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Scuolabattisti Social Page dell'Istituto Comprensivo Cesare Battisti di Catania, fondato nel 1916 nel quartiere di San Cristoforo.

La pagina riguarda le attività educative e didattiche realizzate dalla scuola.

La forza della volonta’ 🔆🏫📚Oggi alla Battisti di Catania inizia il corso di    per gli alunni,  tenuto dal volontario Is...
15/10/2026

La forza della volonta’ 🔆🏫📚

Oggi alla Battisti di Catania inizia il corso di per gli alunni, tenuto dal volontario Ispettore dei vigili urbani Costanzo.

Rispettare le regole della strada significa contribuire al benessere cittadino e noi della scuola Battisti desideriamo una citta’ bella e ordinata.

La con il suo territorio buono e’ sempre in prima linea!





Carlo Acutis ♥️
12/10/2026

Carlo Acutis ♥️

Carlo Acutis Quanta vita può esserci nel Vangelo, quanta luce può sprigionare la fede in ogni dimensione della vita, a ogni età. Anche nel XXI secolo, anche nell’epoca in cui la tecnologia sembra allontanarci delle “cose del cielo”. È forse questo il messaggio più affascinante, che rende ...

*ORTI DIDATTICI E BOTANICA: LA SCUOLA CHE RINVERDISCE*🌱🌿🌳🌸🌺🪻💚💚💚*I.C. Cesare Battisti – 08/10/2026*Grande entusiasmo giov...
10/10/2026

*ORTI DIDATTICI E BOTANICA: LA SCUOLA CHE RINVERDISCE*🌱🌿🌳🌸🌺🪻💚💚💚

*I.C. Cesare Battisti – 08/10/2026*

Grande entusiasmo giovedì 8 ottobre, all’I.C. Cesare Battisti. Le classi della Scuola Secondaria di Primo Grado hanno dato il via ufficiale al progetto interattivo di *Botanica e Orti Didattici*, un percorso che unisce scienza, ecologia ed educazione civica.

La mattinata si è aperta in aula con una lezione introduttiva in *compresenza con la collega di Scienze*. Insieme abbiamo esplorato le basi della classificazione botanica: dal concetto di Regno Vegetale alla distinzione tra Gimnosperme e Angiosperme,🌼🌲 soffermandoci sulle caratteristiche che rendono le Angiosperme le piante a fiore più evolute e diffuse sul pianeta. Un momento interattivo, con domande, immagini, confronto diretto, che ha acceso la curiosità dei ragazzi.🧑🏻‍🏫👨🏻‍🏫🏤💻🖥️

Dalla teoria alla pratica: il secondo momento si è svolto all’aperto, nel cortile della scuola. Armati di strumenti, palette e tanta voglia di fare, gli studenti hanno proceduto alla *piantumazione di diverse specie di Angiosperme* Tradescantia, lantane, brugmansie, kalanchoe.... 🌱🍀🪴🌸🌺🌹🌼🪻🏵️💚
Un gesto semplice ma dal grande valore simbolico: ogni piantina messa a dimora contribuirà ad arricchire, abbellire e rinverdire gli spazi comuni.

Un progetto che non è solo didattica, ma ha un triplice valore:

- *Ecologico:* aumentiamo il verde, la biodiversità e la qualità dell’aria della nostra scuola.🏞️🦎🐀🐦🐌🐜🦗🪲🦟🦋🐞🐝🪰🐛🪱
- *Scientifico:* l’orto diventa un laboratorio a cielo aperto dove osservare dal vivo ciclo vitale, fotosintesi e adattamento delle piante.⚗️🧫🧪🔬🧬🌱🌳🌲
- *Civico:* prendersi cura di uno spazio comune insegna responsabilità, collaborazione e rispetto per l’ambiente.🌎🏞️🌅🪻💚

L’orto didattico è ora affidato alle cure dei ragazzi, che ne seguiranno la crescita nelle prossime settimane. Un piccolo seme oggi, per una scuola più verde e consapevole domani.

Bravissimi a tutti i nostri giovani botanici!🌳🌿🌱🌵🌺🪻🌸🌼

Esercitazione dell’European Coast Guard Functions     ’
06/10/2026

Esercitazione dell’European Coast Guard Functions





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Ragazzi che lavorano (duro) e dove trovarli 💖🔆    ’
03/10/2026

Ragazzi che lavorano (duro) e dove trovarli 💖🔆




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03/10/2026

Aveva aiutato quasi un milione e mezzo di italiani a prendere la licenza elementare. Ma quando si rifiutò di mettere un’etichetta sui suoi alunni, Alberto Manzi fu sospeso dall’insegnamento per due mesi.
Manzi conosceva il peso delle parole. Le aveva insegnate a bambini, ragazzi detenuti e adulti che non avevano mai potuto frequentare una scuola. Proprio per questo, temeva che un giudizio scritto su una scheda potesse diventare un’etichetta difficile da togliere.
Nel 1981 insegnava alla scuola elementare Fratelli Bandiera di Roma. Era già il volto di Non è mai troppo tardi, il programma che aveva portato le lezioni nelle case di un’Italia ancora segnata dall’analfabetismo.
La notorietà, però, non gli evitò una sanzione: due mesi di sospensione dall’insegnamento per la mancata compilazione dei giudizi analitici sulle schede di valutazione.
Per capire quella scelta bisogna tornare indietro, a molto prima delle telecamere.
Manzi era nato a Roma il 3 novembre 1924. L’esperienza della guerra aveva rafforzato in lui il desiderio di dedicarsi ai giovani. Nel 1946 cominciò a insegnare nel carcere minorile Aristide Gabelli di Roma.
Si trovò davanti circa novanta ragazzi, con livelli di istruzione diversi e storie difficili. Mancavano persino i normali strumenti di una classe: banchi, libri, materiali.
Manzi cercò un modo per coinvolgerli. Cominciò a raccontare la storia di alcuni castori che lottavano per difendere la propria libertà.
I ragazzi parteciparono alla scrittura e portarono il racconto in scena. Con il sostegno del direttore e del sacerdote del carcere, realizzarono anche un giornale, La Tradotta.
Da quell’esperienza nacque Grogh, storia di un castoro, il suo primo romanzo, pubblicato nel 1950.
Scrivere e insegnare sarebbero rimasti legati per tutta la sua vita. Nei suoi libri, tra cui Orzowei, tornavano la libertà, la solidarietà e il rifiuto del razzismo e della violenza. Le storie gli permettevano di accendere la curiosità e di far nascere domande.
Il 15 novembre 1960 arrivò la prima puntata di Non è mai troppo tardi.
Davanti ai televisori c’erano persone adulte, abituate al lavoro e alle responsabilità, che non sapevano leggere o scrivere. Manzi usava parole semplici e disegni tracciati con il carboncino su grandi fogli. Da un’immagine faceva partire una lezione, accompagnando chi guardava verso lettere e parole.
Il programma proseguì fino al 1968. Secondo la stima riportata da Rai Cultura, quasi un milione e mezzo di persone conseguirono la licenza elementare grazie al percorso educativo di cui quelle trasmissioni facevano parte.
Imparare a leggere poteva significare comprendere una lettera senza chiedere aiuto. Scrivere permetteva di rispondere, raccontarsi, affrontare con maggiore autonomia la vita quotidiana.
Quello stesso impegno lo aveva portato anche lontano dall’Italia.
Nel 1955 raggiunse il Sudamerica per una ricerca sulle formiche della foresta amazzonica. Lì conobbe contadini poveri, analfabeti e sfruttati. Negli anni successivi tornò più volte per insegnare a leggere e scrivere, anche con l’appoggio di missionari salesiani.
Il suo lavoro incontrò ostilità. Lui e i suoi collaboratori furono accusati di attività sovversive e alcuni Stati smisero di concedergli il visto. Quelle esperienze entrarono anche nei romanzi La luna nelle baracche ed El loco.
Quando arrivò lo scontro sulle schede scolastiche, Manzi aveva dunque trascorso decenni accanto a persone che avevano bisogno di un’occasione per imparare.
Contestava l’idea che poche righe potessero fissare un bambino in una categoria. Chi era in difficoltà poteva migliorare. Chi sembrava disinteressato poteva trovare una motivazione. E quelle stesse parole avrebbero potuto essere interpretate diversamente da un altro insegnante.
Per lui, valutare doveva servire a capire come aiutare un alunno.
La sospensione suscitò proteste dei genitori, attenzione sui giornali e interrogazioni parlamentari. Nel corso di quella battaglia, Manzi utilizzò anche un timbro con lo stesso giudizio per tutti:
«Fa quel che può. Quel che non può, non fa.»
L’uso del timbro gli procurò una denuncia alla Procura della Repubblica. L’anno successivo scrisse la medesima frase a mano.
Era una risposta ironica, ma esprimeva una convinzione precisa: il bambino descritto oggi su una scheda avrebbe continuato a crescere e a cambiare.
Nel 1992 Manzi tornò in televisione per insegnare l’italiano ai cittadini stranieri. Ancora una volta, si rivolgeva a persone per le quali conoscere la lingua significava poter partecipare più pienamente alla vita del Paese.
Morì a Pitigliano il 4 dicembre 1997, a 73 anni.
Di lui restano le trasmissioni, i libri e quel piccolo timbro. La frase può sembrare una provocazione. Dietro, però, c’è una domanda che riguarda ogni insegnante: che cosa possiamo fare perché un bambino riesca, domani, in ciò che oggi non sa ancora fare?

02/10/2026
Inaugurazione sala operativa della Polizia stradale con gli elaborati dei ragazzi di 1C Scuola media realizzati lo scors...
02/10/2026

Inaugurazione sala operativa della Polizia stradale con gli elaborati dei ragazzi di 1C Scuola media realizzati lo scorso anno scolastico in quinta primaria.
Battisti presente!



Battisti in prima linea
02/10/2026

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