Istituto Maria Immacolata Catanzaro Lido

Istituto Maria Immacolata Catanzaro Lido Via Genova, 5 - 88100 Catanzaro
Telefono 379 2816466 - 0961 731029

03/09/2026

Fino a esaurimento scorte.

01/09/2026

"I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano.
Sono improvvisi e inspiegabili come i moti del cuore. Un istante prima sei calmo, sei sereno, ed ecco che ti senti addosso un’agitazione, una frenesia.. I venti cambiano cose che erano lì, immutate da sempre: spiagge, boschi, ghiacciai.. Abbiamo forse anche noi venti del cuore? Qualcosa che quando arriva è più forte di tutto e non vuol sentire ragioni?
I venti dell’anima portano qualcosa come questa luce, ma prima devono trascinarti giù, perchè senza la fine non c’è inizio".

- Roberto Vecchioni, Il libraio di Selinunte

30/08/2026
30/08/2026

“Cara Maestra,
quel giorno mi hai detto che a questo mondo siamo tutti uguali.
E io ti credevo. I bambini credono sempre agli adulti, soprattutto quando parlano di giustizia.
Poi però entrava il direttore e ci facevi alzare in piedi, come davanti a un re.
Entrava il bidello e ci lasciavi seduti, come se valesse meno.
E in quel momento ho capito che le parole sono più facili dell'esempio.”

I bambini non hanno diplomazia, non hanno filtri: vedono tutto, soprattutto ciò che gli adulti fingono di non vedere.
Le contraddizioni le percepiscono al volo, perché vivono in un mondo dove ciò che conta non è ciò che dici, ma ciò che fai.

L’esempio è la forma più alta di insegnamento:
non richiede spiegazioni, non si nasconde dietro le buone intenzioni.
L’esempio è un gesto che parla da solo.

E così, mentre gli adulti ripetono che “siamo tutti uguali”, i bambini osservano come trattiamo chi ha un ruolo, chi ha un titolo, chi ha un potere.
E capiscono subito se quella frase è vera o se è solo una bella copertina.

Perché l’uguaglianza non si insegna con le parole:
si insegna con il rispetto dato a chi non ha niente da offrirti.

Domiziano Mastrangelo

28/08/2026

Una bambina, seduta a terra, porge il poco che ha.
Non sa chi ha davanti, non sa cosa rappresenta, non sa nulla del mondo degli adulti.
Sa solo una cosa: se tu hai fame, io condivido.
In quel gesto c’è tutto ciò che noi abbiamo dimenticato.

Quella forma di umanità che ti attraversa come un pugno.

Le lezioni più grandi, a volte, arrivano dai più piccoli.
E sono sempre le più difficili da accettare: perché ci ricordano chi dovremmo essere, e chi non siamo più.

Domiziano Mastrangelo

28/08/2026

Il sacrificio delle sei Suore delle Poverelle missionarie in Congo, dichiarate venerabili nel 2021, continua a parlare alla coscienza cristiana. Nel 1995 scelsero di assistere malati e consorelle colpiti dal virus mortale, consapevoli dei rischi. Leggi l'articolo di Emilia Flocchini https://www.avvenire.it/chiesa/le-suore-dellebola-chi-erano-le-sei-religiose-morte-a-kikwit-nel-1995_112314?utm_source=newsshowcase&utm_medium=discover&utm_campaign=CCwQqpyZ6bee194JGNCMpIDfp_2yngEqKggwEPyKlYW3loaAlAEYreWM-NuorNCyASoQCAAqBwgKMLeU_Aow4tCIAw&utm_content=related

27/08/2026

LADY DIANA, L’ULTIMO GRANDE GESTO: 79 ABITI TRASFORMATI IN OLTRE 3 MILIONI DI DOLLARI PER AIUTARE GLI ALTRI 💛

Appena 67 giorni prima della sua morte, Lady Diana aveva già compiuto uno dei gesti più simbolici della sua vita: trasformare 79 abiti legati ai suoi anni da principessa in oltre 3 milioni di dollari destinati alla beneficenza.

Non erano vestiti qualunque.

Per più di dieci anni avevano accompagnato Diana durante cene di Stato, viaggi ufficiali, ricevimenti e occasioni pubbliche entrate nella storia. Alcuni di quei capi erano diventati inseparabili dalla sua immagine.

Ma nel 1997 tutto era cambiato.

Diana aveva divorziato dal principe Carlo meno di un anno prima e sapeva che molti degli abiti cerimoniali conservati nei suoi armadi difficilmente avrebbero avuto ancora un posto nella sua nuova vita.

Secondo quanto raccontato, fu il figlio William a suggerirle un’idea semplice ma potente: perché lasciare quegli abiti inutilizzati quando avrebbero potuto raccogliere fondi per aiutare altre persone?

Diana decise di farlo davvero.

Selezionò 79 abiti da sera e da cocktail, firmati da stilisti come Catherine Walker, Victor Edelstein, Bruce Oldfield, Christina Stambolian e dagli Emanuel.

Nel catalogo dell’asta di Christie’s volle persino ricordare che l’idea della vendita era nata proprio da William.

Il 2 giugno 1997, a Londra, Diana partecipò a un’esposizione privata della collezione. Davanti a lei c’erano, simbolicamente, più di dieci anni della sua vita pubblica.

Poi arrivò il momento di separarsene.

Il 25 giugno 1997, Christie’s mise all’asta gli abiti a New York davanti a più di mille persone.

Tra i pezzi più famosi c’era il celebre vestito di velluto blu scuro indossato alla Casa Bianca durante il ballo con John Travolta.

Quel solo abito venne venduto per 222.500 dollari.

Alla fine della serata, i 79 vestiti avevano raccolto complessivamente 3.258.750 dollari.

Il denaro venne destinato a organizzazioni impegnate nell’assistenza e nella ricerca contro il cancro e l’AIDS, tra cui il Royal Marsden Hospital Cancer Fund e l’AIDS Crisis Trust.

Per Diana, però, quella decisione rappresentava anche qualcosa di profondamente personale.

Quegli abiti appartenevano a una fase della sua vita che si era conclusa. Erano stati creati per una principessa immersa nei rituali della monarchia; dopo il divorzio, quel ruolo non le apparteneva più allo stesso modo.

Avrebbe potuto conservarli come ricordi preziosi.

Scelse invece di dare loro un’ultima funzione: aiutare qualcuno.

Nessuno poteva immaginare quanto quel gesto sarebbe diventato significativo poche settimane dopo.

Il 31 agosto 1997, Diana morì a Parigi.

Dall’asta erano trascorsi soltanto 67 giorni.

I suoi abiti erano ormai sparsi tra collezionisti, istituzioni e nuovi proprietari in diverse parti del mondo.

Così, senza poter conoscere ciò che sarebbe accaduto, Diana aveva trasformato alcuni dei simboli più riconoscibili del proprio passato da principessa in qualcosa di concreto per gli altri.

Quegli abiti raccontavano ciò che era stata.

Lei decise che potessero raccontare anche ciò in cui credeva. ❤️

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