26/02/2024
Un’altra storia di aggressività a scuola. Mentre nei bar si discute su “di chi e’ la colpa”, per chi ha voglia di leggere 5 minuti, vorrei descrivere la complessità della questione.
😩il bambino e’ una vittima. Nessun autistico con comportamenti problema auto o etero aggressivi dovrebbe essere costretto a “lottare” con degli adulti in un contesto in cui avrebbe il diritto al benessere, alla sicurezza e all’apprendimento.
😩l’educatrice e gli insegnanti di sostegno sono vittime. Nessuno, per mestiere, dovrebbe recarsi al lavoro a prendere botte, morsi, farsi ti**re i capelli o spezzare gli occhiali. Chi lavora con persone, di tutte le età, che hanno questi sintomi, deve conoscere esattamente come proteggere, come proteggersi e come agire per far diminuire e poi azzerare gli episodi.
😩la scuola e’ una vittima. Da anni vive nel paradosso dell’integrazione impossibile di studenti per cui l’inclusione dovrebbe essere il punto d’arrivo, l’evidenza del successo degli interventi ricevuti da piccoli, non il punto di partenza (o “di parcheggio”). Lo studente disabile ha il diritto a essere sicuro, a imparare e ad essere trattato con dignità; i compagni hanno il diritto a esperienze positive con il compagno disabile, senza osservare situazioni traumatizzanti o controverse.
😩i genitori sono vittime di tutti gli altri. Scoprono quasi subito di essere soli perché pur rivolgendosi a ogni ufficio, facendo ogni scartoffia, trasformandosi in tassisti per far fare 45 minuti di “terapie” ai figli in orari incompatibili con il lavoro, mettendosi persino a studiare ( legge, neurofisiologia, psicologia, ABA…), concludono che mancano le risorse per aiutare davvero i figli, e finiscono per organizzarsi tra loro in associazioni…: gli interventi che funzionano ci sono ma sono costosi e difficilissimi da reperire.
Chi e’ il colpevole ? Il sistema.
Il sistema e’ così in ritardo nel trasformarsi per dare alle persone autistiche ciò che serve, che 😩anche gli psicologi ASL e i neuropsichiatri, ormai, sono vittime: troppi pazienti e poche risorse.
La buona notizia è’ che se si smette di cercare il colpevole e ci si mette a cercare la soluzione, la soluzione c’è. E’ pronta. E’ visibile, misurabile, quantificabile economicamente e replicabile.
Nel caso di cronaca in questione, dove pare sia accaduto che il bambino ha tirato i capelli e l’adulto si sia difeso procurando un graffio e segni sul collo… sapete quanto impiega un analista del comportamento che vede un bambino TUTTI I GIORNI ad azzerare un comportamento problema aggressivo? Da 1 settimana a 12 settimane a seconda della gravità e della presenza in diversi contesti.
Quello che serve e’ un investimento sull’intervento specialistico intensivo e precoce, che eviterebbe la catena di situazioni assurde che si verificano quando la persona cresce e non ha ricevuto gli interventi che servono.
In Italia abbiamo le seconde linee guida pubblicate dal Ministero della Salute: chiunque può leggerle e scoprire cosa andrebbe fatto https://www.iss.it/documents/20126/8977108/Linea+Guida+ASD_bambini+e+adolescenti+2023.pdf/e370f693-d569-4490-6d51-8e249cd152b0?t=1696841617387