Scuola di Pianoforte Tastiera,Canto Lirico e Moderno a San Giorgio a Liri

Scuola di Pianoforte Tastiera,Canto Lirico e Moderno a San Giorgio a Liri

Professionalità e competenza a vostro servizio.

Operating as usual

05/06/2022

Scuola di Canto a San Giorgio a Liri.
Bravissima
la mia alunna
Azzurra.

Photos from Scuola di Pianoforte Tastiera,Canto Lirico e Moderno a San Giorgio a Liri's post 22/04/2022

Scuola di Pianoforte,Tastiera e Canto a San Giorgio a liri.
Viale delle rimembranze 36.
Info 3470381603

31/01/2022

Il costante progressivo studio del Bel Canto, nelle parole di consiglio di Toscanini, rivolte ai giovani, dette al baritono Valdengo :

Chiesi al maestro quale fosse il suo pensiero sullo studio del "belcanto", e come vi si dovessero iniziare i giovani studenti a questa arte.

« (...) la prima cosa che deve conoscere [lo studente di canto] - non mi stancherò mai di ripeterlo - è per me, una conoscenza a fondo del fiato. E' il fiato che fa tutto. (...) La buona riuscita di un cantante», diceva Toscanini «è condizionata ad uno studio continuo, incessante, ad un elevato spirito di sacrificio e, anche, diciamolo pure, ad un ben inteso senso di umiltà, per cui il cantante non deve mai cercare di andare al di là dei propri mezzi per raggiungere mete premature. Questa è condizione "sine qua non" per potersi cimentare, poi, con successo, in opere di rilievo. Ma ci vorranno anni ed anni! Pensa che ai miei tempi», osservava il maestro «un soprano osava cantare "La Traviata" solo dopo una decina di anni di carriera, quando, cioè, la sua voce si era pienamente assestata; un baritono non si azzardava a cantare "Rigoletto", "Trovatore", "Barbiere", se non quando arrivava alla piena maturità e, cioè, alla piena padronanza dei suoi organi vocali».
(...) il maestro citò il caso del basso Nazzareno De Angelis, che era riuscito a realizzare delle mezze voci meravigliose (...) «Quel risultato è frutto di immenso studio. Solo con lo studio si possono superare le difficoltà. Pensa che il tenore De Lucia si accaparrava un pianista dotato di una pazienza di Giobbe onde ripetere fino all'inverosimile certi passaggi, che studiava e ripuliva instancabilmente per raggiungere la perfezione».

La saggezza di "non forzare mai la voce" e di basarsi sul risparmio vocale con l'uso della "mezza voce", secondo il consiglio di Toscanini dato al baritono Valdengo :

I giovani cantanti, ai primordi della carriera, devono alternare allo studio di perfezionamento molti vocalizzi, molto Monteverdi, molta musica di autori antichi, perché soltanto così la voce si perfeziona, si mantiene agile e fresca. Questo serve particolarmente per le voci gravi che hanno, più delle altre, bisogno di vocalizzare. Inoltre, mai sovraffaticare la voce, ma bisogna eseguire sempre arie più leggere. E' questa una medicina che gioverà per tutta la vita. Purtroppo, molte volte, si fanno cantare opere più pesanti di quello che possa sopportare una voce ed allora, in due o tre anni, vedi dei giovani, che sembrava dovessero sbalordire il mondo, finire in un niente. Il cantante deve trovarsi la voce sempre lì, a fior di labbro, e non fare sforzi per metterla fuori. Tutte le note deve averle pronte quando lui vuole, deve essere sempre lui il padrone della voce e non attendere che sia essa a disporre di lui. (...) Una buona voce», sosteneva «è dono di pochi privilegiati e bisogna saperla conservare con misura e dosaggio. Ricordatelo, Valdengo: non dare mai tutto della tua voce se non quando la frase lo richiede. Più sai dosarti e più a lungo duri. Ricordati, ancora, che i bis sono la rovina delle voci. Non fare mai bis. Prima di tutto è anti artistico; in secondo luogo, non fa altro che affaticare gli organi vocali; terzo, se il bis ti va male... sei spacciato (...) Soddisfa il pubblico, ma lascia che torni a casa con il desiderio di risentirti ancora.

(da: Giuseppe Valdengo - "Scusi, conosce Toscanini?" - Musumeci Editore, 1984)

Photos from Scuola di Pianoforte Tastiera,Canto Lirico e Moderno a San Giorgio a Liri's post 14/12/2021

Prima Edizione di "Christmas Love"
A San Giorgio a Liri
Ringrazio L'Amministrazione Comunale che ha realizzato questa Manifestazione, su idea "Dell'Accademia Dello Spettacolo"e "Musical Theatre" di Antonia Evangelista e Romolo Martufi.Esibizione degli Allievi dell'Associazione Incanto Acustico.

12/12/2021

Pronti per oggi.....

11/12/2021

Pronti per il Saggio di Domani,
Bravissimo Nicolas Auditorium di San Giorgio a Liri ore 17.00

09/12/2021

Bravissima la mia piccola allieva Sofia, pronta per il Saggio di Domenica 12 Dicembre Auditorium di San Giorgio a Liri ore 17.00.

05/12/2021

Scuola di Pianoforte a San Giorgio a liri.
Info 3470381603

01/12/2021

Scuola di Canto Lirico a San Giorgio a Liri.
Info.3470381603

29/11/2021

Diversi studi attestano i benefici della musica sullo stress: il pianoforte fa bene alla salute. Permetterebbe così di placare lo stress, le ansie della vita quotidiana, per trovare finalmente la sua calma. Bravo il mio piccolo Alunno Pietro.

27/11/2021

Bravissima la mia Allieva, Grazia, che esegue Canzonetta di Mozart. Scuola di Musica sezione Pianoforte, a San Giorgio a Liri info.3470381603

23/11/2021

"Se buon musicista tu vuoi diventar tante Scale devi Far"
Bravissima la mia alunna di 7 Anni.

20/11/2021

"Quasi pronti per il saggio" Sonatina del Martedi

31/10/2021

"Omaggio al Maestro Ennio Morricone"
SopranoCarlaArciero
Info.per Concerti o Lezioni di Canto 3470381603

08/10/2021

"Ecco 10 motivi perché studiare Musica"
info.3470381603 con sede a San Giorgio a Liri viale delle Rimembranze 36

1. Migliora lo sviluppo psicomotorio
Quando si tocca con mano per la prima volta uno strumento musicale, la prima cosa che si impara è “come ottenere un suono”, sia che si tratti di premere un tasto, strofinare un arco o agitare un sonaglio. Raggiunto questo obiettivo, il passo successivo è quello di “modellare il suono” sviluppando quegli specifici meccanismi motori che lo trasformeranno in musica. Sia per i più piccoli allievi di propedeutica, sia per chi si diletta tra Mozart e Beethoven, fare musica è un costante esercizio di sviluppo psicomotorio.

2. Incrementa le competenze linguistiche
“Imparare a leggere la musica è come imparare un’altra lingua”. Quante volte l’avremo sentito dire? Beh, in realtà c’è molto di più. Leggere la musica è come leggere in un altro alfabeto (al pari di russo o cinese) in cui linee, punti e pochi altri simboli combinati insieme forniscono precise indicazioni su ritmo, altezza, durata, velocità, carattere e tecnica musicale.

La musica, inoltre, possiede frasi, sintagmi e parole (i motivi) che si combinano in un “discorso” attraverso un vero e proprio sistema sintattico. Apprendere la musica significa migliorare anche l’apprendimento dei concetti propri del linguaggio e le sue specifiche competenze.

3. Potenzia lo sviluppo cognitivo
Studiare musica, sviluppa il ragionamento logico-matematico e struttura le mappe mentali. Già dalle prime lezioni, assimilando i concetti base della musica, la matematica e la logica diventano fondamentali per comprendere e interpretare il ritmo. Con la musica si impara anche a sviluppare il pensiero multiplo: le note vanno suonate con durata, cadenza, intensità, ritmo e intenzione indicate in partitura così come, ad esempio, seguendo il direttore. Inoltre, aumenta la memoria, rendendo più facile e veloce i processi di memorizzazione, e permette di raggiungere livelli elevati di concentrazione.

4. Sviluppa la sensibilità artistica e la creatività
Abbiamo parlato molto di tecnica e di cognizione ma non possiamo tralasciare che la musica, prima di tutto, è Arte. In quanto tale, sviluppa il pensiero creativo attraverso la sperimentazione, canalizza l’esteriorizzazione dei sentimenti e sviluppa la sensibilità artistica ed estetica.

5. Necessita di capacità di ascolto e riflessione
Per padroneggiare correttamente uno strumento musicale (o la propria voce, nel caso del canto) bisogna ascoltare ciò che si sta suonando, analizzandosi e correggendosi se necessario. Con il passare del tempo, l’abitudine di ascoltarsi va al di là del semplice strumento, trasformandosi in un prezioso mezzo di analisi e riflessione personale.

6. Promuove empatia e abilità sociali
Oltre ad ascoltare sé stessi, per poter suonare in gruppo è indispensabile imparare ad ascoltare gli altri (si pensi al suonare in un’orchestra, così come in duo o in quartetto). Attraverso l’affinamento di queste dinamiche, la musica promuove lo sviluppo dell’empatia e delle abilità sociali necessarie per relazionarsi con gli altri. Migliora la capacità di comunicazione interpersonale e attraverso le attività di gruppo promuove l’armonia sociale e la cooperazione verso un obiettivo comune.

7. Insegna disciplina e responsabilità
Johann Sebastian Bach diceva che “è facile suonare uno strumento: tutto quello che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da solo“. Beh, ironia a parte sappiamo tutti che suonare bene uno strumento non è affatto un’attività facile, né immediata. Anzi, richiede un lavoro costante, notevole forza di volontà, pazienza e perseveranza: proprio quei valori che il mondo accelerato in cui viviamo sta dimenticando. Studiare musica significa usare metodo e disciplina per raggiungere obiettivi non semplici ma di grande gratificazione. Inoltre, ogni allievo sviluppa verso il proprio strumento un senso di responsabilità: gli strumenti musicali, infatti, richiedono una certa attenzione nel loro uso e nella manutenzione e toccherà all’allievo imparare a prendersi cura di essi.

8. Migliora l’autostima e promuove la crescita personale
I piccoli miglioramenti che si sperimenteranno giorno dopo giorno nello studio della musica saranno una fonte di soddisfazione che gratificherà tutti gli sforzi messi in atto. Con l’aumentare del controllo sullo strumento, aumenterà anche la motivazione e, con essa, la spinta a perfezionarsi. Con il passare degli anni si potrà puntare più in alto e scoprire che ne è valsa la pena e che tutto è avvenuto grazie a sé stessi. Suonare in pubblico permette di affrontare le proprie paure e combattere l’ansia da prestazione. Inoltre, aiuta i bambini a esprimere canali inespressi o emozioni negative in modo positivo.

9. Niente sviluppa la personalità come fa la musica
Cosa vuol dire suonare uno strumento? Anche il brano più semplice richiede un coinvolgimento intellettuale, delle abilità motorie specifiche, un interessamento emotivo e un alto grado di percezione sensoriale. La coordinazione delle mani e delle dita sulle corde, sulla tastiera, sulle chiavi, sui pistoni, richiede notevoli abilità motorie e una forte potenzialità di immaginazione spaziale. La lettura del pentagramma richiede l’elaborazione veloce e simultanea di informazioni molto concentrate. La musica richiede un modello di pensiero astratto e complesso, oltre a un grande sviluppo della memoria. Quante altre attività richiedono così tante decisioni contemporanee per un tempo così prolungato?

10. Perché siamo nati per fare musica
Molti pensano che la musica sia qualcosa di superfluo per la nostra vita, essendo generalmente considerata una vocazione per pochi talentuosi e un passatempo per altri. Ma la verità è che in tutte le culture e in tutti i tempi di cui vi è memoria, la musica è stata sempre presente, accompagnandoci fin dalla nascita per tutta la vita. Recenti studi scientifici indicano che il bambino nasce con un cervello già pronto a elaborare il proprio mondo musicale, e che la capacità di percepire la musica è innata. Tutto questo vuol dire solo una cosa: siamo nati per fare musica!

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