Temi della Divina Volontà

Temi della Divina Volontà 11 argomenti specifici sulla Divina Volontà

Il gran bene che porterà il regno del Fiat Divino. Come sarà pr********vo a tutti i mali. Come la Vergine mentre non fec...
13/08/2026

Il gran bene che porterà il regno del Fiat Divino. Come sarà pr********vo a tutti i mali. Come la Vergine mentre non fece nessun miracolo fece il gran miracolo di dare un Dio alle creature, così sarà chi deve far conoscere il Regno, farà il gran miracolo di dare una Volontà Divina

[Luisa:] Stavo pensando tra me al Santo Voler Divino e dicevo tra me: “Ma quale sarà il gran bene di questo regno del Fiat Supremo?” E Gesù come interrompendo il mio pensiero e come in fretta si è mosso nel mio interno dicendomi:

« Figlia mia, qual sarà il gran bene? Quale sarà il gran bene? Il regno del mio Fiat racchiuderà tutti i beni, tutti i miracoli, i portenti più strepitosi, anzi li sorpasserà tutti uniti insieme e se miracolo significa dare la vista ad un cieco, raddrizzare uno zoppo, sanare un infermo, risuscitare un morto, eccetera, il regno della mia Volontà terrà l'alimento pr********vo e chiunque entrerà in Esso, non ci sarà nessun pericolo che possa rimanere cieco, zoppo ed infermo, la morte nell'anima non avrà più potere e se l'avrà sul corpo non sarà morte, ma passaggio e mancando l'alimento della colpa e la volontà umana degradata che produsse la corruzione nei corpi e stando l'alimento pr********vo della mia Volontà, anche i corpi non saranno soggetti a scomporsi e a corrompersi così orribilmente(1), da incutere paura anche ai più forti come lo è tuttora, ma rimarranno composti nei loro sepolcri aspettando il dì della risurrezione di tutti.

Onde, che credi tu che sia più miracolo, dar la vista ad un povero cieco, raddrizzare uno zoppo, sanare un infermo, oppure tenere un mezzo pr********vo che l'occhio non perda mai la sua vista, che si cammina sempre diritto, che si stia sempre sano? Credo che sia più il miracolo pr********vo che il miracolo dopo successa la sventura. Ecco la gran diversità del regno della Redenzione e del regno del Fiat Supremo, nel primo fu miracolo per i poveri sventurati, come lo è tuttora che giacciono, chi in una sventura e chi in un altra e perciò Io ne diedi l'esempio anche all'esterno di dare tante diverse guarigione che erano simbolo delle guarigioni che Io davo alle anime e che facilmente ritornano alle loro infermità(2). Il secondo sarà miracolo pr********vo, perché la mia Volontà possiede la miracolosa Potenza che chiunque si fa dominare da Essa non sarà soggetto a nessun male, quindi non avrà nessun bisogno di far miracoli, perché li conserverà sempre sani, santi e belli, degni di quella bellezza che uscì dalle nostre mani creatrici nel creare la creatura.

Il regno del Fiat Divino farà il gran miracolo di sbandire tutti i mali, tutte le miserie, tutti i timori, perché Esso non farà il miracolo a tempo e a circostanza, ma si terrà suoi figli del suo regno con un atto di miracolo continuato, per preservarli da qualunque male e farli distinguere come figli del regno suo, questo nell'anima, ma anche nel corpo ci saranno molte modifiche, perché è sempre la colpa l'alimento di tutti i mali; tolta la colpa, mancherà l'alimento al male, molto più che Volontà mia e peccato non possono esistere insieme, quindi, anche la natura umana avrà i suoi benefici effetti.

Ora figlia mia, dovendo preparare il gran miracolo del regno del Fiat Supremo, sto facendo con te, come figlia primogenita della mia Volontà, come feci con la Sovrana Regina Mamma mia, quando dovetti preparare il regno della Redenzione, la tirai tanto a Me, la tenni tanto occupata nel suo interno, per poter formare insieme con Lei il miracolo della Redenzione(3) e che ce n'era tanto bisogno, tante cose insieme che tenevamo da fare, da rifare, da completare, che dovetti occultare al suo esterno qualunque cosa che poteva chiamarsi miracolo, menoche la sua perfetta virtù, con ciò la resi più libera, per farla valicare il mare interminabile del Fiat eterno, onde potesse aver accesso presso la Divina Maestà per ottenere il regno della Redenzione.

Che sarebbe stato di più, se la Celeste Regina avesse dato la vista ai ciechi, la parola ai muti e altro, oppure il miracolo di far discendere il Verbo Eterno sulla terra? I primi sarebbero stati miracoli accidentali e passeggeri ed individuali, il secondo invece è miracolo permanente e per tutti, purché lo vogliono. Perciò i primi sarebbero stati come nulla paragonati al secondo. Essa fu il vero sole che eclissando tutto, eclissò in Sé lo stesso Verbo del Padre, germogliando dalla sua luce tutti i beni, tutti gli effetti e miracoli che produsse la Redenzione; ma come sole produceva i beni ed i miracoli senza farsi vedere, o farsi additare che era Lei causa primaria di tutto. Difatti, tutto ciò che Io feci di bene sulla terra, lo feci perché la Imperatrice del Cielo giunse ad avere il suo impero nella Divinità e col suo impero mi trasse dal Cielo per darmi alle creature.

Ora, così sto facendo con te per preparare il regno del Fiat Supremo. Ti tengo con Me, ti faccio valicare il mare interminabile di Esso per darti l'accesso presso il Padre Celeste affinché lo preghi, lo vinca, lo imperi per ottenere il Fiat del regno mio. E per compiere e consumare in te tutta la forza miracolosa che ci vuole per un regno sì santo ti tengo continuamente occupata nel tuo interno nel lavoro del regno mio, ti faccio continuamente girare per fare, per rifare, per completare tutto ciò che ci vuole e che tutti dovrebbero fare, per formare il gran miracolo del regno mio, e esternamente nulla faccio comparire su di te di miracoloso, se non che la luce della mia Volontà. Alcuni potranno dire, come tanti portenti che manifesta il benedetto Gesù a questa creatura di questo regno del Fiat Divino, i beni che porterà sorpasseranno Creazione e Redenzione, anzi sarà corona dell'una e dell'altra, ma ad onta di tanto bene, nessuna cosa miracolosa nell'esterno si vede in lei come conferma del gran bene di questo regno dell'eterno Fiat, mentre gli altri santi, senza il portento di questo gran bene, hanno fatto miracolo ad ogni passo.

Ma se si volgono indietro a considerare la mia cara Mamma, la più santa di tutte le creature, il gran bene che racchiuse in Sé e che portò alle creature, non c'è chi può paragonarsi a Lei, fece il gran miracolo di concepire in Sé il Verbo Divino ed il portento di dare un Dio a ciascuna creatura. Ed innanzi a questo prodigio, né mai visto, né sentito, di poter dare l'Eterno Verbo alle creature, tutti gli altri miracoli unite insieme sono piccole fiammelle innanzi al sole.

Ora chi deve fare più non è necessario che faccia il meno. Così innanzi al gran miracolo del regno della mia Volontà ripristinato in mezzo alle creature, tutti gli altri miracoli saranno piccole fiammelle innanzi al gran Sole del mio Volere; ogni detto, verità e manifestazione su di Esso, è un miracolo che è uscito dalla mia Volontà come pr********vo d'ogni male e come legare le creature ad un bene infinito, ad una gloria più grande, ad una nuova Bellezza tutta Divina.

Ogni mia verità sul mio Eterno Volere contiene la Potenza e la virtù prodigiosa, più che se si risuscitasse un morto, che si risanasse un lebbroso, che un cieco vedesse, che un muto parlasse, perché le mie parole sulla santità e Potenza del mio Fiat, risusciteranno le anime alla loro origine, le saneranno dalla lebbra che ha prodotto la umana volontà, le darà la vista di vedere i beni del regno della mia Volontà, ché finora erano come ciechi, le darà la parola a tanti muti che mentre sapevano dire tante altre cose, solo per la mia volontà erano come tanti muti che non avevano parola e poi, il gran miracolo di poter dare una Volontà Divina a ciascuna creatura, che contiene tutti i beni, che cosa non le darà quando si troverà in possesso dei figli del regno Suo?

Ecco perciò ti tengo tutta occupata nel lavoro di questo mio regno e c'è molto da far per preparare il gran miracolo che il regno del Fiat sia conosciuto e posseduto.

Perciò sii attenta a valicare il mare interminabile della mia Volontà, affinché venga stabilito l'ordine tra Creatore e creatura e così potrò fare il gran miracolo per mezzo tuo, che l'uomo mi ritorna nella sua origine donde ne uscì ».
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(1) “Poiché Dio ha creato l’uomo perché fosse incorruttibile, lo ha reso immagine della sua stessa natura”. (Sap 2,23)

(2) «Dico che queste guarigioni sono segni: non rimangono in se stesse, ma piuttosto ci guidano verso il messaggio di Cristo, ci guidano verso Dio e ci fanno comprendere che la vera e più profonda malattia dell'uomo è l'assenza di Dio, della fonte della verità e dell'amore. E solo la riconciliazione con Dio può donarci la vera guarigione, la vera vita, perché una vita senza amore e senza verità non sarebbe vita». (S.S. BENEDETTO XVI, Angelus. Domenica 8 febbraio 2009)

(3) «Maria fu formata interiormente a somiglianza di Gesù Cristo, suo adorabile Figlio, e da quel momento fu associata a tutti i suoi misteri, sia in quello che hanno all'esterno, sia in quello che hanno all'interno, affinché la conformità fosse il più perfetto possibile, o meglio, affinché ci fosse tra loro tutta l’uniformità possibile”. (Spiritualità del Beato GUILLERMO JOSÉ CHAMINADE, Pfr., Tratto da ENRIQUE AGUILERA, SM E JOSÉ MARÍA ARNAIZ, SM, “Incarnare il Verbo”, Preghiera e Itinerario Spirituale Marista. Parte Seconda, Sezione seconda, Capitolo 3, Punto 5, 2)
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Il gran bene che porterà il regno del Fiat Divino. Come sarà pr********vo a tutti i mali. Come la Vergine mentre non fece nessun miracolo fece il gran miracolo di dare un Dio alle creature, così sarà chi deve far conoscere il Regno, farà il gran miracolo di dare una Volontà Divina - Libro di cielo, Vol. 20, 22 Ottobre 1926 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/SZAua - PDF: https://t.ly/2wRwX
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13/08/2026
Come ogni cosa creata da Dio tiene il suo posto, e chi esce dalla Volontà di Dio perde il suo posto. Importanza del Regn...
04/08/2026

Come ogni cosa creata da Dio tiene il suo posto, e chi esce dalla Volontà di Dio perde il suo posto. Importanza del Regno del Fiat Divino

[N. S. Gesù Cristo:] « Figlia Ora figlia mia, col voler dare la mia eterna bontà di nuovo questo mio regno del Fiat Supremo, dopo d'avermelo così ingratamente respinto, non ti sembra che sia il più gran dono che Io possa fare alle umane generazioni? Ma per darlo debbo formarlo, costituirlo, far conoscere della mia Volontà ciò che finora non si conosce, e tali conoscenze su di Essa, da vincere coloro che le conosceranno, d'amare, apprezzare e desiderare di ve**re a vivere in Esso. Le conoscenze saranno le catene, però non forzate, ma loro stessi, volontariamente si faranno legare, le conoscenze saranno le armi, le frecce conquistatrici che conquisteranno i figli nuovi del Fiat Supremo. Ma sai tu che cosa posseggono queste conoscenze? Di cambiare la natura in virtù, in bene, in Volontà mia, in modo che le possederanno come proprietà propria ».

[Luisa:] Ond'io nel sentire ciò ho detto: “Amor mio Gesù, se tanta virtù contengono queste conoscenze sulla tua adorabile Volontà, perché non le manifestasti ad Adamo, affinché facendole conoscere ai posteri, avrebbero amato, apprezzato di più un tanto bene, e avrebbe disposto gli animi quando Tu, Divino Riparatore, decretavi di darci questo gran dono del regno del Fiat Supremo.” E Gesù riprendendo il suo dire ha soggiunto:

« Figlia mia, Adamo finché stette nell'eden terrestre, che visse nel regno del Supremo Volere, conobbe tutte le conoscenze, per quanto a creatura è possibile, di ciò che apparteneva al regno che possedeva, ma come uscì da esso, il suo intelletto si oscurò, perdette la luce del regno suo, e non trovava i vocaboli adatti per manifestare le conoscenze che aveva acquistato sulla Suprema Volontà, perché mancava in lui quello stesso Voler Divino che gli porgesse i vocaboli necessari per manifestare agli altri ciò che lui aveva conosciuto(1).

Questo da parte sua, molto più che ogni qual volta ricordava la sua sottrazione alla mia Volontà, il bene sommo che aveva perduto, aveva tale stretta di dolore da renderlo taciturno, perché rapito nel dolore della perdita d'un regno sì grande e di mali irreparabili, che per quanto Adamo potesse fare non gli era dato di riparare, ma ci voleva quel Dio stesso che aveva offeso a porvi rimedio(2).

Da parte del suo Creatore non aveva nessun ordine e perciò non gli dava capacità sufficiente per manifestarlo, perché, a che pro manifestare una conoscenza quando non doveva dargli il bene che conteneva? Io allora faccio conoscere un bene quando lo voglio dare. Ma ad onta che Adamo non parlò diffusamente sul regno della mia Volontà, ma insegnò tante cose importanti su ciò che gli riguardava, tanto vero che i primi tempi della storia del mondo, fino a Noè, le generazioni non ebbero bisogno di leggi né ci furono idolatrie, (non diversità di lingue) ma tutti riconoscevano uno il loro Dio, (un solo linguaggio) perché ci tenevano di più alla mia Volontà.

Invece, quanto più si allontanarono da Essa, sorsero le idolatrie e peggiorarono in mali peggiori, e perciò Iddio vide la necessità di dare le sue leggi come pr********vo alle umane generazioni. E perciò per chi fa la mia Volontà non ha bisogno di leggi, perché Essa è vita, è legge, ed è tutto per l'uomo.

L'importanza del regno del Fiat Supremo è grandissima, ed Io l'amo tanto che sto facendo più che a nuova Creazione e Redenzione, perché nella Creazione appena sei volte fu pronunziato il mio Fiat onnipotente per disporla e uscirla tutta ordinata, nella Redenzione parlai, ma siccome non parlai del regno del mio Volere, che contiene infinite conoscenze e beni immensi, quindi non avevo una materia lunghissima di parole da dire, perché tutto ciò che insegnai era di natura limitata, e con poche parole si finiva col farle conoscere.

Invece per far conoscere la mia Volontà, ci vuole assai figlia mia, la sua storia è lunghissima, racchiude un'eternità, senza principio e senza fine, perciò per quanto dico tengo sempre da dire, perciò sto dicendo, oh! quanto di più; essendo più importante di tutto contiene più conoscenze, più luce, più grandezze, più prodigi, quindi son necessarie più parole.

Molto più, che quanto più faccio conoscere, tanto più allargo i confini del mio regno da dare ai figli che lo possederanno. Perciò ogni cosa che manifesto della mia Volontà, è una nuova creazione che faccio nel regno mio, da farle godere e possedere a coloro che avranno il bene di conoscerlo. Ed ecco si richiede perciò da parte tua grande attenzione nel manifestarle ».
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(1) “Nell’uomo peccando, nel violare il comandamento di Dio, è andata subito perduta la grazia che aveva; e ciò che risplendeva in loro fu distrutto in maniera grandissima; L'intelletto fu accecato, p***e la conoscenza che aveva di Dio e la volontà monca, che Dio aveva dato all'uomo affinché solo lui lo amasse e tutto ciò che amava fosse per lui; "L'uomo non sa più amare Dio solo per amore di Dio, ma per il proprio interesse." (SAINT JUAN DE ÁVILA, Pbro., “Opere complete: Volume III - Sermoni”, Ciclo temporale, Capitolo II, N. 29, 6. Nuova edizione critica. Madrid BAC 2002. Pag. 352-353)

(2) «Il peccato è un insulto a Dio, un insulto che deve essere espiato; L'uomo, essendo una creatura semplice, è per sua natura incapace di saldare degnamente il debito contratto con la maestà divina per una colpa la cui malizia è infinita... Solo Dio poteva dare la soluzione a questo angoscioso problema... Nei suoi insondabili disegni, egli decreta che il salvataggio del genere umano non si sarebbe realizzato se non attraverso una soddisfazione pari ai diritti della sua infinita giustizia, e che tale soddisfazione doveva essere data dal sacrificio cruento di una vittima che si sostituisse liberamente, volontariamente all'intero genere umano». (DOM COLUMBA MARMION, O.S.B., Beato, “Gesù Cristo, vita dell’anima”, Prima Parte, N. 3.2. Quarta edizione. Spagna, Data di fondazione libera 1998. Pagine 43-44)
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Come ogni cosa creata da Dio tiene il suo posto, e chi esce dalla Volontà di Dio perde il suo posto. Importanza del Regno del Fiat Divino - Libro di cielo, Vol. 20, 17 Settembre 1926 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/FkdZ9 - PDF: https://t.ly/LMAhK
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Come l'Essere Divino è equilibrato. Come il dono del Fiat Supremo mette tutto in comune. Come la giustizia, nel dare, vu...
25/07/2026

Come l'Essere Divino è equilibrato. Come il dono del Fiat Supremo mette tutto in comune. Come la giustizia, nel dare, vuol trovare il sostegno degli atti delle creature; l'insistenza per chiedere la Fiat

[Luisa:] Dopo aver fatto il mio solito giro nel Supremo Volere, pregavo il buon Gesù, a nome della sua Creazione e Redenzione, a nome di tutti, dal primo all'ultimo uomo, a nome della Sovrana Regina e di tutto ciò che Ella fece e soffrì, che il Fiat Supremo fosse conosciuto, affinché si stabilisca il suo Regno col suo pieno trionfo e dominio.

Ma mentre ciò facevo pensavo tra me: “Se Gesù stesso vuole e ama tanto che il suo Regno sia stabilito in mezzo alle creature, perché vuole che con tanta insistenza si preghi? Se lo vuole lo può dare senza tant'atti continui.” Ed il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:

« Figlia mia, il mio Essere Supremo possiede il perfetto equilibrio, e anche nel dare alle creature le mie grazie, i miei doni, molto più poi questo del Regno del Fiat Supremo, che è il dono più grande che Io già avevo dato nel principio della Creazione, e che l'uomo con tanta ingratitudine mi respinse.

Ti pare poco mettere a disposizione sua una Volontà Divina, con tutti i beni che Essa contiene? E non per un'ora, per un giorno, ma per tutta la vita? Il Creatore che depone nella creatura la sua Volontà adorabile per poter mettere in comune la sua somiglianza, la sua bellezza, i suoi mari infiniti di ricchezze, di gioie, di felicità senza fine? E solo col possedere la Nostra Volontà la creatura poteva acquistare i diritti di comunanza, di somiglianza e di tutti i beni del suo Creatore. Senza di Essa non ci può essere comunanza con Noi; e se qualche cosa prende, sono appena le nostre piccole sfioriture e le briciole dei nostri interminabili beni.

Ora, un dono sì grande, una felicità così immensa, un diritto di somiglianza divina con l'acquisto della nobiltà della nostra figliolanza, respintaci, credi tu che sia cosa facile che la Sovranità Divina, senza essere pregata, senza che nessuno si desse pensiero di ricevere questo Regno del Fiat Supremo lo donasse alle creature? Sarebbe ripetere la storia che successe nell'Eden terrestre, e forse anche peggio. E poi, la nostra giustizia si opporrebbe giustamente.

Perciò tutto quello che ti faccio fare, le continue girate nel Voler Supremo, le tue preghiere incessanti che venga a regnare la mia Volontà, la tua vita sacrificata di sì lunghi anni, in cui non sai né cielo né terra, diretta al solo fine che venga il Regno mio, sono tanti appoggi che metto innanzi alla mia giustizia, perché ceda i suoi diritti ed equilibrandosi con tutti i nostri attributi, trovasse giusto che il Regno del Fiat Supremo sia restituito alle umane generazioni.

Ciò successe nella Redenzione, se la nostra giustizia non avesse trovato le preghiere, i sospiri, le lacrime, le penitenze dei patriarchi, dei profeti e di tutti i buoni dell'antico testamento, e poi una Vergine Regina, che possedeva integra la nostra Volontà, che prese a petto tutto con tante preghiere insistenti, prendendo Lei tutto il compito della soddisfazione di tutto il genere umano, mai la nostra giustizia avrebbe ceduto alla discesa del sospirato Redentore in mezzo alle creature(1). Essa sarebbe stata inesorabile e avrebbe detto un no reciso alla mia venuta sulla terra. E quando si tratta di mantenere l'equilibrio del nostro Essere Supremo, non c'è da far nulla.

Ora, chi mai ha pregato finora con interesse, con insistenza, mettendo il sacrificio della propria vita, perché il Regno del Fiat Supremo venga sulla terra e che trionfi e domini? Nessuno.

E' vero che la Chiesa recita il Pater Noster dacché Io venni sulla terra, nel quale si domanda che venga il Regno tuo, affinché la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra(2); ma chi è che pensa alla domanda che fanno?

Si può dire che restò nella mia Volontà tutta l'importanza di tale domanda e le creature la recitano per recitarla, senza intendere e senza interesse di ottenere quello che domandano.

Perciò figlia mia, tutto è nascosto nel segreto mentre si vive sulla terra, perciò tutto sembra mistero, e se si conosce qualche cosa, è così scarsa, che l'uomo tiene sempre da dire su tutto ciò che Io opero nelle opere mie attraverso i veli delle creature, e giungono a dire: “E perché questo bene, queste conoscenze non sono state date prima, mentre ci sono stati tanti grandi santi?”

Ma nell'eternità non ci saranno segreti, Io svelerò tutto e farò vedere tutte le cose e opere mie con giustizia, e che Essa mai poteva dare, se nella creatura non ci fossero gli atti sufficienti per poter dare ciò che la Maestà Suprema vuol dare.

E' vero che tutto ciò che fa la creatura è grazia mia, ma la stessa mia grazia vuole trovare l'appoggio delle disposizioni e buona volontà della creatura(3). Quindi, per ripristinare il Regno della mia Volontà sulla terra ci vogliono gli atti sufficienti della creatura, affinché il mio Regno non resti in aria, ma scenda per formarsi sugli stessi atti della creatura formati da essa per ottenere un bene sì grande.

Ecco perciò tanto ti spingo nel girare in tutte le opere nostre, Creazione e Redenzione, per farti mettere la parte degli atti tuoi, il tuo ti amo, la tua adorazione, la tua riconoscenza, il tuo grazie su tutte le opere nostre. Molte volte l'ho fato Io insieme con te, e poi per compimento, dopo la tua girata nella nostra Volontà, tuo ritornello a Noi tanto gradito: “Maestà Suprema, la tua piccola figlia viene innanzi a Te, sulle tue ginocchia paterne, per chiederti il tuo Fiat, il tuo Regno, che sia da tutti conosciuto; ti chiedo il trionfo del tuo Volere affinché domini e regni su tutti. Non sono io sola che te lo chiedo, ma sono insieme con me le opere tue, il tuo stesso Volere; perciò, a nome di tutti ti chiedo, ti supplico il tuo Fiat.”

Se sapessi che breccia è al nostro Essere Supremo questo tuo ritornello. Ci sentiamo pregare da tutte le opere nostre, supplicare dal nostro stesso Volere; Cielo e terra piegano le ginocchia per chiederci il Regno del mio Eterno Volere.

Perciò, se lo vuoi, continua i tuoi atti, affinché formandone il numero stabilito possa ottenere ciò che con tanta insistenza sospiri».
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(1) “Non importa quanti sospiri hanno emesso i patriarchi, non importa quante preghiere i profeti e i santi dell’antica legge hanno elevato per quattromila anni per ottenere detto tesoro, solo Maria lo ha meritato e ha trovato grazia presso Dio con la forza .” della sua preghiera e dell'elevazione delle sue virtù. Il mondo era indegno – dice sant'Agostino – di ricevere subito il Figlio di Dio dalle mani del Padre, che lo ha donato a Maria affinché il mondo potesse riceverlo per mezzo di Lei. (SAINT LUIS MARÍA GRIGNION DE MONTFORT, Pfr., “Trattato della vera devozione alla Beata Vergine Maria”, Parte Prima, Capitolo I, Punto 1, Numerale 16. Santafé de Bogotá, Centro Mariano Monfortiano 1992. Pagine 15-16 )

(2) “ 'Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.' Sappiamo che il cielo è il cielo, luogo di gloria e di pace, perché lì regna totalmente la volontà di Dio. E sappiamo che la terra non è cielo finché su di essa non si compie la volontà di Dio. Salutiamo dunque Gesù che viene dal cielo e chiediamogli di aiutarci a conoscere e a fare la volontà di Dio. La regalità di Dio entri nel mondo e così il mondo si riempia dello splendore della pace.” (S.S. BENEDETTO XVI, Omelia, Celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Piazza San Pietro, XXV Giornata Mondiale della Gioventù, domenica 28 marzo 2010)

(3) “Dio richiede da noi un minimo di buona volontà. Dice "quasi tutto"; ma c'è un 'quasi nulla', che dipende da noi.” (Padre JORGE LORING, S.J., “Per salvarti”, Vita soprannaturale, Preghiera n. 44,5. Edizione digitale)
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Come l'Essere Divino è equilibrato. Come il dono del Fiat Supremo mette tutto in comune. Come la giustizia, nel dare, vuol trovare il sostegno degli atti delle creature; l'insistenza per chiedere la Fiat - Libro di cielo - Vol. 19, 13 Settembre 1926 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/WSUgQ - PDF: https://t.ly/tYLTo
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Non c'è santità senza la Volontà di Dio. Come la venuta di Gesù sulla terra servì a formare i sentieri e le scale per ra...
16/07/2026

Non c'è santità senza la Volontà di Dio. Come la venuta di Gesù sulla terra servì a formare i sentieri e le scale per raggiungere il Regno della sua Volontà

[Luisa:] Stavo facendo i miei soliti atti nel Supremo Volere e pensavo tra me:

“Possibile che i tanti santi dell'antico testamento, che tanto si sono distinti con la potenza dei miracoli, come un Mosè, un Elia ed i tanti profeti, e tanti santi dopo la venuta di Nostro Signore, che tanto si sono resi meravigliosi per virtù e per miracoli, nessuno di questi abbia posseduto il Regno della Volontà Divina e vissuto nell'unità della sua luce? Pare incredibile.” Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù è uscito da dentro il mio interno e stringendomi a Sé mi ha detto:

« Figlia mia, eppure è proprio vero che finora nessuno ha posseduto il Regno della mia Volontà, né goduto tutta la pienezza dell'unità della luce che Essa contiene; se ciò fosse stato, essendo la cosa che più m'interessa, che più mi glorifica e che nientemeno metterà in salvo tutti i diritti divini e completerà l'opera della Creazione e Redenzione, non solo, ma porterà alla creatura il bene più grande che può esistere in Cielo ed in terra, Io avrei fatto in modo che l'avrei fatto conoscere, come ho fatto conoscere le tante virtù e maraviglie dei miei santi, avrei fatto conoscere chi aveva posseduto il Regno della mia Volontà, che tanto mi sta a cuore, per trasmetterlo agli altri, imitando colui che l'aveva posseduto.

Ora, per i santi dell'antico testamento si trovavano nelle stesse condizioni di Adamo, che mancava il Divino Riparatore, che mentre doveva rinsaldare l'umana e Divina Volontà, doveva pagare in modo divino i debiti dell'uomo colpevole.

Ma però, tanto i santi antichi quanto i moderni hanno preso della mia Volontà, tanto quanto hanno conosciuto, gl'istessi miracoli che hanno fatto erano particelle della potenza della mia Volontà comunicata a loro, sicché tutti i miei santi hanno vissuto, chi all'ombra di Essa, chi ai riflessi della sua luce, chi sottomesso alla sua potenza, chi agli ordini dei suoi comandi, perché non c'è santità senza mia Volontà(1).

Ma hanno posseduto di Essa quel poco che hanno conosciuto e non più, perché il bene allora si sospira e si giunge a possederlo quando si conosce, nessuno possiede un bene, una proprietà, senza conoscerla, e supponi che la possedesse e non la conosce, per lui quel bene è come morto, perché manca la vita della conoscenza.

Ora, essendo la cosa più grande la mia Volontà, che tutto coinvolge e tutte le cose, dalla più grande alla più piccola innanzi ad Essa restano sperdute, si dovrebbe conoscere della mia Volontà tante cose da oltrepassare ciò che si conosce della Creazione, della Redenzione, delle virtù e di tutte le scienze; Essa doveva essere un libro per ogni passo, per ogni atto, un libro per ciascuna cosa creata, sicché tutta la terra doveva essere riempita di volumi, da oltrepassare il numero delle cose create, di conoscenze che dovevano riguardare il Regno della mia Volontà(2).

Ora, dove sono questi libri? Nessun libro, appena qualche detto si conosce di Essa, mentre dovrebbe stare a principio d'ogni conoscenza, di qualunque cosa, essendo Essa la vita di ciascuna cosa, dovrebbe stare su tutto, come l'immagine del re improntata sulla moneta che corre nel Regno, come la luce del sole che splende su ciascuna pianta per darle la vita, come l'acqua che disseta le labbra ardenti, come cibo che sazia l'affamato dopo lungo digiuno.

Tutto doveva essere riempito delle conoscenze riguardanti alla mia Volontà, e se ciò non lo è, è segno che il Regno della mia Volontà non è conosciuto, quindi non posseduto.

Mi sapresti forse tu dire qualche santo che ha detto che possedeva questo Regno e l'unità della luce del Voler Supremo? Certo che no, Io stesso poco parlai, se avessi voluto parlare in modo disteso sul Regno della mia Volontà e di volerlo formare nell'uomo come lo possedeva Adamo innocente, essendo il punto più alto, il più immediato a Dio e che si avvicina più dappresso alla somiglianza divina, essendo ancor fresca la caduta di Adamo, si sarebbero tutti scoraggiati, e voltandomi le spalle avrebbero detto: “Se Adamo innocente non si fidò né ebbe la costanza di vivere nella santità di questo Regno, tanto che precipitò lui stesso e tutte le generazioni nelle miserie, nelle passioni ed in mali irreparabili, come possiamo noi, colpevoli, vivere in un Regno sì santo? Bello, sì, ma possiamo dire che non è per noi.”

Non solo, ma essendo il punto più alto la mia Volontà, ci volevano le vie, i mezzi di trasporto, le scale, le vesti decenti, i cibi adatti, per poter dimorare in questo Regno; onde, la mia venuta sulla terra servì per formare tutto questo, sicché ogni mio detto, opera, pena, preghiera, esempio, sacramenti istituiti, erano vie che formavo, mezzi di trasporto per farli giungere più subito, scale per farli salire, si può dire che li diedi le vesti della mia Umanità imporporati col mio sangue, per farli stare decentemente vestiti in questo Regno sì santo del mio Volere, stabilito dall'Increata Sapienza nella Creazione di darlo come retaggio dell'uomo.

Quindi, se poco parlai su di ciò, perché quando Io parlo, parlo a tempo e a circostanza, in cui deve stare racchiusa nella mia parola la necessità e l'utilità del bene che contiene, onde, invece di parlare feci i fatti e mi riservai di parlare a te sul Regno della mia Volontà.

Ora, come potevano possederlo se non avevano una piena conoscenza? D'altronde, tu devi sapere che tutte le manifestazioni che ti ho fatto su di Esso, i suoi prodigi, i suoi beni, quello che conviene che faccia l'anima per potersi stabilire in questo Regno, la mia stessa Volontà espressa che voglio che l'uomo ritorni nel Regno mio, e come tutto ho fatto, la Creazione, la Redenzione, perché entrasse in possesso del mio Regno perduto, sono vincoli di trasmissione, sono porte per farlo entrare, sono donazioni che faccio, sono leggi, istruzioni come vivere in esso, intelligenza per farli comprendere e apprezzare il bene che posseggono; se tutto ciò mancava, come potevano possedere questo Regno della mia Volontà? Sarebbe come se un individuo volesse passare in un altro Regno a vivere senza passaporto, senza conoscere né leggi, né modi, né dialetto, poveretto, sarebbe inaccessibile la sua entrata, e se come intruso entrasse, si troverebbe tanto a disagio, che lui stesso amerebbe d'uscire da un Regno che nulla conosce.

Ora figlia mia, non ti sembra a te più facile, più incoraggiante, più alla portata della natura umana, che dopo che hanno conosciuto il Regno della Redenzione, dove possono guarire i ciechi, gli zoppi, i malati, perché nel Regno della mia Volontà non entrano i ciechi, ma tutti dritti e di florida salute, trovando tutti i mezzi possibili nel Regno della Redenzione e lo stesso passaporto della mia passione e morte per passare nel Regno della mia Volontà, animati a vista di sì gran bene, si decideranno di prenderne il possesso.

Perciò sii attenta, né voler restringere, diminuire i beni che ci sono nel Regno della mia Volontà, e questo lo fai quando non tutto manifesti ciò che ti faccio conoscere, perché la conoscenza è portatrice del dono, e se adesso largheggio nelle conoscenze di Essa, sono doni che faccio, e in questi doni stabilisco il più o il meno da mettere nel Regno della mia Volontà, a bene di chi deve possederlo(3) ».
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(1) «Per essere santi non è necessario solo essere strumento di Dio, ma essere strumento docile: voler fare la Volontà di Dio. Coloro che agiscono in questo modo sono imbevuti di soprannaturale, generati nelle loro azioni soprannaturali, divinizzati. L'attività umana diventa santa finché è unita alla volontà divina. L’unica cosa che impedirebbe la nostra santificazione nell’azione è l’indipendenza dalla volontà divina». (SANT ALBERTO HURTADO, Pfr., “Mezzi divini e mezzi umani”, Secondo principio. Edizione digitale)

(2) “Ci sono anche molte altre cose che Gesù ha fatto. Se fossero scritti uno per uno, penso che nemmeno il mondo intero basterebbe a contenere i libri che si scriverebbero”. (Gv 21,25)

(3) «La conoscenza di Dio diventa vita eterna... Conoscere, secondo la sacra Scrittura, è diventare internamente una cosa con un'altra. Conoscere Dio, conoscere Cristo, significa sempre anche amarlo, diventare in qualche modo una cosa sola con Lui in virtù del conoscere e dell'amare». (S.S. BENEDETTO XVI, Omelia, Santa Messa nella Cena del Signore. Basilica di San Giovanni in Laterano, Giovedì Santo, 1 aprile 2010)
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Non c'è santità senza la Volontà di Dio. Come la venuta di Gesù sulla terra servì a formare i sentieri e le scale per raggiungere il Regno della sua Volontà - Libro di cielo - Vol. 19, 1 luglio 1926 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/ubwmj - PDF: https://t.ly/kN146
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