La storia intorno Empoli

La storia intorno Empoli

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buongiorno Maurizio. Spippolando ho trovato un po' di storia minuta...intorno a Empoli...tempi lontani.."Prima operazione nei boschi.
Pastore, contadino, cacciatore, di bell’aspetto. I requisiti c’erano tutti, e fu scelto un giorno per accompagnare una persona dai partigiani alla macchia. Era la sorella di uno dei capi partigiani, nei boschi del senese da molto tempo. A casa era tanto che un lo vedevano, erano preoccupati, non so che notizia importante gli dovevano dare, forse una malattia o una morte vicina di un genitore che aveva espresso la volontà di avere notizie.
Racconta il “nostro”. < era stato tutto organizzato ne’ minimi particolari. Tra l’altro era una bella figliola, ci si doveva far trovare in un determinato punto, dopo aver vagato per i boschi fingendoci innamorati. Li …un segnale, un gesto di riconoscimento…e l’avrei affidata a un altro che l’avrebbe condotta dal fratello> . Tutto Ok…poi c’era da organizzare il ritorno. Concordano un’ora e un punto. < guarda di essere puntuale, senno ti ci lascio>. Conoscendolo sono sicuro che ce l’avrebbe lasciata!
Pastore davvero. Però erano pecore “imbottite”. Tosate per bene sotto la pancia, gli ci avevano cucito un’altra pelle, e nel tascone che si era venuto a creare, …bombe a mano, rivoltelle, moschetti.
< mi dovevo trovare alla tal’ora alla stazione di…..sulla linea che va per l’Amiata, e li trovai uno che mi dette i gregge, portalo a….Per la notte ci si doveva fermare in un convento di frati che erano d’accordo. Mi dettero un pagliericcio e misero la pecore in un ovile, però io nella notte, ratto ratto andai a controllare che un l’avessero fatte scappare, poi le portai a…un altro pastore >
La Bicicletta.
Come Bartali che metteva i messaggi nella canna della bicicletta, uguale....
Pagina interessante che risponde alle curiosità dei cittadini

Eventi storici e curiosità sulla città di Empoli.

Photos from La storia intorno Empoli's post 31/10/2019

La travagliata storia del monumento a
FRANCESCO FERRUCCI
...e un mistero (non ancora) risolto.

Chi se ne occupò? Perché non fu fatto? Cosa venne fatto? Che fine fece l'altorilievo del Prof. Pazzini? Che fine fecero i soldi raccolti dal comitato?
Proveremo, anche se la storia è complicata, a rispondere a queste domande.

PERCHÉ NON FU FATTO.

É verso la fine dell' ottocento quando prende il via la storia del monumento a Ferrucci, una storia che lasciò con l'amaro in bocca tanti che ci avevano creduto, e quasi truffato il povero Professor Pazzini, lo scultore, che stava per
rimetterci 3.000 lire e anni di lavoro.
È infatti il 1896 quando si costituisce il
“Comitato Francesco Ferrucci”, ne fanno parte politici e uomini di cultura empolesi, lo scopo è quello di omaggiare con una statua equestre il
Commissario della Repubblica Fiorentina, che dopo aver preparato Empoli a resistere alle armate degli imperiali, dovette lasciarla esattamente un mese prima dell'inizio dell'assedio (28/05/1530) per recarsi a liberare Volterra.
Francesco Ferrucci morì nella battaglia di Gavinana il 03/08/1530 per mano del vile Maramaldo: “te tu dai a un morto”.
Ricordatevi questa data e questo luogo.
I componenti del Comitato hanno inizialmente un primo obiettivo: raccogliere fondi per “l' erigendo” monumento e immediatamente si diversificano i modi con cui “raggranellare” fondi per il nobile scopo: un calendario artistico (è per questo
calendario che il Presidente del Comitato Cav. Romagnoli, rintraccia lo stocco di Ferruccio nel museo Reale di Capodimonte), serate di musica al “Salvini”, donazioni di privati, dei Comuni di Empoli e Firenze, donazione da parte dei Sovrani e proventi dalla vendita di un libretto, scritto dallo stesso Romagnoli, riportante le lettere del Ferrucci scritte da Empoli [1] (il libretto, inviato alle più importanti personalità italiane aveva il costo di 1 lira; purtroppo dei 500 libretti pochissimi furono pagati) [2].
Si comincia a intravedere uno dei responsabili del fallimento del progetto, la mancanza di fondi. A fronte di un preventivo di 10.000 lire non si riuscì mai a superare le 7.000 lire raccolte. Il “famigerato” libretto al risparmio 1105 aperto dal Comitato presso il locale Monte Pio, non raggiunse mai la quota necessaria.
Ecco i preventivi di entrata e spesa presentata da Paolo Del Vivo[3]:

in cassa L. 3.850
contributo Com. Empoli. L. 500
contributo Com. Firenze L. 500
contributi Istituti locali. L. 250
contributo della Provincia L. 100
contributo della Casa Reale L. 300
contributo Min. Interno. L. 100
ricavato vendita bronzo L. 1.400
TOT. L. 7.000

per lo scultore L. 2.200
parte architettonica L. 800
fusione L. 4.500
lavori murari e armature L. 1.000
dono per l'artista. L. 500
stampe e festeggiamenti. L. 1.000
TOT. L. 10.000

Esisteva un disavanzo di 3.000 lire; purtroppo il secondo nemico del monumento si stava avvicinando, questo preventivo era datato 1913 e la 1°Guerra Mondiale era alle porte. Una parte dei fondi accantonati dal Comitato verranno impiegati per il monumento ai caduti, ma saranno le tonnellate di bronzo riportate nelle entrate a dare uno dei dispiaceri più grossi al Comitato.
Il Ministero della Guerra, grazie anche all' intercessione dello stesso scultore Pazzini [4], dono' al Comitato 3 tonnellate di bronzo, era il bronzo necessario al monumento ed al suo basamento.
Il prezioso metallo viene portato alla
fonderia Vignali di Firenze per la realizzazione dell'opera. Neppure tre mesi dopo scoppia la 1^ Guerra Mondiale, il valore delle materie prime triplica immediatamente il suo valore, il bronzo che è materia prima dei cannoni, si apprezzerà ancora di più. La Fonderia utilizzerà il bronzo accantonato per il monumento per fare fronte alle pressanti commesse.
Al termine della guerra, la Fonderia si dichiarerà disponibile a rendere al Comitato il controvalore del bronzo al prezzo anteguerra.
Non sarà più possibile acquistare il metallo necessario [5].

COSA VENNE FATTO.

Già due anni dopo la sua costituzione, il Comitato aveva le idee chiare su chi incaricare per la realizzazione dell'opera: il Prof. Romeo Pazzini [6]. Lo scultore romagnolo è uno dei più quotati del momento, ha lo studio a Firenze ed è buon amico del Segretario del Comitato, il Prof. Emilio Mancini. Come vedremo il Prof. Mancini, a quel tempo insegnante a Livorno, e il Cav. Romagnoli saranno i più attivi e anche i più delusi dal fallimento del progetto.
Agli inizi del XX secolo il Pazzini lavora al bozzetto del monumento definitivo. Il lavoro dello scultore incuriosisce tutta Italia. Quando il
Professore presenta il suo bozzetto (siamo nel 1900) tutte le testate nazionali ne parlano e lo studio diviene frequentatissimo; tutti vogliono ammirare “il Ferruccio a cavallo", fino ad allora era sempre stato raffigurato “appiedato”. Il Principe Tommaso Corsini e il M.se Filippo dei Principi Corsini vogliono ammirare di persona il bozzetto Pazzini, dopo di che “elargiscono una
cospicua somma al fine del nobile intendimento”. Ormai sembra fatta, i fondi ci sono, il bozzetto dell' altorilievo c'è, non resta che decidere dove collocarlo.
Nel marzo 1914 arriva in Empoli il Prof. Pazzini, insieme alla Commissione artistica (Ing. Paolo del Vivo, Prof. Trentanove, Prof. Lazzerini, Prof.
Castellacci, Cav. Romagnoli e l'Ing. comunale) fanno il “giro d'Empoli” per scegliere il posto più adatto. L'altorilievo (4.20mt X 2.40mt) per sua
caratteristica non può stare in mezzo a una piazza e come da relazione della Commissione artistica: “l'opera necessita di essere addossata ad un edifizio con relativa armatura di rinforzo per l'angolo dell' edifizio stesso”[7].
Al terminedel loro giro i componenti la commissione indicano l'angolo tra Via del Giglio
e P.zzetta Garibaldi, con addossamento alla casa di proprietà Parri, come il più idoneo. In subordine, in caso di rimostranze del proprietario, si indica l'angolo tra Via G. del Papa e P.zza delle Stoviglie, con addossamento alla casa di proprietà Bandinelli. Come terza scelta è indicato il muro di cinta dell' edificio Comunale in Via Leonardo da Vinci.
Scoppia la guerra e iniziano i problemi finanziari di cui abbiamo parlato. Lo scultore non perde comunque la speranza di veder realizzata la sua opera: il 22 giugno 1920 Il giornale “La Tribuna” pubblica l' intervista al Pazzini che si lamenta
di non “saper più nulla del monumento”.
Si arriva al periodo fascista e le cose per lo sfortunato professore, se possibile, peggiorano
ancora di più. Il Sindaco Vitruvio Cinelli (diventerà Podestà dal 26) non risponde alle sollecitazioni dello scultore [8], neppure quando il Pazzini si
presenta fisicamente dal Cinelli riceve una risposta. Il Professore prova a percorrere altre strade e invia una foto del bozzetto al Presidente della Camera Giuriati, riceverà solo una risposta di cortesia.
Si giunge al 1930 e il regime fascista si è appropriato del mito di Francesco Ferrucci, per i 400 anni dalla morte vengono organizzate onoranze in tutta Italia. Viene deciso di creare il Museo Ferrucciano di Gavinana, si occupa del
restauro del museo una vecchia conoscenza empolese, Ezio Cerpi, l'architetto che ha disegnato la ricostruzione di Porta Pisana.
Eccoci al mistero del titolo: Empoli è ben rappresentato nel museo Ferrucciano: una foto del Palazzo Pretorio (base operativa di Francesco Ferrucci a Empoli), una foto delle mura nel punto in cui gli spagnoli colpirono nel 1530 (?) e sempre a catalogo il bozzetto dello scultore Pazzini (foto dell'autore). È il Ferruccio empolese? Non
ci sono dubbi perché nel luglio del 1931 l'Istituto del libro (curatore del museo), sollecita il Comune di Empoli “per il trasporto bozzetto Pazzini-in
vista inaugurazione museo”, il 27 luglio 1931, sempre l' Istituto Nazionale del libro, ringrazia “l'On. Podestà di Empoli per la concessione provvisoria del bozzetto di Francesco Ferrucci, il bozzetto è stato trasportato a Gavinana e già felicemente collocato nel museo. Ricordiamo che il rilascio è a titolo provvisorio ed il Comune potrà in ogni momento richiederne la restituzione”.
Si sta parlando solo della foto o del bozzetto in terracotta?[9]
Tornando ai problemi empolesi, è in questo periodo che Pazzini comincia a richiedere il proprio compenso e il rimborso spese (sono passati quasi 30 anni). In una lettera al nuovo Podestà (Dino Masi), Pazzini è addirittura
irriverente verso Vitruvio Cinelli: “spero di trovare in lei più considerazione che col precedente Podestà spodestato”. Anche il Prof. Mancini vede svanire la possibilità di avere un monumento a Francesco Ferrucci, ma non vuole perdere la faccia e chiede il pagamento per lo scultore.
Nel 1935 il Prof. Romeo Pazzini presenta un esposto alla Prefettura di Firenze.
Il Comitato, sotto il fascismo non si è più riunito, e la gestione del libretto al Monte Pio è ora nelle mani del Podestà.
Sarà comunque un delusissimo Emilio Mancini a suggerire la soluzione: “che sia pagato lo scultore, con una parte del rimanente si faccia un piccolo busto da installare al Parco della Rimembranza. Il resto in opere pie per i poveri della città”[10].
Con determinazione podestarile Dino Masi chiude la storia del Monumento a Francesco Ferrucci: il libretto 1105 viene chiuso, delle circa 8.000 lire
rimanenti, 3.000 vanno al Pazzini e circa 5000 all' E.O.A. Fascista.

Fine prima parte.

Fonti:
[1] Collezione privata
[2] Collezione privata
[3] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci[4] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci
[5] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci
[6] Collezione privata
[7] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci
[8] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci
[9] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci
[10] ASCE affari esteri Monumento a Francesco Ferrucci

Photos from La storia intorno Empoli's post 14/10/2019

.... continua

(23/07/1945)

Denuncia di fascisti inviata dal C.L.N. Empoli alla “Commissione per le sanzioni contro i fascisti” di Firenze.

Il sottoscritto espone a codesta On.le Commissione quanto segue affinché siano presi i provvedimenti necessari.
Il giorno 27 marzo 1922 mio fratello Giraldi Consiglio, mentre si trovava a lavorare nella proprietà di Fanciullacci Eliseo, sito in località Fontanella del Comune di Vinci, fu aggredito da un gruppo di fascisti, i quali corrispondono ai seguenti nomi:
M.R., M.R., S.V., B.T., e B.A.
Detti fascisti chiamarono mio fratello, lo fecero avvicinare e quindi armati di nerbo, lo investirono colpendolo così gravemente che lo lasciarono sul terreno privo di sensi e in condizioni pietose. In seguito a tale aggressione le sue condizioni furono così scosse che dopo sol 30 giorni dall'accaduto, avendo dallo spavento subito una tale impressione che le sue facoltà mentali richiesero il ricovero nell'ospedale di Firenze. Per lunghi anni è rimasto in tali condizioni finché non morì in ospedale a Lucca il 24 giugno 1944.
Il dichiarante: Giraldi Telemaco.

(23/07/1945)

Denuncia di fascisti tramite deposizione firmata raccolta dal C.L.N. Empoli. Gli autori dell'aggressione sono gli stessi denunciati nel paragrafo precedente.

Io sottoscritto Calzolari Paris dichiaro quanto segue: nel mese di gennaio del 1922, circa le ore 22, mentre rientravo dal frantoio, dove ero stato per la macinazione delle olive di mia proprietà, giunto nei pressi del ponte di Belania trovai una squadra di fascisti che mi intimarono il fermo. Fattomi un interrogatorio per voler conoscere i responsabili del circolo di S. Amato, il quale era stato incendiato dai fascisti pochi giorni prima e del quale circolo io ero consigliere. Non avendo raggiunto il suo intento mi picchiarono ripetutamente ed in seguito ad una sommaria perquisizione fattami, mi trovarono in dosso il giornale Unità, che diede luogo ad una maggiore esasperazione come se mi avessero trovato in dosso delle armi pericolose, mi percossero nuovamente e visto che io facevo ancora mi penzolarono dalla spalletta del ponte per ben due volte, la prima mi sorressero nel vuoto con le sue mani, la seconda mi legarono una fune al collo e quello era l'unico sostegno che avevo, per non restare soffocato o per non precipitare nel letto del fiume, irto in quel punto di pietre, ad una altezza di circa 30 metri, cercai di aggrapparmi con le mani alla spalletta del ponte. I miei carnefici mi pestarono ripetutamente le mani.
Esaurito e terribilmente impressionato i sensi mi abbandonarono. Dopo alcune ore ripresi conoscenza trovandomi sul ciglio della strada a pochi metri dal luogo dove i criminali avevano compiuto questa vile azione. Sconcio e malmenato a stento mi condussi a casa dove giunsi alle prime ore del mattino.

(09/08/1945)

Denuncia di fascista ricevuta dal C.L.N. Empoli su informazioni raccolte dall'Associazione Nazionale Combattenti della Sezione empolese.

Copia di atti informativi ed accuse a carico del fascista C.R. residente a Ponte a Elsa (Empoli).
Dichiarazione: Io sottoscritto Benvenuti Gino dichiaro che una sera durante la occupazione tedesca si presento' a casa mia il C.R. chiedendomi da bere. Mentre mi accingevo ad accontentarlo, iniziò una violenta scarica di cannonate nei pressi della mia abitazione. Pregai il C. di scusarmi dicendogli che l'avrei contentato appena cessata un po' la scarica, e che desideravo andare al rifugio. Il C. non accettava scuse e minacciava mio padre Benvenuti Virgilio dicendogli queste parole: “me la pagherai”. Due ore dopo mio padre venne ferito da una raffica di mitraglia tedesca.
Firmato Benvenuti Gino.
Dichiarazione: Io sottoscritto Cerbioni Gino dichiaro che in giorno durante l'occupazione tedesca, si presentò a casa mia il C.R. con due tedeschi, dove disposero il piazzamento di alcune armi e prima di andarsene fecero razzia di un branco di oche di mia proprietà.
Firmato Cerbioni Gino, Arditi Ardito, Casalini Silvano, Moro Erino.
Dichiarazione: il Signor Rinaldi Ezio dichiara che nel periodo dell'occupazione tedesca si presentava a casa sua il C.R. con alcuni tedeschi imponendogli di dargli da bere, sotto la minaccia di sparatoria contro il Rinaldi stesso.
Firmato Rinaldi Ezio.
Dichiarazione: io sottoscritto Bagnoli Emilio dichiaro di aver visto il C.R. più volte fare atti di vero fascista. In un primo tempo l'ho visto nel 1926 col suo compagno F.T. mentre faceva dei soprusi a mio padre Bagnoli Italo costringendolo ad andare a letto, pena legnate e purga. In un secondo tempo l'ho sorpreso nei pressi della mia abitazione, insegnare ai tedeschi, in quali case stavano coloro che intendevono fare atti di sabotaggio ai tedeschi e che erano di idee contrarie ai tedeschi. I Carabinieri di S. Miniato venuti a conoscenza dell'attività svolta dal suddetto C. intervennero per fermarlo.
firmato Bagnoli Emilio.

(11/08/1945)

Verbale di seduta C.L.N. Empoli

Presenti: Santini Aureliano, Telleschi Mario, Corti Virgilio, Ferretti Fortunato, Guerrini Ferruccio, Morelli Renato, Ragionieri Luigi.
a) Concediamo L. 2.000 al signor Ponziani Giovanni, pervia morte del figlio causata dall'esplosione di una mina il giorno 8 luglio 1945.
b) Il C.L.N. concede L. 5.000 alla Pia Società Corale di S.Cecilia per la riparazione dell'Harmonium.
c) Il signor Ferretti Fortunato, impossibilitato dall'eccessivo lavoro a continuare ed assolvere il compito come capo delle guardie annonarie, rassegna le sue dimissioni. Il C.L.N. accetta come sostituto il signor Caparrini Sabo; a Ferretti Fortunato giunga il nostro fervido ringraziamento per l'opera svolta con dedizione e capacità.
d) Si propone che il fascista C.R. sia mandato in campo di concentramento, fermo restando il principio che sia processato ai termini di legge se emergono reati punibili. Si passa il fascicolo alla P.S. locale.
e) Si propone che il fascista C.G. residente a Villanova Empoli sia inviato in campo di concentramento, fermo restando il principio di essere processato a termini di legge se emergono reati punibili.
f) Si propone che il fascista L.P. di Empoli sia internato in campo di concentramento, fermo restando il principio che sia processato a termine di legge se emergono reati punibili.
g) Per ve**re incontro all' U.D.I., nelle gravose spese che quotidianamente incontra nel mantenimento delle Colonie Estive, il C.L.N. elargisce L. 50.000.
h) A richiesta del Sindaco deleghiamo due membri del C.L.N. quali rappresentanti nella Commissione per la revisione delle tasse indirette. I rappresentanti sono: Ragionieri Luigi e Guerrini Ferruccio.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(13/08/1945)

Verbale di seduta C.L.N. Empoli.

Presenti: Santini Aureliano, Morelli Renato, Ragionieri Luigi, Fiorini Loris, Fucini Siro, Guerrini Ferruccio, Ragionieri Catone, Ricci Andrea, Telleschi Mario.

a) Si propone che il fascista L.A. sia inoltrato in campo di concentramento, fermo restando il principio di essere processato a termine di legge se emergono a suo carico reati punibili.
b) Viene deciso che le pratiche informative relative ai vari fascisti da sottoporre a giudizio, siano passate alla P.S. a mezzo Copia conforme all' originale, rilasciando a nostro archivio l'originale inviatoci dai vari partiti aderenti al C.L.N.
c)Il Partito della Democrazia Cristiana in seguito all'apertura di cooperativa agricola (attrezzi agricoli) ha inoltrato domanda di prestito risargibile possibilmente entro due mesi, per far fronte le spese che essa incontra. Il C.L.N. concede la somma di lire 100.
d) Varie.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(20/08/1945)

Denuncia del M.llo C.E. inviata al C.L.N. Empoli.

Io sottoscritto Caponi Ugo, nato a Empoli il 07/08/1896 dichiaro quanto segue:
Arrestato a Pistoia circa il 20 marzo 1921 per complicità dei fatti del 1° marzo accaduto in Empoli fui rilasciato 15 giorni dopo perché potetti provare con 56 testimoni che quel giorno mi trovavo a Pistoia a lavorare. Nel mese di maggio di detto anno vi erano le elezioni politiche e siccome in Empoli mancava le liste del partito comunista nel quale io allora militavo, fui io che portai le schede tipo in comune di Empoli e così divenni rappresentante di liste.
Dopo circa 20 giorni fui nuovamente arrestato perché non fu difficile col sistema che usavano nelle caserme i CC.RR. trovare un imputato che firmasse un qualsiasi documento che gli venivano posti davanti.
Così fui nuovamente imputato di partecipazione ai fatti di Empoli. Nella caserma ebbi il trattamento degli altri individui dal Maresciallo P. maresciallo dei CC.RR. C.E. nella stanza adiacente la cucina per meglio chiamata la “sala di tortura”, mi fece sottoporre alle più accanite percosse dicendo “non ha partecipato ai fatti di Empoli, ma è il capo dei 1.500 comunisti che per lui hanno votato”.
Di persona mi percosse con un pezzo di corda di grosso spessore per diverse volte in più giorni.
Firmato Caponi Ugo.

(25/08/1945)

Denuncia di fascista trasmessa dal C.L.N. Empoli al Commissariato di P.S. con allegata testimonianza.

A seguito nostra del 18 agosto n° 2555, rimettiamo l'unita denuncia a carico del fascista rep. A.A. con testimonianza raccolta da questo C.L.N. dal cittadino Bagnoli Emilio residente a Ponte a Elsa.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.
Testimonianza:
Io sottoscritto Bagnoli Emilio residente a Ponte a Elsa (S.Giusto), sporgo denuncia a carico del fascista repubblicano g.n.r. A.A. per quanto segue:
nell'anno 1943 nel mese di marzo durante una discussione nella quale commentavamo tra amici (presente l'A.) l'aggressione a mano armata di alcuni militi per ragioni sconosciute, verso un giovanotto dall'apparente età di anni 18, avvenuta in mattinata sotto la stazione ferroviaria di Empoli, fui ad un tratto interrotto dall'A. e minacciato di legnate e galera se avessi continuato ancora la discussione.
F/to Bagnoli Emilio.

(28/08/1945)

Lettera raccomandata dal C.L.N. di Roccastrada al C.L.N. Empolese riguardanti informazioni relative al fascista B.S.

In riferimento al foglio n° 1224 del 12 luglio c.a. si comunicano le notizie richieste relative a B.S.
Il B. risulta squadrista dal 21 agosto 1921, sciarpa littorio, milite della milizia,
Ha preso parte ad alcune spedizioni punitive, ispettore generale della polizia per lo spionaggio, marcia su Roma, ha percosso alcune persone del paese, fascista repubblichino, nemico instancabile di Partigiani e loro famiglie. Ha preparato e finanziato un rastrellamento eseguito alla formazione Partigiana “A. Gramsci” di Roccastrada, collaborando con ufficiali della milizia e tedeschi, che causava il ferimento e la conseguente amputazione di arti di alcuni Partigiani, nonchè la cattura di altri. È arricchito approfittando del regime fascista. Nella sua abitazione veniva rintracciata da parte dei Partigiani, una mitragliatrice pesante ed alcune armi delle quali egli si serviva contro gli attacchi Partigiani. È un elemento pericoloso, è fuggito da Roccastrada durante gli ultimi giorni di maggio 1944 e non è stata più possibile la sua cattura.
Qualora fosse a conoscenza di codesto Comitato il suo recapito, si prega provvedere al fermo immediato del B. stesso, avvertendo nel contempo lo scrivente che provvederà in merito.
Si resta in attesa di comunicazioni al riguardo e ringraziando si saluta fraternamente.
Il Presidente Torri Antonio.

(30/08/1945)

Risposta del Commissariato di P.S. di Empoli a seguito di nota inviata dal C.L.N. Empoli al Commissariato stesso e riguardante il fascista B.A. di cui il C.L.N. aveva il sospetto fosse internato in campo di concentramento.

Richiamando la Vostra nota inviata in data odierna Vi trascrivo la lettera inviata in data odierna dalla questura di Varese nei riguardi di B.A.:
“Con riferimento alla nota succitata e richiamando la nota N° 0475 di questo ufficio del 28 luglio decorso, si informa che il B.A. è ricercato perché, tra l'altro, è imputato di concorso in omicidio in persona di Rossetti Luigi da Cerreto Guidi, per cui è stato denunziato alla Procura del Regno, in Firenze con rapporto N° 346 del I aprile corr. anno. Il medesimo con rapporto 346 del 13 aprile detto è stato denunziato all' Autorità Giudiziaria, dall' Arma dei CC.RR. di Cerreto Guidi, per concorso in omicidio in persona di Corsagni Giuseppe e per concorso in altri gravi atti di violenza in danno di altre persone di Cerreto Guidi.

(10/09/1945)

Lettera di protesta inviata dal C.L.N. Empoli al C.T.L.N. FIRENZE, PREFETTURA di Firenze e Commissariato P.S. di Empoli.

Con riferimento alla lettera del Commissariato di Empoli in data 39/08/1945 prot. 0680)dv. I^ a proposito di una lettera anonima a firma “un galantuomo” inviata alla Prefettura di Firenze sulla supposta tirannia che esercitano i comunisti in Empoli con relativa quantità di armi e altre fregnacce, dopo lettura e discussione nella seduta di questo C.L.N. di sabato 8 corr., ci sentiamo in grado ed in dovere di biasimare a nome di questo C.L.N. prima di tutto il galantuomo che è certamente un disonesto ed un provocatore. In secondo luogo perché in Empoli c'è assoluta normalità nell'ordine pubblico, si lavora e si ricostruisce la patria.
In terzo luogo è menzogna pretendere che esistano depositi di armi per non si sa quali loschi motivi giacché tutti i partiti presenti hanno smentita tale insinuazione. Ed infine vorremmo anche dire che gli anonimi si cestinano invece di dargli corso.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(19/09/1945)

Denuncia di fascista trasmessa dal C.L.N. Empoli al C.L.N. di Castelfranco di sotto, C.L.N. Orientano e C.L.N. Cecina.

Comunichiamo agli enti in indirizzo che da informazioni assunte da parte di questo C.L.N. sul passato politico e morale del cittadino B.A. risulta quanto segue:
Fascista della prima ora, capitano della M.V.F.N. console dei battaglioni volontari in Spagna contro i repubblicani spagnoli, diede le dimissioni da capo dei vigili per accusa di avere truffato il municipio. Ottenne il posto di ispettore dei vigili per meriti fascisti, servo fedele della cricca politica allora dominante, sempre alla testa di squadracce nelle dimostrazioni politiche. In seguito a ciò questo C.L.N. lo propone per il campo di concentramento.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(25/09/2/1945)

Verbale di seduta. Presenti: Santini Aureliano, Telleschi Mario, Corti Virgilio, Ferretti Fortunato, Gamucci Orzero, Bini Alfonso, Ragionieri Luigi, Guerrini Ferruccio, Morelli Renato.

a- si concedono L. 2.000 alla famiglia del concittadino Lotti Lino fucilato dai tedeschi.
b- Si concedono L. 2.000 alla famiglia Giunti per la morte di un famigliare, causata da eventi bellici.
c- Si concedono L. 1.000 alla famiglia Lazzeri quale aiuto per lo sfollamento.
d- Si decide di nominare il Sig. Morelli Renato quale rappresentante del C.L.N. nel Comitato comunale contro la disoccupazione.
e- Il C.L.N. delega i signori Bini Alfonso e Ragionieri Luigi quali rappresentanti al convegno del Fronte della Gioventù tenuto in Empoli in data 23 corr.
f- Si assume il signor Cinotti Umberto quale autista della macchina del C.L.N.
g- Si propone che al fascista B.A., direttore della Vitrum, venga tolto il diritto di voto, sia attivo che passivo.
h- Si propone che il fascista T.L. venga mandato in campo di concentramento fermo restando il principio che venga processato a termine di legge se emergono a suo carico reati punibili.
i- Si propone che il fascista P.D. venga mandato in campo di concentramento, fermo restando. il principio di essere processato a termine di legge se emergono a suo carico reati punibili.
l- Si passa il fascicolo del fascista P.F. alla P.S. locale perché inoltri denuncia nel più breve tempo possibile alla Procura del Regno.
m- Si propone che il fascista B.C.A. venga mandato in campo di concentramento fermo restando Il principio che venga processato ai termini della legge se energono a suo carico reati punibili.
n- Si passa il fascicolo del fascista U.I. alla P.S. locale perché inoltri immediatamente la denuncia alla Procura del Regno.
o- Si propone che alla fascista M.E. venga tolto il diritto al voto sia attivo che passivo.
p- Si propone che il fascista M.A. venga messo in campo di concentramento, fermo restando il principio di essere processato se emergono a suo carico reati punibili.
q- Si propone che al fascista S.L. venga tolto il diritto al voto sia attivo che passivo.
r- Si propone che la ex guardia di P.S. G.F. venga mandata in campo di concentramento fermo restando il principio che venga processato se emergono a suo carico reati punibili.
s- Si decide che al fascista T.P. venga tolto il diritto al voto sia attivo che passivo.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(03/10/1945)

Deposizione firmata dall'antifascista Tognetti Giuseppe di fronte al C.L.N. Empoli.

Il cittadino Tognetti Giuseppe nato a Empoli e residente a Sovigliana nel Comune di Vinci, alla presenza dei membri di questo C.L.N. dichiara quanto segue:
Arrestato nel 1921 per i famosi fatti di Empoli venni scarcerato agli ultimi del 1927 senonché dopo alcuni giorni venni aggredito da un gruppo di fascisti empolesi dei quali potei riconoscere il C.V. allora Sindaco del Comune, M.D., S.R., vetraio ausiliare della Taddei, ed altri che non conobbi. Essi erano armati di pistole e bastone e mi ridussero in condizioni pietosissime tanto che dovetti restare a letto per oltre 15 giorni. Il fatto accadde in P.zza Garibaldi Empoli.
Firmato Tognetti Giuseppe.

(04/10/1945)

Pratica informativa relativa al fascista B.R. detto “PICCHINE” di Empoli inviata al Commissariato di P.S. di Empoli.

Questo C.L.N. nella seduta del 2 ottobre corr.a. ha preso in esame la pratica informativa relativa al fascista B.R., dalla quale è emerso che trattasi di elemento già appartenente a squadre di azione in compagnia del famigerato G.F. (ex federale di Livorno) e del Ten. C. (della M.V.S.N.) tutti gregari del Console O. di Empoli.
Elemento zelante, profittatore del regime il che gli ha permesso di arricchirsi trafficando in stoffe a mezzo di automezzi tedeschi e permessi tedeschi. In conseguenza di quanto sopra questo C.L.N. lo propone all'autorità in indirizzo
per l'internamento in campo di concentramento nonché per le dovute sanzioni previste per i profittatori di regime.
Gradiremo conoscere l'esito della proposta.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(10/10/1945)

Copia atti informativi relativi al fascista C.R. di Fontanella.

Iscritto al fascio dal 1921, pessimo soggetto, bastonatore, ha preso parte al direttorio del fascio, aiutante del dott. T. nelle sue losche imprese.
(estratto dall'originale n° 1538 cartella f.

(10/11/1945)

Pratica informativa prodotta dai RR.CC. stazione Bastia di Empoli, relativa al fascista C.G. inviata al C.L.N. Empoli.

In risposta al foglio 2891 del 29.09.1945, pervenuto pel tramite del R.Ufficio di P.S. di Empoli, si riferisce che da informazioni assunte sul conto del C.G. risulta quanto segue:
Il C.G., qui residente è stato fascista, Marcia su Roma e sciarpa Littorio. Non è stato possibile appurare se egli sia stato anche squadrista perché non è mai stato visto portare le insegne di detta qualifica. Il suddetto individuo è attualmente impiegato delle FF SS. Risulta di buona condotta morale benché agli atti di questo ufficio, risulta condannato dal Pretore di Empoli, in data 17 ottobre 1925, a mesi uno e giorni 20 di arresto e L. 600 di pena pecuniaria, per porto abusivo di rivoltella.
Circa la denunzia sporta di un'aggressione compiuta dal C. dalle indagini compiute da questo Comando, non sono emersi elementi a carico del suddetto per mancanza di testimonianze, comunque in data odierna è stato rimesso al sig. Pretore di Empoli un rapporto dettagliato ove l'Autorità Giudiziaria competente potrà stabilire le responsabilità.
Il Brigadiere comandante la stazione Giacomelli Luigi.

(17/12/1945)

Verbale di seduta.

Presenti: Santini Aureliano, Telleschi Mario, Ragionieri Catone, Ragionieri Luigi, Bini Alfonso, Barzagna Mauro, Ferretti Fortunato, Gamucci Orzero, Guerrini Ferruccio, Morelli Renato.
a- Il C.L.N. decide di concedere il mensile doppio a tutti i dipendenti del C.L.N. (tredicesima mensilità).
b- Si decide di convocare tre patentati delle guardie notturne nell'intento di farli sostituire dagli organi preposti ai tre in servizio non regolarmente autorizzati e non moralmente idonei.
c- Si decide di passare il fascicolo del fascista M.L. alla P.S. locale per il procedimento che le compete.
d- Viene deciso di passare il fascicolo informativo del fascista M.T. alla P.S. locale ed alla delegazione Provinciale dell' Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo.
e- Il C.L.N. chiamato a conciliare localmente la vertenza fra Federterra e Confida sez. Empoli, esaminate le richieste della Federterra ne dà il suo appoggio qual'ora dette richieste non fossero accettate dalla Confida, per ciò che riguarda i punti 1-2-4-5 avendo per intento di destinare la metà dell'importo del 10% (quinto punto della richiesta) ad opere di pubblica utilità. L'altra metà a migliorare le condizioni poderali a mezzo Federterra.
f- Sul punto tre non essendoci unanimità nel C.L.N. siamo d'accordo in linea di massima di cercare una proposta di conciliazione tra le due parti in questione.
g- Questa la posizione che sosterrà il C.L.N. nella seduta straordinaria di lunedì 17 corr. difronte ai rappresentanti della Federterra e della Confida empolesi.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(19/12/1945)

Testimonianza firmata trasmessa al C.L.N. Empoli.

Il sottoscritto Tizzi Rinaldo Maresciallo delle guardie notturne dell'Istituto di Polizia Privata “Lince” già “Biamonte” dichiaro quanto appresso:
Botti Gaddo. quale guardia notturna dello stesso mio Istituto fu chiamato in mia presenza dal Commissario di P.S. T. e minacciato di non praticare il Sig. Gino Romboli perché segnalato di idee sovversive, con minaccia di togliergli il decreto di guardia notturna. Nonostante detto richiamo esso continuò a praticarlo normalmente. Dichiaro inoltre che il suddetto Botti durante il tempo che è stato in mia compagnia non ha mai professato idee spinte verso il fascismo e non ha mai sindacato l'operato degli antifascisti.
Faccio presente che gli agenti notturni in base al decreto a loro concesso dalla Questura devono essere a completa disposizione delle Autorità di P.S., però dal periodo dal 1937 fino al richiamo alle armi mio e del Botti (1940) approfittando di tale clausola del decreto, fummo costretti dal Commissariato a partecipare a tutti i servizi da loro richiesti: arresti, pattuglie ecc.
Firmato Tizzi Rinaldo.

(22/11/1945)

Verbale di seduta C.L.N. Empoli.

Presenti: Santini Aureliano, Telleschi Mario, Sani Ricciotti, Guerrini Ferruccio, Morelli Renato, Gamucci Orzero, Barzagna Mauro, Ragionieri Luigi.
a- Si propone che il fascista ed ufficiale della milizia C.V. sia espulso dall' ufficio presso il quale era impiegato in qualità di capo Uff. Tecnico (Consorzio idraulico del Comune di Empoli) comunicando la decisione al Sindaco.
b- Si approva l' assunzione a guardia notturna del cittadino Fiaschi Ugolino.
c- Presa in esame la posizione di alcuni operai già da tempo sospesi in seguito al loro passato politico, il C.L.N. consiglia la riassunzione di alcuni sui quali non gravano forti responsabilità, dandone comunicazione alla C.C.L. ed all'ufficio di collocamento.
d- Il C.L.N. decide di pagare alcune famiglie Empolesi già ammesse alla pensione provvisoria da parte del sottocomitato Pro vittime politiche, la somma di L. 7.000.
Il Segretario Telleschi Mario.
Il Presidente Santini Aureliano.

(28/12/1945)

Testimonianza firmata e denuncia relativa all'uccisione di Pasqualetti Luigi.

Il giorno di marzo del 1944 dopo l'uccisione del fascista repubblicano M.L., io sottoscritto Innocenti Duilio ho assistito al colloquio avuto tra il M.E. e il M.R. il quale disse:
“non vi allarmate che io vi garantisco che al trasporto di vostro figlio ci sarà un altro morto”.
Inoltre ho assistito alla cattura di diversi coloni che stavano di casa ove avvenne il fatto e dichiaro che tanto il M. che gli altri furono molto spavaldi nei confronti dei catturati, anzi il M. sparò un colpo di rivoltella in direzione di uno dei fratelli Selmi il quale colpo per fortuna andò a vuoto. Indi col calcio della pi***la tirò un colpo nella testa dello stesso spaccandogliela. Dopodiché questi coloni furono caricati sopra a un camion e portati alle carceri di Empoli. I trasportati furono 7 della famiglia Selmi, 5 della famiglia Terreni e 2 della famiglia Michelucci.
I fascisti erano: M. capo della provincia di Firenze, P.G., M.R., S.G., C.O., B.R., P.P., M.I., M.E., e in ultimo O.
Difatti la sera stessa nella località opposta (nel comune di Vinci) venne barbaramente ucciso il colono Pasqualetti, dove si presume abbia preso parte il M.R.
in fede: firmato Innocenti Duilio.

(28/12/1945)

Testimonianza firmata riguardante l'aggressione di Poggio Tempesti raccolta dal C.L.N. Empoli.

Io sottoscritto Tempesti Gino da Cerreto Guidi dichiaro che nel novembre 1921 mentre mi trovavo con altri compagni a portare da mangiare ai nostri genitori arrestati innocentemente per i noti fatti del Poggio Tempesti, fummo aggrediti da una squadra di donne fasciste che cominciarono a picchiare con grossi bastoni e parecchi di noi rimanemmo feriti. Le donne fasciste che ci aggredirono erano le seguenti: B.P. (segue indirizzo), Z.N. (segue indirizzo), S.L. (segue indirizzo), B.C. (segue indirizzo), B.E. (segue indirizzo), P.G. (segue indirizzo).
Le suindicate sono tutte di Cerreto Guidi.
Firmato Tempesti Gino.

(24/06/1946)

Lettera inviata dal C.L.N. Empoli alla Commissione Interna dello Zuccherificio di Granaiolo.

Questo C.L.N. dietro richiesta degli operai nonché della Direzione dello dello stabilimento di Granaiolo, ha preso in esame la posizione politica del cittadino B.G. già residente a Granaiolo ed impiegato presso lo Zuccherificio quale dottore chimico.
Dalla scorta delle informazioni esistenti, che trovano larga conferma nell'opinione pubblica della frazione di Fontanella e circonvicine, risulta che il dott. B. è stato un fascista di vecchia data, convinto che non ha mai esitato ad imporre a diversi cittadini di iscriversi al fascio minacciando di sanzioni coloro che si rifiutavano, era ufficiale della milizia, ha preso parte a rastrellamenti di renitenti alla leva, ha fatto picchiare cittadini che praticavano elementi antifascisti, ha minacciato di sparare addosso ai renitenti qual'ora li avesse incontrati tenendo nel terrore le famiglie di quest'ultimi. Ha fatto parte del gruppo che uccise a Cerreto Guidi il noto antifascista Pasqualetti pur non conoscendo se l'omicidio venne compiuto da lui o da altri suoi amici.
Tenuto conto di quanto sopra e considerato quali ripercussioni si avrebbe tra la popolazione con la sua riassunzione nello stabilimento di Granaiolo, assunzione richiesta dalla ditta, riteniamo opportuno che il B. sia esonerato per sempre da codesto Zuccherificio lasciando ad esso possibilità di occupazione in altro stabilimento della stessa società in altre città dove egli non è conosciuto.
Ciò è consigliato dalla necessità assoluta di non turbare l'ordine pubblico in questo momento che tutto è teso alla pacificazione dei cittadini.
La direzione è pregata disporre del trasferimento del B. come anzidetto, sicuri che saprà comprendere l'esigenza del momento nonché la possibilità lasciata al suo dipendente di riambientarsi altrove, benché gravino a suo carico responsabilità non trascurabili.
PER IL C.L.N.
Il Segretario Barzagna Mauro.
Il Presidente Catone Ragionieri.

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