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--- # SONO UN MEDICO E DESIDERO RACCONTARE LA MIA STRANA ESPERIENZABuongiorno a tutti.Poco fa ho ricevuto in chat il mes...
15/10/2026

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# SONO UN MEDICO E DESIDERO RACCONTARE LA MIA STRANA ESPERIENZA

Buongiorno a tutti.

Poco fa ho ricevuto in chat il messaggio di un medico che desidera condividere un'esperienza davvero particolare.

Le sue parole 👇🏼

> "Salve, ho 52 anni e sono un medico specializzato in Ortopedia e Traumatologia. Da molti anni lavoro in ambito ospedaliero.
>
> Per ragioni di riservatezza, preferisco non indicare la struttura presso la quale esercito la mia professione, né fornire dettagli che possano rendere riconoscibile la paziente protagonista di questa vicenda.
>
> Sono sempre stato una persona estremamente scettica riguardo alle manifestazioni paranormali. Ho dedicato la mia vita alla medicina e non avrei mai immaginato di assistere personalmente a qualcosa che avrebbe cambiato così profondamente le mie convinzioni.
>
> L'episodio risale a qualche mese fa, durante un intervento chirurgico su una donna di circa ottant'anni, ricoverata a seguito di una frattura del femore.
>
> L'operazione stava procedendo regolarmente. In sala operatoria erano presenti, oltre a me, l'anestesista, un collega e il personale infermieristico.
>
> A un certo punto, mentre ero concentrato sull'intervento, notai qualcosa di insolito con la coda dell'occhio.
>
> Accanto a una parete, poco distante dal tavolo operatorio, si trovava un uomo anziano.
>
> Indossava una giacca grigio scuro, aveva i capelli bianchi e teneva le mani congiunte davanti a sé. Era immobile e osservava la paziente con un'espressione che, ancora oggi, faccio fatica a descrivere. Sembrava profondamente addolorato e, allo stesso tempo, sereno.
>
> La sua presenza era assolutamente inspiegabile. Nessuna persona estranea al personale autorizzato avrebbe potuto trovarsi in quella sala.
>
> Distolsi lo sguardo per pochi istanti, continuando naturalmente a occuparmi della paziente. Quando guardai nuovamente verso quella parete, l'uomo era scomparso.
>
> Terminato l'intervento, chiesi ai colleghi se avessero notato qualcuno all'interno della sala operatoria. Mi risposero di no. Nessuno aveva visto quell'anziano.
>
> La cosa mi turbò profondamente, soprattutto perché, in tanti anni di carriera, non mi era mai accaduto nulla di simile.
>
> Ma la parte più sconvolgente doveva ancora arrivare.
>
> Nei giorni successivi, parlando con la figlia della paziente, venni a sapere che suo padre, marito della donna operata, era deceduto appena tre settimane prima.
>
> Non conoscevo questa circostanza.
>
> Durante la conversazione, la figlia mi mostrò una fotografia dei suoi genitori. Riconobbi immediatamente l'uomo che avevo visto in sala operatoria.
>
> Era lui. Ne sono tuttora convinto.
>
> Non raccontai alla famiglia ciò che avevo visto, perché non desideravo turbare ulteriormente quelle persone in un momento già così delicato.
>
> Fortunatamente, la signora superò l'intervento e iniziò il suo percorso di recupero.
>
> Sono trascorsi diversi mesi, ma continuo spesso a ripensare a quell'anziano.
>
> Ho assistito a innumerevoli operazioni, affrontato emergenze e gestito situazioni cliniche estremamente complesse, ma nulla mi aveva preparato a un'esperienza del genere.
>
> Per tutta la vita ho creduto soltanto a ciò che potevo osservare e dimostrare attraverso la medicina. Oggi, invece, credo che possa esistere qualcosa che va oltre ciò che conosciamo.
>
> Non avrei mai pensato di pronunciare queste parole, soprattutto dopo tanti anni di professione.
>
> Vi ringrazio per aver letto la mia testimonianza. Mi piacerebbe sapere se altri medici o infermieri abbiano mai vissuto esperienze simili durante il loro lavoro."

Ringrazio questo medico per aver condiviso con me la sua testimonianza e rispetto pienamente la sua scelta di mantenere l'anonimato.

Si tratta di un'esperienza straordinaria e profondamente suggestiva, che invita alla riflessione.

Se davvero quell'uomo era il marito della paziente, è bello pensare che fosse lì per vegliare su di lei e accompagnarla in un momento così difficile. ♥️🙏🏼

Il fatto che sia stato poi riconosciuto nella fotografia mostrata dalla figlia rende questo episodio ancora più significativo e, in qualche modo, sembra dare un senso a quanto accaduto.

Ancora grazie per aver condiviso questa esperienza. 🙏🏼

**Autrice:** Misteria
**Pagina Facebook:** *Storie di fantasmi e luoghi infestati* 👻🕯️

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LE FACOLTÀ PSICHICHE DELL'UOMO SECONDO I PIONIERI SPIRITISTIIl tuo pensiero non è un pensiero. È una forza che costruisc...
11/10/2026

LE FACOLTÀ PSICHICHE DELL'UOMO SECONDO I PIONIERI SPIRITISTI
Il tuo pensiero non è un pensiero. È una forza che costruisce la realtà.

Per i pionieri dello Spiritismo, il pensiero non è mai stato qualcosa di astratto. È una forza VIVA, dinamica, creatrice.

Immagina un oceano invisibile che riempie tutto: lo chiamavano Fluido Cosmico Universale. È l'etere in cui nuotiamo tutti, incarnati e disincarnati. Ogni tuo pensiero si immerge lì dentro e crea un'onda. La domanda è: quell'onda ha abbastanza forza per arrivare?

Secondo loro, per funzionare davvero — che sia per guarire o per manifestare — il pensiero deve rispettare 3 leggi precise. E non sono rituali.

1. LE 3 LEGGI PER RENDERE IL PENSIERO EFFICACE

A) La Tensione Giusta, non il desiderio ossessivo
Non basta volere forte. Anzi.
C'è una legge paradossale: se desideri qualcosa con ansia febbrile, con la paura costante di non farcela, blocchi tutto. Distorci il flusso.
Come l'atleta che sbaglia il salto proprio perché ci pensa troppo.
Serve una tensione interiore ferma, misurata, senza ansia. Volontà calma. Fuoco tranquillo.

B) La Purezza Morale è Potenza
L'energia che emetti ha una qualità. Dipende da te.
Un pensiero mosso da rancore, invidia, egoismo genera un fluido tossico, pesante, come un farmaco avariato. Non penetra.
Un pensiero puro, disinteressato, genera un fluido sano, luminoso, ad alta vibrazione. Quello guarisce. Quello crea.

C) La Preghiera del Cuore, non delle labbra
Ripetere formule a memoria non serve a nulla.
La vera preghiera per gli spiritisti è un atto mento-affettivo: volontà ardente e sincera. Solo quella crea una corrente fluidica STABILE nel Fluido Universale e ti mette in sintonia con le Guide e gli Spiriti Superiori.

2. COME AVVIENE LA GUARIGIONE? NON È MAGIA.

Niente oggetti magici. Il meccanismo è descritto come naturale:

> Sostituzione Fluidica: L'operatore (o lo Spirito che agisce tramite lui) proietta parte del suo perispirito, del suo fluido sano, nel corpo malato. Letteralmente: una molecola sana sostituisce una molecola malsana.

> La Volontà come P***a: Più è forte e pura la volontà dell'operatore, più abbondante e penetrante è l'emissione fluidica.

> Guarire l'Anima, non solo il corpo: L'azione sui fluidi fisici non basta. Bisogna agire sull'essere intelligente. Educare l'anima del malato, portare serenità, risveglio, pentimento. Perché il corpo è lo specchio dell'anima.

3. COME SI MANIFESTA LA REALTÀ?

> La Corrente Diretta: Un pensiero forte, indirizzato, crea una corrente che viaggia nello spazio usando il Fluido Universale come fa il suono con l'aria, ma senza limiti di distanza.

> La Legge di Risonanza: Un pensiero coltivato con costanza e convinzione cambia la tua psicosfera e ti sintonizza. Se il tuo intento è nobile ed evolutivo, attiri Spiriti e circostanze affini che ti aiutano a materializzarlo. Se è paura ed egoismo, disperdi tutto.

IN SINTESI:

Per i pionieri spiritisti, gestire il pensiero significa una cosa sola: smettere di essere in balia di un flusso caotico.

Significa trasformarlo con disciplina interiore, equilibrio emotivo e retta intenzione, in un RAGGIO COERENTE. Un raggio capace di armonizzare la materia e allinearsi alle leggi superiori del cosmo.

Non sei quello che pensi. Sei come pensi.

Ti risuona questa visione?

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I RITUALI SECONDO LO SPIRITISMOPerché a volte sembrano funzionare davvero? Anche a insaputa di chi li riceve?Ci è capita...
11/10/2026

I RITUALI SECONDO LO SPIRITISMO

Perché a volte sembrano funzionare davvero? Anche a insaputa di chi li riceve?

Ci è capitato a tutti di sentire: "Ha fatto un rituale e dopo 3 giorni è successo".
Coincidenza? Suggestione? O c'è qualcosa di più profondo?

La risposta non è una sola. Sta sul confine sottile tra mente, energia e psicologia.

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1. La spiegazione spiritista: non sono le candele a fare il miracolo

Per lo spiritismo e la fenomenologia esoterica, candele, erbe, formule cabalistiche... sono solo teatro. Ciurmeria, per dirla alla vecchia maniera.

Il vero motore è un altro: la Volontà e il Pensiero proiettato.

Il pensiero non è astratto. È una forza viva, dinamica. Quando è concentrato con intensità, imprime un impulso ai fluidi sottili che compongono la nostra psicosfera, l'ambiente spirituale che ci avvolge.

L'operatore crea una vera e propria CORRENTE FLUIDICA TELEPATICA. Quest'energia viaggia e cerca una frequenza analoga, una mente sintonizzata sulla stessa lunghezza d'onda.

E se il destinatario sta vivendo un momento di vulnerabilità, stanchezza, apertura inconscia... può assorbire quel condizionamento senza rendersene conto. E agire di conseguenza, rispecchiando l'intenzione iniziale di chi ha proiettato.

È quello che vedi nell'immagine: non un trucco, ma un flusso di luce che collega due menti.

2. La spiegazione della Scienza della Mente: e se non servissero spiriti?

La psicologia ci dà altre 3 chiavi, altrettanto potenti:

a) La Profezia Autoavverante
Chi fa un rituale cambia, senza accorgersene. Cambia postura, sguardo, tono di voce, scelte. Il mondo intorno risponde a questo nuovo atteggiamento. Anche il destinatario ignaro percepisce qualcosa di diverso e reagisce.

b) Il Bias di Conferma
Ricordiamo solo i colpi andati a segno. Quel rituale che ha coinciso perfettamente con l'evento desiderato diventa una leggenda. Dimentichiamo i 99 che non hanno funzionato. È un'illusione statistica che ci fa credere a un tasso di successo altissimo.

c) La Risonanza Psicologica
Il nostro inconscio è una spugna. Assorbe tensioni, attese, emozioni di un gruppo, di una coppia, anche senza una parola. Un influsso emotivo si propaga nell'aria, silenzioso.

In sintesi?

Quello che chiamiamo "successo magico" non è magia. È la potenza straordinaria della volontà umana focalizzata, la proiezione energetica del pensiero e le connessioni inconsce, ancora misteriose, che legano le menti tra loro.

Non è la candela o gli strumenti rituale . Sei tu con la tua intenzione che viene ancorata e concentrata.

Cosa ne pensi? Ti è mai capitato di sentire un'influenza inspiegabile?
Scrivilo nei commenti e raccontaci la tua esperienza

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10/10/2026
🔮 Regressioni alle vite passate e Registri Akashici: illuminazione o illusione? La risposta dello SpiritismoVi è mai cap...
09/10/2026

🔮 Regressioni alle vite passate e Registri Akashici: illuminazione o illusione? La risposta dello Spiritismo

Vi è mai capitato di chiedervi chi foste in un'altra epoca? Oppure di essere tentati da una sessione di ipnosi regressiva o dalla lettura dei “Registri Akashici” per svelare i segreti della vostra anima?
Si tratta di un tema affascinante che attraversa la ricerca spirituale da decenni. Ma cosa ne pensano davvero lo Spiritismo e la filosofia esoterica? Le considerano pratiche efficaci ed autentiche, oppure semplici proiezioni della fantasia?
La risposta non è un banale "sì" o "no", ma ci invita a un viaggio affascinante nella psicologia dell'anima.
1. Il dono dell'oblio: perché non ricordiamo? 🍃
Nella codificazione dello Spiritismo classico, guidata da Allan Kardec, l’oblio del nostro passato non è una punizione o un ostacolo, ma un vero e proprio dono provvidenziale.
Proviamo a pensarci: se portassimo dentro di noi il ricordo dettagliato delle sofferenze patite, delle ingiustizie subite o degli errori commessi nelle vite precedenti, come potremmo guardare negli occhi le persone che amiamo o che dobbiamo perdonare oggi? Il peso dei ricordi finirebbe per schiacciare la nostra evoluzione.
Per crescere e migliorare moralmente, l'Universo ci ha fornito due bussole infallibili:
La voce della coscienza.
Le nostre inclinazioni e tendenze naturali.
Non serve sapere se fossimo re, contadini o guerrieri: quello che conta è come scegliiamo di agire adesso.
2. Autenticità o fantasia? Il rischio dell'autosuggestione 🧠
La gran parte delle correnti spiritiste e delle ricerche fenomenologiche invita a un atteggiamento di grande prudenza critica.
Quando ci si sottopone a tecniche indotte per recuperare le vite passate:
Il ruolo dell'inconscio: Molto spesso ciò che emerge durante una regressione non è un ricordo reale, ma una complessa elaborazione di desideri, paure, proiezioni o immagini salvate nella nostra memoria subconscia.
Interferenze spirituali: Come ricordava il visionario Emanuel Swedenborg, sul piano invisibile esistono anche entità capaci di proiettare propri ricordi o pensieri nella mente dell'uomo, facendogli credere di aver vissuto storie mai sperimentate.
L'effetto "oceano": Nel Cerchio Firenze 77 si sottolinea una splendida metafora: "Non è importante ritrovare nell'oceano la lacrima che un lontano giorno, scendendo lungo il volto, cadde nel fiume". La personalità terrena passa, mentre ciò che resta davvero è soltanto la maturità della nostra Coscienza Profonda.
I veri ricordi affiorano solo per via naturale — durante il sonno, in momenti spontanei di estasi o dopo il trapasso —, e mai per soddisfare una vana curiosità egoica o commerciale.
3. E i Registri Akashici? ✨
I cosiddetti "Registri Akashici" rappresentano la memoria energetica dell'Universo, una sorta di immenso archivio in cui ogni pensiero, azione e sentimento risiede. Tuttavia, accedere a questa dimensione in modo cosciente non è un'esperienza da "consultazione a richiesta".
Molto spesso, le letture improvvisate non captano il vero "Libro della Vita", ma si sintonizzano con lo psichismo d'ambiente, con i fluidi circostanti o con le aspettative di chi interroga.
💡 Il verdetto finale
Sia lo Spiritismo che la fenomenologia transpersonale non negano la realtà ontologica della reincarnazione né l'esistenza della memoria dell'anima. Ciò che mettono in guardia è l'inattendibilità dei metodi forzati.
Sapere chi eravamo ieri non aggiunge nulla al compito d'amore che abbiamo oggi. La vera evoluzione non consiste nell'andare a caccia del passato, ma nel trasformare il nostro presente.
💭 E voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di sentire una forte sensazione di Déjà vu o una reminescenza viscerale verso un'epoca passata? Raccontatelo nei commenti! 👇

ESPERIENZA DI PRE-MORTE ANONIMA - LA MIA VISIONE DELLA VITA È CAMBIATA PER SEMPRELa mia prima esperienza di pre-morte ri...
19/09/2026

ESPERIENZA DI PRE-MORTE ANONIMA - LA MIA VISIONE DELLA VITA È CAMBIATA PER SEMPRE

La mia prima esperienza di pre-morte risale al 1995, quando avevo 45 anni. Ho subito un grave infarto e successivamente mi è stato praticato un triplo bypass. Dopo aver ripreso conoscenza al risveglio dall’intervento, ho avuto un ricordo nitido di essermi spostato in un’altra dimensione o, se preferite, in un altro luogo. Per diversi mesi ho pensato che quel ricordo fosse dovuto ai farmaci, ma col passare del tempo ho cominciato a credere che si trattasse di qualcos’altro.
Sono stato trasportato o ho fluttuato verso un luogo di una calma tale da risultare impossibile da descrivere. C’era un cielo blu, il più blu che avessi mai visto. A volte, ancora oggi, guardo un cielo blu e provo una sensazione di calma. Ho visto erba alta che ondeggiava dolcemente al vento sulle colline ondulate. Ma non si avvertiva alcuna brezza, né si sentiva alcun suono. Regnava un silenzio assoluto.
Non stavo camminando, ma mi sembrava di fluttuare molto lentamente sopra i campi. Quel luogo era pervaso da calore, calma e da un’inspiegabile sensazione di appagamento e di fusione con l’universo.
Mentre fluttuavo molto lentamente sopra le colline, assaporando questa sensazione di immenso calore, ho visto delle “immagini” dei miei figli balenare all’orizzonte. Non erano “immagini fisse”, ma immagini di loro che mi guardavano, molto preoccupati. Volevano che tornassi da loro. Avevano bisogno di me e non dicevano nulla. Riuscivo a sentirli senza vedere le loro labbra muoversi.
Sapevo che in quel momento dovevo fare una scelta. Se non l’avessi fatta, non sarei tornato indietro.
Se avessi proseguito, sarei stato avvolta per sempre da quella calma e da quel calore. Sarebbe stato bello andare avanti. Tornando indietro, invece, sarei andato in un luogo di sofferenza e dolore. Sarebbe stato pieno di dolore e responsabilità. Il dolore delle emozioni, lo stress della vita. Decisi di tornare indietro perché i miei figli avevano bisogno di maggiore aiuto per orientare il loro futuro. Il loro futuro dipendeva dalla mia presenza. Semplicemente non era ancora il momento. I bambini non sono ancora pronti ad andare avanti da soli.
In un istante ero di nuovo lì.
Non vidi alcuna luce abbagliante né angeli, né provai la sensazione di un’entità religiosa.
La mia seconda esperienza di pre-morte risale al 1997. Rimasi coinvolto in un grave incidente stradale che mi causò numerose lesioni gravi. Mentre ero intrappolato nell’auto, non provavo alcun dolore, nonostante avessi il bacino fratturato in due punti, il coccige fratturato, una costola che mi aveva perforato un polmone, una frattura del cranio, lacerazioni al viso e una parte dell’orecchio recisa.
Per mesi ho avuto numerosi flashback dell’incidente, ma quando, alcuni giorni dopo, ho ripreso abbastanza coscienza da poter parlare e rimanere sveglio senza svenire, avevo un ricordo positivo e completo dell’esperienza di pre-morte.
Ho iniziato a raccontare la mia esperienza prima a mio figlio e poi ad altri, man mano che mi sentivo più a mio agio nel parlarne. Ancora una volta, ho cercato di valutare se ciò fosse dovuto ai farmaci o se fossero semplicemente i segnali che la mente riceve quando il corpo smette di funzionare.
Ho rivisto un luogo di calore, amore e amicizia. Era simile a un tunnel, ma non rotondo: era un tunnel a forma di passerella, di quelli che collegano edifici o negozi tra loro. Del tipo che attraversa una strada. Non stretto, ma ampio. Ci ho camminato lungo, o almeno mi sembrava di camminare, ma non ricordo che i miei piedi si muovessero. Non c’era molta luce ai lati della passerella, ma non era nemmeno buio.
Quando raggiunsi la fine del tunnel, riuscii a vedere delle persone. Sembravano visibili solo dalla vita in su. Non faceva affatto paura. Tutti sorridevano ed erano felici.
Ho visto volti che ho riconosciuto. Ho visto due nonni e mio padre. Dietro i loro corpi c’era un’oscurità profonda e ho avvertito la presenza di una moltitudine di altre persone alle loro spalle.
Qualcuno mi stringeva la mano come per salutarmi. Credo fosse mio padre. Era morto di Alzheimer ed era ridotto malissimo quando se n’è andato. Ma ora era in piedi e sembrava in buona salute, e mi sono reso conto di quanto fosse davvero basso. Tutte queste persone erano davvero felicissime di vedermi.
A quel punto ho sentito il bisogno di tornare tra i vivi. Non era una sensazione terrificante, ma semplicemente il momento in cui era ora di decidere. Continuo a non credere che la decisione di tornare indietro sia stata mia. Sento che qualcuno l’ha presa per me.
La mia mano stringeva ancora (senza più tremare in segno di saluto) quella della persona con cui avevo iniziato a stringere la mano. Quella mano era molto calda e rassicurante. La mia mano scivolò via lentamente e delicatamente mentre fluttuavo all’indietro verso il mondo dei vivi. Quella mano non mi tratteneva affatto, ma aveva una presa molto delicata.
Poi finì tutto. Ero tornato.
Da qualche parte, durante tutta questa esperienza o qualunque cosa fosse, ricordo una porta marrone con una maniglia di porcellana vecchio stile, circondata da uno sfondo nero. Sapevo che dall’altra parte della porta c’era un fenomeno religioso, una luce molto intensa e probabilmente DIO stesso. Questa porta è sempre lì ed è accessibile a tutti. Posso attraversarla ogni volta che lo desidero. Ho la sensazione che la mia mano fosse sulla maniglia e che avrei potuto attraversarla in qualsiasi momento avessi voluto.
A ripensarci, ora non ho più paura di morire.
Una sensazione molto forte che provo è che ci siano persone che sono passate dall’altra parte contro la loro volontà, e provo un profondo dispiacere per loro. Lì sono felici perché si sono adattate, ma avrebbero preferito trascorrere più tempo nel mondo reale per stare con i propri cari.
Un tempo ero credente, ma oggi non sono una persona religiosa. Tuttavia, nutro ora un grande rispetto per le persone profondamente religiose.
Ho avuto una visione di qualcosa che pochissime persone riescono a vedere e sono felice di averla vissuta. Mi piace raccontarla agli altri, ma sto molto attento a chi ne parlo.

Fonte: https://www.nderf.org/Experiences/1vision_changed_nde.html


Narrative description of My Vision of Life Has Changed Forever Experience

07/05/2026

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