24/01/2026
Il lavoro di Aguilar e Lutz di cui si parla (di cui riporto l'originale in link) ha implicazioni che vanno oltre la costruzione di motori quantistici ideali.
Tocca un punto cruciale della fisica teorica: cosa intendiamo quando parliamo di “secondo principio della termodinamica”?
Nella sua formulazione storica, il secondo principio nasce come legge fenomenologica, legata all’esperienza di sistemi macroscopici.
Solo successivamente è stato reinterpretato in termini statistici come legge di probabilità.
Nel regime quantistico emerge un ulteriore livello di lettura: l’irreversibilità non riguarda solo l’energia, ma anche la perdita di informazione.
Da questo punto di vista, il secondo principio non afferma semplicemente che l’entropia aumenta, ma che ogni processo fisico consuma una risorsa, che può assumere forme diverse:
- gradiente di temperatura;
- ordine statistico;
- correlazioni;
- informazione..
Il limite di Carnot appare allora non come confine assoluto, ma come il limite di validità di una descrizione che considera una sola di queste risorse.
In questa prospettiva, la termodinamica classica non è “smentita",
ma riconosciuta come teoria efficace, analogamente alla meccanica newtoniana rispetto alla relatività: corretta nel suo dominio, ma non universalmente esaustiva.
Emerge che le leggi fisiche non esprimono solo ciò che è proibito, ma dipendono anche da ciò che scegliamo di descrivere.
Ignorare l’informazione equivale a perdere una parte della fisica.
Il lavoro di Aguilar e Lutz mostra che, a scala quantistica, energia, entropia e informazione non sono concetti separabili, ma facce diverse di una stessa struttura teorica.
https://www.tomshw.it/scienze/termodinamica-violata-a-scala-atomica-2026-01-23
https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.adw8462
Uno studio dell’Università di Stoccarda mostra che le correlazioni quantistiche permettono di superare i limiti imposti dalla termodinamica classica.