Riscriviamo La Storia di Aldo di Lauro

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20/02/2023

I MASSACRI IN MONTENEGRO
Leggo un quotidiano Le stragi commesse dagli italiani in Jugoslavia durante l’occupazione dal 1941 al 1943
Ebbene su questo argomento posso essere preciso perché mio padre è stato in quei luoghi in quel periodo e mi ha sempre raccontato di stragi e sevizie da parte dei partigiani slavi e delle truppe di occupazione Italiane
Cominciamo mio padre era un ragazzo del 99 aveva già fatto il suo dovere nella grande guerra 15-18 meritando anche una medaglia al merito avendo salvato il suo comandante ferito
Richiamato nel 1939 venne inviato nel giugno 1940 col grado di capitano al fronte francese al comando di un battaglione di mitraglieri ,
Lì cessate le operazioni belliche con la Francia,riuscì,essendo magistrato ad essere trasferito al tribunale militare di Tirana,in Albania,come giudice militare ma poco dopo tempo fu inviato al Tribunale Militare di Cettigne, capitale del Montenegro e lì si trovo’ a giudicare I partigiani serbi catturati dal,e truppe italiane e condannati alla fucilazione perché rei di aver attaccato le truppe dell’Asse. Mio Padre però non seguii quella linea e tutti i suoi imputati venivano condannati all’ergastolo o a 30 anni perché costoro a guerra finita sarebbero stati graziati. Per questo motivo entrò anche in contrasto con il sui comandante che esigeva le pene capitali sia per ritorsione e sia per l’affollamento delle carceri, ma ancora una volta mio Padre sfidando gli ordini,sia pure verbali,del comandante gli dichiarò che non se la sentiva di far fucilare tutti quei ragazzi per noi criminali ma per loro eroi.
Ed i fatti gli hanno dato ragione tanto che quando nel 1946 i generale Tito inviò al governo italiano un elenco di magistrati che avevano mandato a morte migliaia di partigiani e che ora venivano considerati criminali di guerra e come tali dovevano essere giudicati da un Tribunale jugoslavo, non vi era il nome di mio Padre, ma dirò di più, la famiglia montenegrina che in quel periodo lo ospitò per alcuni anni, gli inviò saluti e ringraziamenti per la sua grande umanità.
Questa non è la vita di un uomo ma di un santo.

27/12/2022

IL massacro di Biscari
Luglio 1943
Il generale George Smith Patton dette disposizioni alle truppe che stanno sbarcando in Sicilia che tutti i soldati nemici italiani e tedeschi venissero passati per le armi e quindi di non fare prigionieri
La notte tra il 13 e il 14 luglio 1943 le truppe americane attaccarono l'aeroporto di Biscari San Pietro difeso da un battaglione di artiglieria tedesco e da una guarnigione italiana, la battaglia cominciò nella notte e si protrasse sino alle 12 del giorno successivo quando le truppe italiane e tedesche si arresero e fecero prigionieri 70 soldati italiani e quattro tedeschi che poco dopo vennero fucilati ottemperando l'ordine di Patton che non voleva prigionieri.
Ma non fu quella l'unica strage perché il capitano John Comp ton lascio sul terreno 34 italiani e due tedeschi lungo la strada che portava all'aereoporto
Mentre un altro eccidio veniva consumato dal sergente Horace sempre la mattina del 15 luglio quando falcio' con il mitra circa 50 militari che si erano arresi ed erano loro prigionieri.
Un testimone di questa strage è stato Giuseppe Gerace all'epoca aviere che preciso come fatto prigioniero dagli americani fu incolonnato insieme agli altri soldati e fucilati e lui si salvò perché ferito si diede per morto.
Finita la guerra il capitano Compon quale criminale di guerra si giustifico' sostenendo di aver ucciso per pura vendetta,ma la sua condanna comminatagli da un tribunale americano fu cosi blanda da impedirgli l'arresto
Quindi complessivamente i morti fucilati dagli americani a Biscari ammontarono a 135 italiani e 4 tedeschi e tra questi il famoso ginnasta Luz LONG che alle Olimpiadi di Berlino nel 1936 fu battuto dall'atleta americano Jon Owen e con il quale era diventato amico.
Per i massacri effettuati dagli americani la Regione Sicilia ha posto un Ceppo celebrativo.
Questi fatti che gli italiani non conoscono perche' nascosti dai vincitori stanno a dimostrare la crudelta' della guerra e chi erano i nostri acclamati liberatori!

27/12/2022

ITALIANI brava gente?
Non voglio deludervi ma anche gli italiani si sono macchiati di quei crimini che abbiamo tanto contestato ai tedeschi specie per l'attentato a Roma in via Rasella
Mi riferisco al massacro avvenuto il 16 febbraio 1943 a Domeniikon in Tessaglia Grecia,questi i fatti.
Quella mattina i partigiani avevano fatto fuoco dalla collinetta quando il convoglio militare italiano della Pinerolo aveva rallentato in curva a 1 km dal villaggio di Domenikon.Furono uccisi nell'agguato 9 soldati. quindi i greci andavano puniti non i partigiani ma i civili e Domenikon andava distrutta per dare a tutti una salutare lezione come scrisse poi il generale Cesare Benelli che comandava la 24ª divisione Pinerolo
Quel giorno gli italiani brava gente si trasformarono in bestie e comincio l'eccidio come una piccola Marzabotto di Tessaglia e' un crimine italiano dimenticato in stile nazista.
Fu il primo pomeriggio che gli uomini della Pinerolo circondarono il villaggio, rastrellarono la popolazione e fecero un primo raduno sulla piazza principale poi dal cielo arrivarono i caccia con il fascio littorio scesero , bassi rombando scaricando le loro bombe incendiarie,Case fienili stalle bruciarono tra le urla delle donne e mentre gli italiani gridavano vi bruceremo tutti.
Al tramonto poi le famiglie di Domenikon furono portate sulla strada e dopo essere stati separati dalle donne tra pianti e calci tutti i maschi sopra i 14 anni fu detto che sarebbero stati trasferiti a LARISSA per l'interrogatorio, ma all'una di notte gli italiani li fucilarono ed i contadini provvidero a seppellirli.
E se non bastasse l'indomani i soldati della Pinerolo assassinarono per strada e nei campi pastori e civili che incontravano e che si erano nascosti facendo cosi 150 morti per non parlare di altri casi analoghi accaduti in Jugoslavia quando i tribunali militari italiani condannavano alla fucilazione tutti i partigiani O coloro che li appoggiavano,quindi sulle atrocita' commesse dai nazisti anche noi li abbiamo imitati e sarei piu' caduto nel dire italiani brava gente!

Photos from Riscriviamo La Storia di Aldo di Lauro's post 03/03/2022
03/03/2022

La Vergogna dell’Armistizio
Bibliografia

8 settembre 1943 Alberto Giovannini
Pietà e Tragedia Giuseppe Ciarrapico
Settembre 1943 Marco Paticoli
Documenti Terribili Mario Cervi
La nostra Guerra A. Petacco
Italia Tradita Ruggero Zangrilli
Diario di un armistizio Nino Bolla

03/03/2022

La vergogna dell’ARMISTIZIO
La truffa degli Angloamericani Americani

Il 29 settembre c’è un altro avvenimento decisivo per il futuro dell’Italia si tratta dell’incontro a Malta tra Eisenhower e Badoglio per la consegna del testo definitivo dell’armistizio detto lungo perché comprende l’ampliamento delle clausole sottoscritte a CASSIBILE.
Dopo la fine della guerra c’è stato un contorto gioco di scaricabarile intorno a questo documento in larga misura iniquo e imposto quasi fraudolentemente gli stessi americani e inglesi se ne vergognano e preferiscono .non parlarne alcune clausole erano diverse da quelle pattuite e inserite a nostra insaputa fummo costretti a firmare con la minaccia di riprendere la guerra e di spaventose rappresaglie Badoglio e il re non avevano alcun interesse a far sapere come erano andate le cose il sopruso subito tutti preferivano nascondere l’imbroglio il resto dell’armistizio non fu comunicato a nessun ministro italiano lo stesso Ivan
Bonomi quando divenne presidente il consiglio di Roma liberata dovette impegnarsi di accettarlo senza leggerlo.
Le potenze vincitrici erano consapevoli del fatto che i termini dell’armistizio erano duri e fecero Il possibile per evitare critiche in Italia in patria neppure le clausole furono pubblicate fino a dopo la liberazione e per un lungo periodo le so le persone in Italia che le conoscessero pure i firmatari originari cioè Badoglio e il re
Infatti sono questi Badoglio a Malta per firmare un testo già noto al comando supremo italiano ma in forma diversa era stato portato in Italia da uno degli emissari impiegati dal governo dopo il 25 luglio per chiedere un armistizio il generale Giacomo Zanussi il 27 settembre presentò a Badoglio i generali inglesi e americani e che gli Consegnarono l’armistizio lungo in presenza di Eisenhower e del generale Mac Farlane. Badoglio che accorse subito che il documento in cui venivano conglobate le clausole militari con quelle politiche era una cosa completamente diversa dalle condizioni accettate il 3 settembre a Cassi bile prima di tutto non si faceva cenno di armistizio ma di resa incondizionata dell’Italia poi seguivano 44 articoli di cui finora non si era saputo nulla i quali cambiavano completamente le carte in tavola quindi chi mancava la parola data non era il governo italiano bensì quelli degli alleati
A questo punto Badoglio chiese un giorno di tempo per riflettere e consultarsi con il re forse pensava che il 29 successivo a Malta parlando con Eisenhower gli avrebbe potuto strappare alcune cose ma per la verità si trova con il coltello alla gola prendere o lasciare il maresciallo sembrava chiaramente sbigottito e per la prima volta Mac Farlane si rese conto di avere di fronte un galantuomo preso in trappola.
Era comunque opportuno lusingare il maresciallo se si voleva indurlo al passo che in quel momento premeva gli alleati ossia la nostra dichiarazione di guerra alla Germania allora prima di imbarcarsi per Malta Mac Forlani consegno a Badoglio un documento lenitivo del comando supremo alleato al nome del governo inglese americano e conteneva i seguenti punti 1)-sarà riconosciuto lo stato di Inter belligeranza dell’Italia dopo che questo avrà dichiarato guerra alla Germania
2)-il governo del maresciallo Badoglio deve continuare
3)-gli alleati appoggeranno con tutte le loro forze l’autorità del re e del governo ciò che non pregiudica il fatto che una volta espulsi i tedeschi il popolo non si scelga la forma di governo che meglio si aggrada
4)-Appena possibile il maresciallo Badoglio formerà un governo a larga base
5)-saranno di tanto in tanto inviate istruzioni sulle questioni politiche finanziarie economiche come è stato stabilito nell’articolo 12 della armistizio
E così passa anche il giorno della riflessione e giungiamo al fatidico giorno 29 settembre.
Badoglio parte da Taranto per Malta e sale sulla corazzata Nelson riceve gli onori militari ed Eisenhower gli va incontro e quindi come comandante in capo presenta a Badoglio il documento incriminato consistente nei 12 articoli firmati a CASSIBILE ora diventati 44 e tali da porre l’Italia amministrativamente alla mercé degli alleati non le è lasciato alcun potere alcun autorità nemmeno i mezzi di comunicazione terrestre o marittimo di censura su tutti i giornali stampa libri vietano lo Stato italiano di avere rappresentanti diplomatici con altri paesi poi gli ultimi articoli si riferiscono all’abrogazione delle leggi razziali ed alla consegna di Mussolini..
Badoglio si rifà soprattutto il titolo resa incondizionata da parte dell’Italia per sostenere con grande passione che si è trattato di un inganno perché non era quello il documento concordato siano cambiate le carte in tavola col diritto del più forte lascia capire che non vuole firmare, anche se non è vero invece che la reazione sdegnata di quel vecchio soldato colpisce ed imbarazza Eisenhower perché si vergogna di questo imbroglio .
Badoglio fece osservare che il nuovo armistizio portava una radicale variante alle clausole militari già concordate in esso si parlava di resa senza condizioni dell’Italia mezzo del primo armistizio si era stabilito semplicemente la cessazione di ogni ostilità in qualunque teatro di guerra tra le truppe italiane e le truppe anglo americane e Badoglio aggiunse che l’Italia aveva realmente adempiuto a tutte le condizioni dell’armistizio subendo notevoli danni per il modo in cui era stata impostata l’esecuzione dello stesso sottolineò che il governo aveva pienamente collaborato con gli alleati e che nessun atto era stato compiuto dagli italiani per aggravare le condizioni dell’armistizio torno a ribadire che il nuovo documento Costituiva un’alterazione del precedente e che da parte di tutti i contraenti doveva essere mantenuto fede alla parola data.
Le dichiarazioni di Badoglio indussero i generali alleati ad appartarsi per concordare una linea d’azione .Al rientro MacFarlane assunse un tono in parte comprensivo e in parte minaccioso in particolare affermò che se Badoglio non avesse firmato l’Italia sarebbe stata considerata sic et simpliciter una nazione vinta con tutte le conseguenze del caso. Tocco’ ad Eisenhower premere il tasto della cordialità “maresciallo così Badoglio ha riferito,le parole del comandante supremo alleato “io ben conosco tutta la sua carriera militare e so quanto lei ha fatto per il suo paese come lei ha osservato vi è una alterazione delle condizioni militari ma noi non siamo responsabili le do la mia parola di soldato che io mi impegnerò a fondo per far cambiare le frasi dell’armistizio attuale e che intanto questo documento sarà tenuto assolutamente segreto abbia fiducia in me e firmi,ed a Badoglio a questo punto non resto’ che firmare ha il coltello alla gola solo firmando potrà sperare di migliorare la nostra condizione di salvare il governo bisogna fidarsi di Eisenhower e delle sue promesse e che
Insiste affinché l’Italia dichiari guerra alla Germania percui lMaresciallo si riserva di parlarne al Re e dichiara di mettere a disposizione subito la divisione dei paracadutisti della NEMBO per concorrere alla presa di Roma,ma il generale Alexander rifiuta sdegnosamente ha già i piani e non devono partecipare truppe italiane che ritiene ancora nemiche.
Così si chiude l’incontro con un Brindisi,gli Alleati hanno ottenuto ciò che volevano e Badoglio stenta a di nascondere il suo disappunto anche se deve ammettersi. che. dal tragico incontro non è uscito male

28/02/2022

LA VERGOGNA dell’ARMISTIZIO

R O M A CITTA’ APERTA

Già nella mattinata del 9 settembre mentre la divisioni italiane che proteggeva ola. Capitale sembravano resistere agli attacchi portati qua dai tedeschi ancora dubbiosi di riuscire nell’intento mentre il generale Carboni responsabile della difesa di Roma,trasferiva il comando a Tivoli.
Intanto nel pomeriggio la situazione si era fatta sempre più disperata i tedeschi
Imbaldanziti dalla relativa facilità con cui stavano ormai battendo gli italiani inviarono a Carboni un proprio ufficiale ad offrire la resa è la riunione avvenne presso il ministero della Guerra ma sembrava essere fallita tanto che Kesserling aveva dato l’ordine agli aerei di bombardare Roma e solo in extremis si raggiunse l’accordo e fu sospeso il bombardamento e quindi venne emesso un comunicato congiunto:
Le trattative iniziate ieri tra le autorità militari italiani e tedeschi si sono conclusi oggi 10 settembre alle ore 16:00 con l’accettazione di un accordo secondo il quale viene stabilito che le truppe tedesche devono sostare ai margini della città di Roma salvo l’occupazione dell’ambasciata di Germania dell’EIAR della centrale telefonica. e sua eccellenza il generale Calvi di Bergolo viene nominato comandante della piazza militare di Roma e avrà alle sue dipendenze una divisione di fanteria per l’ordine pubblico “
La tragedia di Roma si stava ormai completando la disgregazione delle truppe italiane raggiunge il massimo grado la difesa della capitale finì nel nulla nonostante il grande eroismo dimostrato dai soldati che si batterono a Porta San Paolo con l’aiuto della popolazione come testimoniano le medaglie d’oro al valore militare conferite per la difesa di Roma al capitano della legione allievi carabinieri Orlando de Tommaso al sergente maggiore della Rita ,Ettore Rosso e al capitano dei granatieri Luigi Perna e Vincenzo Pandolfo
E così tedeschi iniziarono loro tranquilla conquista della capitale poco preoccupati di salvare la forma dell’accordo raggiunto con il colonnello Giaccone alcune ultime riunioni del Consiglio dei Ministri o meglio di quei ministri che erano ancora rimasti a Roma l’11 e12settembre semplicemente per constatare quando ormai stava inevitabilmente accadendo per poche ore le File di questa riunione vennero tenute dal ministro degli esteri Guariglia ma poi tutto si spense nel nulla

28/02/2022

La vergogna dell’ARMISTIZIO
La FUGA
Alle 22 dell’8 settembre giunge notizia al Re ed a Badoglio nonché ai membri della famiglia al reale e dei capi politici e militari italiani riuniti al ministero della guerra che le truppe tedesche del generale Kesserling,comandante delle truppe tedesche stanno cominciando a muoversi.
Il generale ROATTA espone il proprio parere che non sembrava conveniente esporre al rischio della cattura da parte dei tedeschi del re e del governo e che inoltre esistevano considerazioni varie di ordine militare morale civile che dimostravano l’inutilità e l’inopportunità di esporre Roma alle vicende di un bombardamento che pertanto era il caso di evitare un combattimento che avrebbe comportato migliaia di morti e devastazione della città.
Badoglio si premura di andare dal re e informarlo dei pericoli che corre Roma se il sovrano ed in il governo fossero ancora rimasti il re ritiene giusto andarsene dalla capitale minacciata dal nemico perché era suo dovere seguire il governo dopo aver molto meditato sulla meta da scegliere la meno pericolosa risultò essere la Tiburtina per raggiungere Pescara e di li imbarcarsi per raggiungere Brindisi.
Alle 23 il generale. Ambrosio da ordine alle truppe italiane di lasciar passare le truppe tedesche evitando un conflitto a fuoco dove sarebbero stati perdenti
Alle sei del mattino una colonna di sette auto esce dal Ministero della Guerra per imboccare la via Tiburtina composta dal Re, dalla Regina, dal Principe ereditario e da tutte le maggiori .autorità con Badoglio,Puntoni, Acquarone, Campello ed altri in tutto 22 persone
Quattro ore di viaggio in automobile valicando gli Appennini e sfiorando il massicciò del Gran Sasso e dal finestrino della sua vettura Badoglio non può non vedere la montagna dove da meno di due settimane ha fatto relegare Mussolini che si era impegnato a consegnare gli alleati e di cui adesso sembra essersi del tutto dimenticato
Lasciata la catena degli Appennini abruzzesi alle spalle la colonna di automobili partita della Roma raggiunge il castello di Crecchio p in provincia di Chieti su suggerimento del principe Umberto che era stato ospite del 1926
Sorpresi per la visita inaspettata i duchi di bovino che occupano il castello di Crecchio Fanno miracoli per rendere più confortevole possibile la sosta del sovrano
Badoglio intanto pone l’accento sui rischi e sui pericoli del viaggio da Roma sorvolando sulle misure prese a difesa della capitale perché non ne ha preso affatto
Elena di Montenegro cioè la regina si confida con la sua dama di compagnia ed esprime in lacrime tutta la sua preoccupazione quella di madre però non regina e teme perla figlia Giovanna vedova di Boris terzo di Bulgaria morto misteriosamente il 28 agosto dopo alcuni giorni di agonia ora lontana dall’Italia così come la sorella Mafalda moglie di Filippo d’Assia quindi cittadina tedesca che l’aveva raggiunto a Sofia , Umberto avrebbe voluto rimanere a Roma ma non poteva era l’unico maschio di casa Savoia e doveva seguire il Re ma il principe di Piemonte poco dopo confida che il suo posto non era lì ma nella capitale e vorrebbe tornare indietro ma Badoglio con energia si oppone mentre il Re. Tace trascorsa la notte e sistemati alla meglio L’indomani tutti sono invitati al pranzo preparato dal cuoco della casa reale Aquilino Beneduce famoso per aver cucinato per tutti i personaggi dell’epoca
Tutto il cerimoniale del pranzo a Crecchio si esaurisce in un paio di ore sono quasi le 15 quando gli ospiti salutano i duchi di Bovino e salgono in automobile il corteo di una quindicina di auto si snoda lungo la strada che scende verso la costa e punta verso la periferia di Pescara una città duramente bombardata il 31 agosto dai Liberator americani che hanno però incredibilmente lasciato intatto l’unico obiettivo degno di questo nome oltre alla stazione ferroviaria l’aeroporto sede di un importante scuola della Regia Aereonautica.
Verso le 16 gli allievi di guardia dell’aeroporto Pasquale Liberi vedono arrivare la Fiat 2008 dove spiccano le cinque stelle d’oro di Vittorio Emanuele III non c’era stato neanche il tempo di schierare la guardia d’onore
A questo punto si riuniscono tutti Per l’analisi della situazione che è frenetica più che cosa fare si pensa dove andare sicuramente non si poteva rimanere lì perché c’erano movimenti di tedeschi e non si poteva certo imbastire una difesa frettolosa con le forze militari tutte da raccogliere Badoglio avanza l’ipotesi di volare in Sicilia addirittura in Tunisia comunque lì dove dei tedeschi non c’è neppure l’ombra e mettersi sotto la protezione angloamericana ma in un rigurgito di dignità da Vittorio Emanuele e dei generali lo escludono si tratta adesso di individuare una zona ancora sotto controllo italiano e questo non può che essere al SUD.
La meta da raggiungere si vedrà in seguito anche se la scelta pare restringersi a una località tra Bari e Brindisi con qualche preferenza per la seconda perché nella prima città le notizie sono molto contraddittorie l’imbarco sarà a Ortona a Mare.
Quindi il corteo parte in direzione del litorale ma incappa in un posto di blocco ma non è tedesco chi sono i carabinieri sulla strada per Ortona comandata dal capitano Alberto Migliorati E quando da l’ALT alle automobili quella di Umberto sorpassa tutte le altre il principe si fa riconoscere e dice a Migliorati capitano la vita del re e nelle vostre mani l’ufficiale scatta sugli attenti sono gli ordini di sua maestà vostra altezza quindi prende posto Sull’auto 2005 dell’erede al trono per scortare a Ortona ,I due si rivedranno il 2 giugno 46 a Roma al crepuscolo dei Savoia quando il re Umberto Io andò a trovare in ospedale il capitano per testimoniargli la sua riconoscenza e poi partire per l’esilio a CASCAIS.
Non passa molto tempo che il molo e tutto un bocciare indistinto di frasi di ordini che si inseguono è un brulicare di uniformi grigio verdi e di vestiti civili nonostante si sia cercato di fare del tutto nella massima segretezza le banchine del porto sono piene di macchine il sovrano si innervosisce e chiede di informarsi e vuole sapere quello che sta accadendo
Si tratta di vetture che hanno trasportato quasi tutti gli ufficiali dello Stato maggiore nulla di ciò era previsto.
Poi tutti gli sguardi sono fissati all’orizzonte dove dovrà apparire qualcosa il faro del porto lancia un segnale verso il buio di una tenera notte settembrina che avvolge la tragedia di una nazione , dal largo rispose un lampo e’la Corvetta BAIONETTA arrivata a destinazione da Pola è stata consegnata da appena un mese alla regia marina quella praticamente la prima missione importante a tempo scaduto rispetto ad una guerra che dovrebbe essere terminata almeno da un giorno!
Mancano pochi minuti alle due del 10 settembre e il sovrano decide di imbarcarsi con la regina con il principe con il seguito e con alcune tra le più alte personalità presenti quando arrivano alla Corvetta trovianad aspettare Badoglio e de Curten che all’insaputa di tutti si erano imbarcati a Pescara fino sin dal pomeriggio.
Con altri pescherecci vengono portati a bordo generali e ufficiali dello Stato maggiore ma data la limitata capienza della nave molti devono restare a terra la BAIONETTA salpa poco prima delle tre dalla rada di Ortona.
Ognuno della massa che formicola sul molo avrebbe voluto guadagnare un posto su uno di quei fragili scafi di legno per raggiungere la sicurezza della nave di acciaio ma non era più possibile solo una trentina di persone sono state accolte sulla BAIONETTA come perentoriamente riferito a Fonzie chi aveva tranquillizzato con parole la folla che rimase a terra e che dovrà aspettare la nave SCIMITARRA attesa tra poco.
La BAIONETTA. tolte le ancore dalle acque di Ortona prosegue la sua navigazione verso il sud sotto l’occhio vigile dell’incrociatore leggero Scipione l’africano che alle 10:45 dell’8 settembre era stato fatto salpare da Taranto in direzione Trieste e poi a metà strada dirottato ad alta velocità verso Pescara con l’ordine di scortare la corvetta con a bordo la famiglia reale.
Ad un tratto un bimotore Junker tedesco ebbe a seguire per un po’ le due navi da guerra ma il temuto attacco aereo non è arrivato questa innocua sorveglianza dall’alto è uno dei misteri ancora inspiegabili o chi sa se sia mancato il tempo o la possibilità per colpire
Ciò però indusse secondo il maggior Marchesi di calare le ancore a Brindisi sarebbe stata presa solo perché la corvetta BAIONETTA era stata avvistata dal ricognitori della Luftwaffe e quindi ci si attendeva un bombardamento tedesco che non poteva essere fronteggiato in mare aperto
E. così la. nave giunge nel porto di Brindisi E va a raccogliere il re lo sbalordito ammiraglio Franco Martelli comandante della piazza svegliato di soprassalto da un attendente per sentirsi dire che da una nave al largo il sovrano in persona e il Primo Ministro chiedono se a Brindisi vi siano tedeschi e se possono prendere terra e così attraccano salutati dai marinai che presentano le armi.
I primi momenti sono caotici come si organizza un regno dal nulla? Il 10 settembre è un venerdì e molti sono superstiziosi si comincia male intanto bisogna sistemare i sovrani nella palazzina dell’ammiragliato e preparare gli alloggi per il re la regina e il principe ereditario.
Il re poi ci informa dove siano i tedeschi ma viene assicurato hanno lasciato a Brindisi la sera del nove senza colpo ferire.
Adesso è con calma si fa l’analisi di tutto quello che è avvenuto di quello. Che doveva essere fatto è non lo è stato.
Infatti si dimenticarono di tutto delle centinaia di migliaia di soldati che non sapevano nulla di nulla e si dimenticarono di dire cosa stava succedendo di dare ordini Badoglio dimenticò il suo tavolo alcuni documenti preziosi il re il principe si dimenticarono.
Perfino di Maria Jose’ dell’erede al trono Vittorio Emanuele erano stati mandati in esilio a Sant’Anna di Valdieri e nessuno li avviso di ciò che sarebbe accaduto si che si trovarono abbandonati in pieno territorio occupato dai tedeschi e se non fosse stato per il coraggio e l’intraprendenza della principessa sarebbero finiti in un campo di concentramento e tutto ciò erano sfuggiti al suocero e al marito.
Quindi il regno del SUD inizia alle 9 dell’11 settembre

24/02/2022

La vergogna dell’ARMISTIZIO
OTTO SETTEMBRE

Nella serata del 7 settembre così come convenuto due ufficiali americani giunsero a Roma giunsero con un autoambulanza che li aveva rilevati a Gaeta dove erano stati portati dalla corvetta italiana Ibis che li aveva presi a bordo al largo di Ustica uno dei due era il colonnello di aviazione Williams Gardiner l’altro era addirittura il generale Maxwell Taylor vice comandante della della Higher Born and Read ufficiali che secondo i patti dovevano studiare da vicino la situazione italiana in vista della proclamazione dell’armistizio e dello sbarco aereo presso Roma.
Fu impossibile per i due incontrarsi con il generale Ambrosio e soltanto alle 11 giunse il generale Carboni e quando questi apprese esattamente lo scopo della visita mostro la massima meraviglia e seppe così per la prima volta che l’armistizio era previsto per le ore 18:30 dell’indomani otto anziché il 12 settembre .Sconvolto da questa dichiarazione il generale Carboni diede immediatamente sfogo a tutti i suoi timori affermando recisamente carte e documenti alla mano che gli italiani non erano assolutamente in grado non solo di aiutare gli alleati ma neppure di opporsi per molte ore alla reazione tedesca i due ufficialI alleati si dimostrarono naturalmente preoccupati e sorpresi e chiesero di essere ricevuti immediatamente da Badoglio.
Il capo del governo venne svegliato nel pieno della notte ascolto nuovamente le recriminazioni di Carboni che sottolineò anche la mancanza di munizioni e di carburante e che escluse precisamente la possibilità di tenere sgombri i campi ‘aviazione necessari agli alleati e infine insistette sulla necessità che l’annuncio dell’armistizio fosse ritardato di almeno tre giorni.
La confusione raggiunge così il suo limite massimo il generale Taylor mostro di meravigliarsi che gli italiani non fosse la conoscenza della data dell’8 settembre e si convinse che sarebbe stata pura follia per gli alleati tentare lo sbarco dell’82ª Air borne su campi di aviazione che gli italiani non garantivano di tenere liberi, Taylor contrariamente a quanto era stato asserito affermò che l’armistizio era imminente e forse nello stesso giorno otto che sarebbe iniziato lo sbarco che quindi non poteva rinviarsi al giorno 9. ma il generale Carboni dichiaro’ che aveva bisogno almeno di 2/3 giorni per organizzare una difesa contro,i tedeschi per cui Badoglio preparò subito un telegramma per Eisenhower dati i cambiamenti e il precipitare della situazione e per l’esistenza delle forze tedesche nella zona di Roma non è più possibile accettare un armistizio immediato dato che ciò dimostra che la capitale sarebbe occupata il governo sopraffatto dai tedeschi quindi con lo sbarco dell’82 Air borne non è più possibile non essendoci forze sufficienti a garantire gli aeroporti.
Alle ore 11:00 del mattino dell’8 settembre il telegramma di Badoglio era nelle mani degli alleati che come era prevedibile si infuriarono convocarono immediatamente Castellano e gli fecero leggere il testo del telegramma ed Eisenhower aggiunse non posso ammettere una cosa del genere se l’armistizio non sarà dichiarato da Badoglio questa sera subito dopo il mio annuncio alla radio riterrò che il governo italiano e voi abbiate giocato una br**ta parte e così rispose a Badoglio
Non accetto il vostro messaggio di questa mattina posticipare l’armistizio il vostro rappresentante accreditato ha firmato un accordo con me e la sola speranza dell’Italia è legata alla vostra adesione a questo accordo secondo la vostra urgente richiesta le operazioni aviotrasportate sono temporaneamente sospese voi avete sufficienti truppe vicino a Roma per assicurare la temporanea sicurezza della città ma io vi chiedo esaurienti informazioni in base alle quali le operazioni militari possono svilupparsi al più presto i piani erano già stati fatti nella convinzione che voi eravate in buona fede e noi siamo pronti a portare avanti le operazioni militari su queste basi. Ogni deficienza da parte vostra nel condurre a termine tutti gli obblighi dell’accordo firmato potrà avere gravissime conseguenze per il vostro paese nessuna futura azione vostra potrà allora restaurare alcuna confidenza nella vostra buona fede e conseguentemente avrebbe seguito la dissoluzione del vostro impero e della vostra nazione
Quando il messaggio di Eisenhower fu nelle mani di Badoglio la situazione precipitò di colpo fu una breve consultazione con il sovrano e poi Badoglio convocò per le ore 18:15 il consiglio della corona la seduta ebbe luogo al quirinale oltre i sovrani e Badoglio erano presenti il ministro degli esteri Guariglia, il ministro della guerra Sorice il ministro della marina de Curten il ministro dell’aereonautica Sandalli il ministro della Real Casa Acquarone e tanti altri
Il re rsordi’ dicendo come il signor sanno gli anglo americani hanno deciso di annunciare anticipando di quattro giorni la data dell’armistizio l’ammiraglio de Curten mostro tale meraviglia che il re lo invito a parlare “veramente io non so niente il re visibilmente seccato invitò allora Badoglio a spiegare dicendo la prego metta al corrente i signori,cosa che fu fatta con grave disappunto di tutti.
Alle 18:30 esatte radio Algeri e radio Londra trasmisero il seguente proclama di Eisenhower “qui è il comandante generale a capo delle forze alleate il governo italiano ha chiesto la resa incondizionata delle sue forze armate come comandante in capo al reato ho accordato un armistizio militare”
Queste notizie bastano a sbloccare l’impasse della riunione e mentre il generale Carboni e il ministro della guerra manifestavano il loro la loro contrarietà all’armistizio tutti gli altri non poterono che convenire sulla necessità di accettare la situazione di provvedere alle modalità concordate e dopo infinite discussioni e mentre Guariglia rendeva edotto dei fatti l’alleato tedesco a Badoglio gli rimase l’ingrato compito di annunciare la decisione alla nazione italiana e si trasferì subito alla sede dell ‘EIAR per leggere il testo del comunicato con cui vista la impossibilità di proseguire la lotta era stato chiesto l’armistizio,erano le19,45
Intanto al Ministero della Guerra stavano giungendo il Re con la Regina,il principe ereditari, il ministro Acquarone ed altri personaggi politici ma le notizie sulle reazioni tedesche indussero alle 3 di notte di organizzare una fuga verso Pescara mentre arrivavano notizie che gli alleati stavano sbarcando a Salerno
E questo è il resoconto della giornata più tragica della storia italiana!

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