“L’educazione consiste nel far emergere nel bambino e
nell’uomo il migliore di se’, che si tratti del corpo,
dell’intelligenza o dello spirito” Mahatma Gandhi
L’asilo Nido dovette sorgere perché nella società industriale la famiglia era sempre meno in grado di svolgere la sua funzione sociale di “involucro materno” del bambino piccolo; ora, dopo molti anni, nulla è cambiato e i bambini hanno sempre più bisogno di un ambiente e di figure di riferimento che li accolgano e li proteggano e che rispettino la loro delicata libertà interiore, oggigiorno ormai minacciata da innumerevoli stimoli dannosi a cui i piccoli sono chiamati ad adeguarsi e i genitori hanno necessità di essere guidati, accompagnati nell’acquisizione della loro immagine genitoriale, lesa quotidianamente da un incalzare di impegni e di frustrazioni che, alle volte, fanno dimenticare la cura dei piccoli gesti d’amore di cui i bimbi si devono cibare ogni giorno. Il Nido deve essere il primo luogo dove l’essere umano impari ad essere Uomo soltanto dall’altro essere umano, quindi il bimbo ha necessità che l’educatore, che vive con lui, si unisca anche spiritualmente ed animicamente con la sua personalità. Il compito più importante di un educatore nella primissima infanzia è proprio quello di preparare il risveglio vitale, la nascita dell’individualità in un’anima e in corpo sano. E’ responsabilità degli adulti preparare un micro e macro cosmo adatto alle esigenze di vita infantile dell’epoca 2014 facendo attenzione a non deludere i bambini che si affidano ai “grandi”, che crescono imitandoli e che si erigono volgendo loro lo sguardo e confrontandosi con loro, per superarli in un futuro che appartiene a loro. Il bambino assorbe tutto ciò che lo circonda, in questo modo si adatta all’ambiente: fa suo il linguaggio, i costumi del luogo in cui vive, è il bambino stesso che cerca le impressioni che provengono dall’ambiente e diventano parte integrante della sua psiche, «assorbe l’ambiente e si trasforma in armonia con esso [...] costruisce se stesso per mezzo delle impressioni che riceve. L’adulto ha il compito di predisporre l’ambiente in modo che il bambino possa muoversi seguendo i suoi ritmi, stimolando la sua voglia di scoprire gli oggetti e di utilizzarli secondo un ordine metodologico a noi incomprensibile ma utile ai suoi scopi; il nido deve essere quindi un luogo accogliente e caldo dove il bimbo possa ritrovare i ritmi rassicuranti della quotidianità casalinga.Il bambino in cui crediamo è un bambino libero, unico nelle sue unicità, interessato a scoprire il mondo con i suoi ritmi. Infondo è questo il pensiero che ha accomunato grandi filosofi, pensatori e pedagogisti, da Rousseau alle sorelle Agazzi, da Steiner alla Montessori. Tutti hanno proclamato l’importanza di lasciare al bambino un ruolo attivo nella sua crescita differenziandosi poi soprattutto nell’idea dell’ambiente che doveva accogliere il bambino. Così se da un lato Rousseau affermava che l’ambiente naturale di un bambino era solo la natura, Steiner riconosceva l’ambiente “istituzionale” ma lo costruiva con elementi naturali e mentre le sorelle Agazzi riconoscevano nelle educatrici l’importante e difficile ruolo di tramite tra il bambino e l’ambiente, Maria Montessori nelle stesse identificava un discreto e silenzioso strumento d’accompagnamento del bambino durante il suo viaggio alla scoperta del mondo. Proprio come il bambino abbiamo cercato di assorbire da ogni pensiero elementi che ci portassero a definire una progettualità pedagogica libera di scoprire insieme al bambino, attraverso l’osservazione e la documentazione, sempre nuovi percorsi per sempre nuove tracce d’identità.