The Soul and The Machine

The Soul and The Machine

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The Soul and The Machine è un corso in fotografia autoriale Questi pensieri sono legati al programma di mentorship Il Gioco e La Mia Voce

Riflessioni su immagini e l'esperienza di incontro con l'altro, fotografia come arte, come creazione di significato.

Photos from The Soul and The Machine's post 06/03/2026

L’8 marzo a a Udine presentazione dell’ultima residenza sul CEMENTO con e .chiarot 2025, con curatela di .
Le parole dei fotografi:
Il cemento è il materiale più diffuso al mondo dopo l’acqua. Ogni giorno vengono colate tonnellate di calcestruzzo sulla superficie che abitiamo. Case, scuole, ponti, aeroporti,
strade. A pensarci bene è una delle presenze a noi più familiari. Ci era accanto nell’ospedale in cui siamo nati, era con noi nel nostro primo giorno di scuola o durante il
nostro primo colloquio di lavoro, dall’antica Roma ad oggi è diventato, che lo vogliamo o no, elemento costitutivo del paesaggio.
Eppure, nonostante questa presenza e pervasività, noi il cemento non lo conoscevamo affatto. È per questo che
abbiamo deciso di coinvolgere nella nostra ricerca le studentesse e gli studenti della scuola edile di Udine, ragazze
e ragazzi che del cemento ne fanno materia di studio. Assieme a loro abbiamo iniziato a prendere confidenza con il materiale, a capirne le caratteristiche e il potenziale per
poi spingere la nostra sperimentazione verso un utilizzo “nuovo” cercando di forzare il confine dentro il quale siamo soliti immaginarlo e provare ad utilizzarlo come elemento creativo, seguendo le tracce di altri artisti che prima di noi hanno sperimentato con questo materiale.
Quello che qui mostriamo è il processo e il risultato di questa sperimentazione collettiva, sono foto e manufatti che cercano di raccontare il percorso intrapreso e i risultati ottenuti. È stato un lavoro collettivo in cui abbiamo sperimentato come il cemento oltre che materiale da costruzione può diventare
materia di relazione.

>> buona visione!

Photos from The Soul and The Machine's post 02/03/2026

Torniamo a Milano quest’anno con un workshop sperimentale che fa dialogare teatro danza improvvisazione e fotografia, un laboratorio unico nel panorama italiano. nè un workshop per fotografare la danza! Ma un workshop su arte e corpo. A condurlo sono Davide Ma**co ed .
Scrivete CORPO nei commenti per avere maggiori informazioni

Photos from The Soul and The Machine's post 01/03/2026

Giovanni Chiarot .chiarot e Diego Drudi sono stati in residenza a per esplorare il materiale più diffuso al mondo dopo l’acqua: il cemento.
Hanno deciso di farlo coinvolgendo nella loro ricerca le studentesse e gli studenti della scuola edile di Udine (Formedil). Insieme hanno sperimentato e “forzato” il confine dentro il quale siamo soliti immaginarlo.
Ne è nata una mostra fotografica, un lavoro collettivo che parla di materia e di relazione.
Vi aspettano per l’inaugurazione della
mostra Materia abitata
domenica 8 marzo ore 11:00
A cura di: Nausicaa Giulia Bianchi / Zeroidee
APS
A Le (Serre, Strada dell’Artigiano 26/7, Basaldella (UD)
chiarot

Un progetto di Altrememorie
Con il contributo di Regione Friuli Venezia
Giulia, Fondazione Friuli

Photos from The Soul and The Machine's post 18/02/2026

È arrivato il libro Nuda Vita del nostro ex studente , testimone di vent’anni di sbarchi.
Grazie Luca, ci sono immagini potentissime, sacre. So quanto questo lavoro ti sta nel cuore.





Photos from The Soul and The Machine's post 16/02/2026

Esplorare l’ordinario intorno a noi. Vedere con occhi nuovi le persone e i luoghi intorno a noi.
Questa settimana parte la quarta edizione di Chi ha paura di casa, il nostro corso breve di fotografia autoriale a km zero. Questo è un tema che ci sta molto a cuore in un mondo dove l’esotico e lo straordinario sembrano avere un posto tanto ingombrante. Ecco le@foto di al uni studenti di il nostro programma biennale in fotografia autoriale.

Photos from The Soul and The Machine's post 11/02/2026

ULTIMA SETTIMANA PER ISCRIVERSI AL NOSTRO CORSO DI AUTORIALITÀ A KM ZERO. Se siete tra gli indecisi, questo è il momento di rompere l’indecisione!
Commentate casa se avete bisogno di ricevere il link.

Photos from The Soul and The Machine's post 31/01/2026

A grande richiesta qualche altra immagine che purtroppo Instagram ci aveva rimosso, portate pietà abbiamo dovuto mettere dei pezzetti di carta bianchi sulle foto. Eclissi è un progetto di .cunzolo
“La temporanea oscurazione della luce solare durante un’eclissi può essere vista come una metafora di ciò che sospende la normalità, creando una zona d’ombra dove le verità ordinarie sono celate.

Nel sesso ci sono elementi di desiderio, piacere e intimità che possono essere nascosti agli occhi esterni. Esso, con la sua capacità di sfidare norme e categorie, rappresenta una forza vitale.
Eclissi è un tributo a questa forza vitale che ho ritrovato nel rapporto d’amore dei miei nonni.”

Questo progetto ha preso forme durante il corso dove esploriamo archivi di famiglia, fotografia a km zero, autori che hanno lavorato con il proprio quotidiano e la propria storia.
Più info a www.idafotografia.com/casa
Adesso restiamo tutti in attesa del libro di .cunzolo 🥰🥰🥰

Photos from The Soul and The Machine's post 31/01/2026

Eclissi è un progetto di .cunzolo
“La temporanea oscurazione della luce solare durante un’eclissi può essere vista come una metafora di ciò che sospende la normalità, creando una zona d’ombra dove le verità ordinarie sono celate.

Nel sesso ci sono elementi di desiderio, piacere e intimità che possono essere nascosti agli occhi esterni. Esso, con la sua capacità di sfidare norme e categorie, rappresenta una forza vitale.
Eclissi è un tributo a questa forza vitale che ho ritrovato nel rapporto d’amore dei miei nonni.”

Questo progetto ha preso forme durante il corso dove esploriamo archivi di famiglia, fotografia a km zero, autori che hanno lavorato con il proprio quotidiano e la propria storia.
Più info a www.idafotografia.com/casa
Adesso restiamo tutti in attesa del libro di .cunzolo 🥰🥰🥰

Photos from The Soul and The Machine's post 30/01/2026

fotografa il quotidiano.

Alcuni pensano che per fare un grande progetto fotografico, sia necessario andare lontano, fare inchieste e lunghi viaggi. Ma è davvero così? Autori come Sally Mann, Nan Goldin, Sian Davey, Elinor Carucci, Chris Verene e molti altri, ci insegnano invece che le storie più speciali e più profonde sono proprio vicino a noi. 

Diane Arbus diceva “se vuoi essere universale sii estremamente specifico”. C’è qualcosa che conosciamo meglio della nostra vita? Abbiamo uno straordinario accesso alle storie che ci ruotano intorno, alla carne e all’anima dei nostri familiari, e quindi perché non iniziare da queste? 
Sembra facile a dirsi, eppure c’è chi si chiede: “cosa ci sarà mai di interessante nella mia vita?” Moltissime persone non riescono a fare nessun lavoro particolarmente significativo a casa. Anzi, lo trovano difficile, problematico. Non vogliono fotografare le ombre o le difficoltà della propria vita. Ma perché è più facile fotografare una signora che chiede l’elemosina in India che le rughe di nostra madre? 

Abbiamo un corso dedicato a fotografi autori che vogliono affrontare temi quali la propria famiglia, il proprio territorio, il quotidiano, la propria comunità. La fotografia del familiare mette a n**o temi come l’etica, la censura, la rappresentazione soggettiva. In questo corso vedremo i progetti che importanti fotografi hanno svolto in questo luogo chiamato “casa” e discuteremo a fondo di cosa l’esperienza di fotografare a casa può insegnare a un fotografo, qualsiasi siano i suoi progetti futuri. Fotografare ciò che ci è vicino e ci appartiene culturalmente può infatti essere una grande palestra che fa sviluppare al fotografo autore super poteri come l’intimità, l’approfondimento, lo scardinare stereotipi, e molto altro che può essere poi portato con sé anche in progetti con temi molto distanti da noi. 
La fotografia di “casa”, può diventare un modo di vedere il mondo, sempre dal di dentro e mai come il turista delle miserie degli altri. Più info su www.idafotografia.com/casa

Photos from The Soul and The Machine's post 28/01/2026

Stanotte, però, sono inquieto. Mi siedo al tavolo della sala da pranzo; frugo nel frigorifero. Che cosa sto cercando?
Tutto il giorno ho rovistato, ficcando il naso nelle stanze e negli armadi, osservando gli oggetti, studiandoli. Dispongo i rullini già esposti in lunghe file e li conto e riconto come se fossero smarriti. Sono ventotto.
Ciò che mi spinge a continuare questo lavoro è difficile da nominare. Ha più a che fare con l’amore che con la sociologia, con l’essere un soggetto nel dramma piuttosto che un testimone. E nel processo strano e confuso del lavoro tutto si sposta; i confini si sfumano, la mia distanza vacilla, l’arroganza e l’illusione di immunità cedono.
Mi sveglio nel cuore della notte, stordito e angosciato. Questi sono i miei genitori. Da questo semplice fatto discende tutto. Mi rendo conto che, al di là dei rullini e delle poche buone fotografie, delle esigenze del mio progetto e della mia confusione sul suo significato, c’è il desiderio di prendere la fotografia alla lettera.
Fermare il tempo. Voglio che i miei genitori vivano per sempre.

è un corso in partenza a febbraio, trovate più informazioni su idafotografia.com
Fotografia di famiglia.
Fotografia a km zero.
Fotografia d’archivio.
Le nostre rughe, i nostri vizi, allo specchio.

Photos from The Soul and The Machine's post 26/01/2026

WORKSHOP A MILANO 27-28-29 MARZO 2026 con Davide Ma**co , assiste Elisa Mercadante
Attenzione: Questo laboratorio NON è un workshop su come fotografare la danza. In questo laboratorio esploreremo le potenzialità espressive del corpo come strumento di ricerca visiva, compositiva ed emozionale.
Attraverso il linguaggio del Teatro Danza, i fotografi sono invitati non solo a osservare, ma a sentire e abitare lo spazio del gesto, a entrare in dialogo diretto con il soggetto in movimento, imparando a percepire ritmo, intensità, prossimità e affinità come elementi chiave della costruzione dell’immagine.
Più info sul nostro sito!
Per iscrizioni e domande: [email protected]

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Acquisire il lessico legato al movimento del corpo nello spazio, dalla cinesfera alla dinamosfera

Esplorare il corpo come strumento espressivo, percettivo e narrativo

Sviluppare consapevolezza del gesto, della presenza e della relazione nello spazio

Allenare l’ascolto fisico e visivo attraverso pratiche di improvvisazione, contatto e composizione

Favorire l’incontro tra linguaggi: danza, teatro fisico e fotografia

Stimolare uno sguardo creativo, capace di cogliere l’intensità e l’intimità del movimento

Creare brevi azioni performative in dialogo con l’osservazione e la documentazione visiva

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