Scuola Svizzera di Counseling

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Single ? Miglioramenti di vita grazie al counseling Vivere meglio da single grazie al counseling è una prospettiva valid...
22/07/2023

Single ? Miglioramenti di vita grazie al counseling

Vivere meglio da single grazie al counseling è una prospettiva valida e positiva. Essere single può offrire molte opportunità per la crescita personale, l'autonomia e la scoperta di se stessi. Tuttavia, può anche essere un periodo di sfide, sentimenti di solitudine, o lottare con problemi emotivi legati a relazioni passate o aspettative future.

Il counseling può essere un prezioso strumento per aiutarti a esplorare ed affrontare queste sfide in modo costruttivo. Ecco alcuni modi in cui il counseling può contribuire a migliorare la tua vita da single:

Autoconsapevolezza: Un counselor può aiutarti a comprendere meglio te stesso, i tuoi bisogni, desideri, obiettivi e valori. Questa consapevolezza può consentirti di prendere decisioni più consapevoli e di costruire una vita soddisfacente da single.
Affrontare il passato: Il counseling può essere utile per elaborare eventuali esperienze passate difficili o relazioni che hanno potuto lasciare cicatrici emotive. Questo ti aiuterà a liberarti da eventuali bagagli emotivi e a concentrarti sul presente.
Gestione dello stress e dell'ansia: Essere single può comportare sfide uniche, e il counseling può insegnarti tecniche per gestire lo stress, l'ansia o i sentimenti di isolamento che possono sorgere.
Migliorare le abilità relazionali: Anche se sei single, le tue relazioni con amici, familiari e colleghi sono ancora significative. Il counseling può aiutarti a sviluppare abilità relazionali più forti, che possono migliorare tutte le tue interazioni.
Potenziare la tua autostima: Un counselor può aiutarti a costruire una maggiore fiducia in te stesso e a sviluppare un atteggiamento positivo verso la tua singola condizione. Questo può aiutarti ad abbracciare la tua singola vita e viverla appieno.
Esplorare le tue aspirazioni: La singola vita può essere un momento per scoprire nuovi interessi, passioni e obiettivi. Il counseling può aiutarti a identificare le tue aspirazioni e fornirti il supporto necessario per raggiungerle.
Pianificazione per il futuro: Un counselor può aiutarti a stabilire obiettivi realistici per il futuro e a creare un piano d'azione per raggiungerli. Questo ti consentirà di guardare con ottimismo al futuro come single.
Inoltre, il counseling può essere particolarmente benefico per coloro che stanno affrontando una separazione o un divorzio, in quanto può aiutare a elaborare le emozioni associate a tali eventi e a costruire un nuovo inizio.
Dr Maurice Cereghini
Esperto in relazioni e conflitti interiori
Maurice Cereghini Institute srl
Dal 1988 centri per il miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso il counseling.

Il counseling politico..Da anni ho aiutato autorità della politica Italiana ho sostenuto campagne elettorali sin dal 199...
21/07/2023

Il counseling politico..
Da anni ho aiutato autorità della politica Italiana ho sostenuto campagne elettorali sin dal 1994.
Approfondiamo insieme cos’è il counseling politico.

Il counseling politico è un processo che mira a fornire supporto, orientamento e consulenza a leader politici per aiutarli a sviluppare le loro capacità, prendere decisioni informate e gestire lo stress e le sfide del loro ruolo. Ecco alcuni suggerimenti per fornire un counseling efficace:

Creare una relazione di fiducia: Il counseling politico richiede una relazione di fiducia tra il counselor e il leader politico. Sii empatico, rispettoso e ascoltativo per costruire una solida base di fiducia.
Comunicazione efficace: Sii un ascoltatore attento e attivo. Chiedi domande aperte per incoraggiare il leader politico a esprimere i suoi pensieri e le sue preoccupazioni. Utilizza il linguaggio chiaro e non giudicante.
Obiettivi chiari: Aiuta il leader politico a identificare i suoi obiettivi e le sue priorità. Sostenilo nel creare un piano d'azione per raggiungere tali obiettivi e affrontare le sfide.
Consapevolezza delle emozioni: La politica può essere stressante e emotivamente intensa. Aiuta il leader politico a comprendere e gestire le proprie emozioni in modo sano, sia nei momenti di successo che in quelli di difficoltà.
Analisi delle decisioni: Assicurati di supportare il leader politico nel prendere decisioni informate. Aiutalo a valutare i pro e i contro delle diverse opzioni e a considerare le implicazioni a lungo termine.
Coaching sulla leadership: Fornisci al leader politico strumenti e tecniche per migliorare le sue competenze di leadership, inclusa la gestione del tempo, la delega e la gestione di conflitti.
Mantenere la neutralità politica: Come counselor, mantieni una posizione neutrale e non partigiana. Il tuo ruolo è quello di supportare il leader politico nella sua crescita personale e professionale, indipendentemente dalle sue posizioni politiche.
Riservatezza: Assicurati di rispettare la riservatezza delle informazioni condivise durante le sessioni di counseling. Questo è fondamentale per mantenere la fiducia del leader politico.
Autocura: Il counseling politico può essere impegnativo anche per il counselor. Assicurati di prenderti cura di te stesso, evitando il burnout e facendo affidamento su una supervisione adeguata per affrontare le sfide del tuo ruolo.
Valutazione e misurazione dei progressi: Monitora i progressi del leader politico e valuta periodicamente i risultati raggiunti. Questo aiuterà a identificare i punti di forza e le aree di miglioramento.

Dr Maurice Cereghini
Esperto in Counseling Politico e Relazioni
Maurice Cereghini Institute srl
fornitore di consulenza con accredito governativo registrato presso registro dei rappresentanti di interesse del MISE _ Ministero dello Sviluppo Economico n.identificazione 2021-98632826-42.

Il counseling può certamente offrire un supporto prezioso a una persona che ha un partner anaffettivo. L'anaffettività p...
28/05/2023

Il counseling può certamente offrire un supporto prezioso a una persona che ha un partner anaffettivo. L'anaffettività può essere descritta come una difficoltà a provare o esprimere emozioni in modo adeguato nelle relazioni intime. Questo può creare sfide significative nella relazione di coppia e avere un impatto sull'equilibrio emotivo di entrambi i partner.

Ecco come il counseling può essere utile:

Consapevolezza e comprensione: il counseling può aiutare il partner anaffettivo a prendere consapevolezza delle proprie emozioni, a comprendere l'origine dell'anaffettività e ad esplorare i modi per superarla o gestirla in modo più efficace. Ciò può favorire una maggiore comprensione reciproca all'interno della relazione.
Comunicazione: il counseling può fornire una piattaforma sicura per migliorare la comunicazione tra i partner. Sviluppando abilità di comunicazione efficaci, entrambi i partner possono esprimere i propri bisogni, paure e preoccupazioni in modo aperto e rispettoso.
Esplorazione dei modelli di attaccamento: l'anaffettività può essere correlata a modelli di attaccamento insicuri sviluppati nell'infanzia. Attraverso il counseling, è possibile esplorare questi modelli e lavorare su strategie per sviluppare un attaccamento più sicuro all'interno della relazione di coppia.
Gestione dello stress e dell'ansia: il partner anaffettivo potrebbe sperimentare ansia o stress legati alle emozioni e alla vicinanza emotiva. Il counseling può fornire strumenti per gestire lo stress e l'ansia, promuovendo un maggiore benessere emotivo.
Rafforzamento del legame di coppia: attraverso il counseling, i partner possono lavorare insieme per rafforzare il legame emotivo e la connessione nella relazione. Ciò può comportare la creazione di nuovi modi per sostenersi reciprocamente e per sviluppare un'intimità emotiva più profonda.
È importante sottolineare che il counseling richiede l'impegno e la partecipazione attiva di entrambi i partner. Sebbene il counseling possa essere un prezioso strumento per affrontare l'anaffettività, non è una soluzione miracolosa e i risultati dipenderanno dall'apertura, dalla motivazione e dalla collaborazione di entrambi i partner nel processo di cambiamento e crescita personale.

Dr Maurice Cereghini
Membro
American Psychological Association
International for counseling Association
Star bene con se stessi Star bene con il mondo
Maurice Cereghini Institute srl

Iscritto anche per il 2023 all’Associazioni Psicologi Americana.
25/05/2023

Iscritto anche per il 2023 all’Associazioni Psicologi Americana.

Psicologia per il benessere -  counseling antiagingInvecchiare è un fenomeno naturale che è la somma di tutte le modific...
23/04/2023

Psicologia per il benessere - counseling antiaging

Invecchiare è un fenomeno naturale che è la somma di tutte le modificazioni biologiche e psicologiche che accompagnano ogni individuo lungo il cammino della sua vita. Si tratta di una complessa serie di processi che portano ad una trasformazione funzionale dei sistemi e dei ritmi dell’organismo. Non tutti invecchiamo allo stesso modo. L’invecchiamento e la vecchiaia sono principalmente processi culturali e sociali e l’età è un modo solo approssimativo di definire l’invecchiamento, poiché esso è il riflesso non solo del processo biologico dell’organismo ma anche degli esiti delle malattie, del peso delle avversità, dello stile di vita scelto. La psicologia, attraverso l’applicazione di moderne tecniche integrate, può dare un decisivo contributo in programmi anti-aging che aiutano a preservare la salute dei sistemi biopsichici. Non si tratta di ricercare la fonte dell’eterna giovinezza, ma di scoprire quali sono le aree su cui possiamo interve**re ed i comportamenti che dobbiamo adottare per affrontare il passaggio degli anni in salute.

Maurice Dr Cereghini
Ricerca e consulenza nel counseling antiaging
Presso Maurice Cereghini Institute

Dinamiche del partner egoista Diciamocelo pure francamente, alcune persone sembrano essere portate per le relazioni, alt...
21/04/2023

Dinamiche del partner egoista
Diciamocelo pure francamente, alcune persone sembrano essere portate per le relazioni, altre, un po’ meno! Mentre le prime sono volte alla condivisione, alla reciproca gratificazione e hanno spirito di coppia, le seconde, sono indubbiamente egoiste e non spiccano per essere cooperative, disponibili o disposte a piccole rinunce per il bene comune! In effetti, per alcune persone, quello di «bene comune» è un concetto piuttosto astratto, per loro esiste solo «il proprio di bene» e nulla più. Vediamo insieme quali sono i comportamenti tipici del partner egoista e cosa fare per iniziare finalmente a pensare di più al proprio bene! Prima, però, facciamo una piccola premessa su quello che è il sano egoismo e quelli che sono dei diritti emotivi, cioè delle pretese legittime che tutti noi dovremmo avere in una relazione. Ciò che dobbiamo aspettarci e quindi pretendere dal partner è:

l’accettazione della nostra identità
il rispetto
la stima
l’ascolto e la comprensione
Questo è l’ABC ed è bidirezionale, si dà e si riceve. Non dovrebbe mancare in nessuna relazione. Quando ci sono queste basi, la cooperazione emerge spontaneamente: i partner si muovono nella stessa direzione, non si remano contro e sono in grado di costruire appagamento reciproco. Avere questo tipo di pretese nella coppia è del tutto sano. Sono ben altre le pretese che dovrebbero farci suonare qualche campanello d’allarme. Vediamole insieme Comportamenti tipici del partner egoista

Essere egoisti non significa pensare ai propri bisogni. Significa piuttosto pensare solo ai propri bisogni anche a discapito di quelli altrui. Chi è egoista, infatti, può essere molto sconsiderato e non curarsi minimamente del benessere degli altri, compreso il tuo. È sconsiderato e ti fa sentire messa/o da parte

Se non ti senti considerata/o dal tuo partner, probabilmente è perché lui/lei è egoista e non tiene conto dei tuoi sentimenti. Questo approccio contraddice il principio cardine di una relazione: la cooperazione. Se non ti considero e non considero i tuoi sentimenti, allora non ne avrò neanche rispetto e, se necessario, non mi farò scrupoli a calpestarli.

Lui è in serie A, tu in serie B

Quando manca reciprocità, la coppia si sbilancia, si creano due livelli gerarchici. Indovina un po’? A capo di questa gerarchia c’è lui/lei, il partner egoista! Ciò significa che i suoi bisogni vengono sempre prima dei tuoi. I suoi bisogni, non sono solo più importanti dei tuoi ma hanno anche la priorità su qualsiasi progetto in comune. Non esistono compromessi

In una coppia sana, entrambi i partner sono disposti a venirsi incontro, ci tengono al bene reciproco e così possono anche accettare compromessi per il bene comune. Sì, un partner che ti ama può sacrificarsi per te. Bada bene, non pensare a grandi imprese, battaglie, cavalli bianchi e grande rinunce. Se lo ami, anche tu farai in modo che non dovrà sacrificare troppo! 🙂 Quando l’amore è bidirezionale, nella coppia possono accadere cose meravigliose, per entrambi i partner e non solo per uno!

Ciò non si verifica quando stringi una relazione con un partner egoista, così concentrato su se stesso da non accettare compromessi e non capire neanche i tuoi sforzi. Nella logica (ovviamente errata!) di alcune persone, gli sforzi che compi gli sono dovuti e così finiscono addirittura per non apprezzarti e darti per scontata/o.

È irascibile: tutto deve essere facile per lui/lei

Intendiamoci, a nessuno piacciono le difficoltà, tuttavia quando la vita si fa dura, cosa facciamo? Ci armiamo di pazienza e affrontiamo ciò che arriva senza andare in escandescenza e soprattutto senza colpevolizzare il primo che capita. Chi è egoista, in genere, fa esattamente l’opposto. Per lui/lei, le cose devono andare sempre lisce, non tollera imprevisti e ancor meno errori umani. Ciò che intralcia la sua soddisfazione diviene motivo di forte rabbia e il pretesto per colpevolizzare. Non fa nulla per migliorare le cose

Se c’è qualche problema nella relazione, le coppie sane si attivano per risolverlo facendo in modo che nessuno si debba sentire ferito o turbato di nuovo. Insomma, anche nelle coppie sane i problemi ci sono, ma si risolvono. Un partner egoista non è capace di costruire una coppia sana. Se ci sono problemi, lei/lui non fa nulla e quando gli sforzi sono unidirezionali, inevitabilmente si ripresenteranno sempre le stesse ferite, sempre gli stessi turbamenti!

Fa progetti senza considerarti

Questo rimanda al primo punto visto. Il partner egoista organizza la sua vita in base a quelle che sono le sue priorità. Si adopera per le cose convenienti per lui/lei ma non per te! E se glielo fai notare? Scocciato, sembra cadere dalle nuvole! Molte persone neanche si rendono conto del loro egoismo e se glielo fai notare, cascano dalle nuvole, nel profondo, possono sentirsi addirittura i partner ideali. Tu, però, non farti ingannare, li riconosci subito perché per ciò che prendono, sono sempre “a pancia piena” mentre tu ti sentirai sempre più vuota/o, deprivata/o, in credito di amore, con un’immensa fame di riscatto. Ecco, forse un partner egoista lo riconosci meglio per come ti fa sentire.

Mostra scarso interesse

Qui siamo all’apice dell’egoismo. Un partner egoista potrebbe essere interessato al dialogo e ad ascoltare la tua giornata. Tuttavia, quando il tratto egoistico è molto spiccato, lei/lui potrebbe mostrare scarso interesse per come ti senti, ciò che hai fatto… così, talvolta, potrebbe farti sentire invisibile.

«Io» viene prima di «Noi»

Un buon partner ti considera. Un buon partner ha a cuore la tua felicità nella stessa misura in cui si preoccupa della sua di felicità! Non esistono livelli o gerarchie. I bisogni di entrambi hanno lo stesso peso sulla bilancia. Se non considera le tue scelte, non dà importanza a come ti senti, ti sentirai sicuramente disconnesso/a e insoddisfatto nella coppia. La domanda emerge spontanea: perché rimani in una relazione così? Hai mai provato a interrogarti? Prendono tutto finché non ti resterà… niente

Il partner egoista prende tutto. Prende, prende, prende e pretende! Ti depriva di attenzione, di cure, premure, finché non ti resta nulla. Non temere, non arriverà mai a svuotarti del tutto, hai sempre te stessa/o da cui ripartire.

Come gestire la situazione

Mi piace pensare che ognuno di noi ha due immense dosi d’amore da donare. La prima dose è destinata a sé, ci spetta per diritto, è nostra. La seconda dose può essere donata agli altri.

Non ti chiederò di smettere di amare chi non ti ama, perché fidati, chi è egoista non può amarti e non può amare nessuno. Sarebbe f***e, da parte mia, chiederti di allontanarti o lasciare il tuo partner. Posso però invitarti a donare a te stesso quell’amore che finora ti sei negato. Posso invitarti a investire più energie in te stesso, nella splendida persona che sei. Perché sai, si nasce due volte, la prima volta quando vieni al mondo ed è lasciata alla sorte. La seconda volta, rinasci quando inizi a volerti bene e sei pronto a scrivere le pagine della tua vita. In che modo? Anche questa volta potrei suggerirti di iniziare un nuovo hobby o riscoprire passioni dimenticate, potrei dirti di chiamare un vecchio amico, passare del tempo nella natura… Queste sono tutte attività costruttive, ma solo tu sai cosa ti piace e cosa può farti stare bene, quindi fallo e inizia a volerti bene! Ogni giorno, scegli di fare qualcosa per te stessa/o, che sia un piccolo gesto o un’attività che richiede ore, non importa, ciò che conta è iniziare a dedicarti quelle attenzioni che per troppo tempo ti sono state negate, quei riconoscimenti che meriti da una vita. Ciò che conta è che inizi a destinarti quella prima dose d’amore. La meriti.

Per approfondire e cercare di trovare la strada giusta per migliorare la qualità della vita della tua vita.
Dr Maurice Cereghini
Counseling e Health Wellness Coaching
Maurice Cereghini Institute srl
Como Milano
Studio Maurice Cereghini Sagl
Lugano Locarno
Membro Association International Counseling
Association American Counseling
Association Psychological American
Per informazioni e prenotazioni
Telef. 00393355945950

Nuovamente la Norman Academy inc. nelle persone del suo Presidente l’Esimio Professor Giulio Tarro immunologo di fama mo...
05/04/2023

Nuovamente la Norman Academy inc. nelle persone del suo Presidente l’Esimio Professor Giulio Tarro immunologo di fama mondiale è il segretario generale il dr Vincenzo Cortese mi hanno onorato di premiarmi per il lavoro che svolgo da anni nella consulenza e divulgazione del Counseling.
Ringrazio per l’Alto privilegio.
Star bene con se stessi Star bene con il mondo.

11/03/2023
Momenti molto difficili ?Tutti noi possiamo avere momenti di sconforto: non sentirsi all’altezza delle aspettative, perd...
01/03/2023

Momenti molto difficili ?

Tutti noi possiamo avere momenti di sconforto: non sentirsi all’altezza delle aspettative, perdere un genitore, perdere la persona che ami, aver paura di rimanere per sempre senza legami affettivi. Poi ci sono, quei maledetti giorni in cui ci svegliamo privi di forze e di energia per affrontare la giornata. Sono quei momenti in cui la tristezza ci avvolge e ci soffoca con il suo manto di debolezza…quei momenti in cui ci si sente senza forze e senza alcuna motivazione per alzarsi dal letto. I momenti di crisi sono parte della vita

È normale che la tua esistenza sia costellata di alti e bassi Altrimenti non avresti alcuna opportunità per crescere, imparare ed evolverti. Ciò che non dovresti mai dimenticare è che, anche di fronte ad un momento davvero difficile, sei tu stessa/o a decidere che atteggiamento assumere in una determinata situazione; un atteggiamento positivo oppure negativo. Il primo passo che devi affrontare, è prendere coscienza della situazione difficile in cui ora ti trovi in tutti i suoi aspetti e nell’accettarla per quella che è. Certo, in questo momento scappare sembrerebbe più semplice per te.

Vivere sempre in fuga è impossibile

Quando cerchi di chiudere gli occhi davanti a qualcosa che non si vuoi affrontare, in realtà stai tentando di scappare da te stessa/o e dalle tue responsabilità. Forse in questo momento credi di non avere alcuna responsabilità rispetto a ciò che ti sta accadendo. In ogni caso, però, potrai provare a controllare le tue reazioni agli eventi e a determinarne le conseguenze. Capisco perfettamente il tuo scoraggiamento. So bene che certe avversità possono assumere molte forme, talmente tante che, a volte, anche il migliore degli appoggi o aver letto una montagna di libri sull’auto aiuto, non sono sufficienti.

Cosa puoi fare per uscire da questo momento difficile?

Un vecchio aforisma di Seneca recita “Attraverso le asperità si arriva alle stelle”. Seneca era ben consapevole di come le difficoltà fossero in grado di forgiare il carattere di una persona. Tale concetto possiamo estenderlo a livello universale: i diamanti nascono nelle viscere della Terra, sottoposti a pressioni inimmaginabili; tante specie animali hanno dovuto affrontare esperienze dolorose per adattarsi alle difficoltà del loro habitat..

Se pur dolorose, le esperienze dolorose fanno da sottofondo al processo di costruzione della nostra esperienza, della nostra maturità e saggezza. Sono momenti in cui sperimentiamo il limite e siamo costretti a fare i conti con la realtà, a rivedere l’immagine di noi stessi e la nostra idea di futuro, a vagliare le diverse opportunità e decidere le eventuali correzioni da apportare ai nostri progetti di vita.

Cosa fare in quei momenti di sconforto?

La forte tristezza e la sensazione di vivere una vita che non ci appartiene sono sensazioni molto comuni quando si attraversa un momento difficile. Continuare a rimuginare su quanto non ci meritassimo questo colpo del destino non aiuta a risollevarsi e ripartire. Come facciamo ad andare oltre e a continuare la nostra vita quando ci sentiamo “giù di corda? Lo sconforto è parte delle sensazioni normali dell’animo umano, una forma di disagio e di dolore che ci fa capire che qualcosa non va bene e va cambiato. Volere che i momenti di sconforto scompaiano per magia non è da persone adulte. Così come pretendere che nemmeno appaiano. Se stai leggendo questo articolo, forse stai attraversando un momento difficile e pensi che non possiedi le forze necessarie per affrontare questo momento di sconforto. E magari desidereresti tanto che questa sensazione scomoda scomparisse magicamente. Vorresti mollare, sparire, metterti in un nascondiglio segreto, smettere di “combattere” la tua battaglia per stare meglio. Oppure, all’opposto, vorresti risolvere tutto subito e fare in un attimo tutto quello che non hai realizzato in una vita intera. Questa non è la via più giusta e tu lo sai bene. Perché rischi di buttarti ancora più giù e di renderti ancora più sconfortato, deluso.
Nei momenti di sconforto diventa difficile, se non impossibile, fare scelte, prendere decisioni, provare interesse per qualcosa o per qualcuno. Si hanno difficoltà di concentrazione, sbalzi di umore, si prova senso di colpa o di inadeguatezza. Se stai leggendo questo articolo, forse stai attraversando un momento difficile e pensi che non possiedi le forze necessarie per affrontare questo momento di sconforto. E magari desidereresti tanto che questa sensazione scomoda scomparisse magicamente. Vorresti mollare, sparire, metterti in un nascondiglio segreto, smettere di “combattere” la tua battaglia per stare meglio. Oppure, all’opposto, vorresti risolvere tutto subito e fare in un attimo tutto quello che non hai realizzato in una vita intera. Questa non è la via più giusta e tu lo sai bene. Perché rischi di buttarti ancora più giù e di renderti ancora più sconfortato, deluso, triste.

Lo sconforto va affrontato, perché affrontandolo lo si può superare. Ma con gli strumenti giusti. E non lo si affronta cercando di zittirlo, di sostituirlo con qualcos’altro. Anche se al momento ci riusciamo, ci resta dentro un’amarezza ancora più indefinibile, che tornerà più forte la prossima volta. La tristezza si combatte poco a poco e con piccole conquiste quotidiane! Si suol dire “il buongiorno si vede dal mattino”: se vuoi davvero stare bene con te stessa/o devi alzarti dal letto in maniera propositiva; basta svegliarsi già con l’idea che la giornata sarà noiosa o faticosa. Devi alzarti con uno spirito positivo e rallegrarti per le cose piacevoli che di sicuro potranno accaderti. Esempio: “oggi sarà una bella giornata” oppure “oggi mi sento in forma e vincente”
Nei momenti di sconforto diventa difficile, se non impossibile, fare scelte, prendere decisioni, provare interesse per qualcosa o per qualcuno. Si hanno difficoltà di concentrazione, sbalzi di umore, si prova senso di colpa o di inadeguatezza. Quando ti svegli, pensa a qualcosa che ti piacerebbe fare durante la giornata: passeggiare nel parco, fare acquisti, chiamare un’amica che non senti da tempo, leggere un libro nuovo, provare una nuova acconciatura o un nuovo taglio, iscriverti a quel corso che ti interessa tanto.

Domande curative per superare i momenti di sconforto

La vita è un cambiamento continuo, accetta che a volte bisogna dare spazio alla tristezza, perché se è arrivata, significa che l’anima l’ha cercata, quindi che ne aveva bisogno. E a quale scopo? La risposta è semplice: è arrivata per farci ritrovare il sorriso! È come se, nello scorrere della nostra vita, ci fossimo dimenticati un po’ troppo di noi stessi, della gioia per le nostre piccole conquiste.

Se vuoi davvero cambiare qualcosa, devi prenderti del tempo per lavorare su te stessa/o, ordinare i tuoi pensieri, permettere ai tuoi sentimenti di ve**re a galla e capire cosa esattamente ti infastidisce o ti fa stare male e come puoi migliorarlo. Quando ti senti crollare, quando i momenti difficili sembrano non lasciarti più, non esitare a dire a te stessa/o queste frasi curative. Uno strumento di sole parole che ti aiuteranno a trovare, ogni giorno, la forza necessaria di andare avanti, e motivarti ad affrontare così quei problemi che spesso ti tolgono la gioia.

Posso migliorare la mia giornata?
Lamentarmi migliorerà la mia giornata?
Sono davvero sicura che ho motivo per stare male?
Proprio tutti nella vita mi hanno delusa?
Sto esagerando per qualcosa che in realtà non merita tanta attenzione?
Sono davvero sicura che non ho alternative per migliorare il mio stato attuale?
Sto provando a scappare dai miei problemi?
Sono troppo aggrappata al mio passato?
Pensare male degli altri rende la mia vita migliore?
Aggrapparmi a qualcuno mi renderà felice?
Quanto ti ami?
Questi esercizi saranno un ottimo antidoto quando arrivano i momenti difficili così da non farti trovare impreparata; allora, niente di meglio che rafforzare l’autostima, l’idea che hai di te stessa/o. Capire, soprattutto, che la vita scorre, cambia in ogni istante. Lo vuoi o no, fai parte di questo flusso vitale. Se focalizzi i tuoi sforzi solo sulla paura di un insuccesso, perderai il senso di quello che davvero conta: il tuo presente. Rifletti: non credi che il presente ti dia già buone soddisfazioni? Certo, è difficile distaccarsi da chi amavi fino a poco fa, è difficile affrontare la vita se ci si sente demotivati e sfiduciati, è difficile lasciarsi dietro i ricordi per concentrarsi sul presente. Dunque, come si può fare? Come lasciare andare quello che eri e che avevi prima? Con coraggio, con entusiasmo e con una buona autostima. Pensa che la vita è come una grande sala piena di porte verso cui puoi incamminarti. Non ha senso rimanere intrappolati in un baule di ricordi.

La vita non si ferma ad aspettare che la tua tristezza svanisca! Anzi, la tristezza diventa molto più pericolosa se rimani immobile…se resti in casa senza uscire, senza voglia di parlare con nessuno e cercando riparo nelle lacrime. Sappi che ogni sforzo che farai per vincere la disperazione ti salverà dal cadere in depressione. Devi concentrarti sul fatto che tutti meritiamo di essere felici, e tu più di ogni altro.

Cerca la tua vera identità, fai quello che ti sei sempre proposto di fare e che non hai mai avuto il coraggio di intraprendere. Un viaggio da sola/o? Cercare lavoro in un’altra città? Chiedere un aumento di stipendio? Vivere significa accettare le sfide. C’è bisogno di coraggio per combattere e vincere i momenti di sconforto. Ma io ti assicuro che puoi farcela….devi solo convincerti di meritare la felicità che cerchi.

Certo, è difficile distaccarsi da chi amavi fino a poco fa, è difficile affrontare la vita se ci si sente demotivati e sfiduciati, è difficile lasciarsi dietro i ricordi per concentrarsi sul presente. Dunque, come si può fare? Come lasciare andare quello che eri e che avevi prima? Con coraggio, con entusiasmo e con una buona autostima. Pensa che la vita è come una grande sala piena di porte verso cui puoi incamminarti. Non ha senso rimanere intrappolati in un baule di ricordi.

La vita non si ferma ad aspettare che la tua tristezza svanisca! Anzi, la tristezza diventa molto più pericolosa se rimani immobile…se resti in casa senza uscire, senza voglia di parlare con nessuno e cercando riparo nelle lacrime. Sappi che ogni sforzo che farai per vincere la disperazione ti salverà dal cadere in depressione. Devi concentrarti sul fatto che tutti meritiamo di essere felici, e tu più di ogni altro.

Cerca la tua vera identità, fai quello che ti sei sempre proposto di fare e che non hai mai avuto il coraggio di intraprendere. Un viaggio da sola/o? Cercare lavoro in un’altra città? Chiedere un aumento di stipendio? Vivere significa accettare le sfide. C’è bisogno di coraggio per combattere e vincere i momenti di sconforto. Ma io ti assicuro che puoi farcela….devi solo convincerti di meritare la felicità che cerchi.
Se vuoi una risposta e cercare di risolvere tutti i tuoi dubbi e incertezze con il percorso Maurice Cereghini Methode può fare il punto di svolta!!!
Star bene con se stessi Star bene con il mondo sempre.
Maurice Cereghini Institute srl
Centri per il miglioramento della qualità della vita delle persone attraverso il counseling e Health Wellness.

Dal 1988 l’eccellenza del Counseling e dell’Health Coaching
20/02/2023

Dal 1988 l’eccellenza del Counseling e dell’Health Coaching

16/12/2022
Aspetta e rifletti prima di chiudere una relazione.Il cammino verso la coppia non è immune da fatiche e da intoppi, uno ...
09/12/2022

Aspetta e rifletti prima di chiudere una relazione.

Il cammino verso la coppia non è immune da fatiche e da intoppi, uno tra questi è la crisi di coppia e la fine dell’amore. Un amore non giunge al capolinea all’improvviso. Il processo separativo parte da lontano ed è sempre preceduto da tutta una serie inequivocabile di segni prodromici. La coppia da empatica e simpatica diventa collerica e rabbiosa. Aumentano a dismisura le liti per motivi fatui. Appaiono gli amanti. L’amore inizia a deflettersi e i partner iniziano a disinvestire per investire altrove. Cambia la suddivisione e la condivisione dello spazio e del tempo: dal fare tutto insieme, con il piacere di farlo, al non voler condividere niente. Il coniuge più sofferente o insofferente inizia ad avere bisogno dei propri spazi: frequenta, più del solito, la solitudine traendone una grande compagnia. I difetti prendono il posto dei pregi, e i motivi per i quali quel partner era stato eletto a compagno di vita precipitano del dimenticatoio.

D’accordo, non ce la fai più e vuoi solo uscire dalla relazione. Sei sicuro che chiudere sia la cosa giusta?

Sei stremato, esasperato, esasperata, hai tentato “tutto ciò che è umanamente possibile”, ti dici, “Siamo incompatibili”. Comprendo appieno il tuo stato d’animo: non si soffre mai così tanto di solitudine come in coppia, quando questa è disconnessa. Comprendo, l’unica cosa che vorresti a volte, o forse addirittura in questo momento, è porre fine all’inferno che tu e il tuo partner state vivendo. Prima di agire, tuttavia, ti suggerisco di approfondire i seguenti spunti di riflessione:

1. È normale vivere momenti di incomprensioni e dolore

Non lo/la sopporti e non vedi l’ora di allontanarti perché non ne puoi più di stare al suo fianco. Sappi però che odiare il partner non necessariamente significa che “l’amore sia finito” o che la relazione sia in qualche modo sbagliata. Se la relazione non fosse così importante, sicuramente soffriresti di meno, ti arrabbieresti di meno, ti indigneresti di meno. Come scrivo sempre, la relazione, quando è autentica, è capace di far emergere le vere e più profonde ferite emotive sepolte nell’inconscio della propria psiche, spesso dai tempi dell’infanzia. Di conseguenza, è normale essere così emotivamente sofferenti quando ci si trova in una relazione autentica. Forse quel torto che hai subito da lui/lei ha fatto emergere vecchie ferite non risolte.

Nelle interazioni conflittuali, spesso i partner si appellano all’oggettività dei fatti, ma ognuno li legge in maniera diversa. E’ tipico pensare che l’altro esageri o sbagli, magari se lo/la guardiamo con gli occhiali del pregiudizio. Nella conflittualità “sterile”, il partner perde interesse per l’interpretazione della realtà dell’altro, per i suoi percorsi mentali. Contemporaneamente cresce la percezione che l’idea differente sia contraria alla propria, e a ciò viene attribuita un’intenzionalità (“lo sta facendo apposta, mi vuole dare contro“).

Se c’è la motivazione da parte di entrambi i partner, è possibile affrontare la crisi di coppia, ma occorre individuare i giusti strumenti. Certo, se i partner si trovano bloccati in dinamiche di coppia dolorose e che appaiono impossibili da superare, ma hanno la motivazione a prendersi cura del problema, sono già a metà dell’opera. Naturalmente occorre fare qualcosa di diverso da ciò che è stato fatto finora. Occorre impadronirsi di nuovi strumenti per comprendere sé stessi, l’altro e per migliorare la comunicazione. 2. La separazione è davvero necessaria?

Talvolta la fine di una relazione di coppia è davvero necessaria, è la cosa ragionevole e costruttiva da fare. Ciò è il caso, per esempio, quando l’allontanamento emotivo si è compiuto oramai da anni e non vi sono più emozioni né drammi tra i partner: è rimasta solo l’indifferenza. Oppure quando i partner hanno dei progetti completamente inconciliabili, ma che ritengono fondamentali per la propria evoluzione individuale…….La domanda è dunque: sto lasciando il mio partner perché siamo oggettivamente su due strade diverse o perché non voglio affrontare le tribolazioni emotive che la relazione sta risvegliando?

I problemi sono così insormontabili? Come ho già premesso, ci sono sicuramente buoni motivi per porre fine a una relazione. Alcuni problemi magari possono essere risolti. Fai un elenco dei problemi che stai affrontando, quindi chiediti onestamente se potrebbero essere risolti. Forse sei troppo stanco/a, triste o frustrato/a per pensare di risolverli in questo momento. Va bene. Potresti aver bisogno di una pausa ma se i tuoi problemi hanno soluzioni, considera l’idea di restare lì.

3. È un’occasione di crescita individuale

A volte nonostante il sentimento che ci lega all’altro, esistono dei “temi”, delle “corde” che sembrano attivarsi in modo ricorrente che producono circoli ininterrotti di conflittualità alla quale , a volte , non si riesce a porre rimedio da soli. Come se si entrasse in dei “copioni “ sempre uguali di conflitto , di non comunicazione . Ogni partecipante della coppia segue il suo “copione”, risponde alle sue “corde”. Alcuni comportamenti dell’altro attivano in noi vecchie “ferite” che ancora fanno male . Sono “ferite di Attaccamento “; vecchi bisogni non soddisfatti durante la nostra storia di vita che si ripresentano ciclicamente e producono malessere. D’accordo, le tue più profonde insicurezze sono emerse, ti senti solo, sola, impotente. È arrivato il momento di occuparsi di queste ferite infantili, di elaborarle e di guarirle! Puoi guardare queste ferite, entrarci dentro, elaborarle e trasformarle. È l’occasione per crescere e per liberarsi di alcuni traumi infantili. Se ti serve l’aiuto di uno psicologo per procedere in questa direzione, ben venga! Non è una sconfitta, anzi, è il segno che stai facendo sul serio per guarire te e la tua relazione. 4. Forse è arrivato il momento di crescere, di evolvere psicologicamente

Forse tutte le relazioni che intrecci sono destinate a finire…..e succede perché stai recitando il tuo copione, anche se inconsapevolmente. Non pensi sia arrivato il momento di capire perché le tue storie d’amore hanno sempre lo stesso epilogo?? Tocca a te decidere! Ovviamente, puoi rinviare, puoi uscire dalla tua relazione e iniziarne un’altra che, come spesso avviene, all’inizio apparirà “perfetta”, per poi ripresentare le stesse difficoltà, gli stessi atteggiamenti critici da parte del nuovo partner, gli stessi sentimenti di incomprensione e di solitudine, e così via. Certo, puoi decidere di cambiare “territorio”, ma sappi che le difficoltà, i tuoi nodi interiori irrisolti, si ripresenteranno. Vale davvero la pena di posporre il momento di crescere psicologicamente? 5. Un tradimento non equivale necessariamente alla fine della relazione

Tradire il proprio partner, che dovrebbe rappresentare la persona che si ama e si rispetta di più al mondo, è una cosa orribile ed estremamente dolorosa per chi riceve il tradimento (ma spesso anche per chi lo commette). Il punto fondamentale è comprendere i motivi che hanno portato al tradimento, perché a monte di un tradimento c’è spesso una condizione di lontananza emotiva tra i partner. La relazione deve dunque cambiare, i partner devono ritrovare, o costruire ex novo, una relazione di intimità emotiva affinché il tradimento non si ripeta.

Ed inoltre, il partner che ha tradito deve poter comprendere appieno la sofferenza che il partner tradito ha provato, deve rammaricarsene sinceramente e ottenere quello scatto di coscienza che gli impedirà in futuro di provocare nuovamente un simile dolore al proprio amato. La riconciliazione è dunque possibile, ma solo a seguito di una profonda elaborazione dei fatti e di conversazioni davvero intime.

Rifletti a fondo prima di agire

In genere, è più facile distruggere qualcosa o costruirla? Quanto tempo ci vuole per distruggere una casa e quanto per edificarla? Evidentemente, è più facile e rapido distruggere una relazione che costruirla. Per cui, prima di porre fine alla tua relazione è sicuramente opportuno riflettere attentamente. Riflettere rappresenta un modo di procedere protettivo per te e per tutte le persone coinvolte. Prima di uscire dalla coppia, aspetta, rallenta e rifletti.

Tutte le relazioni hanno i loro problemi e alti e bassi: non lasciatevi ingannare dal falso (e pericoloso) mito del rapporto di coppia perfetto. Se vuoi salvare e fare funzionare la tua storia, impara ad ascoltare e a rispettare i desideri e i bisogni tuoi e del partner.

Questo significa modellare il rapporto di coppia sui vostri caratteri e personalità, scegliendo compromessi e stabilendo regole che funzionano per voi, senza inseguire o copiare modelli irrealistici o che semplicemente non c’entrano nulla con quello che siete e volete. (Ri)scoprite cosa vi piace fare insieme, ritagliatevi del tempo di qualità e (ri)trovate la bellezza e la forza della condivisione. Non solo delle cose e dei momenti piacevoli, ma anche delle difficoltà.

Non è mai indolore chiudere una relazione

Se le tue valutazioni ti portano a comprendere che la cosa migliore da fare sia chiudere il rapporto, devi sapere che attraverserai momenti difficili e che questo sarà del tutto naturale. Sarà naturale provare sconforto, nostalgia, paura o tristezza alternati a rabbia, dubbio, momenti in cui ti sembrerà che tornare indietro sia la cosa migliore da fare.

Puoi ricostruire il tuo “dopo” sfruttando il tuo dolore, ascoltando le tue paure e la rabbia residua di tutte le ingiustizie subite, di quei riconoscimenti mancati (…). Puoi ricostruire il dopo ripartendo dai tuoi bisogni, ascoltandoli e rispettandoli (e facendoli rispettare!). La fase di ricostruzione può segnare l’origine della tua nuova vita. È l’occasione preziosissima di riscoprire se stessi.

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Dr Maurice Cereghini
Counseling
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