Scuola di difesa personale Eterna Primavera

Scuola di difesa personale Eterna Primavera Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Scuola di difesa personale Eterna Primavera, Via roncaia n83 Boves, Boves.

Nella nostra sede distaccata della scuola di Cuneo ti verrà insegnato il wing chun il più brillante sistema di autodifesa non basato sulla forza fisica o sull'abilità acrobatica che permette alle persone più deboli di difendere se stesse.

10/09/2026
Vi aspettiamo !!! A breve anche la locandina di boves
02/09/2026

Vi aspettiamo !!! A breve anche la locandina di boves

27/08/2026

A settembre si riparte ❤️ Lo yoga è una disciplina che, se praticata con costanza, ti permette di tornare al corpo, al respiro e a ciò che davvero si “ muove “ dentro di te. E’ anche un momento da dedicarsi, senza fretta, senza dover dimostrare nulla.
Un cammino verso ciò che il cuore sa già di desiderare.
Da lunedì 14 settembre ripartono i corsi a Cuneo, Spinetta, Chiusa di pesio e Boves.
Se senti che potrebbe essere il momento giusto per iniziare un percorso o per tornare - scrivimi Monica 3397575097
www.yogachepassione.it

27/08/2026

L’INTENZIONE E LA FORZA

Uno dei principi fondamentali del Taiji impone la rinuncia alla forza fisica.
Questa proibizione appare anche nei testi "Classici", che ribadiscono che, in quest'arte, “tutto dipende totalmente dall'uso dell’intenzione e non della forza”; ne consegue che "non deve essere utilizzata neanche in minima parte la forza [muscolare] rozza e grossolana, perché essa causerebbe blocchi alle membra e alla circolazione [del sangue e dell'energia], col risultato di inibire o limitare ogni movimento".

Difficile cogliere il senso di tutto questo, anche perché nella vita quotidiana noi usiamo costantemente la forza, lo facciamo in tutte le nostre azioni: per prendere, spostare, spingere, ti**re, sollevare, colpire, ecc.
Cosa vuol dire allora "rinunciare alla forza, in favore dell'Intenzione"?

Va subito detto che non si può rinunciare del tutto alla forza: senza un minimo di tensione muscolare non riusciremmo a fare nulla, neanche ad alzarci dal letto, a mantenere il nostro corpo all'impiedi o a lavarci i denti. Si tratta, più che altro, di una questione sia di "misura" che di "qualità" della forza. Per i cinesi, infatti, esistono "più" forze: chiamano "Li" quella muscolare ed "esterna"; chiamano "Jin" quella "interna", che nasce dalla fusione di "Intenzione" (Yi) ed "Energia" (Qi).

Il senso di quello che sostengono i Classici del Taiji si può anche comprendere pensando al principio taoista del "Wu Wei" (che, malauguratamente, viene tradotto nella nostra lingua con "non agire" o "non azione", mentre implica, piuttosto, l'agire "senza sforzo"). Questo si traduce, concretamente, nel muovere il corpo con leggerezza e agilità; il che implica la possibilità di cambiare, fluire, adattare e trasformare ogni gesto, ogni azione persino nell'interazione e nel contrasto violento con un avversario.
E i "Classici" aggiungono poi che: "usando l’intenzione al posto della forza, dovunque questa sarà diretta andrà anche l’energia".

Chiaramente, queste parole risultano oscure, prive di significato e persino risibili a chi conosce un unico modo di agire, basato su un uso "consuetudinario" del corpo. Ma chi invece pratica diligentemente una disciplina interna, presto o tardi scopre in queste parole un significato lampante e inequivocabile.

27/08/2026

IL CARDINE DELL’EQUILIBRIO FISICO

Gestire l’equilibrio fisico può apparire semplice, ma è invece una cosa estremamente complessa da un punto di vista neurofisiologico. Non dobbiamo dare per scontato che governiamo il nostro equilibrio nella migliore maniera possibile, e il dubbio ci può essere utile soprattutto se coltiviamo una disciplina sportiva o marziale.
Partiamo da un dato di fatto: la maggior parte delle persone quando cammina (o corre) si sposta nello spazio per “rottura ‘controllata’ dell’equilibrio”. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che, ad esempio, per tantissime persone è impossibile camminare lentamente e a velocità uniforme senza rischiare di cadere. Questo problema risulta del tutto evidente osservando la maggior parte dei principianti che hanno iniziato da poco a praticare Taiji. L'equilibrio richiesto dalla pratica, e il movimento lento morbido e uniforme, crea loro notevoli problemi, anche se hanno alle spalle significative esperienze in altre discipline.

Per perfezionare l’equilibrio va assolutamente interiorizzata la percezione del “centro” (il “core” come si dice nelle scienze motorie, o il “dantien” come si dice nelle arti marziali tradizionali) e, soprattutto, dell’asse che verticalmente lo attraversa.
L’Asse Centrale, che in maniera generica possiamo in larga parte identificare con la colonna vertebrale, va “sentito” nitidamente. Anche perché esso assolve a importanti funzioni: di equilibrio strutturale; di trasmissione biomeccanica del movimento; nella circolazione del flusso energetico e nella gestione della forza integrata.

La condizione primaria per il corretto sviluppo dell'equilibrio nasce dalla percezione di questo "cardine centrale" e dei suoi estremi (la sommità della testa e l'appoggio plantare), e questa è accresciuta dalla capacità di rilassamento e dal conseguente radicamento. Raggiunte queste due qualità, l’allineamento dell’Asse potrà essere immaginato come un ideale “filo a piombo” che attraverserà il corpo partendo dalla sommità del capo fino a scaricarsi a terra (dove... lo vedremo più avanti). In questo modo la colonna potrà finalmente essere “aperta e distesa nelle due direzioni” (con il coccige attratto dalla Terra e la testa sospesa verso il Cielo).
I movimenti di rotazione del corpo minimizzeranno quindi gli attriti articolari e annulleranno le contrazioni muscolari parassitarie, ottenendo un alto livello ergonomico, cioè: grande efficacia con uno sforzo molto contenuto.

Risulta per altro fondamentale la corretta percezione della distribuzione del peso fra i due piedi. Quando poi si sta in una posizione di equilibrio, su un solo piede (e questo avviene, seppur per pochi istanti, anche quando ci si sposta) sentire la "radice del piede" è fondamentale. Il corpo va infatti radicato "sotto" quel punto che i maestri cinesi chiamano "yongquan" ("fontana zampillante"; in agopuntura "Rene 1"), posizionato nella piccola depressione tra il secondo e il terzo osso metatarsale. Lì va affondato il peso.
Non è un accorgimento da poco, e purtroppo è una ferrea regola posturale spesso disattesa dai praticanti, il che può pregiudicare seriamente un ottimale governo dell'equilibrio.
Insieme all’asse centrale, va poi allenata la percezione del “centro”, perché tutti i movimenti del corpo vengono guidati da esso proprio perché il "core", da un punto di vista motorio, costituisce lo snodo principale di tutte le catene cinetiche e di qualsiasi movimento complesso.

A domani vi aspettiamo !!!
06/06/2026

A domani vi aspettiamo !!!

27/05/2026

Wing Tsun Stage Boves (CN)
Domenica, 7 giugno·9:30AM - 12:30PM
Via Roncaia, 83, 12012 Boves CN, Italia
notes
📍 Sede: WT Boves – Palazzetto dello Sport, Via Roncaia, 83, 12012 Boves CN
👊 Diretto da: Sifu Master Silvano Audisio e sifu Stefano Greco
🏫 Responsabile della scuola: Sifu Flavio Enrici

📅 Data: 7 Giugno 2026
🕙 Inizio stage: ore 09:30
🕛 Conclusione: ore 12:30

Lo stage è aperto a tutti gli iscritti EWTO.Per gli amici non iscritti che condividono la nostra passione, è possibile partecipare facendone richiesta in segreteria o contattando direttamente il responsabile della scuola.

Durante lo stage sono previsti passaggi di grado e la possibilità di allenare-chiudere le sezioni per i gradi tecnici.

Per maggiori informazioni:
📞 Segreteria EWTO Italia: +39 338 146 1197
📞 Audisio: 393 609 5578
✉️ Oppure scrivici a [email protected]
🌐 Visita il sito www.ewto.it (http://www.ewto.it/)
corti

"Ting Yiu" (raddrizzare la parte lombare e rimboccare l'osso sacro) collega e allinea la colonna vertebrale attraverso l...
15/04/2026

"Ting Yiu" (raddrizzare la parte lombare e rimboccare l'osso sacro) collega e allinea la colonna vertebrale attraverso le caviglie nel terreno. Anche se fa parte di un tutto insieme ad altri elementi di buona forma, questa "radicatezza" ci permette di sviluppare la capacità di utilizzare il terreno per una solidità momentanea contro la pressione (anziché spingere indietro contro la pressione). Una volta compreso questo, la sensibilità può svilupparsi perché puoi permetterti di rilassare i muscoli che una volta combattevano contro la pressione dell'altro.
Prima di poter smettere di combattere la pressione dell'altra persona, non potrai essere sensibile alla direzione della sua pressione e quindi non potrai usare la sua energia contro di lui.

15/04/2026

USARE IL MURO... COME PARTNER DI ALLENAMENTO

Leggendo il titolo di questo post la prima cosa che può ve**re in mente è che l'argomento di cui tratta sia la "tensione isometrica", cioè di quel tipo di contrazione muscolare statica in cui i muscoli generano forza, senza che vi sia alcuno spostamento osteo-articolare, cioè nessun movimento.
In effetti, non parleremo di isometria, quanto meno non nel modo in cui l'argomento viene di solito trattato, vale a dire come "metodo di potenziamento muscolare attraverso l'utilizzo di contrazioni muscolari statiche".

Partiamo però da un presupposto: nella pratica di diverse discipline marziali – ad esempio nell'Yi Quan, nel Bagua o nel Taijiquan – l'azione di "spingere" è molto utilizzata, sia negli esercizi in coppia, così come nel "tuishou" ("spinta con le mani").

Nel Taiji la spinta è fondamentale e occupa un posto rilevante anche all'interno dello studio della Forma. Il termine "An", che indica una delle "otto forze" del Taiji, viene infatti tradotto nella nostra lingua come "spingere". In effetti, una traduzione più accurata sarebbe stata "pressare verso il basso".
In ogni caso, indipendentemente dalla direzione che si sceglie: pressare, premere o spingere implicano meccanismi fisici molto simili.

La domanda però è: "per un praticante di Taiji può essere utile esercitare la spinta contro un muro?"
Sicuramente, perché se lo si fa nel giusto modo, questo genere di esercizio può avere una forte incidenza su importanti presupposti della pratica: come la struttura corporea, l'allineamento articolare, la connessione e la stabilità.

Immaginate ora di stare spingendo un muro e che qualcuno vi chieda di farlo con una forza sempre maggiore, cosa succederebbe? Provateci!
Se spingete semplicemente più forte con le braccia, appoggiandovi di più al muro, ciò che sentirete è che la parte superiore del corpo viene spinta indietro dal muro in maniera considerevole, perché è impossibile spingere forte con le braccia senza introdurre una tensione eccessiva nella struttura corporea, in particolare modo nelle braccia e nelle spalle.

Il solo modo per incrementare la potenza della spinta è quello di aumentare la forza verso il basso attraverso le gambe. Il problema però è che, mentre risulta facile spingere verso l'alto (il suolo ci aiuta), non è affatto semplice spingere verso il basso con le gambe, visto che non abbiamo nulla sopra di noi da utilizzare come appoggio (ad esempio un soffitto basso).
Però, nella direzione che punta verso il suolo esiste una forza notevole di cui potremmo avvalerci. Quale?
Quella gravitazionale, ovviamente.
Quello che dobbiamo fare è rilassarci e affondare il più possibile "nelle gambe".

Appoggiate le mani contro il muro e provate...
Se riuscirete ad affondare "nelle gambe", rilassandovi sempre di più sentirete la forza scorrere nelle braccia, senza che i muscoli delle spalle e delle braccia vengano per questo coinvolti più di tanto.
Oltre al rilassamento è fondamentale allineare il corpo correttamente in modo da "far scorrere" la gravità lungo la vostra struttura.
Se irrigidite qualche parte del corpo la forza non potrà rifluire verso l'alto, ma verrà bloccata da qualche tensione locale (forse nel bacino, o nelle spalle, oppure nelle braccia...).

Questo particolare tipo di forza, che parte da terra (e dai piedi: le nostre "radici") e viene incanalata fino a giungere alle mani, è una forma (quanto meno embrionale) di quella forza raffinata che i cinesi chiamano "nei jin" ("forza interna") o, a volte, "Hun Yuan Li" ("forza elastica integrata" o "sferica").

Ripetendo l'esercizio spesso, dovreste poter notare che, man mano che il "jin" aumenta (nelle braccia, ma non solo) non venite più sbalzati indietro dal muro con la stessa facilità di quando usavate la forza muscolare (a meno che non lo vogliate voi per testare la vostra stabilità strutturale).
Ovviamente non riusciremo mai a spostare il muro, né tanto meno a buttarlo giù! Ma in un tempo relativamente breve potremo percepire un nuovo modo di muovere la forza "all'interno del nostro corpo", modulando le nostre tensioni, perfezionando i nostri allineamenti articolari.
Questa percezione potrà quindi essere ulteriormente raffinata riportandola nel movimento: eseguendo la forma, oppure confrontandoci con un partner di allenamento (questa volta "in carne e ossa").
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Potete trovare ulteriori indicazioni e modalità differenti di "spinta contro il muro", guardando il video qui sotto linkato, realizzato da Brian Kuttel.
https://www.youtube.com/watch?v=lDvGlmHzdWQ

Indirizzo

Via Roncaia N83 Boves
Boves
12012

Orario di apertura

Lunedì 18:30 - 19:30
20:30 - 22:00
Giovedì 18:30 - 19:30
20:30 - 22:00

Telefono

+393478880725

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