24/12/2023
NATALE DI GUERRA ALLA MARINA
dove regna l’indifferenza sulla questione giovanile
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Anche a Cagliari la “questione” giovanile genera sostanzialmente “indifferenza”. Al punto che, parafrasando Gramsci (che si occupava della questione meridionale), dovremmo chiederci se esiste una volontà vera, da parte delle Istituzioni e di tutti i genitori in particolare, di risolvere il divario enorme che separa i giovani (senza speranza di sviluppo come il Sud del nostro paese) dal mondo degli adulti.
Infatti, da una parte ci sono gli adulti, quasi mai dalla parte dei giovani se non quando devono usarli per vendere prodotti. In questo caso li depersonalizzano e trasformano in clienti, proponendo vestiti, scarpe, contenuti digitali che inneggiano al materialismo, alla devianza e alla criminalità. Complice la crisi della società contemporanea con i suoi dis-valori ispirati al materialismo, al culto del narcisismo e del successo illimitato. Ma soprattutto è connivente la subcultura digitale, promossa dalle multinazionali e sostenuta dai genitori che permettono ai figli di seguire contenuti digitali disumani e violenti che diventano fonte di imitazione. Quando poi diventano come li hanno voluti – narcisisti e violenti – si lamentano.
Dall’altra parte, ci sono ragazzi e ragazze, consumatori di prodotti di marca, e soprattutto di alcol, ma*****na e cocaina, che confliggono ricorrendo a tira pugni, coltelli e altri oggetti contundenti. Ovviamente ci sono tantissimi adolescenti che si comportano bene, ma la quota di giovani, portatori di disagio o più semplicemente “finti disagiati” perché affascinati dal disagio e dal degrado, è in aumento.
Il profondo Sud del disagio giovanile è poi rappresentato dai minori stranieri non accompagnati, dai giovani provenienti da aree geografiche svantaggiate che quando arrivano in Italia, ambiscono a diventare ricchi ricorrendo a mezzi illeciti, soprattutto spaccio, rapine e risse, tanto decantate dai loro miti di riferimento, i trapper “stranieri” che si sono affermati nell’Italia settentrionale. Mentre il profondo Nord degli adulti è rappresentato da chi minimizza (“ai miei tempi era peggio”), propone confronti vantaggiosi (“rispetto a quanto accade in altre città, qui a Cagliari la situazione è tranquilla”), vuole risolvere una situazione complessa con interventi semplici ed inefficaci. Come ad esempio: “mandiamo i Carabinieri, militarizziamo La Marina”, oppure “non ci sono più i genitori di un tempo, quelli che davano due calci ai figli”.
Bisogna ricomporre la frattura tra gli adulti e i giovani, creare un’alleanza tra Istituzioni, genitori e ragazzi/e. Diventare insomma un unico SUD che vuole e pretende iniziative serie rivolte a bambini e adolescenti (vedi la Carta di Piazza Yenne firmata dal Comune di Cagliari il 16.12.2019 ma poi non attuata), se vogliamo che i nostri giovani, italiani e “stranieri” di prima e seconda generazione, diventino la futura classe dirigente, capace di contrastare il materialismo, la violenza e la crudeltà del neoliberismo economico.
Di tutto questo ne parleremo durante il seminario del 19 gennaio, al fine di stimolare i giovani a contrastare l’indifferenza degli adulti.