tutto, quando ti chiedi cosa hai fatto di buono per l'Altro e hai già la risposta.
❣️

Quando gesti, pensieri e parole si trasformano nel nulla virtuale. 🥺
03/01/2024

Quando gesti, pensieri e parole si trasformano nel nulla virtuale. 🥺

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