L'isola delle donne

L'isola delle donne

L'isola delle donne vuole rendere visibili le donne siciliane, recuperare e coltivare la memoria,tir

Operating as usual

Photos from Alley Oop - Il Sole 24 Ore's post 03/08/2022
16/07/2022

16 luglio 1849 nasceva Clara Shortridge Foltz.
Il fruscio della gonna e la .
Solo dopo che il marito abbandona lei e i loro cinque bambini, comincia a studiare legge.
È il 1878: lei passa l'esame di con un colloquio lungo il doppio rispetto a quello di un uomo, come si usava in quei tempi.
Diventa la prima donna ammessa alla pratica legale in California. La prima .
Dunque si iscrive all'Hastings College per il dottorato ma le viene impedito perché "la sua presenza e il fruscio della gonna avrebbe potuto disturbare i giovani uomini".
A quel punto una collega già attiva nel campo dei diritti delle donne, Laura Gordon, porta il caso alla corte Suprema della California e vince.
Quante storie rivelatrici, si.

n.26

16/06/2022

A , all’Università statale, si celebra la meravigliosa scienziata/divulgatrice/scrittrice/attivista con una statua realizzata dalla scultrice .
Una donna immensa, che adesso tutte e tutti gli studenti dell’ateneo incontreranno sulla loro strada!
🤩🥳🔥

Certo… Una uno-due da KO,
in un titolo solo…!
Prima la bellissima (bellissima!!!) notizia, poi una constatazione allucinante, che dice moltissimo della arretratezza culturale del nostro Paese e della attuata cancellazione sistematica delle donne dalla storia (a patto che non siano sante o, preferibilmente, martiri).

Ma pensiamo alle cose belle, va!

27/05/2022

Tutte tranne lei.
Lei è . L’unica che partecipa alla spedizione dei Mille.
Rosalia sarà moglie di Francesco Crispi.
Si incontrano a Marsiglia: lui esule in fuga dalla Sicilia borbonica, lei lavandaia stiratrice di un paesino dell’Alta Savoia. Diventa Mazziniana.
La vita da esuli non è facile. Ma ci pensa lei a mantenere entrambi, lei che lava e stira camicie per famiglie ricche. Crispi viene arrestato. Scappa a Malta, e Rosalia lo raggiunge. Si sposano.
Nella notte del 5 maggio 1860, la Montemasson con pantaloni e camicia rossa, parte insieme si Mille. Rosalia, è l’unica donna presente tra le camicie rosse, nonostante l’ordine di Garibaldi fosse stato tassativo: mogli, madre o volontarie dovevano rimanere a casa.
Tutte tranne lei.
Con Crispi combatte, segna la storia.
Poi la svolta monarchica di lui proprio prima che venga proclamato il nuovo regno
È il 17 marzo 1861.
Esplode il rapporto di coppia tra la Montmasson e Crispi. Lui, diventato Ministro degli Interni, Crispi, si unisce a Lina Barbagallo con nozze segrete. E, cosa assai più terribile, usa la propria posizione per svilire lei e farsi annullare il matrimonio. Cosa che accade nel 1878.
Da quel momento, Rosalia Montmasson viene fatta sparire dalla vita di Crispi.
Via dai libri. Via dalla memoria collettiva.
Una rimozione vigliacca che si è protratta fino a oggi e che salta fuori anche grazie a un romanzo storico che le restituisce voce.
Si chiama“La ragazza di Marsiglia”, lo scrive .
Il romanzo ce la fa ritrovare poi insegnante alla Scuola Femminile di Trastevere fondata da , amica di . Qui le ragazze sono educate diversamente che altrove. Studiano tranne l’economia domestica.
Di lei resta, a Caltagirone, una riproduzione in gesso del suo busto, voluto dallo stesso Crispi. E di quel busto c’è una versione in marmo, a Pisa, nell’ufficio elettorale del Comune.
Muore in povertà a Roma.
La sua tomba è al Verano.
Quante storie di donne da riscrivere.
Quante cancellazioni pavide di libertà femminile.

10/05/2022

Levante è diventata mamma il 13 febbraio, di una bambina che ha chiamato Alma Futura. È tornata in studio di registrazione con la sua bambina in braccio. Dice: "Alma? Alma ed io siamo inseparabili, per questioni biologiche e non. Per qualsiasi appuntamento con me riservate un buco per il passeggino". La maternità che racconta è in costante dialogo con tutte le altre sfere della sua vita, mostrando come l'esperienza possa arricchire la vita di una donna, invece che entrarvi in competizione come spesso si racconta. Certo, il suo è un osservatorio privilegiato, e lo dice lei stessa ringraziando tutte le persone che in studio di registrazione o sul set la supportano. Ma è comunque un punto di vista generazionale che mette in discussione molti stereotipi sulla maternità.

Ecco cosa scrive in un post social:

"Dieci giorni.
Ritorno al piano con una mano sola e con quattro mani, con la destra suono con la sinistra tengo Alma.
Mi ascolta suonare e cantare… mi ascolta non fermarmi mai e non perché non me lo conceda, è che proprio non voglio.

La paura di questo viaggio che sembra arrestare qualsiasi donna va assolutamente allontanata.
Ho sentito dire di tutto sulla maternità (condizione individuale in cui ogni caso non è paragonabile a nessun altro) e nei racconti di molte e molti c’è spesso il retrogusto amaro del suo aspetto “invalidante”.

Non è semplice di certo. È un viaggio magico e potente che, come tutti i viaggi magici e potenti affatica e sfida la pazienza, la gioia.
Ma non è una condizione “invalidante” … è vita vera, ricchezza.
Di un altro racconto ho sentito dire che “dopo” siamo “poco competitive”… scusate mi scappa da ridere.

Ritorno al piano con quattro mani.
Con il doppio della vita, con il triplo della fatica… ma che muscoli qui in cima alla montagna."

28/04/2022

In onda su RAI1 – domenica 22 e lunedì 23 maggio 2022

SOLO PER PASSIONE
Letizia Battaglia fotografa

Regia di Roberto Andò
con
Isabella Ragonese

In onda su RAI1 – domenica 22 e lunedì 23 maggio 2022

Letizia Battaglia ci ha lasciato improvvisamente. E’ stata una delle più grandi fotografe del nostro tempo. Le sue foto, in bianco e nero, hanno raccontato il lungo calvario di Palermo assediata dalla mafia, la terribile mattanza durante la quale Cosa Nostra ha ucciso poliziotti, magistrati, cittadini inermi, nel corso del trentennio più efferato della nostra storia repubblicana. Pochi sanno che questa grande testimone del nostro tempo ha avuto anche una biografia eccezionalmente drammatica, da bambina, da giovane, e poi da adulta, e che la sua esistenza audace e anticonformista racconta in modo potente le grandi lotte delle donne nel secolo scorso per conquistare dignità e libertà. Una vita affascinante, avventurosa, sbalorditiva. Una vita di battaglie combattuta in trincea, in una realtà professionale da sempre maschile come quella dei fotoreporter di cronaca di quegli anni. Unica donna tra colleghi uomini, Letizia riesce a imporre uno sguardo di pietà e di bellezza, facendo della fotografia un’arma per cambiare il mondo. Di intesa con Letizia e con la sua collaborazione, Roberto Andò ha deciso di far diventare questa vicenda umana e professionale fuori dal comune un racconto televisivo che andrà in onda il 22 e 23 maggio su Rai Uno in occasione del trentesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone. Nel film, inquadrati dal suo obiettivo, sfilano mafiosi, povera gente, bambine, grandi personaggi della nostra storia civile e culturale, come lo stesso Falcone, Leonardo Sciascia, Pier Paolo Pasolini.

“La sua vicenda personale racconta di una donna che si ribella al destino di figlia subordinata e di moglie oppressa, e si trasforma in una combattente che, in cinquant’anni di attività, con tenacia e coraggio, grazie all’enorme talento profuso nel lavoro per il giornale L’Ora, sarà riconosciuta come una delle più grandi fotografe del mondo (non è un caso che nel 2017 il New York Times abbia inserito il suo profilo tra le undici donne più rappresentative del pianeta). Armata di empatia e di pietà, di innocenza e sensualità, attraverso le sue fotografie, Letizia Battaglia ha lottato per far sì che la Sicilia e l’Italia divenissero un paese migliore, degno di essere vissuto. Le dobbiamo essere grati tutti, e il mio film-ritratto vuole innanzitutto essere un gesto di gratitudine”, Roberto Andò.

Una produzione Bibi Film e Rai Fiction



Isabella Ragonese. Foto ©Lia Pasqualino

27/04/2022

Dopo ben 124 anni è arrivato il professionismo per il di serie A.

Un primo passo importante, assai meritato.

Ora però anche le altre federazioni seguano l’esempio. Basta con la nello sport!

25/04/2022



"Madre Partigiana" (1944)

Questo primo sole, tra i rami esili
dei faggi spogli
ha già un tepore di primavera, un odore
vivo, di foglie cadute che diventan terriccio
di radici avide, di germogli.

Figlio, come diversa questa, per me,
da tutte le altre primavere !
Mai avevo saputo il profumo
del primo raggio fecondo.
Il mondo
per me, era la nostra casa
e l' odore del focolare
e del bucato
e del lardo appeso sotto la cappa del camino
e del fiore reciso che langue nell' acqua torbida
e del lumino
davanti al sacro cuore di Gesù.
E tu
figlio, coi tuoi capelli odorosi di vita.
Serravo le finestre
perché il profumo angusto e dolce del focolare
non si sperdesse.

E quando quella sera vennero a prenderti, rimasi smarrita
per lo stupore : "Che hai fatto ? che hai fatto ?"
E tu esitavi e mi guardavi distratto
dal mio dolore.
"Non è nulla , mamma. E' un errore
Torno subito".
Allora, perché indugiavi, Il tedesco ti percosse.
E io piansi.
"Ma ha sedici anni, signore !
Che può aver fatto ?"
Oh quante cose avevi fatto, figlio,
oltre le finestre chiuse.

E' tiepido questo sole. Asciuga le foglie secche, che crepitano
sotto il passo guardingo dei compagni.
Le armi sono cariche. Scenderemo tra poco.
E quando più tardi (io attizzavo il fuoco
e cuocevo la zuppa per te, figllio.
Non era possibile che tu non tornassi, subito)
quando più tardi vennero a dirmi :"Tuo figlio è tra i morti
sulla piazza, in paese", io non capivo ancora.
E aggiunsi legna sul focolare
come se tu dovessi tornare,
figlio. E mi misi il mantello
e i guanti di lana
e presi la borsa, per scendere nel paese.
E m' avviai fuori dell' uscio, nella tramontana
fredda, col mio stupore senza fine.

Quando appoggiai il tuo capo pesante sul mio braccio
i tuoi capelli sapevano di sangue e di terra.
Come queste foglie morte di faggio
molli ai germogli nuovi di primavera.

Joyce Lussu
1944

JOYCE LUSSU SALVADORI,
era nata a Firenze nel maggio 1912.
Compagna di Emilio LUSSU partecipò alla Resistenza nelle formazioni di "Giustizia e Libertà", raggiungendo il grado di Capitano.
Fu decorata di Medaglia d' Argento al Valor Militare.
Traduttrice di Poeti di vari paesi, aveva pubblicato un volume di ricordi sulla Resistenza ("Fronti e Frontiere")

Grazie a Ida Accorsi

22/04/2022

"Quando in Ucraina sono cominciate ad affiorare fosse comuni e si è iniziato a parlare dei civili uccisi e seppelliti dai soldati russi come prove da portare davanti alla Corte penale internazionale dell'Aia, la scrittrice sp****la Marta Sanz dice di avere provato angoscia e poi sconcerto: «No, non doveva accadere di nuovo». Lei, infatti, sa bene cosa significa occultare i crimini di guerra e negare dignità alle vittime, che conseguenza ha tutto questo non solo sulla vita dei sopravvissuti ma sul futuro stesso di un Paese. Lo ha raccontato nel suo ultimo libro, Piccole donne rosse". Stefania Parmeggiani l'ha intervistata su la Repubblica: "La guerra è sempre sul corpo delle donne".

https://sellerio.it/it/catalogo/Piccole-Donne-Rosse/Sanz/13816

19/04/2022

Stupri di guerra anche in Ucraina. Corpi di donne terribilmente violati, trasformati in campo di guerra. Non bastava l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo di Putin per calpestare la libertà degli ucraini. Nuove atrocità emergono, e tra queste non poteva mancare, purtroppo, una grande arma di guerra usata contro le donne e le comunità di cui fanno parte, gli stupri.

Terribili testimonianze fanno tornare nelle nostre menti un passato neanche tanto lontano. Quello delle donne yazidi schiave sessuali di Isis Daesh, quello delle nigeriane rapite da Boko Aram, quello delle donne in Darfur, quello degli stupri di guerra nella ex Jugoslavia, o in Ruanda, o in Sierra Leone, in Liberia, in Algeria subito dopo la seconda guerra mondiale. L’elenco non ha fine e arriva anche agli stupri commessi contro le donne italiane a Sant’Anna di Stazzema, terribile pagina di orrore da parte dell’esercito francese, conosciuto con il termine “marocchinate” e passato fin troppo sotto silenzio.

Non si tratta di un effetto collaterale delle guerre. Dietro la brutalità degli stupri di guerra non c’è solo la volontà di dominio e di possesso dell’uomo sulla donna, che caratterizza gli stupri in generale. C’è qualcosa di più. C’è la volontà di annientamento delle donne e di un'intera comunità. Le donne vengono ferite nel profondo della loro anima e del loro corpo con la penetrazione violenta non perché rappresentano un pericolo contingente in guerra, ma perché sono usate come oggetti, bottini di guerra, il loro stupro è il simbolo della conquista del territorio, anche nei confronti dei loro compagni o parenti condannati alla dolorosa impotenza. Stuprandole e seviziandole l’obiettivo è colpire le donne sì, annientarle nel profondo dell’anima, profanare i loro corpi, ma con esse anche gli uomini. Il messaggio è il dominio assoluto sulla comunità.

cc Toya Sarno Jordan / Reuters

Il commento completo di Linda Laura Sabbadini su Repubblica

Photos from Casa Internazionale delle Donne's post 15/04/2022
13/04/2022

È morta Letizia Battaglia, fotografa, testimone e narratrice con la sua macchina fotografica per decenni di fatti di cronaca e di mafia. Lo rende noto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: "Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento. Letizia Battaglia era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell'arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città di Palermo dal governo della mafia. In questo momento di profondo dolore e sconforto esprimo tutta la mia vicinanza alla sua famiglia".

Era malata da tempo ma nessuno credeva che avrebbe ceduto al tempo e agli acciacchi. Irriverente, iconica, volutamente divisiva Letizia Battaglia ha lasciato il suo segno nella storia della fotografia, ma soprattutto di Palermo. La sua città, che ha voluto raccontare e interpretare, soprattutto attraverso la narrazione delle sue donne. È divenuta nota come fotografa di mafia: la reporter che è riuscita a strappare i primi piani ai boss e rendere iconici gli arresti. Ma è la Palermo che scorreva attorno, i volti dei quartieri, gli occhi neri della ragazza con il pallone sotto il braccio che hanno mostrato più profondamente la città di quegli anni.

L'articolo completo su Repubblica Palermo

05/04/2022

Oggi ricordiamo Letizia Colajanni, esponente del PCI, soprannominata "signorina della ”.
Nata il 4 aprile, fu registrata all'anagrafe il 9 aprile. Era sorella di Pompeo Colajanni, comandante partigiano della resistenza italiana con il nome di battaglia di "Barbato", liberatore della città di Torino nonché dirigente del Partito Italiano. La famiglia di nascita vantava altri illustri personaggi della politica italiana. Il nonno, Pompeo Colajanni, era stato il fondatore del primo sindacato di minatori in contro gli infortuni minerari. Letizia era anche cugina di Napoleone e Benedetto Colajanni, e pronipote di Napoleone Colajanni, il fondatore del Partito Repubblicano Italiano.
È stata una figura chiave nel processo di emancipazione culturale e nei percorsi di rivendicazione sociale delle donne nissene, specialmente di quelle appartenenti alla classe femminile delle mogli e delle madri dei minatori di zolfo.
Letizia nell'immediato dopo guerra operò a sostegno delle classi meno abbienti di , poi si iscrisse al nel 1953.
Dapprima eletta alla carica di consigliere comunale di Caltanissetta, ottenendo 11.004 voti di preferenza su 45.111 di lista (24,39%), il 6 novembre 1962 divenne deputata nella quarta legislatura all'Assemblea regionale siciliana, diventando così, sia pure per poco tempo, la prima donna deputato regionale all' .
Nel 1945, fu una delle 150 fondatrici dell'Unione in Italia ( ). Fu anche fondatrice della Associazione donne minatori e infermiera volontaria della Croce rossa.
Più avanti negli anni fu anche dirigente del Sindacato pensionati della e dell' .
Convinta cattolica, soffrì per la scomunica in quanto comunista. Fu anche una convinta , pur senza assumere mai posizioni estremiste.
🌹

05/04/2022

Sara Pieri, laureata in ingegneria informatica, 24 anni, è l'unica italiana tra i 137 studenti ammessi alla Mohamed bin Zayed University of AI, la prima università al mondo di Intelligenza Artificiale. Pieri ha superato una selezione iniziata nel dicembre del 2020, test finale sostenuto a marzo del 2021.

L'Università si trova ad Abu Dhabi, in uno dei quartieri più moderni, studiato per essere sostenibile, solo pannelli solari e autobus a guida autonoma. Il 21% degli studenti proviene dagli Emirati Arabi Uniti, mentre il 13% da altre parti del Medio Oriente. Circa il 38% proviene dall'Asia; il 21% dall'Africa; e quasi il 10% dalle Americhe e dall'Europa. La rappresentanza femminile nel primo anno accademico è del 30% degli studenti ammessi. Oltre il 23% delle studentesse che hanno ricevuto offerte sono emiratine, mentre il 13% proviene dall'India e il 10% dalla Siria.



26/03/2022

Claudia Parzani è la nuova presidente di Borsa Italiana. L'avvocata è manager dello studio legale era già vicepresidente del board e dal 27 aprile ne prenderà la guida.

A settembre 2021, per il quinto anno consecutivo, Claudia Parzani è stata riconosciuta tra i 100 leader a livello globale per l’inclusione di genere secondo la classifica di HERoes.

Da sempre attenta ai temi sociali e di diversity, Claudia Parzani è membro dell’organo consultivo di UNHCR Italia, siede nel Comitato Scientifico di Parks - Liberi e Uguali e presiede il Consiglio Strategico della Fondazione Italia per il dono onlus – F.I.Do. Ha fatto parte e presieduto (dal 2013 al 2016) il Consiglio Direttivo di Valore D. È inoltre fondatrice di Breakfast@Linklaters, network di esponenti della business community femminile e ambasciatrice per l’Italia della campagna internazionale “Inspiring Girls”.

È co-autrice di “Meravigliose. Tour guidato all'interno di noi stesse” edito da Il Sole 24 Ore sui temi della diversità e del talento.

https://www.ilsole24ore.com/art/claudia-parzani-nominata-presidente-borsa-italiana-AEGHmwMB

25/03/2022

Magnifica .
La sua opera appena postata sui social è potente.
“Il primo giorno del nuovo anno scolastico, quando le ragazze afghane sono tornate nelle loro scuole con mille speranze e aspirazioni, i le hanno espulse dalle loro aule e le hanno rispedite a casa.
Sembra che questi ignoranti non abbiano altro scopo che tramare per oscurare la vita delle afghane”
Primavera del 1971/ Kabul-Afghanistan

25/03/2022

"Non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente..."
Virginia Woolf

23/03/2022

La comunità internazionale ha fatto del diritto paritetico all'educazione per tutti uno dei punti dirimenti della trattativa con il regime dei Talebani sugli aiuti e il riconoscimento politico. Ma è di oggi la notizia che in Afghanistan i Talebani hanno ordinato la chiusura delle scuole secondarie femminili, contraddicendo quanto stabilito e poche ore dopo la loro riapertura. Lo hanno verificato fonti giornalistiche sul posto e lo ha confermato all'Afp il portavoce Inamullah Samangani.

Una troupe dell'Afp stava filmando il rientro delle ragazze alla Zarghona High School di Kabul, dopo mesi di chiusura. Un'insegnante è entrata in aula e ha ordinato a tutte le allieve di tornare a casa. Alcune di loro hanno reagito con le lacrime, secondo quanto riportato dalla fonte.

23/03/2022

Più di una donna su tre sul lavoro non si sente valorizzata. Eppure secondo il sondaggio appena diffuso da EY e SWG i tre quarti dei dirigenti intervistati ritengono che un’azienda con una leadership equilibrata dal punto di vista del genere sia più performante. Per la metà (il 49%) dei dirigenti uomini, l’obiettivo di più donne nei ruolo apicali è un impegno da assumersi ma non una priorità. Sarà per questo che il 36% delle lavoratrici tra i 30 e i 50 anni non ritiene adeguatamente valorizzate le proprie competenze e oltre il 40% ritiene inadeguata la propria retribuzione.

Lo squilibrio di genere nei percorsi di carriera e nelle retribuzioni è un dato di fatto per una donna su due, secondo il sondaggio, che aveva l’obiettivo di fare un quadro della presenza e del ruolo delle donne all’interno delle aziende italiane. Emerge che il tema non è strategico e mancano policy aziendali.

Per sapere di più su questi dati, l'approfondimento è di Anna Zavaritt: link in bio e qui 👉 bit.ly/3N8vtwP


23/03/2022

“Avere un reddito mio, non dover dare conto a nessuno, riconoscere le mie capacità e l’abuso che le aveva soffocate: il potere economico mi ha restituito la libertà”.

Nicoletta Cosentino, founder del progetto di imprenditoria sociale Cuoche Combattenti, si definisce “una donna dal temperamento perentorio e assertivo”. Eppure, per 18 anni della sua vita, non si è sentita capace: la violenza psicologica è “l’elefante nella stanza” di troppe relazioni abusanti “così integrata all’interno delle coppie da essere considerata normalità”. La sua però è una storia di riscatto, sorellanza, scambio: ha creato il progetto Cuoche Combattenti, un laboratorio di produzione alimentare, una bottega, che unisce donne diverse, ne custodisce le storie e dà loro l’opportunità per ricominciare insieme. Ribaltando un altro stereotipo: la cucina, il luogo a cui storicamente le donne sono state relegate, diventa un avamposto rivoluzionario contro la violenza e l’abuso.

Attraverso un percorso di accompagnamento all’auto-impresa, supportato dalla Regione e dal Ministero delle Pari Opportunità, all'interno del centro antiviolenza a cui si era rivolta, Cosentino ha trovato il supporto per avviare il suo progetto. Grazie al quale nel 2020 ha ricevuto dal presidente Mattarella il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Leggi la sua storia, raccontata da Nicoletta Labarile: link in bio e qui 👉 bit.ly/3wrMiwB


20/03/2022

Le donne contro la guerra.

Marina Ovsyannikova, giornalista della tv di Stato russa, che si è intromessa in diretta per protestare contro la propaganda di Putin, con il messaggio: “"No alla guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo". A seguito del suo gesto diversi giornalisti e addirittura redazioni intere si sono dimesse.

Yelena Osipova, l’80enne sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, che protesta con cartelloni pacifisti e, dopo essere stata arrestata e rilasciata, è tornata subito a protestare con il suo messaggio di pace: “Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!”

Sofia Abramovich, 27enne figlia di Roman, l’oligarca russo vicino a Putin, ha modificato un post “la Russia vuole la guerra con l’Ucraina” in “Putin vuole la guerra con l’Ucraina“, aggiungendo che “la bugia più grande e di maggior successo della propaganda del Cremlino è che la maggior parte dei russi stia dalla parte di Putin“.

Elena Kovalskaya, direttrice del Centro culturale e teatrale statale Vsevolod Meyerhold di Mosca, che ha annunciato le sue dimissioni in segno di protesta contro l’invasione dell’Ucraina dicendo: “È impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui”

Anastasia Pavlyuchenkova, tennista russa, che ha pubblicato sui social una netta presa di posizione contro la politica di Putin: “Ho rappresentato la Russia per tutta la mia vita. È la mia casa e il mio paese. Ma adesso sono terrorizzata. Non per questo ho paura di esprimere la mia posizione. Sono contro la guerra. L’ambizione personale e motivi politici non giustificano la violenza. Stop alla violenza, stop alla guerra”.

Le femministe russe, con il loro appello accorato contro la guerra, la propaganda e il machismo del regime di Putin.

Questi sono solo alcuni esempi di quanto coraggiose le donne possano essere e credo che riflettere su questo sia d’obbligo.

La storia ha sempre oscurato le donne, messe a tacere, in un mondo creato da uomini per gli uomini.

Le pochissime donne che emergevano, soprattutto nelle posizioni di potere, lo facevano solo se incarnavano i valori dettati dagli uomini.

Oggi, fortunatamente, sempre più donne hanno la possibilità di entrare in politica, ma siamo ancora lontanissimi da una vera parità.

E se notate bene, nella quasi totalità dei Paesi in situazioni di guerra, la cultura dominante è quella patriarcale, con uomini al potere e con una scarsissima, se non totalmente assente, parità di genere.

Ecco perché continuo ad insistere sull’importanza di avere donne in politica. E non semplicemente “donne”, ma donne che siano contro la cultura patriarcale, di supremazia e potere, priva di empatia e rispetto, che sempre ha segnato la storia imposta dall’uomo.

>> Ricordiamo i nostri servizi gratuiti - consulenza legale e orientamento psicologico - per tutte le donne che ne avessero bisogno >>https://ihaveavoice.it/servizi/

E per chi volesse sostenere il nostro impegno con una donazione, anche la più piccola può fare la differenza. Grazie di cuore! >> https://ihaveavoice.it/donazioni/

14/03/2022

La donna cancellata dalla storia.
Questo è il modo in cui la storia è sempre stata raccontata: nel 1947 ***ck, mettendo da parte pennelli e cavalletto, afferra dei bastoncini e inizia a scagliare la vernice su una tela stesa sul pavimento. Con un movimento del polso Po***ck trova una nuova modalità di espressione artistica.
Ecco come è andata davvero.
Lei è . Janet era nata in una città ebraica nell'Ucraina orientale nel 1893, e sfuggendo alla violenza dei pogrom antisemiti arriva a New York con la madre e i fratelli. È il 1908, lei ha 15 anni.
Ha intelligenza, curiosità, talento.
Eppure passerà trentanni a crescere i cinque figli che ha avuto con Max Sobel, un incisore e orafo, sposato quando era poco più di una , a 16 anni.
È solo quando il figlio diciannovenne Sol, frustrato dal proprio sviluppo artistico, le cede le sue forniture di pittore, che lei inizia a sperimentare.
Stende le tele sul pavimento, e orchestra e da li e disegna schizzi mai visti prima. Usando strumenti non convenzionali come un contagocce per spruzzare la vernice oppure un aspirapolvere per trascinare la vernice in sottilissimi strisce, cosa che nessun pennello tradizionale avrebbe potuto fare.
È il 1938, e Janet (già nonna a 45 anni) inizia a giocherellare con bastoncini e vernice sulle sue tele stese e cambia il corso della storia dell’arte.
Raccontare la sua vicenda è stato il modo in cui Kelly Grovier e BBC Culture hanno celebrato la Giornata internazionale della donna.
Nei commenti il link all’articolo.


Image credit: Gary Snyder Fine Art NY

13/03/2022

"Da figlia, ripenso spesso alle continue richieste con cui ho torchiato mia madre, aspettandomi da lei di essere sempre il centro del suo universo. (...) Da mio padre non mi aspettavo certo la stessa abnegazione: gli riconoscevo la libertà e la possibilità di non starmi a sentire per ore. Ma quando mia madre si sdraiava a leggere un libro invece di raccogliere le mie beghe, mi dava fastidio che mi tradisse con un romanzo. Non mi sono mai sentita egoista, infantile o nel torto per questa mia tirannia, anzi: era normale. Perché per la società essere una buona madre equivale a martirizzarsi per i figli.
Poi sono diventata madre io, e ho capito. Ho avvertito la pressione gigantesca dell’aspettativa nei miei confronti. Non ero più libera di essere Silvia: dovevo rientrare a mia volta nei canoni della Madonna con bambino.
(...) è urgente sfatare almeno due miti: che una donna, diventando madre, smette di essere pericolosa, ambiziosa, indipendente; e che i figli, da donne che hanno anche altri orizzonti, verrebbero amati di meno. L’amore è sempre proporzionale alla libertà di esprimerci e di essere chi siamo.
Per liberare le donne dagli stereotipi e dai ruoli secondari in cui ancora veniamo ingabbiate, occorre, in prima battuta, liberare la Madre."

Oggi su 7Corriere insisto: la Madre non esiste! Per fortuna. Esistono le madri: tutte diverse, complesse, libere. Ma occorre liberarle completamente.

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