21/07/2026
Era venuta a mancare qualche mese fa per una br**ta malattia. Ora il suo nome è diventato una cosa viva, un giardino, “Il giardino di Caterina”. Che produrrà frutta e marmellate che serviranno a raccogliere fondi per chi soffre. Caterina è Caterina Sparagna, giovanissima studentessa di Acuto morta lo scorso inverno dopo una malattia fulminante che non le ha lasciato scampo. I genitori, Maurizio e Chiara, non hanno voluto arrendersi al dolore, ma hanno cercato di trasformarlo in gesti di amore per la vita. E’ nato da qui il “Il giardino di Caterina". Un progetto che affonda le radici nella terra di campagna della famiglia, dove alberi da frutto e filari sono diventati il simbolo di una rinascita collettiva. L'idea è semplice ma potente: coltivare la terra, raccoglierne i frutti e trasformarli in prodotti della natura, come le marmellate artigianali, la cui vendita serve a finanziare la solidarietà.
GLI OBIETTIVI
«Stiamo facendo questa serie di attività in memoria di Caterina. Stiamo istituendo, su un terreno che abbiamo in campagna, un giardino dedicato proprio a lei: il Giardino di Caterina», ha spiegato con voce ferma ma commossa Maurizio. La prima uscita pubblica dell'iniziativa è avvenuta in occasione della manifestazione locale “Canistro”, durante la quale i barattoli di marmellata sono stati offerti alla comunità in cambio di donazioni. «Abbiamo iniziato questa attività producendo delle marmellate con la frutta raccolta nel giardino, dato che lì ci sono diverse piante da frutto- ha raccontato ieri Sparagna- ; collaboriamo da tempo con l'associazione “L'Occhio e la Memoria”, ed avevamo già deciso di allestire uno stand. Abbiamo pensato di ampliare l'iniziativa e dedicarla specificamente a Caterina». L'intero ricavato di questa operazione del cuore ha una destinazione precisa e vitale: l'associazione Moby Dick di Roma, legata all'Ospedale Gemelli, che offre supporto psicologico gratuito ai malati oncologici e alle loro famiglie. Un servizio fondamentale, che la stessa famiglia Sparagna ha conosciuto da vicino. Ma il Giardino non si fermerà alla terra. Il sogno di Maurizio e Chiara è quello di farne un polo di incontri, mantenendo vivo lo spirito curioso e intellettuale della figlia. «In questo Giardino di Caterina abbiamo intenzione di creare anche delle attività culturali, sempre legate alla beneficenza. Questa è la nostra intenzione; ancora non l'abbiamo formalizzata del tutto, ma il progetto è questo». Un modo per creare un legame tra il silenzio di chi non c'è più e il lavoro delle mani che continuano a produrre frutti. La memoria di Caterina Sparagna diventa così una terra viva che cura altre vite.
Paolo Carnevale