27/08/2026
LADY DIANA, L’ULTIMO GRANDE GESTO: 79 ABITI TRASFORMATI IN OLTRE 3 MILIONI DI DOLLARI PER AIUTARE GLI ALTRI 💛
Appena 67 giorni prima della sua morte, Lady Diana aveva già compiuto uno dei gesti più simbolici della sua vita: trasformare 79 abiti legati ai suoi anni da principessa in oltre 3 milioni di dollari destinati alla beneficenza.
Non erano vestiti qualunque.
Per più di dieci anni avevano accompagnato Diana durante cene di Stato, viaggi ufficiali, ricevimenti e occasioni pubbliche entrate nella storia. Alcuni di quei capi erano diventati inseparabili dalla sua immagine.
Ma nel 1997 tutto era cambiato.
Diana aveva divorziato dal principe Carlo meno di un anno prima e sapeva che molti degli abiti cerimoniali conservati nei suoi armadi difficilmente avrebbero avuto ancora un posto nella sua nuova vita.
Secondo quanto raccontato, fu il figlio William a suggerirle un’idea semplice ma potente: perché lasciare quegli abiti inutilizzati quando avrebbero potuto raccogliere fondi per aiutare altre persone?
Diana decise di farlo davvero.
Selezionò 79 abiti da sera e da cocktail, firmati da stilisti come Catherine Walker, Victor Edelstein, Bruce Oldfield, Christina Stambolian e dagli Emanuel.
Nel catalogo dell’asta di Christie’s volle persino ricordare che l’idea della vendita era nata proprio da William.
Il 2 giugno 1997, a Londra, Diana partecipò a un’esposizione privata della collezione. Davanti a lei c’erano, simbolicamente, più di dieci anni della sua vita pubblica.
Poi arrivò il momento di separarsene.
Il 25 giugno 1997, Christie’s mise all’asta gli abiti a New York davanti a più di mille persone.
Tra i pezzi più famosi c’era il celebre vestito di velluto blu scuro indossato alla Casa Bianca durante il ballo con John Travolta.
Quel solo abito venne venduto per 222.500 dollari.
Alla fine della serata, i 79 vestiti avevano raccolto complessivamente 3.258.750 dollari.
Il denaro venne destinato a organizzazioni impegnate nell’assistenza e nella ricerca contro il cancro e l’AIDS, tra cui il Royal Marsden Hospital Cancer Fund e l’AIDS Crisis Trust.
Per Diana, però, quella decisione rappresentava anche qualcosa di profondamente personale.
Quegli abiti appartenevano a una fase della sua vita che si era conclusa. Erano stati creati per una principessa immersa nei rituali della monarchia; dopo il divorzio, quel ruolo non le apparteneva più allo stesso modo.
Avrebbe potuto conservarli come ricordi preziosi.
Scelse invece di dare loro un’ultima funzione: aiutare qualcuno.
Nessuno poteva immaginare quanto quel gesto sarebbe diventato significativo poche settimane dopo.
Il 31 agosto 1997, Diana morì a Parigi.
Dall’asta erano trascorsi soltanto 67 giorni.
I suoi abiti erano ormai sparsi tra collezionisti, istituzioni e nuovi proprietari in diverse parti del mondo.
Così, senza poter conoscere ciò che sarebbe accaduto, Diana aveva trasformato alcuni dei simboli più riconoscibili del proprio passato da principessa in qualcosa di concreto per gli altri.
Quegli abiti raccontavano ciò che era stata.
Lei decise che potessero raccontare anche ciò in cui credeva. ❤️