17/10/2025
La scuola e la vita
E se tra le cause della demotivazione dei ragazzi allo studio ci fosse la mancanza di vita?
Forse molti si sentono in un luogo che non parla la loro lingua.
Mentre studiano battaglie e date, dentro di loro scorrono altre battaglie: il corpo che cambia, la solitudine, le notizie di un mondo che fa paura o che corre troppo veloce.
Io non credo che i ragazzi non abbiano voglia di imparare.Tutt’altro.
Credo che non riescano a riconoscersi in ciò che viene loro proposto.
È come se ogni giorno qualcuno parlasse loro una lingua straniera, senza traduzione emotiva.
È come se la scuola non avesse più contatto con la vita.
Non nel senso che non “serva” — la conoscenza serve sempre — ma perché non parla la stessa lingua dell’esperienza vissuta.
Manca il corpo della conoscenza: quell’elemento vivo che permette di sentire che ciò che si impara ha un legame con sé, con la propria esistenza, con il mondo che si abita.
E allora: come dialoga ciò che studiano con ciò che vivono?
Come può la storia dei Romani parlare a chi oggi si sente escluso, a chi si domanda se avrà un posto nel mondo?
Forse, invece di dire “ricorda le date”, potremmo chiedere:
– “Cosa spinge un gruppo umano a credere che valga la pena combattere?”
– “Che cosa resta di una civiltà quando tutto il resto crolla?”
– “Se oggi tu potessi fondare una tua città, da dove cominceresti?”
Il sapere non scompare, ma ritrova il suo battito.
Non è più un sapere morto, ma un sapere incarnato.
Forse il compito della scuola — e di chi accompagna — non è semplificare i contenuti, ma restituire senso.
Far percepire che ogni sapere nasce da una domanda umana, e che quelle domande sono ancora qui, vive, dentro di noi.
Forse è da lì che può rinascere il desiderio di imparare: quando lo studio torna a essere una forma di vita.
La Cura Educativa- Antonella