Temi della Divina Volontà

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11 argomenti specifici sulla Divina Volontà

15/05/2026

L'Umanità di Nostro Signore, sacrario e custoditrice di tutte le opere delle creature. Come l'amore non dice mai basta

[N.S. Gesù Cristo:] « Mia figlia buona, in tutte le nostre opere ci fu sempre un eccesso d'amore verso dell'uomo, ed un eccesso mi dava la spinta a farne un'altro(1). Quindi non mi bastò scendere dal Cielo in terra per rifarlo di nuovo, ogni atto che facevo, ogni pena, posso dire anche in ogni respiro, era diretto a lui, lo chiamavo nella mia onniveggenza, me lo stringevo nelle mie braccia, lo plasmavo di nuovo per ripristinarlo, e darle la nuova vita che l'avevo portato dal Cielo, me lo affratellavo con me per metterlo nella figliolanza del mio Padre Celeste.

Ma ciò non mi bastò, per tenerlo più sicuro feci della mia Umanità la depositaria di tutte le opere, sacrifici, e passi dell'uomo. Guardami come tutto tengo racchiuso in Me, e ciò mi porta ad amarli doppiamente in ogni atto che fa.

Coll'incarnarmi nel seno dell'immacolata Regina formai questa mia Umanità, e mi costituì capo dell'umana famiglia per unificare tutte le creature con Me, e farle membra mie(2), quindi tutto ciò che fanno è mio, nel sacrario della mia santa Umanità racchiudo tutto, custodisco il piccolo bene come il grande, ma sai perché? Passando in Me, do il valore come se fossero opere, preghiere e sacrifici miei, la virtù del capo scende nelle membra, ne fa un misto di tutto, e do il valore ad essi dei meriti miei. Sicché la creatura trova sé stessa in Me, ed Io come capo mi trovo in loro.

Ma credi tu che il mio amore disse o dice basta? Ah! no, non dirà mai basta, la natura dell'Amor divino è di formare sempre nuove invenzioni d'amore, per dare amore e ricevere amore, se ciò fosse sarebbe mettere un limite, e chiudere nella nostra cerchia divina il nostro Amore; ma no, il nostro è immenso, e di natura sua deve sempre amare, ecco perciò alla mia Umanità voglio far seguire il largo campo della mia Divina Volontà, la quale farà cose incredibili per amore delle creature. Ecco perciò le sue conoscenze, il suo voler regnare; se non regna come può largheggiare, sfoggiare nelle sue sorprese d'amore, perciò sii attenta e vedrai che cosa sa fare la mia Volontà ».
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(1) “Dio ci ha colmati di grazie; Non ti ha dato solo il necessario, ma anche l'eccesso. Di conseguenza non dovete accontentarvi di essere come il lavoratore a giornata, il servo o il mercenario, poiché le vostre grazie vi danno il diritto di essere figli della famiglia. E il figlio non lavora solo per l'incentivo dello stipendio. La sua legge è l’amore, che non ha limiti”. (SAN PIETRO GIULIANO DE EYMARD, Pfr., “Opere eucaristiche”, La perfezione dell'amore)

(2) «Egli è anche il Capo del corpo, della Chiesa: è il Principio, il Primogenito dai morti, affinché sia ​​il primo in tutto, poiché a Dio è piaciuto far risiedere in Lui tutta la pienezza, e riconciliare in lui e per lui tutte le cose». (Col 1, 18-20)... «Egli è divenuto Capo di un Corpo, il Corpo Mistico, di cui noi uomini siamo o siamo chiamati ad essere le membra, senza alcuna limitazione di razza, di qualità naturali, di fortuna, di simpatie. Basta essere uomo per poter essere membra del Corpo mistico di Cristo, cioè per poter essere Cristo. Chi accetta l’incarnazione deve accettarla con tutte le sue conseguenze ed estendere il suo dono non solo a Gesù Cristo ma anche al suo Corpo Mistico”. (SANT ALBERTO HURTADO, S.J., “La ricerca di Dio”, Conferenze, articoli e discorsi pastorali. BD22 Corpo mistico: distribuzione e uso delle ricchezze, Conferenza al Concentramento nazionale dei responsabili dell'Apostolato economico-sociale, nel gennaio 1950, in Cochabamba, Capitolo II. s24y09 Centro Studi San Alberto Hurtado Edizioni dell'Università Cattolica del Cile, Santiago 2004, pp.
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L'Umanità di Nostro Signore, sacrario e custoditrice di tutte le opere delle creature. Come l'amore non dice mai basta - Libro di cielo - Vol. 32, 24 settembre 1933 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/5Rs8b - PDF: https://t.ly/H-I2r
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Libro di Cielo, per consultare e scaricare i Volumi: PDF: https://t.ly/wKKuW

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15/05/2026
04/05/2026

Desiderio di Gesù e bisogno che sente del “ti amo” della creatura. Come il suo amore resta fallito. L'amore sangue dell'anima. Anemia che esiste nel mondo

[Luisa:] Stavo girando negli atti della Divina Volontà, ed oh! come vorrei mettere il contraccambio degli atti miei agli atti suoi, ed essendo troppo piccola ed incapace di poter fare atti equivalenti per contraccambio dei suoi, me n'esco col mio piccolo “ti amo”, ma ad onta ch'è piccolo, Gesù lo vuole, l'aspetta per dirmi:

« La neonata della mia Volontà ha messo del suo negli atti nostri, sicché non sono più soli, ma hanno la compagnia di colei, per causa della quale furono creati, e questa fu ed è la nostra Volontà, per dare il campo d'azione alla creatura negli stessi atti nostri per poterle dire: Amiamo ed operiamo dentro d'un sol campo ».

Ma pensavo tra me: “Che gran che, questo mio piccolo “ti amo” che Gesù vuole e tanto ama?” Ed il mio amato Gesù, tutto bontà mi ha detto:

« Piccola figlia del mio Volere, tu devi sapere che Io amo il tuo “ti amo” e sto sempre in atto d'aspettarlo, Io ti amo sempre, né cesso mai d'amarti, e se tu fai le soste nell'amarmi, sento che Io ti do il mio amore continuo e tu non me lo dai, ed il mio amore si sente come rubato da te.

Invece quando il mio “ti amo” corre, ed il tuo si fa trovare pronto per darmi e ricevere il mio “ti amo”, il mio si sente ripagato, e succede che il tuo “ti amo” non dà tempo al mio, ed il mio non dà tempo al tuo, succede una corsa, una gara d'amore tra Creatore e creatura.

Molto più, quando veggo che stai per dirmi “ti amo”, la mia Volontà investe il tuo “ti amo” per farlo da piccolo grande, ed Io trovo il mio amore nel tuo, come non debbo amarlo e volerlo?

Figlia, sono i miei soliti stratagemmi, le mie industrie, che do per ricevere, questo è il mio commercio, amo, do amore per ricevere amore, e quando non sono amato, il mio commercio resta fallito, e siccome la mia passione è l'amore, non mi stanco, né mi do indietro, incomincio da capo, ripeto, ripeto le industrie, abbondo di stratagemmi e di tenerezze per rifarmi del mio amore fallito nella creatura. Oh! se sapessi come resta ferito e dolente il mio Cuore quando Io dico “ti amo” ed essa non sente la chiamata che le fa il mio per avere il suo.

Oltre di ciò, tu devi sapere che l'amore è il sangue dell'anima, come la mia Volontà è la vita, e come nell'ordine naturale la vita non può funzionare senza del sangue, ed il sangue non può circolare se non ha una vita, ed a secondo l'abbondanza del sangue così gode salute, così nell'ordine soprannaturale, l'anima, la mia Divina Volontà, non può funzionare senza il sangue dell'amore, quanto più amore tanto più si sentirà forte, robusta, attiva nell'operare, altrimenti soffrirà d'anemia e potrà finire in tisi.

Sicché quando non vi è il sangue sufficiente dell'amore, la mia stessa Volontà per quanto è vita, si rende malata nell'anima ed inoperante, perché le manca il sangue dell'amore per funzionare; tutte le virtù si rendono anemiche, ed invece di pazienza, di fortezza, di santità, si vedranno tutte scolorite queste virtù, cambiandosi in difetti.

Perciò c'è molta anemia nel mondo, perché manca il sangue puro del mio amore, e di conseguenza vanno incontro ad una tisi terribile, che le porta alla rovina nell'anima e nel corpo(1).

Ecco perciò amo tanto il tuo “ti amo”, e lo voglio in tutti gli atti miei, in tutte le cose create, in ogni atto di creatura, per poter formare molto sangue come antidoto e rimedio all'anemia che esiste, e questo sarà preparativo al regno della mia Volontà.

Perciò sento il bisogno del tuo amore, è vero che è piccolo, ma Io non guardo se è piccolo o grande, piuttosto guardo se è stato fatto nella potenza della mia Volontà, che gli atti più piccoli me li fa grandi e l'investe di tale bellezza da sentirmi rapire. Quindi ti basta sapere che lo voglio, mi piace, mi rendi contento, per farlo, se è piccolo o grande me la veggo Io, e questo tuo “ti amo” lo voglio nel palpito del tuo cuore, nell'aria che respiri, nel cielo, nel sole, insomma in tutto. Oh! come vorrei vedere che il tuo “ti amo” investe Cielo e terra, creature e Creatore(2) ».

Fiat!!!
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(1) «Solo l’amore di Dio può cambiare dal di dentro l’esistenza dell’uomo e, di conseguenza, dell’intera società, perché solo il suo amore infinito lo libera dal peccato, che è la radice di ogni male. Se è vero che Dio è giustizia, non dobbiamo dimenticare che egli è soprattutto amore: se odia il peccato, è perché ama infinitamente ogni persona umana». (S.S. BENEDETTO XVI, Omelia, Visita pastorale alla Parrocchia Romana della Santa Felicità e dei Figli Martiri. Domenica 25 marzo 2007)

(2) “Ti amo, mio ​​​​Dio, e il mio unico desiderio è amarti fino all'ultimo respiro della mia vita. Ti amo, mio ​​Dio infinitamente gentile, e preferirei morire amandoti piuttosto che vivere senza amarti. Ti amo, Signore, e l'unica grazia che ti chiedo è di amarti eternamente... Mio Dio, se la mia lingua non può dire in ogni momento che ti amo, voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respirare." (SAN GIOVANNI BATTISTA MARIA VIANNEY, Santo Curato d'Ars, p., “Preghiera”. Citazione tratta da CEC 2658)
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Desiderio di Gesù e bisogno che sente del “ti amo” della creatura. Come il suo amore resta fallito. L'amore sangue dell'anima. Anemia che esiste nel mondo - Libro di cielo - Vol. 31, 21 agosto 1932 - SD Luisa Piccarreta - https://t.ly/c6kv1 - PDF: https://t.ly/eK9cN
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26/04/2026

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volume 17
Maggio 30, 1925

La conoscenza apre le porte di quel bene che si conosce, e quante conoscenze di più ti ho manifestato sulla mia Volontà, tante diverse porte in più di beni ti ho aperto, di luce, di grazia e di partecipazioni divine. Queste porte sono aperte per te, e come queste conoscenze giungeranno in mezzo alle creature, si apriranno queste porte per loro, perché la conoscenza fa sorgere l’amore al bene conosciuto, e la prima porta che aprirò sarà la mia Volontà per chiudere la piccola porta della loro.
La mia Volontà farà aborrire la loro, perché innanzi alla mia Volontà, la umana è incapace di agire, con la luce della mia vede quanto è insignificante e buona a nulla, perciò, come di conseguenza, la metteranno da parte la propria volontà.

Oltre di ciò, tu devi sapere che quando ti manifesto una conoscenza della mia Volontà, allora mi decido di aprirti un’altra porta della mia conoscenza quando tu hai fatto entrare nell’anima tua tutto il bene di quello che ti ho manifestato; se ciò non facessi sarebbe la sola notizia di quel bene, non il possedimento di quel bene. IO ciò non so' fare, quando parlo Io voglio che si possieda il bene che manifesto, perciò sii attenta nell’esercizio della mia Volontà, affinché ti apra altre porte delle mie conoscenze, e tu entri di più nei possedimenti divini”.

26/04/2026

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Volume 6, Giugno 23, 1905

“Figlia mia, 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗨𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗴𝗶𝗮' 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗗𝗶𝘃𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮', perché la mia Umanità è specchio all’anima, da cui riverbera la Divinità in essa; chi si trova ai riverberi di questo specchio, s’intende che tutto il suo essere è trasmutato in amore.
Perché, figlia mia, tutto ciò che dalla creatura esce, anche il movimento degli occhi, delle labbra, il muovere dei pensieri e tutto il resto, tutto dovrebbe essere amore e fatto per amore, perché essendo il mio Essere tutto amore, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗿𝗯𝗶𝘀𝗰𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗠𝗲, 𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝘃𝗶 𝗱𝗶𝗺𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗠𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮, come uno nel suo proprio palazzo.
Dunque qual timore può avere l’anima nel suo morire 𝗱𝗶 𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗠𝗲, 𝘀𝗲 𝗴𝗶𝗮' 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗠𝗲 ? ”

24/03/2026

Differenza tra l'amore creato e l'Amore creante. Dote con cui Dio dotò la creatura

[N. S. Gesù Cristo:] « Figlia mia, coraggio, il mio Amore non tiene termine, e perciò amo la creatura con amore infinito ed insuperabile(1); se tu dici d'amarmi, ma che differenza c'è tra l'amore creato e l'Amore Creante? Un'imaggine di differenza te la dà la Creazione, guarda il sole, la sua luce ed il suo calore riempie il tuo occhio, investe tutta la tua persona, eppure quanta luce tu prendi? pochissima, appena un'ombra della sua, e quella ch'è restata della luce del sole è tanto vasta che può investire tutta la terra, simbolo del tuo piccolo amore creato, che per quanto ti sentisse riempita fino all'orlo, è sempre piccolo. L'Amore del tuo Creatore, più che sole resta sempre immenso ed infinito, che primeggiando su tutto, porta la creatura nel suo trionfo d'amore, facendola vivere sotto la pioggia continua del suo Amore creante.

Un'altro simbolo è l'acqua, tu la bevvi, ma quanto mai ne bevvi a confronto dell'acqua che esiste nei mari, nei fiumi, nei pozzi, nelle viscere della terra? Si può dire pochissima, e quella che resta simboleggia l'Amore creante, che in virtù propria possiede mari immensi e sa amare con amore immenso la piccola creatura.

La stessa terra ti dice il tuo piccolo amore, quanta terra hai bisogno per poggiare i tuoi piedi? Appena un piccolo spazio, e quella che sopra avanza, oh! quanta è assai.

Sicché tra l'Amore del Creatore e quello della creatura passa una differenza distante ed immensurabile. Oltre di ciò, devi aggiungere che il Creatore nel creare l'uomo lo dotò delle sue proprietà, quindi lo dotò del suo Amore, della sua Santità, della sua Bontà, lo dotò d'Intelligenza e di Bellezza, insomma di tutte le nostre qualità divine dotammo l'uomo, dandole il libero arbitrio(2) ché potesse mettere a traffico la nostra dote, ingrandendola sempre più a secondo che più o meno cresceva, mettendo anche degli atti suoi nelle nostre stesse qualità divine, come compito di lavoro che riceveva per conservarsi ed ingrandirsi la dote da Noi data. Perché la nostra Sapienza infinita non volle mettere fuori l'opera delle nostre mani creatrici, parto nostro e figlio nostro, senza darle del nostro.

Il nostro Amore non sopporterebbe di metterlo fuori alla luce del giorno spogliato e senza proprietà, non sarebbe stata opera degna delle nostre mani creatrici, e se nulla l'avessimo dato, il nostro Amore non si sentirebbe tanto d'amarlo, perché è nostro, tiene del nostro, e costò tanto al nostro Amore, l'amiamo tanto, fino a metterci la mia Vita.

Le cose, quando nulla costano e nulla si dà, non si amano ed è proprio questo che mantiene sempre acceso, sempre vivo il rogo ardente del nostro Amore, perché molto demmo e diamo tuttora alla creatura.

Vedi dunque che gran differenza vi è tra l'amore della creatura e quello del Creatore? Se lei ci ama prende delle nostre stesse proprietà a lei date per amarci, ma ad onta ch'è piccolo l'amore creato paragonato all'Amor creante, pure lo vogliamo questo piccolo amore, anzi lo sospiriamo, lo agogniamo, e quando non ce lo dà andiamo in delirio.

Succede a Noi come un padre amante di suo figlio, che dota il figlio delle sue proprietà, e questo figlio amando suo padre, spesso, spesso, prende i frutti delle proprietà dategli, e le manda in dono a suo padre. Oh! come il padre gode, ad onta che non ne fa bisogno, nel ricevere i doni, nel dono si sente amato dal suo figlio, il dono è l'amore parlante e operante del figlio suo, e l'amor del padre cresce sempre per lui, e si sente onorato, appagato d'aver dato le sue proprietà a colui che l'ama e che nutre l'affetto per il padre suo. Ma qual sarebbe il dolore di questo padre se il figlio non gli mandasse mai nulla dei beni datogli? Spezzerebbe il più sacrosanto dei doveri, l'amore tra figlio e padre, e convertirebbe in dolore la gioia, la felicità della paternità.

Più che padre amiamo la creatura, e tutta la nostra felicità è nell'essere riamati; e se non ci ama, se il potesse convertirebbe in dolore la nostra Paternità.

Perciò figlia mia, quanto più ci ami, tanti doni di più mandi al tuo Padre Celeste, i quali ci sono tanti graditi, perché frutti delle nostre proprietà divine, date con tanto amore dal tuo Creatore ».
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(1) “Lui è l’unico capace di soddisfarci. Il suo amore è infinito. Non ha limiti. Oh, se potessi vedere un attimo come mi ama il mio Gesù! Sembra che non ci sia altra creatura al mondo da amare, perché il suo amore mi si manifesta fin nei più piccoli dettagli. Come vorrei che tu lo amassi! (SANTA TERESA DE LOS ANDES, “I suoi scritti”, El Carmelo, punto 6: lettera 103.- A Herminia Valdés Ossa. Parla di questioni spirituali e materiali)

(2) «Con il libero arbitrio ognuno dispone di se stesso. La libertà è nell'uomo forza di crescita e di maturazione nella verità e nel bene. La libertà raggiunge la sua perfezione quando è ordinata a Dio, nostra beatitudine» (CCC 1731).
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Differenza tra l'amore creato e l'Amore creante. Dote con cui Dio dotò la creatura - Libro di cielo - Vol. 28, 9 novembre 1930 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/4uNBB - PDF: https://t.ly/oEtWr
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10/03/2026

Foga d'amore. Come l'amore ha divorato tutte le anime

[Luisa:] Stavo pensando all'Incarnazione del mio dolce Gesù nel seno materno della Sovrana Celeste, ed il mio dolce Gesù, uscendo dal mio interno mi ha stretto fra le sue braccia con una tenerezza indicibile e mi ha detto:

« Figlia mia, foga d'amore fu la Creazione(1), e fu tanto intensa, grande, che straripando dal nostro Essere Divino investì tutto l'universo e si diffuse ovunque, ed il nostro Fiat pronunziandosi e operando in questa nostra corsa d'amore, che correva, correva senza potersi fermare se non quando si sparse ovunque e diede il suo bacio d'amore a tutte le creature che ancora non esistevano; il suo bacio d'amore fu bacio di gioia, di felicità, che imprimeva su tutte le generazioni.

E il nostro Fiat Divino che correva insieme non si contentò di soli baci, ma pronunziandosi formò soli, cieli, stelle, mari e terra, e tutto ciò che si vede nel gran vuoto dell'universo. Sicché la foga del nostro Amore nella Creazione fu foga d'amore festante, di felicità, di gioia, con cui dovevamo vezzeggiare e felicitare tutte le creature.

Invece nell'incarnarmi nel seno materno, la nostra foga d'amore, che non potendo contenerla, straripò da Noi e fece la stessa corsa della Creazione, fu foga d'amore di tenerezza, di compassione, di misericordia, e metteva a repentaglio la Vita d'un Dio per ritrovare l'uomo e dargli i suoi baci d'amore, teneri, compassionevoli, i suoi baci di perdono, e racchiudendo la vita delle creature tutte nel suo mare d'amore, dava loro il bacio di vita, mettendo la sua Vita d'Amore per dar vita all'uomo.

Il nostro Amore giunse all'eccesso nell'incarnazione perché non fu come nella Creazione Amor che festeggia, che gioisce, ma Amore dolente, Amore penante, Amore sacrificato, che darà la vita per far preda della vita dell'uomo(2).

Ma il nostro Amore non è contento ancora; metti la mano sul mio cuore e senti come mi batte forte, fino a sentirmelo scoppiare, tendi le tue orecchie e senti come rigurgita, quasi come mare in tempesta, che formando le sue onde altissime, vuole straripare fuori per invadere tutto e tutti; vuol fare la sua terza corsa di foga d'amore, ed in questa foga d'amore vuol formare il regno della mia Divina Volontà.

Questa nostra foga d'amore unirà insieme quella della Creazione e quella della mia Incarnazione e ne formerà una sola e sarà foga d'amore trionfante, e darà il suo bacio d'amore trionfatore, d'amore conquistatore, d'amore che vince tutto per dare il suo bacio di pace perenne, il suo bacio di luce che metterà in fuga la notte dell'umano volere e farà sorgere il pieno giorno del mio Voler Divino, che sarà portatore di tutti i beni.

Come lo sospiro, mi rigurgita tanto il mio Amore che sento la necessità di strariparlo fuori. E se tu sapessi che sollievo sento quando sfogando con te ti parlo del mio Voler Divino, la foga del mio Amore che mi dà la febbre delirante si calma, e sentendo refrigerio mi metto all'opera per fare che tutto fosse Volontà mia nell'anima tua. Perciò sii attenta e lasciami fare ».

[Luisa:] Dopo di ciò, la mia povera mente si perdeva nell'amore del mio dolce Gesù e vedevo innanzi a me una gran ruota di luce che scottava più del fuoco, la quale conteneva tanti raggi quante creature avevano uscite ed usciranno alla luce del giorno, e questi raggi investivano ciascuna creatura, e con dolce forza rapitrice le rapivano nel centro della gran ruota di luce, dove era Gesù che le aspettava dal grembo del suo Amore per divorarle, ma non per farle morire, ma per rinchiuderle nella sua piccola Umanità, per farle rinascere, crescere e alimentarle con le sue fiamme divoratrici per darle vita novella, la vita tutta d'amore; il mio piccolo Gesù, appena concepito racchiuse in sé il gran parto di tutte le generazioni, più che una tenera madre che racchiude il suo parto per uscirlo alla luce formato dal suo amore, ma con pene inaudite, e anche con la sua morte. Onde il mio tenero Gesù, in mezzo a quella voragine di fiamme, piccino piccino, mi ha detto:

« Guardami e ascoltami. Figlia mia, in mezzo a questa voragine di fiamme, Io non respiro altro che fiamme, e nel mio respiro sento che le fiamme del mio Amore divorante(3) mi portano il respiro di tutte le creature, il mio piccolo cuoricino palpita fiamme, le quali, allungandosi rapiscono i palpiti di tutte le creature, e me le depone nel cuore, e sento tutti i palpiti palpitando nel mio piccolo cuore.

Tutto è fiamme: Fiamme gettano le mie piccole manine, i miei immobili piedini. Ahi! il mio Amore com'è esigente! Per chiudermi tutto e per farmi dar vita a tutti mi ha messo in mezzo ad un fuoco divoratore, ed oh! come sento al vivo le colpe, le miserie, le pene di tutti.

Sono piccino ancora, eppure nulla mi si risparmia! Posso dire: “Tutti i mali sono caduti dentro e fuori di Me”. Ed in mezzo a queste fiamme divoratrici, carico di tante pene, guardo tutti ed esclamo piangendo: “Il mio Amore tutti mi ha ridonato, me le ridonò nella Creazione e mi sfuggirono; me le ridona nel concepirmi nel seno della mia Mamma, ma sono sicuro che non mi sfuggiranno? Saranno mie per sempre?”

Oh! come sarei felice se tutti non mi sfuggissero; le loro pene mi sarebbero refrigerio, se tutti i miei cari figli, il mio caro parto concepito nella mia piccina Umanità fosse al sicuro; e piangendo e singhiozzando guardavo in faccia a ciascuna per intenerirle con le mie lacrime, e ripetevo: “Cari figli miei, non mi lasciate, non andate più lunge da Me, sono Padre vostro, non mi abbandonate; deh! riconoscetemi, abbiate almeno compassione del fuoco che mi divora, delle mie lacrime ardenti, e tutto per causa vostra, perché vi amo troppo, vi amo da Dio, vi amo da Padre svisceratissimo, vi amo come Vita mia(4).”

Ma sai tu figlia piccola del mio Volere Divino, qual fu l'interesse più grande del mio Amore? Di divorare nelle creature la loro volontà umana, perch'è origine di tutti i mali, e che con tutte le sue fiamme divoratrici, formava nubi per non farsi bruciare.

Oh! Ciò che più mi torturava era la volontà umana che non solo formava nubi, ma formava le scene più dolorose nella mia stessa Umanità. Perciò prega che la mia Divina Volontà sia conosciuta e vi regni, e allora mi potrai chiamare il Gesù felice. Altrimenti le mie lacrime non cesseranno, terrò sempre da piangere la sorte della povera umanità, perché giace sotto l'incubo della sua misera volontà ».
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(1) «La creazione si rivela come il primo passo verso questa Alleanza, come la prima e universale testimonianza dell'amore onnipotente di Dio» (cfr Gen 15,5; Ger 33,19-26) (CCC 288). «La creazione è destinata, orientata all'uomo, immagine di Dio (cfr Gen 1,26), chiamato a una relazione personale con Dio» (CCC 299).

(2) «Dio ci ha amati nel primo modo, cioè con amore di generosità, nella creazione, quando ci ha ricolmato di doni, dentro e fuori di noi; e ci ha amati di un amore sofferente nella redenzione, quando ha inventato il proprio annientamento, soffrendo per noi le sofferenze più terribili, per convincerci del suo amore. È dunque sulla croce che bisogna contemplare la verità che "Dio è amore" ». (Padre RANIERO CANTALAMESSA, O.F.M. Cap., Omelia, Celebrazione della Passione del Signore, n. 2, Basilica di San Pietro, Venerdì Santo, 14 aprile 2006)

(3) La Sacra Scrittura afferma più volte che «il nostro Dio è un fuoco divorante» (Eb 12,29; Dt 4,24; 9,3)... Fuoco, detto anche «ministro di Dio» (cfr Sal 103/104,4 ), simboleggiava la purificazione dell'uomo dal peccato, così come l'argento viene 'purificato' e l'oro viene 'provato' nel fuoco (cfr Zac 13,8-9).” (S.S. GIOVANNI PAOLO II, «La Pentecoste come teofania», n. 6. Udienza generale del mercoledì 12 luglio 1989)

(4) “Dio conosce il cuore dell’uomo. Egli sa che chi lo respinge non ha conosciuto il suo vero volto, per questo non smette di bussare alla nostra porta, come un umile pellegrino in cerca di accoglienza... Sì, Dio ci ama e proprio per questo si aspetta da noi ritornare a Lui, per aprire il nostro cuore al suo amore, possiamo mettere la nostra mano nella sua e ricordarci che siamo suoi figli”. (S.S. BENEDETTO XVI, Omelia, Celebrazione dei Primi Vespri della Prima Domenica di Avvento. Basilica di San Pietro, domenica 1 dicembre 2007)
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Foga d'amore. Come l'amore ha divorato tutte le anime - Libro di cielo - Vol. 27, 18 dicembre, 1929 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/SNMmC - PDF: https://t.ly/9E2Aw
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27/02/2026

Mormorio d'amore continuo, amore delirante e dolorante. Chi fa la Divina Volontà forma il mare di refrigerio all'amore divino

[N.S. Gesù Cristo:] « Figlia mia, il mare della nostra Divinità mormora sempre, senza mai cessare, ma sai tu che dice nel suo mormorio? Amore! amore verso la creatura!

Ed è tanta la foga del nostro amore, che nel nostro mormorio continuo sbocchiamo amore, e formiamo tale onde altissime, da poter affogare Cielo e terra, le creature tutte, tutto d'amore, e vedendo che non si fanno riempire tutte del nostro amore, col desiderio di vedere sboccare le creature del nostro amore, si forma in Noi l'amore delirante, e nel nostro delirio, mettendo da parte l'ingratitudine umana e mormorando ripetiamo più forte: amore! sempre amore a chi disconosce e non prende il nostro amore per farsi amare e darci amore(1).

Ora, il nostro amore respinto si atteggia in amore dolorante! ma sai tu chi viene a mettere refrigerio e calma ai nostri deliri amorosi? Chi raddolcisce e fa sorridere il nostro amore dolorante? L'anima che vive nel nostro Volere Divino. Esso forma il suo mare nella creatura, il nostro mare ed il suo si tuffano insieme e uno scorre nell'altro, ed oh! com'è dolce il mormorio della creatura nel nostro mormorio, che ripete continuamente, amore! amore! sempre amore al mio Creatore, alla mia eterna vita, a Colui che tanto mi ama!

Vedi dunque, chi vive nel nostro Fiat Divino è il nostro refrigerio al nostro amore che ci divora, e forma il mare dolce al nostro amore dolente.

Oh! prodigio del nostro Volere Divino, che facendo uso del suo potere forma il suo mare nella creatura, e mettendola a gara con Noi, non solo la fa mormorare continuamente amore, ma la eleva tanto, che tuffandosi nel nostro mare, quando ci sentiamo affogati, divorati dal nostro amore, che non potendolo contenere sentiamo necessità d'amore, ci fa sboccare nel mare che il nostro Fiat ha formato nella creatura che vive in Esso, e mette tregua ai nostri deliri amorosi, e refrigerandoci col suo amore ci raddolcisce. Come non amare colei che vive nel nostro Volere? ».
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(1) “Se l’uomo riesce a dimenticare o a rifiutare Dio, Dio non smette di chiamare ogni uomo a cercarlo affinché possa vivere e trovare la gioia. Ma questa ricerca richiede da parte dell'uomo tutto lo sforzo della sua intelligenza, la rettitudine della sua volontà, "un cuore retto", e anche la testimonianza di altri che gli insegnino a cercare Dio." (CEC 30)
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Mormorio d'amore continuo, amore delirante e dolorante. Chi fa la Divina Volontà forma il mare di refrigerio all'amore divino - Libro di cielo - Vol. 26, 8 luglio 1929 - SD Luisa Piccarreta - Google doc: https://t.ly/XvONP - PDF: https://t.ly/5SL6u
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