02/06/2026
🔍 M13, il Grande Ammasso di Ercole
Tra tutti gli ammassi globulari visibili dall’emisfero nord, M13 è sicuramente uno dei più spettacolari. Situato nella costellazione di Ercole, a circa 22.000 anni luce dalla Terra, contiene diverse centinaia di migliaia di stelle concentrate in una regione relativamente compatta dello spazio. Osservato con un telescopio, appare come una brillante sfera granulosa, mentre le fotografie a lunga esposizione ne rivelano l’incredibile ricchezza stellare.
📸 L’immagine di Alberto Civiello
In questa splendida ripresa realizzata dal socio Alberto Civiello, M13 mostra tutta la sua magnificenza. Migliaia di stelle si distinguono fino al nucleo dell’ammasso, offrendo uno sguardo diretto a una delle strutture più antiche della nostra Galassia. Ogni punto luminoso dell’immagine rappresenta un sole lontanissimo, legato agli altri dalla gravità in un equilibrio che dura da miliardi di anni.
❓ Hai mai osservato M13 attraverso un telescopio? Ti piacerebbe guardarlo dal vivo? Partecipa ai nostri eventi e raccontaci nei commenti cosa ti colpisce di più di questo straordinario ammasso stellare!
02/06/2026
Vi aspettiamo Venerdì 5 nel nostro Osservatorio Astronomico ad Agerola, dove al Planetario parleremo anche della mitologia legata ai pianeti Venere, Giove , a seguire osservazioni dirette al Telescopio. Per partecipare bisogna prenotare on-line attraverso la nostra piattaforma, vi aspettiamo voi non mancate
Visita Guidata in Osservatorio – 5_giugno_2026 ore 20:20 “Viaggio tra pianeti e ammassi globulari” – Osservatorio Astronomico Salvatore Di Giacomo – AstroCampania
La visita consente di partecipare allo spettacolo al Planetario e alle osservazioni astronomiche in esterna degli oggetti celesti del periodo col telescopio (in caso di nuvole attività in sala conferenze e/o laboratori art & craft) , il tutto sotto la guida dei divulgatori di Astrocampania.
01/06/2026
✴️ Due gioielli discreti del cielo estivo: M69 e M71
Nel cielo profondo dell’estate, tra le stelle della Via Lattea e le costellazioni meno appariscenti, si nascondono due oggetti spesso sottovalutati ma estremamente interessanti: M69 e M71, ammassi globulari che raccontano due storie molto diverse dello stesso tipo di oggetto.
🔍 Introduzione all’oggetto celeste
* M69 si trova nella costellazione del Sagittario ed è un classico ammasso globulare: compatto, antico, dominato da stelle vecchie e molto dense verso il centro.
* M71, nella costellazione della Freccia (Sagitta), è invece un oggetto “di confine”: per anni è stato discusso se fosse davvero un globulare o un ammasso aperto molto ricco. Oggi lo si considera un globulare “atipico”.
Due oggetti simili per categoria, ma molto diversi per struttura e aspetto.
📸 Cosa vediamo nello scatto
* M69 appare più compatto e concentrato, con un nucleo evidente e una forte densità stellare
* M71 mostra invece una struttura più “aperta” e irregolare, con stelle più distribuite e meno condensazione centrale
* Entrambi richiedono cieli bui e buona risoluzione per essere apprezzati davvero nella loro struttura stellare
È proprio nel confronto tra questi due oggetti che si capisce quanto gli ammassi globulari possano essere diversi tra loro, pur appartenendo alla stessa “famiglia cosmica”.
📸 Lo scatto è di Massimo Morabito
❓ Li hai mai osservati al telescopio?
M69 e M71 sono piccoli ma sorprendenti: spesso passano inosservati, ma al telescopio sanno regalare grandi soddisfazioni.
31/05/2026
Al Coral Sound Festival …. tanta gente e grazie a Guida, Alessandro Passeggia, Francesco Panariello, Francesca Accardo Alfredo Castravelli
31/05/2026
✴️ Nel cuore dell’ammasso della Vergine: M84 e M86
Quando puntiamo il telescopio verso la costellazione della Vergine non stiamo guardando una zona “vuota” del cielo… ma uno dei più ricchi ecosistemi galattici dell’Universo vicino. Qui si trova l’ammasso della Vergine, un vero arcipelago di galassie a decine di milioni di anni luce da noi.
Tra le protagoniste più affascinanti spiccano M84 e M86, due galassie che condividono lo stesso campo visivo e che sembrano quasi “sfiorarsi” nel cielo.
🔍 Introduzione all’oggetto celeste
M84 e M86 sono due grandi galassie ellittiche appartenenti al catalogo di Messier e immerse nel cuore dell’ammasso della Vergine.
Appaiono vicine solo per effetto prospettico, ma in realtà sono separate da enormi distanze cosmiche e fanno parte di un ambiente dinamico popolato da centinaia di galassie.
📸 Cosa vediamo nell’immagine / all’oculare
* M86 si presenta generalmente più estesa e luminosa, con un nucleo diffuso e morbido
* M84 appare più compatta e concentrata, quasi “condensata” verso il centro
* Attorno, in un campo più ampio, si possono intercettare altre galassie minori che rendono la zona un vero campo deep-sky da esplorare con calma
È uno di quei soggetti che in astrofotografia regala sempre soddisfazione: ogni ora di posa aggiunge nuove strutture e galassie “fantasma” che emergono dal fondo cielo.
📸 Lo scatto è di Massimo Morabito
❓ E tu?
Hai mai osservato la catena di galassie della Vergine al telescopio o in fotografia? È uno di quei campi in cui ogni dettaglio cambia completamente la percezione dell’Universo.
30/05/2026
✴️ Il Sole non è un oggetto “statico” in luce bianca: è una superficie dinamica fatta di plasma, campi magnetici e strutture in continua evoluzione. Proprio per questo, la scelta dell’elaborazione in astrofotografia solare non è solo estetica, ma spesso diventa uno strumento per evidenziare dettagli che altrimenti resterebbero nascosti.
🔍 Nei lavori di Lina Baldassarre, la stessa regione solare viene reinterpretata in tre versioni: una a colori “naturali”, e due in negativo cromatico e bianco e nero invertito.
L’inversione dei colori (o delle intensità) non cambia ciò che è presente sul Sole, ma ne modifica il modo in cui l’occhio percepisce il contrasto: filamenti, fibrille e strutture della cromosfera diventano molto più leggibili, quasi “incisi” nel plasma solare. È una tecnica molto usata in H-alpha proprio perché mette in risalto le differenze sottili di temperatura e densità.
📸 I filamenti e le strutture attive che in versione standard possono risultare più morbide, nel negativo diventano estremamente evidenti, quasi tridimensionali. Questo non è “trucco”, ma una diversa traduzione visiva dello stesso segnale fisico: si cambia la scala percettiva, non il contenuto scientifico.
In generale, non esiste un’elaborazione “giusta” in assoluto nel solare: esiste quella più efficace per leggere un fenomeno. E spesso il negativo cromatico è proprio quello che permette di “vedere di più”.
❓Secondo te è più corretto mostrare il Sole come lo vediamo o come ci permette di capirlo meglio?
29/05/2026
✴️ Tra le regioni più spettacolari della nostra Galassia esistono vere “incubatrici stellari”, dove gas e polveri collassano dando origine a nuove stelle. Una delle più iconiche è la Nebulosa Aquila, resa celebre dalle famose “Pilastri della Creazione”.
🔍 Messier 16 è una vasta regione di formazione stellare situata nella costellazione del Serpente, a circa 7.000 anni luce dalla Terra. Al suo interno si trovano dense nubi di gas e polvere illuminate dall’intensa radiazione delle giovani stelle appena nate, che scolpiscono forme complesse e dinamiche. Le strutture più famose sono appunto i “Pillars of Creation”, colonne di gas in cui la formazione stellare è ancora attiva.
📸 In questa bellissima prima luce condivisa da Simeone Pendolo, M16 emerge con grande forza nonostante le condizioni non ideali.
Dati di acquisizione:
• Telescopio Newton 150/750
• Camera ASI 533
• Filtro L-Quad Enhance
• Integrazione: circa 3 ore
• Condizioni: presenza della Luna
• Luogo: Ciampino (RM) – Bortle 6/7
Nonostante l’inquinamento luminoso e la luce lunare, l’elaborazione riesce a far emergere le strutture principali della nebulosa, dimostrando quanto sia potente la combinazione tra tecnica e integrazione anche in cieli non perfetti.
❓Hai mai provato a fotografare una nebulosa in condizioni di Luna piena? E quanto cambia per te il risultato finale?
28/05/2026
✴️ Le galassie viste di taglio sono tra gli oggetti più iconici dell’astrofotografia: sottili “fili di luce” attraversati da polveri oscure che disegnano la struttura reale di un intero sistema stellare. Una delle più spettacolari in questa categoria è proprio la Galassia Ago.
🔍 NGC 4565 è una grande galassia a spirale vista perfettamente di profilo, situata nella costellazione della Chioma di Berenice, a circa 40–50 milioni di anni luce dalla Terra . Il suo profilo sottilissimo le vale il nome di Needle Galaxy: un disco stellare enorme, visto esattamente di taglio, attraversato da una banda scura di polveri interstellari. È spesso considerata una delle migliori “gemelle” della Via Lattea per studiare come apparirebbe la nostra galassia osservata dall’esterno.
📸 In questo straordinario scatto di Beniamino Postiglione, NGC 4565 emerge con grande profondità e dettaglio, mostrando il suo nucleo brillante e la sottile struttura del disco galattico immersa nel campo extragalattico.
Dati di ripresa:
• Telescopio 200/800
• Camera 585 AIR
• Montatura EQ6-R
• Integrazione totale: 98 minuti
• Nessun filtro
Un risultato che mette in evidenza quanto questa galassia, pur così lontana, sia ricca di struttura: polveri, rigonfiamento centrale e una sottilissima lama luminosa sospesa nel vuoto cosmico.
❓Hai mai provato a riprendere una galassia vista di taglio? E ti piacerebbe spingerti ancora più in profondità nel cielo extragalattico?